Non credo ci possa essere discussione: attualmente Messi è il miglior giocatore del mondo. Due Palloni d’Oro ed il terzo in arrivo sono lì a dimostrarlo. Si tratta dell’erede designato di Maradona: anche stesso piede letale, il sinistro. A fare la differenza per adesso è il rendimento con la maglia della Nazionale. Diego trascinò i suoi al titolo mondiale, Leo con l’albiceleste sembra uno dei tanti. Ha tempo per emulare e magari
superare Maradona: in fin dei conti, Messi ha solo 24 anni. Però con l’Argentina sembra bloccato, non è mai lui. Non è quello che incanta con il Barcelona, diventa uno dei tanti. Contro l’Uruguay ha saltato spesso l’uomo in velocità, ma poi si perdeva, ogni tanto ha tirato fuori un assist interessante, sì, ma mai un tiro davvero insidioso o una giocata decisiva. Ho come la sensazione che, per non essere accusato di egoismo, con l’Argentina Messi tenti meno l’azione personale e cerchi molto i compagni, forse troppo. Se dovessi dargli un voto dopo il match con l’Uruguay, gli darei 6, non di più: la partita che ha fatto è stata sufficiente. Non sono tra quelli che pensano che se Messi gioca una partita normale debba prendere 5 in pagella, no. Ha due gambe tutti gli altri ed è umano: il 6 rimane 6. Ma da lui è lecito aspettarsi qualcosa in più. E in Argentina stanno aspettando da un bel po’.
Per la Juventus l’unica speranza per arrivare ad Aguero era che facesse una brutta Copa America: puntualmente, l’argentino ha segnato all’esordio contro la Bolivia. Era partito in panchina, è entrato al posto di Lavezzi (che forte delle 6 reti segnate in A ha il posto da titolare…) ed è stato subito decisivo. Non solo ha segnato, ma ha anche fatto un bel
gol. Nella Liga, tuttavia, Aguero ha già dimostrato il suo valore. Per questo, mi sembra strano che in tutta Europa non ci sia un altro club sulle sue tracce. Il Real Madrid, per esempio, che non si è ben capito se abbia preso o no Neymar, oppure il nuovo Chelsea di Villas Boas: le due minacce per la Juventus dovrebbero essere questi due club che, se si muoveranno, faranno fuori i bianconeri dall’asta per Aguero, c’è poco da fare. A quel punto, la Juve potrebbe ripiegare su Rossi, che male non sarebbe, e che potrebbe costare anche un po’ meno. Oppure, alla fine, arriverà Vucinic: in questo caso, il montenegrino potrebbe essere preso per farlo giocare largo. Insomma, per stare in un ruolo che non è il suo e che non ha mai gradito nemmeno a Roma. Comunque, tutto si deciderà tra quasi due mesi: il mercato è lungo e ci sarà tempo per buttare via soldi, tranquilli. Nel frattempo, di Bastos non si sa più nulla. E pensare che sarebbe stato l’ideale.
Rivalutato il Pallone d’Oro dato a Sammer, e magari anche quello di Belanov. Niente contro Messi, ci mancherebbe: il talento puro e debordante dell’argentino non si discute. Se parliamo di giocatori offensivi, il più forte del pianeta è lui, e a contendergli lo scettro può essere solo Cristiano Ronaldo, questione di gusti, perchè a quantità di gol e giocate siamo lì. Ma il Pallone d’Oro che Messi ha vinto ufficialmente ieri sera non doveva essere suo. Sempre che valgano tutti i vecchi criteri di una volta, sia chiaro. Con il Barcelo
na ha disputato un 2010 stratosferico, ma al Mondiale si è fatto vedere davvero poco. Iniesta e Xavi quel Mondiale lo hanno vinto e non si può dire che nei loro rispettivi ruoli siano degli sprovveduti e in Nazionale come nel Barcelona sono importantissimi. Perchè se Leo segna, dietro c’è qualcuno che costruisce. Ergo, lo meritavano più di lui. Il mio favorito, fatto però fuori da tempo, era Sneijder: più vincente a livello di club degli altri, autore di un Mondiale di altissimo livello, con tanti gol e la tanta agognata coppa solo sfiorata. E poi, se lo ha vinto Messi, a questo punto poteva vincerlo anche Milito, sempre decisivo con la casacca dell’Inter e non pervenuto in Sudafrica (ma non per colpa sua). Allenatori, capitani delle nazionali, giornalisti: hanno votato tutti, il risultato è stato sbagliato, modesto parere. Tutta colpa dei giornalisti.
OK, lo dice il Daily Mail, quindi la notizia potrebbe anche non avere nessun fondamento. Secondo la versione online del giornale inglese, tra i candidati a succedere a Martin O’Neill sulla panchina dell’Aston Villa ci sarebbe anche Diego Armando Maradona. Potrebbe essere tranquillamente classificata come “bufala”, peccato che l’agente dell’ex “Pibe de oro”, Walter Soriano, stia per incontrare il proprietario del club inglese
Randy Lerner e che abbia detto che “Diego ama molto il calcio inglese e intende trasferirsi in Inghilterra per allenare l’Aston Villa“. Nonostante il carisma, che di sicuro non gli fa difetto in Argentina ma magari lontano dalla culla albiceleste sì, Maradona non è esattamente un allenatore di calcio. Può essere un trascinatore, ma non mi sembra certo l’uomo adatto per far fare il salto di qualità ad una squadra. La sua Argentina al Mondiale, per dire, con il potenziale d’attacco che aveva ha fatto il minimo sindacale ai gironi, e poi si è sfracellata contro il primo scoglio vero, quello tedesco. L’Aston Villa è una società ricca di storia, capace anche di vincere la Coppa dei campioni, con un bacino di utenza importante e con una proprietà straniera, cosa ormai non inusuale in Inghilterra. Tuttavia, non riesce a fare il salto di qualità. Un tempo per un argentino era dura stare in Inghilterra, se è vero che Ardiles fu costretto a prendersi un anno sabbatico al Paris Saint Germain. Questo gli fa un gol di mano, poi scarta tutta la squadra e ne segna un altro completando la doppietta più memorabile della storia del calcio, e loro gli darebbero anche una panchina. Come cambia il mondo…
Se sapesse allenare sarebbe un grande allenatore. Scherzi ed espressioni lapalissiane a parte, Diego Armando Maradona non è più il commissario tecnico della “sua” Argentina. La notizia era nell’aria, ed è stata ufficializzata da un portavoce della federcalcio di Buenos Aires, secondo il quale “non c’erano le condizioni”. per il rinnovo del contratto. Non si capisce bene se non ci fossero da parte di Maradona o da quella della
federazione. Fatto sta che si è chiusa un’avventura piuttosto turbolenta, sicuramente non anonima, esattamente come ci si poteva aspettare, tra clamorose sconfitte, vittorie sofferte, esclusioni eccellenti, polemiche, giocate da ricordare ed un Mondiale da cui l’Argentina è uscita troppo presto e soprattutto malamente. Il materiale umano era eccellente, l’attacco, in particolare, era sontuoso: ma a calcio si gioca in undici e forse Diego se l’è dimenticato. Forse, quando era in campo, non gli è mai importato chi fossero gli altri: Maradona più altri dieci, tanto bastava a far preoccupare gli avversari. E dire che a disposizione aveva il suo unico potenziale erede, quel Messi che però dal punto di vista caratteriale non è ancora da Pallone d’Oro, e chissà se mai lo sarà. Non è detto che un grande giocatore diventi un grande tecnico: Maradona è l’esempio classico e non credo che riproverà a cimentarsi in panchina, di sicuro non al di fuori della sua Argentina. Che, comunque vada, vorrà per sempre bene al suo numero 10 più celebre. E poi, dando un’occhiata alla foto qui sopra, tutto questo può considerarsi un successo.
In attesa della finale dei Mondiali, uno sguardo al calciomercato. Non che stia succedendo molto, anzi. L’Inter sta bene com’è e valuta la possibilità di cedere (a malincuore, suppongo) Balotelli, mentre ormai sembra poter trattenere Maicon in nerazzurro. Il Milan vive un periodo di austerity e si è limitato, per ora, alle acquisizioni di Yepes e Amelia. La Roma è dietro a beghe societarie, la Fiorentina è ferma, il Palermo pensa a vendere, la Sampdoria, nonostante l’impegno della Champions League non si sta rinforzando. Le vere
rivoluzioni, per adesso, sono state in panchina. L’unica società che si sta muovendo è la Juventus, per forza di cose: dopo la sciagurata stagione 2009/10 urgono interventi. A Torino, per ora a Pinzolo, sono arrivati onesti giocatori, non campioni. Ma d’altra parte il calcio non è scienza esatta: a volte pensi di esserti messo in casa un fuoriclasse strapagato e poi ti rendi conto di aver toppato. L’età media si sta abbassando, quello è certo. Si abbasserà ancora di più quando sarà ceduto Trezeguet: dieci anni in bianconero, dieci anni di gol, con due ultime stagioni da dimenticare. Ma la punta vista fino al 2008 è stata di assoluto livello e non a caso il franco-argentino è lo straniero più prolifico della gloriosa storia juventina. Completo, ambidestro, letale di testa ed eccezionale in acrobazia, con un fiuto del gol infallibile. Questo è stato Trezeguet. Per ripartire, alla Juve basterebbe uno forte la metà di lui. Ma dove andrà? Le ultime voci lo vogliono a Napoli: da tifoso bianconero mi metterebbe tristezza vederlo in Italia con un’altra maglia, però in quella piazza lo vedrei davvero bene. Tra età avanzata ed ingaggio pesante, stavolta è davvero giunto il momento dell’addio. Napoli, Argentina, Francia, Inghilterra, Spagna, Emirati Arabi: ovunque andrai, David, buona fortuna. E grazie di tutto.
In fondo, è la semifinale più giusta. Sarà Spagna-Germania, due europee che si ritrovano davanti dopo la sfida decisiva per l’assegnazione dell’Europeo di due anni fa. Dall’altra parte del tabellone si affronteranno Uruguay e Olanda: il Vecchio Continente, insomma, si sta prendendo questo Mondiale. Comunque vada, sarà una finale suggestiva, possibile che sia inedita. La Spagna in fondo non è mai arrivata, l’Uruguay sì, ma sfidando Brasile e Argentina. L’unica finale “ripetibile” è quella del 1974, che vide la Germ
ania superare l’Olanda. Da appassionato di calcio, mi piacerebbe proprio che a giocarsi questo Mondiale fossero la Spagna e l’Olanda: per entrambe sarebbe la prima vittoria. Le due partite di ieri hanno messo in chiaro una cosa, ovvero che i tedeschi tra naturalizzazioni ed immigrazioni possono cambiare, ma sono sempre in grado di dare fastidio a tutti. Quattro reti all’Inghilterra, quattro all’Argentina. Per vincere il Mondiale, la Germania dovrà fa fuori la Spagna e con ogni probabilità l’Olanda: insomma, non si potrà dire che i ragazzi di Loew abbiano avuto un cammino facile. La Spagna invece fatica, prigioniera del suo gioco e dei suoi palleggiatori: o arriva in porta con la palla, oppure sono dolori. Il calcio è strano, e poteva regalarci l’operaio Paraguay in semifinale, se Cardozo non avesse sparato il rigore addosso a Casillas. Ma con i se e i ma non si va lontano: Villa è spagnolo e ancora una volta la zampata letale l’ha messa lui. E l’ottima Larissa Riquelme non si spoglierà. Maledetto.
Uno su due non è male. Parlo del mio pronostico… Dunque, una tra Uruguay e Ghana andrà in semifinale: se succedesse agli africani sarebbe qualcosa di storico, se ci riuscisse la Celeste sarebbe lo stesso un’impresa, visto che i giorni di gloria uruguayano sono, diciamo così, piuttosto datati. Quel francobollo di terra incastrato tra Argentina e Brasile ha prodotto negli anni tantissimi buoni giocatori, ma le vere vittorie risalgono al bianco e nero, ai tempi del Maracanazo. Guarda caso, in semifinale, se ci arrivasse, l’Uruguay potrebbe
incrociare il Brasile, che con ogni probabilità, però, dovrebbe prima superare l’Olanda, una nazionale che sarebbe anche ora lo vincesse, il Mondiale. Comunque, oggi non tocca a loro. Oggi è il giorno della sfida più importante degli ottavi, quella tra Inghilterra e Germania. Il calcio è uno sport che si gioca in undici contro undici e dove alla fine vincono i tedeschi, almeno secondo Lineker, uno che farebbe comodo a Capello lassù in coppia con Rooney. Comunque vada, il Mondiale perderà una dele sue protagoniste storiche”. Stasera, poi, altra esibizione dell’Argentina, squadra infarcita di campioni e dall’attacco mostruoso. Sulla sua strada c’è il Messico, formazione in grado di creare qualche problema, vista la velocità dei suoi giocatori. Il Mondiale entra sempre più nel vivo, e noi siamo già fuori. Tristezza. Ah ultima cosa: complimenti a chi non ha comprato Suarez prima che iniziasse Sudafrica 2010.
Adesso sappiamo come saranno gli ottavi di fnale: ce ne sono alcuni di gran lusso, tra rivalità storiche e territoriali, mentre ci sono anche partite dall’esito scontato, o con protagonisti poco quotati. Fatto sta che una tra Corea del Sud, Stati Uniti, Uruguay e Ghana andrà in semifinale, e sarà comunque una manna per chi supererà ottavi e poi quarti di finale da quella parte del tabellone. Ma passerei ai pronostici, che come sempre non azzeccherò: tra Uruguay e Corea del Sud il cuore mi dice Celeste, e voglio dargli ragione. Stati
Uniti-Ghana la vedo francamente come una partita indecifrabile, però credo nella crescita del movimento a stelle e strisce, dunque voto per Donovan e compagni. Tra Germania e Inghilterra il cuore mi dice la seconda, ma stavolta cambio e dico Germania, che nel complesso è più squadra. Olanda-Slovacchia sembra l’ottavo di finale dall’esito più scontato e non credo che dopo averci fatto fuori Hamsik e soci riusciranno a fare lo stesso con i tulipani: Olanda, tutta la vita. Anche su Brasile-Cile pochi dubbi: avanti i verdeoro, così come l’Argentina contro il Messico. Tra Paraguay e Giappone non saprei, ma scelgo i sudamericani. Dunque, secondo il mio pronostico, quattro delle otto squadre ai quarti verranno dall’America Latina… Manca una partita, il derby iberico, che andrà alla Spagna. Che però poi non vincerà il Mondiale. La butto lì. Ma siccome non ne indovino mai una, a Madrid potrebbero anche già iniziare a fare i caroselli.
Che io simpatizzi per l’Uruguay non è un mistero, fin dai tempi delle merendine. Ho da sempre un debole per le nobli decadute e sono contento che questa nazionale si stia facendo valere in questo Mondiale. Manifestazione che perde dopo i gironi la squadra ospitante, ma che almeno è riuscito a darci la soddisfazione di vedere quell’Armata Brancaleone chiamata Francia ancora sconfitta. Chiedo scusa all’Armata
Brancaleone, sia chiaro. Non che l’italia stia facendo faville, ma ci si accontenta di queste piccole cose… A proposito di piccole cose, sarebbero bastati degli accorgimenti minimi alla Nigeria per superare la fase a gironi, come per esempio mettere tra i pali un portiere, oppure spingere sempre tra i pali, ma quelli avversari, il pallone. Ma si vede che non era destino per le africane. Il destino sembra invece dire Argentina. Certo, anche quando mette in campo le riserve Maradona può comunque schierare una squadra da paura, però il Pibe de oro si sta dimostrando un buon tecnico, o almeno è uno di quelli che non peggiora le squadre. Non sembra essere, diciamo, un Domenech. E’ un istrione, le sue conferenze stampa non sono mai banali, ha un intero paese che pende dalle sue labbra e i giocatori lo venerando come un dio, lui che di divino almeno una cosa ce l’ha, la mano. Ok, due, perchè ci metto anche il piede sinistro. Come quello di Messi: se inizia a fare gol anche lui, per il Mondiale sarà meglio ripassare nel 2014.
