Adesso tutto è possibile

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

E’ partito il nuovo corso della Nazionale targata Prandelli. Fatti fuori i rami secchi, ecco una ventata di novità, alcune davvero gustose. Innanzitutto, ecco finalmente convocati Cassano e Balotelli: l’inventore delle “cassanate” e il suo unico legittimo erede insieme, a braccetto, nell’Italia. Probabilmente titolari: insomma, un’entrata dalla porta principale. A questo punto, se tutto va come deve andare, l’Europeo del 2012 lo abbiamo già in tasca. Sempre che non ci si metta di mezzo Amauri, convocato senza un vero motivo da Prandelli. L’unico può essere quello che, in caso di annata da venti reti, ci faccia un pensierino il Brasile, ma qua, sinceramente, come condizione la vedo doppiamente impossibile. In mezzo al campo, sorta di staffetta tra i cagliaritani Cossu e Lazzari: il secondo ha dalla sua, se non altro, il fattore-età. Grosse novità ci sono anche dietro, con gli esordienti (almeno nelle convocazioni) Antonini, Astori, Lucchini e Molinaro. Roba da brividi: questi un tempo sarebbero stati come minimo seste/settime scelte nei loro rispettivi ruoli. Comunque, Astori è giovane e ci può stare, Antonini gioca sulla duttilità e sul fatto che forse anche Prandelli lo ha preso per uno che giocava in Primavera fino a due anni fa, Lucchini rappresenta un premio per la stagione della Sampdoria e Molinaro può godere, nonostante i suoi piedi osceni, del fatto che nell’Italia non si vede un terzino sinistro degno di questo nome dai tempi di Grosso versione 2006. Comunque, con Cassano e Balotelli niente ci è precluso, nonostante il fastidioso blocco juventino di nuovo che si fa nuovamente minaccioso all’orizzonte.

Un lampo nella pioggia

Filed under: Europa League by: Matteo Innocenti

Rimarrò sempre dell’opinione che se un portiere si fa infilare sul suo palo da una punizione calciata da 35 metri è sempre colpa sua. Se metti la barriera devi stare poi dall’altra parte della porta, sennò succede che fai il mezzo passo e uno come Del Piero ti frega. Ma d’altra parte stiamo parlando del portiere degli Shamrock Rovers, con tutto il rispetto possibile per la squadra irlandese. Onore agli avversari della Juventus, che hanno onorato una partita che oggettivamente aveva poco da dire, aiutati da un clima che ha fatto temere la sospensione della gara. Più pallanuoto che calcio nel primo tempo, quasi calcio nel secondo, dove effettivamente si è vista di più la differenza tra le due squadre. Bene Del Piero, decisivo, ancora fuori dal gioco Diego, che è e sarà sempre meno attaccante del capitano. Amauri ha lottato, ma stavolta non ha segnato: comunque è stato tra i migliori. Per quanto riguarda le fasce laterali, che saranno il vero ago della bilancia della stagione bianconera, sottotono Pepe, che sembra avere un bel cross, meglio Lanzafame, se non altro più volenteroso. Il suo problema è che non cerca mai il fondo, ma tende sempre ad accentrarsi. Come avrebbe fatto Giovinco, insomma, ceduto in prestito proprio al Parma, da dove arriva Lanzafame. Adesso per la Juventus c’è lo Sturm Graz: aumenta la difficoltà dell’impegno, meglio così.

Pratica archiviata

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OK, ho sbagliato, pensavo che gli Shamrock Rovers fossero una squadra paragonabile ad una che in Italia fa una bassa Serie B. In realtà somigliano di più ad una da Serie D. Comunque, dopo la sciagurata annata 2009/10, meglio non fidarsi di nessuno, mai. Nel calcio tutto è possibile, anche che la Juventus faccia una stagione come quella passata. Dunque, bene così, 2-0 e qualificazione già certa. Non che nel doppio scontro ci fossero dubbi su chi si sarebbe qualificato, ma così la partita di ritorno sarà un allenamento, che in fase di preparazione non fa mai male. Qualcosa di buono c’è davvero, in qusto risultato, ed è la buona mole di gioco sviluppata sulle fasce, da Pepe in particolare, che sembra anche in discreto crossatore. La palla in mezzo per il 2-0 l’ha messa Motta: manna per Amauri, che ha nel gioco aereo il suo unico vero punto forte, quello in cui è davvero tra i primi in Italia. L’avversario non era dei più temibili, vero, non aveva a che fare con Samuel, Terry o Vidic, però ha già segnato quasi un terzo delle reti dell’anno passato. Certo, ripartire con Amauri titolare non sarebbe certo il massimo, dopo il fallimento della sua seconda stagione in bianconero. Ma se continuasse come è partito, magari chiuderei un occhio. Ma rimango dell’opinione che la Juve abbia davvero bisogno di un grande centravanti.

Non succede, ma se succede…

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Quanto può essere credibile un titolone di Marca? Pur non essendo un esperto di stampa spagnola, suppongo la risposta sia poca. Però una piccola, infinitesimale speranza la voglio tenere per me. “Un tanque para sustituir a Raul”: questo grandissimo giocatore che ha fatto la storia del Real se n’è andato in Germania, allo Schalke 04, e per sostituirlo, almeno dal punto di vista meramente numerico, Mourinho avrebbe chiesto un attaccante di peso. Non solo, avrebbe anche fornito una mini lista con tre opzioni: Mario Gomez, Hugo Almeida e Amauri. Buongustaio, Mourinho, c’è poco da dire. Però la richiesta ha una sua logica: Mourinho, per variare le soluzioni offensive, potrebbe davvero volere uno specialista nel gioco aereo. Uno per il quale non spendere troppo, magari, visto che sarebbe una riserva. Se fossero davvero questi i candidati, Amauri partirebbe comunque svantaggiato dal fattore età: Gomez ha 25 anni, Almeida 26, lui già 30. Il favorito per il prezzo sarebbe invece il portoghese: Amauri è stato valutato più di 20 milioni appena due anni fa, non parliamo poi di Gomez, il cui trasferimento al Bayern Monaco era stato pesantissimo dal punto di vista economico. Una punta deve fare i gol, però: qua chi è il favorito? Per le reti segnate finora in carriera proprio Gomez, poi tra Amauri e Almeida c’è sostanzialmente una parità all’insegna della mediocrità. Almeida ha dalla sua, però, la carta della “portoghesità”, che potrebbe contare qualcosa, se queste voci di mercato avessero un fondamento di verità. Amauri potrebbe guadagnare posizioni per un fatto, cioè perchè Mourinho lo conosce bene, avendolo avuto nel suo campionato per due anni. Ah, no, giusto. Questo non giocherebbe a suo favore.

Cominciamo bene

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Quando si dice che la salute è tutto. Alla Juventus cambiano i giocatori, cambia la dirigenza, ma da quel punto di vista è sempre la stessa musica. Musica decisamente pessima: si sono già infortunati Manninger e Iaquinta. Se quello del portiere austriaco, destinato ad essere secondo e poi terzo con Buffon (operatosi per non farsi male mai più), è uno stop che non preoccupa, lo fa decisamente di più quello dell’attaccante, perchè dopo un anno passato in infermeria ha ricominciato la stagione allo stesso modo. Un infortunio di Iaquinta non dovrebbe essere grave per una squadra come la Juve, se fosse una Juve vera: ma questa è ancora in costruzione e non è detto che in avanti arrivi qualcuno. Questa squadra è destinata a fare (purtroppo) grande affidamento su Iaquinta e non è un buon segno in generale, se parte rotto è ancora peggio. Nei primi giorni di ritiro si era fatto male anche Del Piero, ma è stata una cosa da poco. Si trovava a Pinzolo. Iaquinta, invece, ha avvertito il riacutizzarsi di un problema patito al Mondiale mentre si allenava a Vinovo: l’ennesimo indizio che Capello, quando lì non voleva stare, forse non aveva tutti i torti. Chi ben comincia è a metà dell’opera: ecco, per questa Juve l’inizio è già in leggera salita.

Benitez per ripartire

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In attesa di sviluppi da Napoli (sviluppi che non ci saranno, nda), parliamo un po’ di calciomercato. Quanto incide un allenatore nel rendimento di una squadra? C’è chi dice il 5%, c’è chi moltiplica per dieci la percentuale. Mourinho direbbe 100%. Quello che ho capito è che il “manico” conta, eccome. Sarebbe almeno fondamentale non mettere in panchina uno che del tecnico ha solo visto e non fatto il mestiere, metterci uno davvero bravo alla squadra non farà mai male. Alla Juve credo che finalmente l’abbiano capito: questa stagione, è andata a farsi benedire anche a causa del fatto che in panchina c’era uno come Ferrara, grandissimo giocatore, immagino simpatica ed affabile persona, ma scarso allenatore. Insomma, sembra che a Torino arriverà Benitez: mi pare strano, ma le conferme ci sono. D’altra parte il Real Madrid punta tutto su Mourinho, ed immagino che al portoghese questo non dispiaccia. Lo spagnolo ora al Liverpool sarebbe l’uomo giusto? Di sicuro ha dimostrato di poter arrivare in alto anche con squadre non eccelse dal punto di vista tecnico, e questo non è un male, vista l’attuale rosa della Juventus. Difficile in ogni caso che si porti qualche bel giocatore da Anfield: i tifosi bianconeri possono abbandonare fin da ora i sogni chiamati Gerrard e Torres, al massimo arriverà N’Gog. Anzi no: in attacco si riparte con Amauri, che sarà galvanizzato dal grandissimo Mondiale che farà con l’Italia.

Oscena anche la Juve che verrà

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Aiuto. Non bastavano le prestazioni sportive al di sotto delle aspettative, diciamo così. Nessuno sembra che voglia venire ad allenare la Juve l’anno prossimo, anche se a questo proprio non ci credo. Analizziamo però i fattori prettamente estetici: facciamo schifo, però almeno dovremmo cercare di farlo con stile. Ed invece no: stamattina leggo la Gazzetta dello Sport e apprendo che “in questi giorni la società deve comunicare alla Nike il marchio da applicare sulle nuove maglie, che avranno le strisce zigrinate”. Via i trattori, ecco probabilmente l’agenzia di scommesse BetClic, che pare però voglia pagare poco. Giustamente, dico io: avere lo sponsor su quella maglia non è che di questi tempi sia motivo di vanto. Eh vabbè, formalità. La vera perplessità è per le strisce zigrinate: le immagine che appaiono digitando “maglia juventus strisce zigrinate” sono agghiaccianti, per non parlare delle anticipazioni sulla divisa di riserva. A questo punto, cambiamo anche il nome della squadra, vi prego. Sono cose da prendere con le molle, vero, però non si sa mai. A proposito di nomi, poi, circola una voce che vorrebbe che l’azienda candidata a dare il nome al nuovo stadio fosse la Conad, che ha già acquistato le aree commerciali. Ottimo, una Juve con quella maglia che gioca alla Conad Arena. Svegliatemi a settembre del 2011.

Propaganda

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Eccoci, sono partite le campagne elettorali: a questo punto facciamo i referendum per decidere chi portare in Sudafrica. Prima Balotelli, che deve essere chiamato in azzurro (quello dei grandi) assolutamente. Il talento c’è, ed è purissimo, però non è che stia facendo la stagione del boom, quella 10 e lode e mani spellate dalla foga di applaudirlo. Lui dice che al Mondiale ci andrà, ed invita tutti a scommetterci. Secondo me ci va, ma con il Ghana, e lo dico sul serio. Una tale sicurezza forse vuol dire che si è già sentito con il loro tecnico e la punta dell’Inter mi dà l’idea di essere uno capace di farla davvero questa “mattata”. Detto questo, Lippi non lo chiamerà mai, a questo punto: il ct è orgoglioso ed essere stuzzicato così da Balotelli potrebbe non averlo entusiasmato. Oggi è toccato a Totti: a quanto pare, tutta l’Italia lo vuole. Sinceramente? Preferisco uscire ai gironi piuttosto che passare il turno con lui in campo. E lo direi anche se chiamasse Amauri. Non si fa. Stop. In un paese serio questi discorsi non staremmo nemmeno a farli: vestire quella maglia deve essere un onore e non un obbligo da scavalcare appena si può, per poi tornare in pista quando c’è da mettersi l’abito di gala. Siamo scarsi, si sa, avremo la peggior selezione dal 1986, anzi, magari sarà la peggiore di sempre tra gente bollita e altra semplicemente scarsa. Ma Totti, per favore, no.

I gemelli del non gol

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Balotelli sì, Balotelli no. Il balletto è già iniziato. La punta dell’Inter andrà in Sudafrica? Mi pare chiaro che la risposta sia no, in ogni caso mi sento pure di dire che la divisa della Nazionale è davvero orripilante, visto che sembra una maglia da rugby. Della Francia, però. Da censura poi il fatto che il “total blue” sia ormai la prima soluzione: dimenticati per sempre i pantaloncini bianchi. Chiusa questa parentesi che mi porta a pensare ad Amauri (direi no pure per lui), per rapida associazione mentale vado verso Kuranyi, accostato da chiunque alla Juventus. Innanzitutto pensiamo al fatto puramente estetico: c’è la possibilità di vedere, il prossimo anno, un attacco bianconero composto da due persone identiche ma non gemelle. Bellissimo. L’ideale per confondere gli avversari, ma temo o forse spero che questo non accada mai. In più, questi fanno 5 passaporti in due, visto che la punta dello Schalke ne ha ben 4: brasiliano, tedesco, ungherese e panamense. Si tratterebbe di due attaccanti troppo scarsi per il verdeoro e che provano ad aver fortuna con altre nazionali. Amauri, che magari non ci riuscirà mai, potrebbe però partire, anche se non si sa per dove, visto che non mi spiego come possa avere mercato a certe cifre. Quindi niente gemelli del non gol, in ogni caso, e comunque non giocherebbero mai insieme, avendo comunque due fisici da paracarro: non sarebbe una coppia ben assortita. Comunque, non direi di no a Kuranyi, nonostante sia bel lungi dall’essere un possibile titolare: gli acquisti a costo zero, anche se toppati, alla fine comportano un modesto esborso economico e non aumentano rabbia e delusione. E’ portare a casa gente che vale 5 pagandola 25 che fa girare le balle.

Sedicesimi agrodolci

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Che Zaccheroni abbia davvero trovato la cura per la Juve? I segnali sono confortanti, c’è poco da fare. I bianconeri denunciano ancora preoccupanti amnesie in difesa, ma d’altra parte non è che il tecnico romagnolo sia dotato di bacchetta magica. O almeno non mi risulta, nonostante più di dieci anni fa abbia vinto uno scudetto con una squadra… che è stata la peggiore (per qualità) a vincere uno scudetto dai tempi del Verona. E lo dico col massimo rispetto per il Verona, sia chiaro. Insomma, fatto sta che con Zaccheroni in panchina la Juve è imbattuta e si è pure sbloccato Amauri. A dire il vero l’attaccante aveva già avuto un suo mini periodo di furore ad inizio stagione, per poi ripiombare nel buio più completo. Da tifoso vorrei che iniziasse a segnare con continuità, da italiano, però, ho anche il timore che Lippi possa così convocarlo per il Mondiale… Chissà cosa ci riserverà il destino. Nel frattempo, nella serata di Europa League (di cui adoro la sigla tv) cade la Roma, che non riesce ad amministrare il risultato in quel di Atene. Il 3-2 finale, tuttavia, lascia grandi speranze per il match di ritorno. Ma anche un po’ di amaro nelle bocche per i giallorossi.