Svisto che roba?

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Il risultato che conta è quello del campo. Però è anche vero che in campo ci vanno l’arbitro e, appena fuori dalle linee di gioco, i suoi assistenti. L’Inter ha vinto, Milan e Napoli hanno pareggiato. Questo, appunto, il verdetto del campo. Però i nerazzurri hanno sbloccato il risultato con Thiago Motta in posizione palesemente irregolare. Al contrario alle squadre di Allegri e Mazzarri sono stati negati per dei fuorigioco errati due gol validi. Questo non vuol dire che l’Inter avrebbe raccolto un punto o che Milan e Napoli ne avrebbero portati a casa tre, per carità. Ogni partita ha la sua storia e chissà come sarebbero andate a finire i match in questione. Però questi sono errori che pesano tantissimo, soprattutto in un campionato molto equilibrato come quelli al quale stiamo assistendo. Anche grazie a queste sviste, nel frattempo la Juventus si ritrova in testa con una partita in meno, quella di Napoli che tanto ha fatto parlare. A proposito, gran bella prestazione quella dei bianconeri: bel gioco e gol, impossibile chiedere di più. Sarà Conte, sarà l’assenza delle coppe, sarà una rosa all’altezza, ma per lo scudetto, udite udite, c’è sul serio anche la Juventus. Ma il mio entusiasmo da tifoso potrebbe subire un duro colpo tra poco: Lazio e Napoli in trasferta nel giro di tre giorni non sono cosa da poco.

The final countdown

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

In un’intervista rilasciata a Sky Sport, Amauri ha confermato quello che già si sapeva: il suo tempo alla Juventus è agli sgoccioli. “Spero che finisca subito questo periodo, sto contando i giorni. Ne mancano 35 all’apertura del mercato, 40-45 giorni al mio addio. A gennaio andrò via dalla Juve, per forza”. Queste le sue parole. A parte che poteva già essersene andato ed ha scelto di restare, ma il fatto è che sono anche e forse soprattutto i tifosi bianconeri a contare questi benedetti giorni che li separano dal tanto agognato addio. Sarà che mi faccio travolgere dall’entusiasmo ma, a metà campionato 2008/09 mi ero davvero convinto che Amauri fosse forte. Ero scettico al momento dell’acquisto a causa del costo eccessivo e di una carriera non esattamente da bomber, ma quei primi mesi alla Juve mi avevano fatto ricredere. Gol, assist, buona tecnica abbinata ad un fisico poderoso che gli permetteva di primeggiare nel gioco aereo: insomma, Amauri sembrava forte davvero. Poi è successo quello che sappiamo. Non so se l’italo-brasiliano sia un brocco o meno, so che nella Juve non può giocare e per questo è giusto che se ne vada. In estate poteva partire di nuovo ma è rimasto a Torino per giocarsi le sue carte o forse per continuare a godersi (come è lecito) il suo contratto dorato. Il suo addio sarà una liberazione, ma non sbaglino i tifosi: la società non è mai stata ostaggio di Amauri, è stata ostaggio di sé stessa.  Se Berlusconi bastava non votarlo, Amauri bastava non pagarlo. Magari se ne sarebbe andato prima, no?

Italietta

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Stavolta niente SuperMario, niente Pazzini, niente di niente. E anche poco Uruguay, a dire il vero. Tuttavia, ai sudamericani è bastato quel gol ad inizio partita per vincere una partita dalla quale era lecito aspettarsi un po’ di più. Perché si trattava di un test importante per i ragazzi di Prandelli: non bisogna dimenticare che, ad oggi, l’Uruguay può essere considerata una delle Nazionali più forti del globo (e davanti non poteva contare su diversi elementi di spicco). Ecco, questa Italia è sembrata intimorita ed incapace di reagire di fronte ad una squadra di livello e ben messa in campo. Contro la Polonia era bastato un ottimo Balotelli, contro certi avversari serve altro. Agli Europei manca ancora molto in termini di mesi, vero, ma di test ne sono rimasti pochi e gli uomini a disposizione sono questi, c’è poco da fare. Se la luce di Pirlo si spegne, l’Italia resta al buio, tanto per dire. Osvaldo sembra poca cosa e, nel complesso, la nostra Nazionale non dispone di fuoriclasse. Quelli ce l’hanno gli altri, non noi. Le cose cambiano, ma non è solo un male nostro, va detto: pensiamo alla Francia, alle prese con un ricambio generazionale pari al nostro. Le favorite sono altre ma, forse, per noi è meglio così. Partiamo a fari spenti e poi chissà, mai dire mai.

Mario, diventa Super!

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Leggo di una Nazionale di centravanti, senza fantasisti o comunque seconde punte, viste le forzate indisponibilità di Rossi e Cassano. Tra l’altro i due ci saranno in Polonia e Ucraina? Entrambi potrebbero farcela, starà poi a Prandelli decidere sulle loro convocazioni. Certo, se pensiamo che in pratica tutte le qualificazioni sono state fatte con loro due lassù, c’è da credere che il ct quei posti li terrà prenotati per loro fino all’ultimo. Tuttavia credo che quello che leggo in giro non sia del tutto vero, perché l’Italia ha comunque una seconda punta di livello, sempre che ci sia con la testa. O almeno sono io che lo vedo così, più lontano dalla porta: mi sto riferendo a Balotelli. Ormai siamo arrivati alla resa dei conti: out Rossi e Cassano, Mario ha l’occasione per dimostrare davvero chi è. Arriverà agli Europei da quasi 22enne, giusto in tempo per decidere cosa essere: un clamoroso bluff o un grande campione. Ancora alla ricerca del primo gol azzurro, Balotelli i numero li ha, a volte lo frega la testa, ma con un fisico del genere e con i piedi raffinati che si ritrova dovrà prendersi la Nazionale sulla spalle, almeno negli ultimi trenta metri. Anche perché è impossibile che nel frattempo vengano fuori nuove soluzioni: gli uomini di Prandelli sono questi, con buona pace di Di Natale, suppongo.

Avanti un altro

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

In questa Italia in crisi sembra esserci un mercato del lavoro mai saturo, nel quale in tanti riescono a trovare occupazione. Quello dell’allenatore di calcio. Inizio a perdere il conto delle panchine saltate in Serie A: la Fiorentina ha da poco esonerato Mihajlovic per prendere Delio Rossi ed è da poco ufficiale l’ultima di Cellino, ossia l’allontanamento di Ficcadenti. Al suo posto dovrebbe tornare a Cagliari Ballardini, che diventerebbe così il terzo tecnico dei rossoblù nel giro di pochi mesi, perché non bisogna dimenticare che prima dell’inizio del campionato l’allenatore dei sardi era Donadoni, sostuito appunto da Ficcadenti. Torniamo a Firenze: Mihajlovic aveva le ore contate a causa di una classifica non esaltante (frutto anche di una rosa non esaltante, appunto) e di un feeling mai nato con la curva. Delio Rossi già da tempo era il maggior indiziato alla sua sostituzione ed in effetti il pronostico è stato rispettato. Ma potrà fare grandi cose? Per avere usccesso gli basterà non farsi odiare. Non era odiato Ficcadenti, che io sappia, e non gli sono bastati 13 punti in dieci partite  per evitare l’esonero. Insomma, non mi sembrava certo un ruolino di marcia da esonero. Qualcuno mi spieghi il motivo di queste panchine scorrevoli: nessuno ci riuscirà, perché non ce n’è nemmeno uno valido. A meno che, almeno in Sardegna, Cellino non abbia voluto allungare su Zamparini, per adesso a quota due allenatori.

Scende la pioggia

Filed under: Calciomercato, Serie A by: Matteo Innocenti

Niente big match per la Juventus a Napoli. Con la squadra di Mazzarri un po’ affaticata dopo la trasferta di Monaco in Champions League presumo che nessuno, da quelle parti, ne sia particolarmente dispiaciuto. Ma mettiamo da parte la dietrologia, anche se mi piace, e nemmeno poco. Niente partita nemmeno per l’Inter, che dunque non può far altro che rimanere ancorata al fondo classifica. Lassù, invece, continuano ad andare a passo spedito Milan, Lazio e Udinese, grazie alle vittorie ottenute rispettivamente contro Catania, Parma e Siena. Già, il Milan, la squadra che a detta di quasi tutti rimane la grande favorita per lo scudetto. Anche senza Cassano, evidentemente. Inutile ricordare quello che è capitato all’attaccante rossonero, lo sanno tutti. E gli siamo vicini: vero, sarebbe stato meglio rompersi una gamba. Ma il Milan una punta l’avrebbe presa comunque: le ultime voci vogliono Maxi Lopez in arrivo a Milanello, ma rimangono in corsa anche Amauri (a Torino ci sperano, e nemmeno poco), e forse anche Quagliarella (e sarebbe un gravissimo errore da parte della Juventus). Gira anche il nome di Drogba, in declino ma senza dubbio buono per una mezza stagione. Ma la voce più assurda non è per gennaio, bensì per l’estate prossima: Del Piero dirà addio alla Juve (o meglio glielo faranno dire) e potrebbe accasarsi al Milan. Impossibile che accada. Ma d’altra parte vedere il Capitano con un’altra maglia sarà assurdo comunque.

Messi spara, C.Ronaldo risponde

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Nella serata di Champions League di martedì Leo Messi ne mette tre nella porta avversaria, passa un giorno e Cristiano Ronaldo risponde con una doppietta. Ok, ci sono dei rigori di mezzo, ma non è sempre così: questi qua segnano con una regolarità impressionante. Da qualche stagione, in pratica, fanno un gol a partita. Per un attaccante parlano le reti: ecco, siamo davanti a gente che definire logorroica è poco. Messi sta abbattendo tutti i record del Barcelona, C.Ronaldo (per noi che abbiamo vissuto gli anni Novanta Ronaldo è ancora l’altro), nel suo piccolo, l’anno scorso ha segnato 40 reti nella Liga: come lui nessuno mai. Siamo davanti a due dei più grandi giocatori di tutti i tempi? I puristi e i nostalgici, che spesso coincidono nella stessa persona, non riescono a non storcere il naso. Prima si marcava meglio, dicono, lo si faceva a uomo. E si picchiava davvero. Messi da anni convive con il fantasma di quell’altro tipo, quell’argentino mancino e piccoletto pure lui. C.Ronaldo invece convive proprio con il fantasma di Messi: se il buon Leo non fosse mai esistito probabilmente un Pallone d’Oro in più lo avrebbe conquistato. Sono agli antipodi i due: quanto l’argentino è l’archetipo del bravo ragazzo, quanto il portoghese è il tamarro irriverente e gasato. Si tende a ricordarsi il passato migliore di come non sia davvero stato: ecco perchè c’è chi preferirà sempre Maradona a Messi e, per dire, Best a C.Ronaldo (anche se negli anni il giocatore del Real Madrid è diventato giocatore d’attacco universale). Ma, tutto sommato, inizio ad avere dei dubbi che le cose rimarranno ancora a lungo così.

Tre punti, o forse di più

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Non me ne vogliano le squadre impegnate in questa domenica di campionato, ma il grosso era stato fatto di sabato. Tre anticipi con in campo tutte le più serie candidate alla vittoria finale: mi perdoni l’Udinese, ma non credo ce la possa fare. Le altre, invece, ce la possono fare ancora tutte. Anche l’Inter che adesso ha tre squadre dietro e sedici davanti? Non lo so, a dire il vero. Come rosa direi di sì, ma come squadra mi viene da rispondere il contrario. Ieri sera ha giocato con buon ritmo ed intensità una ventina di minuti, ma in vantaggio poi è passata la Juventus, che poi dal 2-1 ha sostanzialmente controllato il match divorandosi le occasioni per chiuderlo. Ranieri ha molto su cui lavorare e il tempo, checché ne dica, inizia a stringere. Bene, benissimo invece la Juve: più squadra, capace di soffrire e di giocare di rimessa quando serviva, anche se fatica ancora troppo nel trovare la rete. I tre punti raccolti a Milano in classifica risultano solo tre, ma in realtà valgono almeno il doppio. Come quelli che porta via il Milan da Roma: belli i giallorossi, concreti i rossoneri. Che sembrano aver svoltato dopo l’indecente primo tempo di Lecce: chissà se non si fosse scatenato Boateng… Ma con i se e i ma non si va da nessuna parte. Nemmeno con la prestazione offerta dal Napoli a Catania, però. I partenopei iniziano a soffrire il doppio impegno. Adesso ci sono il Bayern Monaco e la Juventus: due partite che diranno molto sul reale potenziale del Napoli, ma non solo sul suo.

I love this game

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Uno dei motivi per cui il calcio è lo sport più popolare del mondo credo risieda nella sua imprevedibilità. In una sfida tra una squadra Nba ed una del nostro campionato non ci sarebbe mai sfida, ed ovviamente mi riferisco al basket. Invece nel calcio può succedere di tutto, sia a livello di squadra che di singoli. In particolare mi riferisco alla tripletta messa a segno da Nocerino ieri sera. Premetto una cosa: non si tratta di un ruvido mediano con i piedi alla Gattuso, tutt’altro. L’ho visto giocare per un anno intero nella Juventus e ancora non mi capacito di come lo si possa essere inserito nell’affare che portò Amauri a Torino. Lui si definisce un interno di centrocampo: continuo più a vederlo come un mastino, ma capace di dare del “tu” al pallone. Però tre reti sono un evento raro per una punta, figuriamoci pe runo come lui. Ed invece, come a voler imitare Boateng, contro il Parma il buon Nocerino ha messo la palla in rete ben tre volte. Come se un onesto cestista da quattro o cinque punti nelle mani trovasse la partita perfetta e mettesse a segno, boh, diciamo quaranta punti. Non succede mai. Nel calcio invece può accadere. I love this game.

Fuochi d’artificio

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Dopo i petardi in casa, l’incorreggibile Balotelli i botti li ha fatti anche in campo nella clamorosa vittoria del suo Manchester City nel derby contro lo United. Si tratta di un risultato storico, non c’è manita che regga, almeno nel calcio recente: c’è già la sensazione che si tratti di una sorta di passaggio di consegne tra il Man Utd, che ha dominato il calcio inglese degli ultimi venti anni, e il Man City, che si appresta a farlo, soprattutto grazie ad una dirigenza che larga di manica è dire poco. I romantici scuotono la testa di fronte a questi arricchiti che si permettono di rendere vincente una squadra che fino a poco tempo fa non lo era: ma se fossero tifosi del City direbbero lo stesso? Sia chiaro: la squadra guidata da Mancini non ha ancora vinto nulla, ma almeno adesso si tratta della più seria candidata alla conquista della Premier League. Il nostro campionato, invece, non ha veri padroni, ma di fuochi d’artificio se ne sono visti lo stesso. Mi riferisco a quello che è successo a Lecce. Padroni di casa avanti 3-0 nell’intervallo, poi il Milan si sveglia e ne fa quattro. Ok, c’è stata la scossa data da un Boateng monumentale, ma, modesto parere, certe squadre davvero non meritano di stare in Serie A. Con un risultato del genere devi solo fare catenaccio. Quando ci vuole ci vuole. Ma io non alleno, in fondo.