Noi eravamo meglio

Filed under: mondiale by: Matteo Innocenti

Ha vinto la Spagna, ed è giusto così. Sarebbe stata giusta anche la vittoria dell’Olanda, però. Al termine di un Mondiale tecnicamente scadente si sono piazzate sul podio le tre squadre che hanno meritato di più. La Spagna ha trionfato facendo il grande passo dopo l’Europeo di due anni fa. Lo ha fatto con il suo tipico possesso palla, sfruttando al meglio la capacità di una generazione che ha nella capacità tecnica la sua forza, ed anche il suo punto debole, a volte. In finale ha dato l’impressione di voler entrare in porta con la palla e per questo ha rischiato. Perchè Robben poteva farle molto male, ma l’olandese capace di inventare tiri impossibili ha sbagliato le occasioni più facili. Onore all’Olanda, comunque: non bella come in passato, ma concreta come poche altre volte. E poi applausi anche alla Germania, così diversa da quella a cui eravamo abituati: più giovane, multietnica, dal gioco a tratti spumeggianti. Non sarà un Mondiale da ricordare, dicevo. Sarà stata un’impressione, ma anche i festeggiamenti finali sono stati in tono minore, nonostante la Spagna fosse alla prima vittoria: saremo stati un po’ tamarri, forse, tra tagli di capelli, cappelli tricolori e la coppa alzata su un tavolino. Però mi è sembrato tutto più bello, o forse me lo sto solo ricordando così.

Puyolè

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Bene: primo Mondiale in Africa, finale inedita, vincitore al primo trionfo in questa competizione. La Spagna ha meritato la finale? Non si arriva in fondo per caso, quindi la risposta è sì. Anche se la parte della “rivelazione” l’aveva recitata la Germania (se così si può definire una squadra che molto spesso arriva in fondo): gente che arrivava da campionati deludenti ma capace di trasformarsi durante il Mondiale, nuovi talenti in rampa di lancio, onesti mestieranti del pallone, giocatori dalle origini più svariate. Contro Inghilterra e Argentina era bastato, eccome. Contro la Spagna no: le Furie Rosse hanno avuto la meglio sulla Giovine Germania. 1-0, risultato ormai classico per una squadra che una rete riesce a farla, e che difficlmente poi la prende. Anche perchè, gli spagnoli sono ottimi palleggiatori capaci di tenere palla per buona parte della partita: non è certo facile creare occasioni buone per chi se li trova di fronte. Onore alla squadra di Del Bosque, tecnico che, in pratica, non ha potuto finora schierare Fernando Torres, almeno quello vero. In compenso segna Villa, e lo fa quasi solo lui: solo Iniesta e ieri sera Puyol lo hanno imitato. Domenica la sfida finale tra Spagna e Olanda: favorita la prima, ma per me vince la seconda. La butto lì. D’altra parte, nelle possibilità dell’Olanda io ci ho sempre creduto.

Olanda non per caso

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Pronostico rispettato: l’Olanda è con merito la prima finalista di questo Mondiale. Se ad aspettarla ci sarà la Spagna, non reciterà la parte della favorita, se invece dovesse avere la meglio la Germania, allora sarebbe davvero una partita da 1X2. Ad ogni modo, onore all’Uruguay, squadra che finalmente ha onorato il proprio blasone dopo anni, anzi decenni, di vacche magre. Merito di Tabarez, ma non solo: nella Celeste vista in questo torneo c’è qualche elemento che meriterebbe palcoscenici più prestigiosi con la squadra di club. I talenti olandesi, invece, già vestono casacche importanti e questo può essere il segreto delle fortune degli arancioni. Inter, Bayern Monaco, Arsenal e Liverpool: quando durante l’anno giochi con certe squadre per determinati obiettivi, affronti un Mondiale con più serenità. All’Italia questo non poteva accadere… Ad ogni modo, stasera c’è l’altra semifinale: si potrebbe giungere ad una finale inedita, quella tra Spagna ed Olanda, ed a quel punto sarà inedito per forza di cose anche il vincitore. E tutto questo si aggiunge al fatto che per la prima volta sarà sicuramente una squadra europea a trionfare lontano dal Vecchio Continente. Ovviamente aAnche se in finale arrivasse la Germania, forse la vera sorpresa, almeno tra le grandi, di questo Mondiale. Che forse non sarà ricordato come il più belo di sempre, anzi, ma che almeno non è stato avaro di sorprese.

Non è uno sport per idioti

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Non credo che l’ottimo Sneijder abbia davvero definito Maradona e Dunga degli “idioti”: da cervello del centrocampo dell’Olanda e dell’Olanda, si suppone che il giocatore in questione non manchi di materia grigia. Ed è sicuramente così. I tecnici che guidavano rispettivamente Argentina e Brasile in questo Mondiale forse non saranno dei maghi della panchina ma proprio idioti non saranno. Comunque, in finale ci può andare l’Olanda del ben più anonimo Bert van Marwijk. Il ct in questione non ha l’estrosità del Pibe de Oro nè i vestiti pessimi dell’ex centrocampista di Pisa, Fiorentina e Pescara, ma ha creato un’Olanda solida, come mai si era vista prima. Di talenti ce ne sono, soprattutto in avanti, e pur senza davvero incantare mai la finale è lì, ad un passo. I tulipani ogni tanto si prendono dele pause, anche lungo un tempo, come contro il Brasile, ma quando al lavoro oscuro degli operai segue la fiammata del giocatore di talento, allora possono essere guai per tutti. Nella partita di oggi l’Olanda parte con i favori del pronostico e se devo dire la mia, sono d’accordo. L’Uruguay ha fatto bene, certo, però si trova in semifinale per un calcio di rigore sbagliato ad un  secondo dalla fine. Nel calcio ci vuole fortuna, più che in altri sport, soprattutto in questi tipi di competizione, in cui un episodio favorevole può cambiare il destino. Se succede, che sia  Uruguay, altrimenti, per me la prima finalista è l’Olanda. Ad ogni modo, un francobollo di terra fertile di talento calcistico si giocherà il Mondiale. Non l’avrebbe detto nessuno appena un mese fa.

Villa imperdonabile

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In fondo, è la semifinale più giusta. Sarà Spagna-Germania, due europee che si ritrovano davanti dopo la sfida decisiva per l’assegnazione dell’Europeo di due anni fa. Dall’altra parte del tabellone si affronteranno Uruguay e Olanda: il Vecchio Continente, insomma, si sta prendendo questo Mondiale. Comunque vada, sarà una finale suggestiva, possibile che sia inedita. La Spagna in fondo non è mai arrivata, l’Uruguay sì, ma sfidando Brasile e Argentina. L’unica finale “ripetibile” è quella del 1974, che vide la Germania superare l’Olanda. Da appassionato di calcio, mi piacerebbe proprio che a giocarsi questo Mondiale fossero la Spagna e l’Olanda: per entrambe sarebbe la prima vittoria. Le due partite di ieri hanno messo in chiaro una cosa, ovvero che i tedeschi tra naturalizzazioni ed immigrazioni possono cambiare, ma sono sempre in grado di dare fastidio a tutti. Quattro reti all’Inghilterra, quattro all’Argentina. Per vincere il Mondiale, la Germania dovrà fa fuori la Spagna e con ogni probabilità l’Olanda: insomma, non si potrà dire che i ragazzi di Loew abbiano avuto un cammino facile. La Spagna invece fatica, prigioniera del suo gioco e dei suoi palleggiatori: o arriva in porta con la palla, oppure sono dolori. Il calcio è strano, e poteva regalarci l’operaio Paraguay in semifinale, se Cardozo non avesse sparato il rigore addosso a Casillas. Ma con i se e i ma non si va lontano: Villa è spagnolo e ancora una volta la zampata letale l’ha messa lui. E l’ottima Larissa Riquelme non si spoglierà. Maledetto.

Non è una sorpresa

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E così, una tra Olanda e Uruguay arriverà in finale. Sinceramente, me lo aspettavo prima dei quarti e sono contento che siano queste due squadre a giocarsi l’accesso alla partita decisiva di questo Mondiale. I sudamericani non sono belli da vedere, però in questa competizione si sono dimostrati una squadra solida. In più, anche la fortuna sembra tifare Uruguay: l’espulsione di Suarez è, conti alla mano, il miglior rosso speso di sempre. Pazienza per il Ghana, rimane comunque, la consapevolezza di avere certi elementi da cui ripartire, anche se la strada verso la vittoria finale di una squadra africana sembra ancora lunghissima. L’altro quarto ha visto l’Olanda far fuori il Brasile: risultato a sorpresa per molti, ma forse non è proprio così. L’Olanda è una squadra che vince anche se non è bella come al solito, che si è qualificata al Mondiale vincendo tutte le partite delle qualificazionie e che nel girone ha fatto nove punti su nove. E poi, ha un reparto d’attacco di assoluto livello: Robben-Sneijder-Van Persie e Kuyt non li hanno tutti. Noi sicuramente no, tanto per dire. E nemmeno il Brasile, visto che ha messo in campo il gemello scarso di Kakà. E poi i verdeoro ha in mezzo il grandissimo Felipe Melo: nel primo tempo inventa una verticalizzazione da manuale del calcio, nel secondo contribuisce alla prima rete olandese e poi si fa espellere calpestando Robben. Un mito.

Robben c’è

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Finalmente una giornata senza errori/errori arbitrali e non. Nemmeno una papera, nessun Jabulani che fa vittime. Solo due squadre, Olanda e Brasile, che marciano decise verso i quarti di finale, dove si affronteranno. Robben e compagni hanno superato la Slovacchia, ma soffrendo un po’: l’Olanda non gioca bene, ma quando lo ha fatto poi ha perso in finale, perchè dovrebbe? Vittek si è dimenticato come si fa gol, o semplicemente aveva sparato tutte le cartucce contro l’Italia, fatto sta che la rete la trova solo quando ormai è tardi e gli avversari sono già con la testa al turno successivo. Niente da fare per la volenterosa Slovacchia. Da segnalare l’ennesima perla stagionale di Robben, che però fa sempre lo stesso movimento prima di centrare la porta: prima o poi qualcuno se ne accorgerà ed allora la fortissima ala olandese dovrà escogitare qualcosa di nuovo. Siamo tutti sicuri che ci riuscirà. Magari Maicon, o Lucio, o Juan, oppure Bastos: se sarà dura per Robben, figuriamoci che serata hanno passato gli attaccanti del Cile… 3 a 0, senza discussioni. Solido, poco spettacolare nell’arco dei novanta minuti ma in grado di accelerare all’improvviso e di far male con poche triangolazioni veloci: questo è il Brasile, forse meno bello del solito, ma non per questo meno efficace, anzi. Grande quarto di finale quello che ci aspetta.

Orrori arbitrali

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Certe cose te le puoi aspettare quando a decidere le tue sorti è un arbitro guatemalteco, oppure Ovrebo. Non quando a dirigere la gara hai Rosetti & Co. Ed invece Ayroldi, stavolta, ha toppato clamorosamente: tra Tevez e la porta non c’era proprio nessuno. Non un giocatore, figuriamoci due. Fuorigioco clamorosamente solare e altrettanto clamorosamente non visto. Interminabili quei momenti di attesa, e quel conciliabolo, prima che Rosetti si avviasse verso centrocampo. Ok, probabilmente il Messico non avrebbe retto alla forza d’urto dell’Argentina, però questo non c’entra. Questo quarto di finale è stato deciso, in parte, da un grave errore arbitrale. Anche l’altra squadra che ha passato il turno e che guarda caso si troverà di fronte l’Argentina, cioè la Germania, ha goduto di una svista altrettanto clamorosa: il tiro di Lampard era dentro, ma era dentro di un bel pezzo. Per la serie “corsi e ricorsi storici”… Sarebbe stato il 2-2, e qua, davvero, sospetto che avremmo assistito ad un’altra partita, se non altro per il fattore psicologico a favore dell’Inghilterra. Invece nulla e nel finale la Germania addirittura dilaga in contropiede. Inglesi fermi, sulle gambe, è il tramonto di una generazione che sembrava promettere tanto e che non ha vinto nulla. Lampard, Terry, Gerrard, Cole (entrambi), Ferdinand, Carragher e perchè no, anche Barry e Carrick. Oltre a Owen, quello che doveva essere il più forte e che invece si è perso per primo. Chi di loro andrà al prossimo Mondiale, lo farà da “vecchietto”. E’ rimasto solo Rooney, dietro di lui il diluvio.

Questo è forte

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Uno su due non è male. Parlo del mio pronostico… Dunque, una tra Uruguay e Ghana andrà in semifinale: se succedesse agli africani sarebbe qualcosa di storico, se ci riuscisse la Celeste sarebbe lo stesso un’impresa, visto che i giorni di gloria uruguayano sono, diciamo così, piuttosto datati. Quel francobollo di terra incastrato tra Argentina e Brasile ha prodotto negli anni tantissimi buoni giocatori, ma le vere vittorie risalgono al bianco e nero, ai tempi del Maracanazo. Guarda caso, in semifinale, se ci arrivasse, l’Uruguay potrebbe incrociare il Brasile, che con ogni probabilità, però, dovrebbe prima superare l’Olanda, una nazionale che sarebbe anche ora lo vincesse, il Mondiale. Comunque, oggi non tocca a loro. Oggi è il giorno della sfida più importante degli ottavi, quella tra Inghilterra e Germania. Il calcio è uno sport che si gioca in undici contro undici e dove alla fine vincono i tedeschi, almeno secondo Lineker, uno che farebbe comodo a Capello lassù in coppia con Rooney. Comunque vada, il Mondiale perderà una dele sue protagoniste storiche”. Stasera, poi, altra esibizione dell’Argentina, squadra infarcita di campioni e dall’attacco mostruoso. Sulla sua strada c’è il Messico, formazione in grado di creare qualche problema, vista la velocità dei suoi giocatori. Il Mondiale entra sempre più nel vivo, e noi siamo già fuori. Tristezza. Ah ultima cosa: complimenti a chi non ha comprato Suarez prima che iniziasse Sudafrica 2010.

Tutti a scommettere!

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Adesso sappiamo come saranno gli ottavi di fnale: ce ne sono alcuni di gran lusso, tra rivalità storiche e territoriali, mentre ci sono anche partite dall’esito scontato, o con protagonisti poco quotati. Fatto sta che una tra Corea del Sud, Stati Uniti, Uruguay e Ghana andrà in semifinale, e sarà comunque una manna per chi supererà ottavi e poi quarti di finale da quella parte del tabellone. Ma passerei ai pronostici, che come sempre non azzeccherò: tra Uruguay e Corea del Sud il cuore mi dice Celeste, e voglio dargli ragione. Stati Uniti-Ghana la vedo francamente come una partita indecifrabile, però credo nella crescita del movimento a stelle e strisce, dunque voto per Donovan e compagni. Tra Germania e Inghilterra il cuore mi dice la seconda, ma stavolta cambio e dico Germania, che nel complesso è più squadra. Olanda-Slovacchia sembra l’ottavo di finale dall’esito più scontato e non credo che dopo averci fatto fuori Hamsik e soci riusciranno a fare lo stesso con i tulipani: Olanda, tutta la vita. Anche su Brasile-Cile pochi dubbi: avanti i verdeoro, così come l’Argentina contro il Messico. Tra Paraguay e Giappone non saprei, ma scelgo i sudamericani. Dunque, secondo il mio pronostico, quattro delle otto squadre ai quarti verranno dall’America Latina… Manca una partita, il derby iberico, che andrà alla Spagna. Che però poi non vincerà il Mondiale. La butto lì. Ma siccome non ne indovino mai una, a Madrid potrebbero anche già iniziare a fare i caroselli.