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	<title>Il Blog di Matteo Innocenti &#187; Libri di calcio</title>
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	<description>Il calcio secondo me</description>
	<pubDate>Sun, 20 May 2012 12:01:12 +0000</pubDate>
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		<title>Addio vecchio Guerin Sportivo</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 09:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Innocenti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Niente Messi, oggi si parla d&#8217;altro. Dal punto di vista giornalistico è uno dei giorni più tristi della mia esistenza: quello uscito oggi è l&#8217;ultimo numero del Guerin Sportivo versione settimanale. Nato nel 1912, ha vissuto anni davvero gloriosi e nel corso degli anni aveva cambiato formato, passando negli anni Settanta da giornale a rivista. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Niente Messi, oggi si parla d&#8217;altro. Dal punto di vista giornalistico è uno dei giorni più tristi della mia esistenza: quello uscito oggi è l&#8217;ultimo numero del Guerin Sportivo versione settimanale. Nato nel 1912, ha vissuto anni davvero gloriosi e nel corso degli anni aveva cambiato formato, passando negli anni Settanta da giornale a rivista. Dal prossimo 10 dicembre cambia la periodicità: il Guerin Sportivo sarà un mensile. Non sono un guerinett<img class="alignleft" title="guerin sportivo" src="http://www.tuttolegapro.com/images/guerin_sportivo.jpg" alt="" width="150" height="114" align="left" />o della prima ora, visto che lo leggo da &#8220;soli&#8221; dieci anni, da quando il Milan iniziò la rimonta sulla Lazio nel 1999, ma ammetto che il colpo, seppur nell&#8217;aria, è stato piuttosto duro. Vero, negli ultimi tempi avevo avvertito un netto calo qualitativo dei pezzi ed una diminuzione delle pagine da leggere a favore di quelle da vedere (le foto sono da anni uno dei piatti forti del giornale). In più, un sondaggio apparso nei recenti numeri era stato più che indicativo&#8230; Ma non pensavo che il cambiamento sarebbe stato così repentino. Invece stamattina c&#8217;è stata la conferma, con lo zuccherino del poster di Gerrard. Non esattamente il modo ideale per iniziare la giornata, anzi. Peccato, peccato davvero: tutto sommato si trattava dell&#8217;unico settimanale sportivo (ok, calcistico) d&#8217;Italia. Aspettavo il martedì per andare a comprare il Guerino, adesso attenderò il 10 del mese, ma non sarà la stessa cosa.</p>
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		<title>Io voto Prandelli</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 13:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Innocenti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Juventus ha scacciato la crisi, almeno fino alla partita con la Roma. Eppure sono già partite le manovre per la prossima stagione. Eh sì, perchè Claudio Ranieri non ha appeal, è stimato ovunque abbia allenato, ma ha vinto poco. E&#8217; un onesto mestierante della panchina, ma i problemi non sono solo a bordocampo. Manca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 12pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: Arial;">La Juventus ha scacciato la crisi, almeno fino alla partita con la Roma. Eppure sono già partite le manovre per la prossima stagione. Eh sì, perchè Claudio Ranieri non ha appeal, è stimato ovunque abbia allenato, ma ha vinto poco. E&#8217; un onesto mestierante della panchina, ma i problemi non sono solo a <img class="alignleft" title="ranieri prandelli" src="http://www.juventus.com/site/filesite/news/serieA/prandelli_ranieri.jpg" border="0" alt="" hspace="5" width="260" height="161" align="left" />bordocampo. Manca un vero uomo-mercato e anche la preparazione atletica lascia a desiderare, per così dire. E allora? Per il posto di direttore generale si fanno i nomi di Corvino, Marino, ma l&#8217;uomo che pare più vicino alla Juve è il doriano Marotta. Certo, ci saranno anche nuovi innesti nella rosa, sperando di non incappare nell&#8217;ennesima campagna acquisti indovinata a metà: se il padre di Diego è stato avvistato a Torino, sembrano vicini il rumeno Tamas e il tedesco Schweinsteiger, che arriverebbe a costo zero per raccogliere la pesante eredità di Nedved. Avrà 25 anni e un&#8217;esperienza internazionale che alla sua età hanno in pochi, ce la può fare. Sembra sfumata l&#8217;ipotesi Yaya Tourè, per la serie mediani-ce-ne-sono-già-troppi. Ma chi metterà in campo la Juventus del 2009/10? Si fanno i nomi più disparati, c&#8217;è chi ha pure tirato fuori Roberto Mancini. Per favore. E allora chi? Rafa Benitez, Luciano Spalletti, Cesare Prandelli. Benitez ha pedigree, è un vincente e parla italiano meglio di molti madrelingua, ma se cerchiamo lo spettacolo meglio guardare altrove. Prandelli ha dimostrato di saper lavorare con i giovani e che può lavorare anche ad alti livelli. In più ha giocato nella Juventus. Spalletti con la Roma ha giocato per un paio d&#8217;anni il calcio più bello d&#8217;Italia, ma c&#8217;è da dire che aveva una rosa adatta, fatta di palleggiatori, molto lontana dalla Juve fisica che conosciamo. E allora io voto Prandelli.</span></p>
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		<title>Il miliardo di Lucarelli</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 23:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Innocenti</dc:creator>
		
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&#8220;Ci sono calciatori che si fanno la Ferrari, lo yacht. Io mi sono comprato la maglietta del Livorno per un miliardo&#8221; è questa la celebre frase presente nella copertina di fondo del libro Tenetevi il miliardo (Baldini Castoldi Dalai, 2004), sicuramente un caso letterario. Biografia di Cristiano Lucarelli, il libro è scritto dal giornalista ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 12pt; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 12pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 9pt; font-family: Arial;">&#8220;<em>Ci sono calciatori che si fanno la Ferrari, lo yacht. Io mi sono comprato la maglietta del Livorno per un miliardo</em>&#8221; è questa la celebre frase presente nella copertina di fondo del libro <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Tenetevi il miliardo</em> (Baldini Castoldi Dalai, 2004), sicuramente un caso letterario. Biografia di Cristiano Lucarelli, il libro è scritto dal giornalista ma soprattutto procuratore del calciatore, Carlo Pallavicino. Ripercorre la carriera di Lucarelli, ma raggiunge il climax raccontando la strepitosa stagione in cui ha riportato in serie A il Livorno dopo 55 anni. Nel 2003, infatti, Lucarelli realizza il sogno della sua vita calcistica: giocare nella <img class="alignright" title="Lucarelli Tenetevi il miliardo" src="http://www.matteo-ghione.it/tenetevi_il_miliardo_2.jpg" alt="" width="180" height="274"align="left" />squadra della sua città, di cui è da sempre tifoso. L’estate del 2004 dà lo spunto per la frase che dà il titolo a questa biografia. Non era affatto scontato che Lucarelli disputasse la stagione 2004-2005 con la maglia del Livorno: il suo cartellino infatti era in comproprietà tra gli amaranto toscani e il Torino, che erano pronti ad offrire 4 miliardi di lire alla squadra ed uno al giocatore per assicurarsi i suoi servigi. Ma Lucarelli, fortemente attaccato ai suoi tifosi e ai colori della sua città, rifiutò piccatamente l&#8217;offerta del Torino, accettando di dimezzarsi lo stipendio (di mezzo milione di euro, un miliardo circa di vecchie lire, appunto) pur di rimanere a Livorno. Il libro racconta la vita di Lucarelli, dalle prime partite viste dallo curva da ragazzino ai primi calci al pallone nel cortile di casa insieme al fratello Alessandro, dalle giovanili, al Cuoiopelli, passando da Lecce, Atalanta, Valencia, Torino, per arrivare a una scelta di vita come quella di Livorno, dove, all&#8217;epoca in serie B, facendo parlare familiari, amici, ultras, colleghi, e dipingendo un personaggio schietto, forse discutibile ma che potrebbe essere d&#8217;esempio, non tanto per la qualità del gioco, quanto per il cuore e per l&#8217;attaccamento alla squadra della sua città. In questo libro, tuttavia, non c’è solo il calcio. Nei vari capitoli è descritta anche la città di Livorno, i suoi luoghi comuni, le abitudini dei livornesi e fatti vari che hanno interessato sia la squadra che l&#8217;intera città. Poco importa che Cristiano se ne sia poi andato prima a giocare in Ucraina (per provare l&#8217;emozione di giocare la Champions League ma anche per poter creare posti di lavoro a Livorno, così disse) e poi al Parma, che adesso sta cercando di riportare in serie A. Questa rimane la storia di un grande amore. La prefazione è del regista Paolo Virzì, livornese doc anch’egli, per un volume, che, curiosità, divenne addirittura testo scolastico in un Liceo Scientifico di Livorno.</span></p>
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