Mercato indovinato

Filed under: Coppa Italia by: Matteo Innocenti

Guardate l’azione che ha portato al primo gol della Juventus ieri sera a San Siro: Padoin lanciato in profondità, rimpallo per Borriello che conclude a rete, tap-in vincente di Caceres. Come dire: il mercato della Juventus sta già portando i suoi frutti ed è un anno in cui gira tutto bene. In realtà credo che il mercato abbia portato qualcosa solo con Caceres (al di là dei due gol di ieri), mentre Borriello e Padoin avranno un ruolo da comprimari. Che sia un’ottima annata lo dicono i freddi numeri, soprattutto quello “0″ alla voce sconfitte, che ha portato alla testa del campionato e ad un passo dalla finale di Coppa Italia. Questa Juventus potrebbe davvero tornare a vincere, ormai è inutile nasconderlo. Contro il Milan non ha fatto una partita eccezionale, ma ha comunque giocato e corso più degli avversari, un po’ più compassati, un po’ meno affamati. Doveva (poteva) essere la serata di Del Piero, è stata quella di Caceres, non è decisamente stata quella di Ibrahimovic, uno grande e grosso che con le big diventa piccolo piccolo. A proposito: gli hanno dato tre giornate di squalifica, il Milan farà ricorso affinché diventino due. Il Giudice sportivo aveva fatto un favore, perché rifiutarlo?

Non durerà

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Dopo una serata divisa tra Coppa Italia e Copa del Rey, mi vengono in mente un po’ di pensieri sparsi. Partiamo dalla nostra competizione, quel trofeo tanto bistrattato che non interessa a nessuno. Passano gli anni, e ancora non riesco a spiegarmi bene il perchè della sua formula, queste semifinali con andata e ritorno e queste “big” che entrano a torneo quasi finito. Mah. Però negli ultimi anni, complice il dominio dell’Inter in campionato, questo trofeo era diventato l’unico appiglio per chi voleva portare a casa qualcosa. Adesso proprio i nerazzurri sono ad un passo dalla finale, che potrebbe trasformarsi in un derby, ma forse no. Complice il 2-2 esterno, il Palermo è un po’ più vicino a Roma rispetto al Milan. Ecco, il Milan, appunto. La squadra che vincerà il campionato ha approfittato del vuoto di potere creato dalla sazietà interista. Ripensavo ieri sera alla sua rosa: una marea di gente a fine carriera (Gattuso, Ambrosini, Seedorf, Pirlo, Oddo, Inzaghi, Nesta), a cui sono state affiancate delle “toppe” come Ibrahimovic, Robinho e Cassano. Quanto bastava per vincere il campionato, evidentemente. Ma, mi sbilancio, questo Milan non aprirà nessun ciclo. Perchè tolto Ibra, gli unici campioni sono Pato e Thiago Silva. Un po’ poco. A proposito di campioni, un appunto su Real Madrid-Barcelona: io tutto questo spettacolo non l’ho visto. Sembrava una brutta partita del nostro campionato, ma questo non si può dire.

Almeno c’è il carattere

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Dopo tante belle partite, c’era bisogno di qualcuno che infangasse la reputazione della Coppa Italia, competizione che quest’anno pare essere tornata ad avere una dignità. Ci ha pensato una scabrosa Juventus, che mette in fila l’ennesima prestazione oscena del 2011. Mi rendo conto del fatto che sto usando aggettivi “forti”, ma quando ci vuole ci vuole. E a dire il vero ci vorrebbe anche in televisione, perchè non è possibile che il commento made in Rai abbia più volte ricordato come la squadra messa in campo da Delneri avesse messo carattere nel suo tentativo di pareggiare la partita. Perchè carattere non vuol dire fare tre o quattro falli per cercare di recuperare palla in fretta dopo averla persa in modo stupido. E nemmeno mettere palle in mezzo all’area che nessuno riesce poi a spingere in rete, naturalmente negli ultimi cinque minuti. Carattere vuol dire rimontare, anche, e la Juve di questa stagione quando va sotto poi non recupera mai. Il Napoli contro l’Inter ha provato a segnare e non c’è riuscito: questo vuol dire attaccare, aggredire, e se poi il gol non arriva non c’è da rimproverarsi di niente, se non di una mancanza di concretezza. Ma la Juve questo non lo ha fatto: è entrata in campo senza idee e con le gambe molli, incapace di fare tre passaggi di fila e di insidiare la porta della Roma. Non si può sempre sperare che Krasic piazzi lo scatto o che Del Piero trovi il jolly su punizione: bisogna fare altro, ed al più presto. Certo, anche la Roma non ha brillato, ma almeno ha trovato due reti grazie a due giocate eccezionali. Non è poco: la Juve non ci riesce mai. Fischi in quantità per i bianconeri scesi in campo ieri sera. Meritatissimi.

Spot per la Coppa

Filed under: Coppa Italia by: Matteo Innocenti

Sulla Coppa Italia è già stato scritto tanto. Competizione antica, da almeno una decina di anni ha perso totalmente il suo appeal. Magari non saranno d’accordo i tifosi delle squadre che hanno vinto le ultime edizioni, ma tutto sommato credo che questo corrisponda al vero. Ogni nazione ha la sua coppa, appunto, nazionale. La nostra è di sicuro tra le più “sfigate”: spesso è vista come un fastidio e la si usa per mettere in campo le seconde linee, se non le terze. Il fatto è che vincerla non porta praticamente nessun beneficio economico, ma magari un po’ più di fatica nelle gambe in vista degli incontri di campionato. La coppa, infatti, è di solito snobbata da tutte: grandi, medie, piccole. Se la vittoria equivalesse all’accesso in Champions League o almeno ad uno spareggio la musica cambierebbe, ma chi ce lo vuole un club che non “tira” a sentire quella musichetta? E’ anche un problema di “format”: le big entrano nel tabellone tardi, mentre in Inghilterra fin dai primissimi turni il Manchester United va a giocare nella più estrema periferia del calcio, per dire. E magari ci perde: fascino assicurato. Si parte con incontri ad eliminazione secca, ma la semifinale ha andata e ritorno, ed anche questa mica l’ho capita bene. Almeno la finale è in campo neutro. Ai vecchi tempi, la Coppa delle Coppe (bellissima, ne ho già parlato) dava un senso alla Coppa Italia, adesso si finisce nel calderone dell’Europa League, dove vanno cani e porci: le piazzate in campionato, le eliminate ai preliminari di Champions League e le terze nei gironi, chi ha punteggio nel fair play e, appunto, le vincitrici delle Coppe Nazionali. Porcata. Tutto questo per dire che però le belle e tirate partite di ieri hanno dato un po’ di lustro a questa competizione. Evviva.

La solitudine del numero 10

Filed under: Coppa Italia, Pallonate by: Matteo Innocenti

Meno male che era ormai un trofeo minore. La Coppa Italia è la coppa nazionale più sfigata e meno considerata di tutte, ma ha vissuto una finale ad altissima tensione. Che adesso, però, sembra scendere per lasciare spazio all’amarezza. Tra le cose elencate ieri mancava la bellissima esultanza di Chivu, campione di eleganza. Ma torniamo alla querelle Totti-Balotelli: intanto analizziamo la posizione di Supermario, malmenato e, a quanto pare, insultato pesantemente: “Sì sì, mi ha detto negro di m…“. Così dice la punta nerazzurra ed il fatto è che, secondo la sua versione, non si sarebbe meritato questi insulti da Totti, visto che gli avrebbe solo detto: “Basta con i calci, non fare il bambino e giochiamo a pallone. Questo è quello che gli ho detto. Nulla di più. E’ stato lui a fare il resto…“. Però, magnanimo, il buon Mario dice anche di perdonare Totti, se il capitano giallorosso ammette di essere contro il razzismo. Come potrebbe avere dell’astio nei confronti del romanista, dopo che ha svelato la sua triste condizione: “E’ vero, ho sbagliato: ma la cosa brutta è che al gol di Parma tutti ti chiamano, passano tre giorni e ti ritrovi solo con gli amici di sempre“. Poverino, davvero.

Il solito Totti

Filed under: Coppa Italia by: Matteo Innocenti

Dopo aver fallito l’appuntamento estivo con il primo trofeo stagionale, ovvero la Supercoppa andata alla Lazio, l’Inter si aggiudica la Coppa Italia superando la Roma con un gol del solito Milito. Già domenica, poi, la possibilità di bissare con lo scudetto, in caso di vittoria e di un contemporaneo passo falso dei giallorossi contro il Cagliari. Poi, ovviamente, il grande appuntamento del 22 maggio. Tornando indietro, ieri sera si è vista almeno una cosa bellissima, la rete di Milito, ma tante brutte: Materazzi che simula botte tremende non ricevute (un uomo di quella stazza per rotolarsi a terra in quel modo dovrebbe veramente aver preso... una testata da Zidane), provocazioni continue, spintarelle, mezze risse, ma, soprattutto, l’espulsione di Totti per quel calcione a Balotelli. Dico la verità: adesso inizio a fare anche un po’ il tifo per il povero Mario. Come ha detto il capitano della Roma, “sul campo non si riescono sempre ad ignorare offese così pesanti, alcune personali e altre dirette ad infangare una città ed un intero popolo. Soprattutto poi quando questi continui e costanti insulti provengono sempre dalla stessa persona, che fa della provocazione sistematica il suo biglietto da visita”, ma cosa vuol dire rincorrere Balotelli per tirargli un calcio da dietro in quel modo? E’ assurdo, vergognoso. Le provocazioni sono fatte per quello, per dare fastidio, bisogna anche essere bravi a sopportare e, magari, rispondere con i fatti. Ma c’è chi cade dalle nuvole: in Rai, ad esempio, si sono dichiarati stupiti perchè “un campione della caratura e della correttezza di Totti” aveva fatto quel gesto (o giù di lì). Giusto, perchè lo sputo a Poulsen o lo schiaffo a Colonnese li aveva tirati qualcun’altro.

Zac! E la Juve tagliò Ciro

Filed under: Calciomercato, Coppa Italia by: Matteo Innocenti

Nel momento in cui inizio a scrivere ho appena appreso che Zaccheroni è a Torino e non sembra che sia là per visitare la Mole. E’ atteso a minuti l’annuncio ufficiale: sarà lui l’allenatore che traghetterà la Juventus fino alla fine della stagione. Uno vale l’altro, sia chiaro: il buon Zac andava di moda quando Del Piero aveva le basette da tamarro, Gentile ha vissuto i suoi momenti più gloriosi quando ringhiava attorno ai malleoli del Pibe e in panchina è stato uno dei peggiori allenatori dell’Under 21. Ferrara già prima di ieri sera era un “dead man walking”: il suo destino già segnato e solo novanta minuti (salvo recuperi e supplementari) all’esonero. Chissà, forse se avesse vinto avrebbero anche avuto il coraggio di tenerlo, ma anche ieri sera c’ha messo del suo, non facendo nessun cambio di fronte ad un’Inter arrembante nel finale. Una piccola riflessione sulla partita: i nerazzurri possono recriminare per un rigore solare non concesso, però Balotelli è stato vergognoso, visto che si è prodotto in una serie di simulazioni e lamentele interminabili. Poi ha fatto gol e bravo, bene, bis, applausi. Eh vabbè. Ora in casa bianconera è il turno di Zaccheroni, uno che, tra l’altro, ha sempre basato le sue fortune su moduli che alla Juve non potrà mai usare. Avanti così.