Dopo gli arrivi a costo zero e in attesa di piazzare il grande colpo, quello del top player (e il Cda di domani dirà molto in questo senso), la Juventus ha riscattato quattro giocatori che erano già in rosa nella stagione appena finita. Matri, Quagliarella, Pepe e Motta, tutti bianconeri al 100%, per la non modica cifra di 37 milioni, più quelli versati l’estate scorsa. Perchè quando compra la Juve strapaga e quando deve vendere,
invece, raccoglie solitamente briciole. Non si è smentita nemmeno nell’affare che ha portato metà Giovinco al Parma. Non sono un fan di questo giocatore, anzi, ma è stato valutato, in pratica, come Motta. Traducendo, si è trattato di uno scempio. Ma d’altra parte era stata la dirigenza bianconera a consegnare al Parma il coltello dalla parte del manico: dando la possibilità di riscattare la metà di Giovinco per una cifra così esigua, era cosa certa che il riscatto venisse esercitato. Perchè era inverosimile che in una sola stagione il valore complessivo scendesse sotto i sei. E poco conta che il prestito di Giovinco sia stato oneroso: la cifra non cambia molto. Il Parma lo ha riscattato giustamente: adesso si ritrova una metà che vale più di tre e la Juve, invece, ci ha rimesso “virtualmente” qualche milione che avrebbe fatto comodo. Per venderne mezzo a tre milioni c’era tempo, ma evidentemente a Marotta e soci non piace fare buoni affari.
L’ultima idea costava troppo per Moratti, ma evidentemente non per Abramovich, che dopo aver fatto il suo ingresso trionfale nel mondo del pallone si era ritrovato ad essere uno dei tanti ricconi a far affari nel calcio. Ma questo non gli bastava, e nemmeno le Premier League conquistate con Mourinho ed Ancelotti: c’era da
tornare grandi, alla svelta. E con che nome, se non con quello di Villas Boas? Il nuovo Mourinho, l’erede designato dell’allenatore portoghese per adesso più famoso e vincente? Porto-Chelsea: il primo tragitto sarà identico. Per andare all’Inter ci sarà tempo. Certo, il rischio per lui c’è, ed è quello dell’eterno confronto con Mou. Ma è un rischio che con il lauto stipendio che gli passerà Abramovich, immagino che Villas Boas sarà ben lieto di correre. Nell’affare con il Porto il Chelsea dovrebbe inserire anche Falcao e fa bene, visto che il reparto d’attacco dei Blues si trova un Drogba alla frutta, un Anelka mai costante in carriera ed un Fernando Torres da recuperare, tecnicamente ma anche mentalmente. Falcao si trova a suo agio in Europa: basta guardare lo score di quest’anno per capirlo. E la conquista del continente è da sempre la grande ambizione di Abramovich: con Villas Boas in panchina potrebbe farcela. Mourinho ce la fece col Porto, lui ci proverà direttamente col Chelsea: ce la facesse, in questo avrebbe superato il maestro.
Leonardo non voleva essere un allenatore: si vedeva come dirigente ed ha mollato. Eh vabbè, ci sta. Ma adesso l’Inter deve trovare un sostituto, non scrivo degno perchè lo do per scontato e non credo ci voglia molto. Per migliorare rispetto all’anno scorso basterà un allenatore che sappia qualcosa in più del 4-2-fantasia. Bielsa sembrava il nome giusto, ma i giornali non hanno fatto in tempo ad uscire con la notizia che già il tecnico argentino aveva rifiutato. Non convinto dal progetto, sedotto dall’Athletic Bilbao o
trattenuto da problemi famigliari, fatto sta che l’affare non è stato chiuso. Ed allora ecco il nome buono da spendere con i tifosi: Mihajlovic. Ex interista e ottimo per un anno da traghettatore. Non dimentichiamo, infatti, che il vero grande obiettivo di Moratti è quello di portare Guardiola all’Inter nel 2012, alla faccia del Qatar. Quindi serve un nome buono, ma non troppo. Mihajlovic non ha incantato da nessuna parte a dire il vero, ed a Firenze non vedono l’ora di disfarsene, almeno i tifosi, che invece vederebbero di buon occhio l’arrivo di Gasperini. Tagliati fuori senza motivo tanti altri allenatori che farebbero carte false pur di sedersi sulla panchina nerazzurra: uno su tutti, Delio Rossi. Evidentemente il suo nome non ha nessun appeal, nonostante sia molto più capace di altri. L’unico nome capace di smuovere Moratti dal sogno-Guardiola è quello di Villas Boas, l’erede di Mourinho, perchè arrivare a quello vero è impossibile. In questo caso la strada percorsa avrebbe senso, ma come ha detto il presidente dell’Inter, il tecnico del Porto costa troppo. E si sa, Moratti è un tipo oculato, lui non spende mai troppo.
Diciamoci la verità: Moratti cercava solo una buona scusa per farlo e per questo immagino ringrazierà sentitamente il PSG. Leonardo non è un allenatore, almeno per ora: il presidente dell’Inter se n’era reso conto. Il brasiliano era una figura spendibile in mille modi, ma non in panchina. Ma in panchina c’era finito e mandarlo via avrebbe significato tornare alle vecchie abitudini, allo stato di confusione pre-Calciopoli. Tre
tecnici in meno di una stagione: sarebbero stati troppi. Non da grande squadra. Lo avrebbe tenuto in panchina, autoconvincedosi che così doveva fare, e poi lo avrebbe esonerato alla prima sbandata. Come fece con Lippi ed un po’ con Cuper. Invece, qua è Leonardo che chiede di andarsene: nessuno dirà che Moratti è un mangia-allenatori, non gli peserà la scelta, perchè la scelta l’ha fatta l’allenatore. Che allenatore non si mai diventato davvero e che ad Appiano Gentile si è sempre sentito di passaggio: prima in panchina ce l’hanno messo, al Milan, poi c’è voluto tornare lui, all’Inter, ma più che altro per rivalsa nei confronti dell’ex datore di lavoro. Lo aspetta Parigi: Moratti l’ha detto, cercheranno una soluzione che sia la migliore, per lui e per la società. Perchè Leo ha una grande opportunità. Come se guidare l’Inter non lo fosse. Al suo posto, il nome forte è quello di Bielsa, che magari si porterà dietro Sanchez.
Finalmente una giornata degna di nota sul fronte-calciomercato. Il Real Madrid si è assicurato le prestazioni del teenager più forte del pianeta, quel Neymar sul quale avevano puntato gli occhi un po’ tutti i più importanti club del mondo. L’ha spuntata quello che da sempre cerca di mettere insieme più campioni possibili, anche se questo non sempre porta anche trofei. Neymar è un fuoriclasse in potenza, che si aggiungerà ad uno in atto, Cristiano Ronaldo, e a tanti altri ottimi giocatori. Ma nel reparto d’attacco
iniziano ad essere in troppi e così Mourinho farà partire qualcuno. Ed i nomi sono di alto livello: con ogni probabilità se ne andrà uno tra Benzema e Higuain (potrebbero interessare entrambi alla Juventus) e magari Kakà. E poi, è improbabile che a questo punto Aguero arrivi al Bernabeu. Inoltre, sembra che il futuro di Sanchez sia al Manchester City, il che farebbe pensare ad un Rossi al Barcelona e, chissà, ad un Tevez in Italia. Ma il calciomercato ci regala anche uno scoop in difesa: Thiago Silva è stato contattato dal Barcelona e non avrebbe detto di no. I catalani cercano un centrale vista l’età non più verdissima di Puyol e il brasiliano del Milan è, oggettivamente, uno dei migliori nel suo ruolo. Intanto, l’Inter pensa a Nasri, mentre rischia di vedere partire, oltre a Sneijder, corteggiato dall’Inghilterra, anche Leonardo, che flirta col PSG, che gli offre un posto da dirigente. Fossi Moratti, quasi quasi chiamerei di nuovo Bielsa, o un altro a caso, faccia lui.
Il Napoli è al centro dell’attenzione, purtroppo non solo per motivi legati al mercato. Campagnaro, difensore dei partenopei, è rimasto coinvolto in un gravissimo incidente d’auto in Argentina. Tre morti e due sopravvissuti, tra cui lui, appunto. Ma torniamo al calcio: a Napoli sono in arrivo Criscito e Inler. Il primo torna a casa, il secondo anche, diciamo così, dopo il flirt con la Juventus. Non aveva esultato dopo la rete segnata al San Paolo, più che un indizio una prova del fatto che già all’epoca l’affare era fatto. Poi, vabbè, una sbandata per una Vecchia Signora magari c’è stata, ma giusto quella. Sono due acquisti che rinforzano una rosa tutto sommato limitata e non eccezionale dal punto di vista qualitativo: Criscito giocherà, presumo, al posto di Dossena, perchè ormai non credo nemmeno che si ricordi come si gioca da difensore in uno schieramento a tre. E pensare che la Juve, quattro anni fa, voleva edificare su di lui il reparto arretrato del futuro… Inler, appunto, poteva essere un tassello importante del nuovo centrocampo bianconero, lo sarà di quello del Napoli: meglio così, perchè oggettivamente l’ormai ex Udinese non mi sembra un giocatore da quasi venti milioni. Lì in mezzo la Juventus ha già buttato via troppi soldi: Almiron, Tiago, Poulsen, Sissoko, Felipe Melo (che per me è buono ma strapagato), non era il caso di rischiare grosso di nuovo.
La notizia era nell’aria da giorni, adesso manca solo la presentazione alla stampa: il nuovo allenatore della Roma è Luis Enrique. Sì, proprio lui, il jolly tuttofare di Real Madrid e Barcelona, grande giocatore che ai Mondiali del 1994 si prese una gomitata terrificante da Tassotti. Dal Barcelona B passa alla Roma, quella vera, di certo un bel salto, ma comunque meno impegnativo di quello del suo predecessore Guardiola. O
forse no: in fondo, l’attuale allentore del Barca ereditò una squadra più forte e non cambiò paese, e nemmeno città. Sono pochi gli spagnoli che hanno avuto successo in Italia, almeno tra i giocatori. Cosa porterà Luis Enrique a Roma? Di lui si sa tutto sommato poco, a parte il pittoresco fatto che alleni con gli occhiali da sole. L’unica cosa che dovrebbe essere sicura è il modulo: 4-3-3, visto che dalle parti della Masia giocano tutti così. La Roma ha gli uomini giusti? Di sicuro dovrebbe trovare meno spazio Totti: Luis Enrique avrà bisogno, presumo, di attaccanti più mobili. Se al Camp Nou Ibrahimovic fu un buco nell’acqua, la stessa sorte potrebbe toccare al capitano giallorosso, insomma. Potrebbe fare al caso suo Vucinic, sul quale le ultime voci di mercato vogliono la Juventus, passata da Tevez a Benzema, da Benzema ad Aguero, da Aguero a Sanchez e da Sanchez a Vucinic. Almeno adesso girano nomi realistici.
Oggi ho letto che Sanchez sarebbe vicinissimo al Barcelona. Spero che sia vero, perchè sennò qua c’è il rischio che se lo compri la Juventus. Per farlo giocare esterno nel 4-2-4 di Conte. Che poi è un 4-2-4 sulla carta, perchè alla fine, ripeto, è tutto sommato un 4-4-2 con ali vere che spingono e vanno sul fondo, che è un po’ quello che dovrebbe essere un 4-4-2. Siamo abituati a farlo con Marchisio esterno, per questo forse suona un po’ strano, ma a Conte servono e
ssenzialmente giocatori in grado di saltare l’uomo e crossare in mezzo. A destra c’è Krasic e se questa estate si riposa va bene. A sinistra, modesto parere, non serve un Sanchez, che sarebbe oggettivamente nullo in fase difensiva. E mi sa che non serve nemmeno fare un acquisto-bomba se poi gli altri sono mediocri. Ma questo è un altro discorso. Piuttosto, e mi rivolgo a voi sparuti lettori del blog, cosa preferite avere, in un 4-4-2? Entrambi gli esterni col piede “giusto” (un destro sulla destra e un mancino sulla sinistra), oppure il contrario, o una via di mezzo? Certo, Ribery non è Pepe e chiuderei un occhio, però credo che sia meglio avere gente che possa crossare senza tornare sul piede preferito. Escludo la variabile ambidestra, perchè già è difficile trovare giocatori che abbiano un bel cross con un piede, figuriamoci con due. E figuriamoci, poi, se Marotta riesce a comprarne uno.
Tanto tuonò che poi alla fine non successe niente: Mazzarri rimarrà sulla panchina anche nella prossima stagione. Poi sarà esonerato alla prima crisi che la squadra affronterà. Si accettano scommesse: quando i matrimoni continuano per forza, poi si sciolgono di nuovo alla prima difficoltà. Perchè qualcosa si è incrinato, ed a Napoli più che un’incrinatura sembrava una frattura. Composta, diciamo così. La mia personale sensazione è che Mazzarri, conscio del fatto che meglio di così a Napoli non avrebbe mai potuto fare, volesse mollare all’apice, per magari andarsi a sedere sulla panchina della Juventus. Tanto, peggio di Ferrara, Zaccheroni e Delneri non avrebbe potuto fare. Allo stesso tempo, De Laurentiis ne ha approfittato mettendolo spalle al muro e facendo ricadere su di lui le colpe per una situazione poco chiara, contattando poi Gasperini, un allenatore che comunque, credo, sarebbe andato bene alla piazza. Il presidente viene dal mondo del cinema e si vede: sguardo fiero/truce in tribuna, non disdegna la sceneggiata, che c’è stata, anche se è durata poco. Adesso tutte le panchine “nobili” hanno un proprietario: eccetto quella della Roma. Sarebbe libero Ancelotti, ma pare si sia innamorato di Londra, e poi bisogna vedere cosa ne pensano gli americani del suo ingaggio. Occhio a Gasperini: sedotto e abbandonato dal Napoli, non lo vedrei male al posto di Montella. Comunque, sarebbe meglio di Pioli.
In questo periodo in cui il campionato si avvia verso la fine, a monopolizzare l’interesse dei tifosi è il calciomercato. Che quest’anno promette di essere scoppiettante: il Milan ha vinto lo scudetto, ma è consapevole che mezza rosa ha le stagioni contate, l’Inter vuole tornare a vincere, il Naoli si deve rafforzare per la Champions League, l’Udinese ha qualche gioiello da vendere, ma ricomprerà pure, la Roma ha gli americani e la Juventus cerca il
rilancio. Quindi, non vedo l’ora che inizino i botti, anche se ho come il sospetto che alla fine accadrà tutto negli ultimi giorni, come sempre. Per ora, va alla grande il mercato degli svincolati. Il Milan, per dire, si è preso Mexes e Taiwo: mica male. Ok, il primo si è appena operato e il secondo è tutto da verificare in Italia, ma arrivano a costo zero. La Juve, invece, ha preso Ziegler, Pazienza e, soprattutto, Pirlo. Premetto che non sono tra coloro che santificano l’ex milanista: per me un lancio di 40 metri sui piedi dovrebbe essere la normalità, in Serie A. Ma vista la tanta mediocrità che c’è in giro, i giocatori automi tutti muscoli e contrasto, ben venga Pirlo, anche se in parabola discendente. Perchè sarà comunque meglio di Aquilani, un eterno incompiuto, che nemmeno nella stagione in cui non si rompe mai è riuscito a fare il salto di qualità. Ha 27 anni: non lo farà più, ormai. Peccato, perchè un giocatore di 32 anni ti può garantire, se va bene, al massimo un paio di stagioni di alto livello. Con Conte la squadra avrà bisogno esattamente del gioco che sa fare meglio Pirlo: lancio lungo all’ala. Speriamo che almeno quelle due stagioni duri. E che ci sia qualcuno all’ala.
