Dunque, il rinforzo per l’attacco della Juventus è Mirko Vucinic. Dopo aver sognato Aguero ed aver corteggiato Rossi, Marotta è andato sulla terza scelta. Quella meno suggestiva, ma di gran lunga la più economica. Aguero e Rossi avevano dalla loro l’età, Vucinic ha almeno l’adattabilità anche al ruolo di esterno sinistro, anche se voglio sperare che non sia stato preso per quello. Non discuto il valore del giocatore, che andrà ad aumentare il livello medio dell’
attacco juventino: in rosa va a prendere idealmente il posto di Amauri o Iaquinta, palese che sia stato fatto un passo in avanti. Tutto sommato, però, Vucinic non è un bomber e non lo è mai stato: solo una volta a Lecce ha sfiorato le venti segnature. Si giocherà il posto con gli altri, mentre Aguero e Rossi, se non altro per una questione di prezzo, sarebbero partiti titolari di sicuro. Vucinic è un giocatore tecnico, ma non è mai esploso del tutto: lo ha fregato una certa indolenza e per questo è stato beccato più volte dai suoi ex tifosi: vediamo cosa succede con il cambio di ambiente. Tuttavia, andato in porto l’affare, nel mio piccolo vorrei consigliare Marotta di parlare meno. Perchè se prima accenni ad Aguero e poi ammetti che stai trattando Rossi, il tutto continuando a tirare in ballo il top player per poi portare a Torino Vucinic, beh, non fai una grande figura.
Finalmente Marotta ha fatto qualcosa di juventino: ha usato il termine “interista” come un insulto nei confronti di Rumenigge. Scherzi a parte, la società bianconera ha fatto arrabbiare il Bayern Monaco: allora magari Vidal è davvero forte. Ma, tutto sommato, anche nel 2007 Milan e Inter litigarono per Suazo e sappiamo un po’ tutti com’è andata a finire… Detto ciò, diamo un’occhiata al mercato. Senza approfondire troppo i nuovi patemi juventini e i problemi per portare Rossi a Torino, ci sono in ballo altre trattative
interessanti. Una su tutte quella che coinvolge Aquilani. Tornato al Liverpool dopo la deludente stagione in bianconero, potrebbe approdare alla Fiorentina. In sostanza: i viola perderebbero Montolivo e prenderebbero un altro Montolivo che però si chiama Aquilani. Due giocatori che non sono mai esplosi, due giocatori a cui manca qualcosa per diventare leader. Ma credo che per la Fiorentina non sarebbe male come soluzione e l’arrivo di Aquilani darebbe tutto sommato un po’ di positività ad un ambiente in odore di smobilitazione. Fatto sta che la sua è una carriera ormai in caduta libera. Ancora in prestito, senza certezze. Sempre che alla fine ci vada, a Firenze. Perchè il suo ingaggio mi sembra leggermente fuori portata, diciamo così. E il Liverpool dovrebbe contribuire allo stipendio e immagino i Reds non ne sarebbero entusiasti. Ma c’è il Progetto, magari Corvino convince Aquilani a ridursi l’ingaggio.
E vi darà un titolo. De Laurentiis è fatto così: gli piace stare davanti alle telecamere e fare spettacolo. Durante il mio stage a Sky Sport 24 ho tagliato un’intervista a Ferlaino. Lo storico presidente del Napoli aveva in pratica definito il suo “erede” uno showman: ecco, sono totalmente d’accordo. Il fatto è che credo che a volte esageri e credo anche che lo pensino i tifosi del Napoli. Che bisogno c’è di dare a Messi del cretino perché va a giocare la Copa America? E questo è solo l’ultimo episodio di una serie di dichiarazioni
fuori luogo. Credo che ormai nel calcio si parli troppo e spesso a sproposito e che De Laurentiis sia l’alfiere di questo trend. Certo, i risultati sportivi sciolgono la lingua: vediamo se continuerà anche in tempi bui per il Napoli, quando arriveranno. Detto ciò, quella appena trascorsa non è stata una giornata banale, perchè la Roma ha ufficializzato l’arrivo di Bojan e la Juventus la cessione di Felipe Melo. Due operazione che ho capito poco. In pratica, ad oggi Bojan è come se fosse andato alla Roma in prestito per due anni. Poi magari si mettono d’accordo, ma se si rivela un fenomeno i giallorossi dovranno aggiungere 28 milioni per tenerlo. Ma ora come ora l’affare mi sembra l’abbia fatto il Barcelona. Per quanto riguarda Melo, ok, la Juve risparmio sull’ingaggio e incassa qualcosa per il prestito, ma non c’è nessun obbligo per il Galatasaray. Se fa una grande annata in Turchia bene, sennò c’è il rischio di un Tiago-bis. Era proprio il caso?
La Juve sta una vita dietro ad Aguero, quando capisce che non può prenderlo vira su Rossi, ma la trattativa diventa lunga tra bonus e quota fissa, nel frattempo ha già preso Lichtsteiner, ma per spendere quel milione in meno ha fatto passare un mese, c’è da prendere l’ala sinistra e Bastos verrebbe, ma prima convince e poi no, prima l’affare e fatto e poi non convince Conte. Vidal, invece, l’ha preso in un attimo. Ora, è vero che finchè non è ufficiale può accadere di tutto, ma è stato fin troppo facile. Ci deve essere sotto qualcosa. Ok,
andava in scadenza tra un anno e tutto sommato più di dieci milioni non sono mica pochi, però ha 24 anni ed è uno dei centrocampisti emergenti d’Europa. Poteva interessare a tanti club, messi meglio al momento, eppure andrà alla Juve. Che il bianconero stia riacquistando fascino? Magari non ne ha mai perso. Oppure Vidal non è così forte come la stampa italiana scrive. Da tifoso mi auguro di sì, perchè lì nel mezzo di bidoni ne sono passati fin troppi negli ultimi anni. Che poi, non è mica detto che Vidal sia uno che si possa integrare bene con Pirlo. Corre tanto, sì, sa fare un po’ di tutto, ma sa fare bene il mediano? Mi auguro di sì. Ma d’altra parte fare un acquisto peggiore dei precedenti è difficile. In fondo, costerà meno di Martinez. A questo punto salutiamo Felipe Melo (che avrei tenuto, ma non è mobile come Vidal e serve uno che corra anche per Pirlo) e Sissoko, che quando giocava mi faceva impazzire con quei tackle. Appunto, quando giocava.
Finito il ritiro di Bardonecchia, la Juventus parte in tournée ma lascia a casa gli indesiderati Felipe Melo e Amauri. In partenza, poi, c’è anche Sissoko. Dalle cessioni di questi giocatori Marotta spera di ottenere un tesoretto da poter poi reinvestire nel mercato in entrata. Rossi, Bastos e Vidal: i nomi sono questi. Tre giocatori per tre ruoli in cui è ovvio che la Juventus cerchi qualcuno. “Pepito” sarebbe il top player promesso da una vita: secondo me non è ancora un grandissimo, ma oggettivamente è il miglior giocatore d’a
ttacco al quale la società bianconera può arrivare, perchè appena si scatena l’asta viene subito fatta fuori. Bastos è invece il tipo di laterale di cui c’è bisogno come il pane, perchè è mancino e non è adattato. Non è Pepe, che deve sempre tornare sul destro, non è Marchisio, totalmente fuori ruolo, non è nemmeno Vucinic, che in fascia sarebbe sprecato. O Bastos o Vargas, lo dico dall’inizio del mercato. Di meglio la Juve non può comprare, e non mettiamoci in mezzo il 4-2-4: è un 4-4-2. Come quello di Delneri, solo un po’ più offensivo. Infine, Vidal. Confesso di conoscerlo poco, pochissimo. Non si tratta di un mediano puro. Tuttavia, da quello che leggo e dal poco che ho visto, mi sembra di aver capito che faccia della dinamicità il suo punto di forza. Così non era per Felipe Melo, ed accanto a Pirlo ci vorrà uno che corra anche per lui. Per quanto se ne parli bene, mi rimane un dubbio sul suo prezzo: prima leggo di dieci milioni, poi di quindici. Ma è in scadenza di contratto nel 2012. Non può costare così tanto… Ma non sono soldi miei: e allora, che lo strapaghino pure. Se arrivassero davvero lui, Rossi e Bastos, sarebbe davvero un Juve competitiva.
Credo sia stato bellissimo essere un tifoso dell’Udinese a maggio, dopo due mesi suppongo invece che stia diventando un po’ una sofferenza. Ufficializzate le cessioni di Inler e Zapata, per Sanchez al Barcelona siamo invece ai dettagli. Tre pietre angolari. Tutto sommato, c’è però da dire che si sapeva da mesi che lo svizzero e il cileno se ne sarebbero andati, decisamente a sorpresa invece la partenza di Zapata, che tra l’altro si è sistemato al Villarreal, senza fare nessun salto in avanti in carriera, in pratica. “O’lione” Inler, invece, è
passato al Napoli e per l’occasione ha dato vita ad una scenetta desolante ed a giudicare dalla sua espressione avrebbe preferito essere in qualsiasi altra parte del globo in quel momento. Anche se il Napoli non è il Barcelona, però almeno lui un salto in avanti l’ha fatto. Non quello che avrebbe magari voluto fare, ma l’ha fatto. E lo sta per fare anche Sanchez, proprio verso la Catalogna, ed in questo caso il salto è triplo, ma anche quadruplo. Sanchez, Inler e Zapata: in totale arriveranno circa 65 milioni di euro. Non verranno reinvestiti tutti sul mercato, non sarebbe da Udinese, anche se l’Udinese farà la Champions League: ed allora, ecco pronta un’altra infornata di talentini da tutto il globo, nella speranza che tra di loro ci sia un nuovo Sanchez, da pagare poco e poi vendere a peso d’oro. Ma il rischio che l’Udinese faccia come la Sampdoria l’anno scorso adesso sembra reale. E sarebbe un peccato.
Con la Copa America in corso, è normale che lo sguardo degli addetti ai lavori sia rivolto verso l’emisfero australe, ed è comunque comprensibile a prescindere dalla competizione continentale che si sta svolgendo in Argentina: l’America Latina è da sempre fucina di talenti che in estate ingolosiscono i club europei. L’ultimo arrivo nella nostra Serie A è quello di Ricardo Alvarez, giocatore che l’Inter ha strappato al Velez Sarsfield
(ed era nel suo destino fin da piccolo, altro che Ibra). Il prossimo potrebbe essere Erik Lamela, per il quale la Roma sarebbe pronta a chiudere, approfittando anche della retrocessione del suo River Plate, che ne ha abbassato il valore di mercato. Appunto, il valore di mercato: basta un buon campionato, o anche meno, per far salire i prezzi di questi campioni in erba. Alvarez, tutto sommato, ha giocato una cinquantina di partite da professionista, ed ha in pratica una media di una rete ogni dieci gare. Lo stesso si può dire di Lamela, che però ha dalla sua un’età ancora più verde. Colpa della tv, di youtube, dei procuratori, fate voi: fatto sta che ormai basta poco per vedersi appiccicata addosso l’etichetta di “Fenomeno”. Il “pompaggio” dei giocatori è pazzesco, e spesso chi parla si parla di potenziali fuoriclasse senza averli mai visti o forte di due replay in loop. Certo, si può portare l’esempio di Pato, ma non sempre la ciambella viene fuori col buco. Memori di certe pippe, comunque, auguri a chi è già arrivato e a chi arriverà.
Per la Juventus l’unica speranza per arrivare ad Aguero era che facesse una brutta Copa America: puntualmente, l’argentino ha segnato all’esordio contro la Bolivia. Era partito in panchina, è entrato al posto di Lavezzi (che forte delle 6 reti segnate in A ha il posto da titolare…) ed è stato subito decisivo. Non solo ha segnato, ma ha anche fatto un bel
gol. Nella Liga, tuttavia, Aguero ha già dimostrato il suo valore. Per questo, mi sembra strano che in tutta Europa non ci sia un altro club sulle sue tracce. Il Real Madrid, per esempio, che non si è ben capito se abbia preso o no Neymar, oppure il nuovo Chelsea di Villas Boas: le due minacce per la Juventus dovrebbero essere questi due club che, se si muoveranno, faranno fuori i bianconeri dall’asta per Aguero, c’è poco da fare. A quel punto, la Juve potrebbe ripiegare su Rossi, che male non sarebbe, e che potrebbe costare anche un po’ meno. Oppure, alla fine, arriverà Vucinic: in questo caso, il montenegrino potrebbe essere preso per farlo giocare largo. Insomma, per stare in un ruolo che non è il suo e che non ha mai gradito nemmeno a Roma. Comunque, tutto si deciderà tra quasi due mesi: il mercato è lungo e ci sarà tempo per buttare via soldi, tranquilli. Nel frattempo, di Bastos non si sa più nulla. E pensare che sarebbe stato l’ideale.
Giunto sulla panchina più importante della carriera, Gasperini può iniziare a disegnare la sua Inter. E già leggo che vorrebbe un po’ di Genoa a Milano: si ricordi come è finita alla Juventus, che ha portato troppa Sampdoria a Torino, o comunque troppi giocatori “da Samp”. Per capire come funziona il calciomercato non serve essere agenti Fifa, basta seguirlo un po’: ed allora, in automatico, ecco che l’Inter punta su Palacio
. Che se non è come Pepe è poco meglio. Comunque, sono curioso di vedere l’impatto di Gasperini su una squadra come l’Inter. Mi spiego: il suo modulo e il suo stile di gioco comportano un grande lavoro da parte di tutti. Facile ottenerlo da altre parti, un po’ meno all’Inter. Mourinho chiese grandi sacrifici a Eto’o, Gasperini li chiederà a più gente. O cambierà modulo, ma non credo. Tre difensori come idea di base, e cursori di fascia capaci di farla tutta, su è giù. Ci sarebbe Maicon a destra, ma sembra sul piede di partenza. Così come Sneijder, che sarebbe fuori ruolo sia un un centrocampo in linea che come punta esterna. Nel frattempo Milito guadagna posizioni nel reparto d’attacco: è più manovriero ed ha già lavorato con nuovo tecnico. Tuttavia, credo che il titolare sia da considerare Pazzini. Ma vediamo come si muoverà sul mercato l’Inter. Per ora ha fatto poco o nulla, causa indecisione sulla panchina. Vediamo.
Quello che è successo tra Inter e Bologna in occasione dell’apertura delle buste per Viviano è oggettivamente grottesco: non è accettabile che un dirigente non sappia cosa deve scrivere in quell’occasione. Pedrelli l’ha fatta grossa, anche se Moratti non chiude le porte: ma il fatto è che il Bologna non è che volesse tenere Viviano per metterlo in porta, bensì per venderlo. E questo potrebbe in effetti ridimensionare l’accaduto. Non sono un direttore sportivo, però credo di aver capito bene la questione. La cosa certa è che in due anni il
Bologna ha guadagnato 600.000 euro: aveva preso metà Viviano per 3,5 milioni e l’ha rivenduta per 4,1. Se invece se lo fosse aggiudicaro per intero alle buste, avrebbe speso in tutto 8,2 milioni (3,5 + 4,7). A quel punto lo avrebbe venduto. Ma chi potrebbe essere interessata a Viviano? La Roma sembra orientata su Stekelenburg, la Lazio punta su Marchetti. La Fiorentina (per lui sarebbe un ritorno all’ovile) dovrebbe prima piazzare Frey e Boruc. Insomma, non ci sarebbe stata nessuna asta per il portiere, per cui non so a che prezzo il Bologna l’avrebbe venduto. Non credo in doppia cifra: tutto sommato è sì un portiere nel giro della Nazionale, ma c’è perchè Prandelli come riserva non chiama ultratrentenni, ed alla fine a 26 anni Viviano ha sempre giocato in B o per la salvezza in A. Insomma, l’avesse venduto a 10, il Bologna avrebbe fatto una plusvalenza di 1,8. A 9 di 800.000, l’avesse venduto a 8 avrebbe guadagnato meno rispetto ad adesso. Non credo che l’errore di Pedrelli costerà caro.
