L’Inter va già forte

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Quasi completa la rosa della Juventus, appunto: manca un difensore centrale ed il nome buono sembra essere quello di Bocchetti. Nel giro della Nazionale, arriverebbe a Torino per fare il terzo centrale dietro a Chiellini e Bonucci. In altri tempi, non ci sarebbe stato nulla di strano. Adesso, un po’ lo sembra, con questa Juventus derelitta. Ma il blasone e soprattutto il denaro fanno miracoli: sono comunque piccoli segnali di ripresa bianconeri. L’affare non è fatto, per carità, sono solo voci, a differenza di quello che riguarda Ibrahimovic, vicino al Milan. Non è chiara l’eventuale forma di pagamento, che dovrebbe essere una sorta di opera di carità del Barcelona. Sinceramente non capisco tutta questa necessità di disfarsi dello svedese, che non ha fatto il fenomeno nel suo primo anno in Catalogna, ma che i suoi gol li ha fatti. E poi, appena un’estate fa fu strapagato e rischia di andarsene per un tozzo di pane (si fa per dire). Per il Milan sarebbe davvero un colpaccio: riuscire a inserire un top player in questi tempi di vacche magre sarebbe straordinario e darebbe un po’ di pepe ad un campionato che sembra già avere il marchio nerazzurro. L’Inter di benitez anche ieri sera ha dimostrato la sua forza: ha giocato a ritmo ridotto, ha sonnecchiato un po’, poi ha colpito più volte, facendo malissimo all’avversario. Ibrahimovic e il Milan, se non altro per la cabala: lo svedese vince lo scudetto da sette stagioni consecutive. Gli anti-interisti si aggrappano anche a questo.

La rosa è quasi tratta

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Un mercato che adesso inizia a diventare interessante, quello della Juventus. Un mercato che, scaturito dalla scelta dell’allenatore, non poteva che essere “pesante”. La rosa della scorsa stagione non aveva esterni di centrocampo, eccezion fatta per l’ormai declinante Camoranesi, unica ala lo scorso anno ed in partenza per altri lidi questa estate. All’esangue Vecchia Signora che ha finito in affanno il campionato serviva una bella trasfusione: forze fresche in quantità. Il restyling era doveroso, e ad essere sinceri poteva anche essere maggiore, se ci fossero stati più soldi. Dopo aver preso Storari, Motta, Bonucci, Pepe e Martinez, ieri la Juve ha aggiunto due tasselli importanti come Krasic, da tempo promessosi alla società bianconera, ed Aquilani, promessa con un grande futuro alle spalle, desideroso di tornare in Italia. Ma non è finita qua: manca ancora un centrale difensivo. Non è ingordigia, è una mera questione numerica. Comunque, Krasic, dicevo. Tra tuti gli esterni in rosa, il serbo sembra l’unico con i galloni del titolare fisso, e con lui vedo di più Pepe. L’estroso (così mi dicono) Martinez partirà spesso dalla panchina, a parer mio. Cosa dire di Aquilani? Sicuramente è un arrivo a sorpresa e per qualità e effettivamente un giocatore che mancava a questa squadra. Non lo definirei un “colpo” di Marotta: il prezzo del riscatto è piuttosto alto, per non parlare dell’iingaggio. Non è assolutamente detto, dunque, che Aquilani rimanga in bianconero. Considerando anche il fatto che torna in Italia per rilanciarsi, ma che tra Marchisio, Sissoko e Felipe Melo non partirà certo titolare fisso. E poi, tra i suoi muscoli di seta e Vinovo, la miscela rischia di essere esplosiva.

Scambio di lusso

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Devo ringrazie la Juventus ed in particolare Marotta per i continui spunti che mi regala. In attesa di commentare le prossime partite dell’Europa League, il mercato dei bianconeri è, nel bene o nel male, tra i più attivi. Alla rosa di Delneri, però, manca ancora qualcosa: tra i titolari innanzitutto, ma anche per quanto riguarda la panchina. Sempre che Pepe e Martinez si possano considerare titolari… Fatto sta che se gli acquisti sono difficili, le cessioni non sono da meno. Poulsen se n’è andato al Liverpool, continuando così una carriera in piazze di assoluto prestigio nonostante si tratti di un onestissimo medianaccio fin troppo “signorina” per il ruolo che ha, mentre Tiago è stato in pratica regalato per una stagione all’Atletico Madrid. Camoranesi, invece, non andrà al Birmingham City. Per l’oriundo era uscita come possibile destinazione il Milan, magari in uno scambio di lusso con Kaladze. Adesso sembra che le due società stiano intavolando uno scambio con ancora il georgiano coinvolto, ma con Grosso in mezzo, stavolta. Devo dire che, per quanto l’operazione sia tutto sommato inutile, nella sua pochezza ha un senso, almeno per la Juventus: Kaladze sarebbe la quarta scelta al centro della difesa e potrebbe giocare anche a sinistra. Certo, il fatto che nel Milan il georgiano abbia raggranellato la miseria di 17 presenze negli ultimi due campionati non è esaltante, ma se si deve avere un giocatore zoppo a fine carriera, tanto vale averne uno duttile, se non altro. Un po’ come il buon vecchio “Brazzo” Salihamidzic, mai coinvolto in nessuna trattativa, che quando viene chiamato in causa si impegna e lotta, per quello che può. Ma tanto qua, tra un Juventus in fase di lavori in corso ed un Milan diventata la succursale del Genoa, c’è poco da stare allegri (o Allegri, fate voi).

Il gol dell’addio

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Il calcio d’agosto, mi ripeto, va preso per quello che è. Cioè per qualcosa che non conta nulla, che non dà punti, è giusto il tempo degli esperimenti. Tuttavia, per la Juventus la stagione non parte bene: l’auspicato “triplete” accesso all’Europa League-Trofeo Tim-Trofeo Berlusconi è già saltato. Tuttavia, qualcosa di buono si è visto: Diego è sembrato esattamente il giocatore che servirebbe accanto ad una punta di peso, ovvero uno che parte qualche metro dietro e che si inserisce per concludere. Con un Del Piero ormai più incicivo sui calci piazzati che con palla in movimento, la Juventus avrebbe bisogno di uhn giocatore così come del pane, anche considerando la mancanza di un vero regista, peccato che Diego continuerà la sua carriera in Germania. Marotta nicchia, dice che non ci sono i presupposti per la cessione: traducendo, ballano ancora un paio di milioni. Ma quando le differenze sono queste, alla fine gli affari vanno in porto. Peccato, perchè la qualità c’era. Come quella di Ronaldinho, in sovrappeso, forse, ma con i piedi che sono rimasti quelli del 2005. Perchè nel calcio di oggi si può correre tanto, si può essere dei nerboruti mestieranti del pallone, ma le partite, poi, te le fanno vincere i talenti. Sneijder non è un watusso, eppure quella palla ieri sera sembrava telecomandata. Ma Delneri lassù preferisce due torri. Contento lui…

Non è cambiato nulla

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Cambiano gli uomini, ma gli effetti sono sempre quelli. Il mercato della Juventus, adesso nelle mani di Marotta, presentato come autentico mago del mercato, somiglia pericolosamente a quello della premiata ditta Blanc-Secco. Quando la Juventus vuole comprare qualcuno, i prezzi si alzano a dismisura, quando invece la società intende vendere, lo fa per cifre irrisorie. Pepe, per il quale è solo stato pagato un “acconto”, è stato valutato una dozzina di milioni, lo stesso dicasi per Martinez. Bonucci addirittura quindici. Non parliamo poi dei possibili acquisti saltati: per Krasic la valutazione del Cska sfiorava i venti, per Dzeko non ne sarebbero bastati più di trenta. Quando arriva a vendere, invece, la Juve trova grandissime difficoltà: certo, gli ingaggi pesanti non aiutano, ma rimango convinto che dalle partenze poteva incassare di più. Poulsen se n’è appena andato al Liverpool per poco più di cinque milioni, Tiago se ne potrebbe andare all’incirca per la stessa cifra. Se a comprare fosse la Juventus, sono sicuro che la loro valutazione avrebbe sfiorato i dieci milioni. Lo stesso accadrà per Diego, che partirà, ormai è certo, e lo farà per una cifra irrisoria rispetto a quella suo acquisto: sei o sette milioni in meno, e non credo che nonostante un’annata sciagurata (per tutti, però), la valutazione di un 25enne possa scendere di così tanto.

Sarebbe un vero peccato

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Ecco, stavolta c’è da arrabbiarsi sul serio. Cioè, almeno io mi arrabbierò tantissimo se succederà. La Juventus, a quanto pare, starebbe per cedere Diego al Wolfsburg. Lo facesse per arrivare a Dzeko potrei anche chiudere un occhio, invece no, il centravanti bosniaco non sarebbe coinvolto nell’affare. Il brasiliano ceduto, dopo appena un anno disgraziato per tutti, per circa 18 milioni: dalla Germania ne offrono 15, la Juventus non ne vuole meno di 20. Una pessima mossa: Diego fu pagato 25 milioni appena un anno fa e credo ancora che sia un ottimo giocatore. Certo, per il 4-4-2 di Delneri è un po’ troppo centrocampista rispetto alla seconda punta che ci vorrebbe (ovvero un Del Piero con dieci anni in meno), ma in quel ruolo si potrebbe comunque adattare. L’alternativa sarebbe Iaquinta, forte ma non eccezionale nel gioco aereo, oppure accoppiare le due torri Amauri-Trezeguet, e qua addio varietà di soluzioni offensive, oppure affidare la maglia da tiutolare ancora a Del Piero, che ormai ha 36 anni. E’ uscito il nome di Giuseppe Rossi, che comunque non si muove per meno di 15 milioni: a quel punto mi tengo Diego, senza nessun dubbio. La Juventus sta mettendo da parte un tesoretto: con le cessioni di Camoranesi, Tiago, Poulsen e Grosso risparmierà sugli ingaggi ed incasserà una come minimo una dozzina di milioncini. Potrebbero bastare, ed invece no, serve anche la cessione di un talento come Diego, valutato poco più di Martinez, tra l’altro. Una sconfitta anche per lui: a 25 anni il conto in banca non soffrirà, ma ripartirà dal punto più basso tra tutte le squadre europee per le quali ha giocato. Ma forse, dietro alla cessione del brasiliano, c’è qualcosa: in realtà è un’astuta mossa per arrivare a Barzagli.

Uno su due

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Due grossi calibri dovevano lasciare l’Inter, ma sono ancora al loro posto, anche se le loro situazioni sono decisamente diverse. Maicon, a quanto pare, rimarrà nerazzurro anche la prossima stagione: l’assalto del Real Madrid al laterale brasiliano c’è stato, sì, ma non è stato così deciso come ci si aspettava. Una società che spende e spande a casaccio, si mette a contrattare sui 5 milioni quando da contrattare ci sarebbe ben poco: qua stiamo parlando di uno che la fascia se la mangia. Se offri 25 e l’Inter chiede 30, lo sforzo va fatto: è per altri che magari bisogna pensarci su. Per Maicon no: strano che Mourinho non si sia impuntato per averlo in squadra. Il mercato è ancora lungo, vero, però le parole di Moratti sono chiare: “Rimane all’Inter. È stato trattato da altre società, come altri giocatori. Lo considero forte, talmente forte che, forse, mi è concesso anche di non venderlo. Ho deciso di ritirarlo dal mercato”. Credo ritenga forte anche Balotelli, ma stavolta gli sembra il caso di vendere. Un presidente che a suo tempo si innamorò di Recoba coprendolo di soldi, non tratterrà il più forte giocatore italiano dei prossimi dieci anni. La trattativa è ancora in una fase di stallo, ma tra mezze dichiarazioni e feste d’addio, Balotelli è virtualmente in Inghilterra. Lo aspetta Vieira, felice del suo arrivo: “Non ho alcun dubbio sulle sue grandi qualità, è un giovane di talento ed un calciatore che ha un grande futuro. Balotelli è un po’ come Craig Bellamy o Carlos Tevez. Certi giocatori fanno del temperamento acceso il loro modo di comportarsi, ma la cosa più importante che un calciatore deve fare è dare tutto per il proprio club. E Balotelli lo fa”. Certo, se fosse stato il Milan avrebbe dato anche di più, ma pazienza.

Hernanes, chi è costui?

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Un anno fa era vicino al Milan, poi Galliani offrì un casco di banane e non se ne fece nulla. Adesso interessa alla Lazio e stranamente il notoriamente tirchio (e non è un termine dispregiatico, si badi bene) Lotito potrebbe portarlo a Roma. Hernanes è uno dei grandi nomi del calciomercato delle ultime due estati, eppure potrebbe ancora rimanere in Brasile. Il fatto che il suo cartellino sia una mutliproprietà certo non aiuta: se a quelle latitudini è una consuetudine, dalle nostre parti c’è ancora chi conserva giustamene qualche perplessità per affari di questo genere. Ma se uno è forte, cartellino indecifrabile a parte, alla fine è giusto che faccia il grande salto. Ma che giocatore è questo Hernanes? Io non ne so niente, ma un giorno è il nuovo Kakà, l’altro il nuovo Pirlo. Una volta per le comuni origini, l’altro per il possibile futuro. Più facile, oggi come oggi, che sia il nuovo Ledesma. Un anno fa volavano cifre: si era arrivati, se non erro, ad una valutazione che superava i 20 milioni, oggi può partire per la metà, forse meno. Non so se Hernanes sia forte oppure no, so solo che grazie a Facebook ho apprezzato la sua somiglianza con Butt-head. Rimango comunque della mia vecchia opinione: ovvero che se uno è un giocatore di grande livello, non rimane fino a 25 anni in Brasile. Poi magari mi sbaglio. Fatto sta che, finora, Hernanes è come la Bella di Torriglia.

Scudetto ci prende sempre

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Nella fabbrica di talenti chiamata Sporting Lisbona, specializzata nella formazione di giovani ali dribblomani, quei due sembravano un po’ una anomali. Il 1986 come data di nascita, il centrocampo come habitat naturale. Joao Moutinho e Miguel Veloso non li conosco molto, ho visto poche partite dello Sporting Lisbona per poter dare un giudizio approfondito su di loro. Tuttavia, a Scudetto erano due buoni elementi e, crediateci o no, quel videogioco ci azzecca sempre. Leggerino ma dotato di un ottimo piede Moutinho, più forte fisicamente e in possesso di un gran sinistro Veloso: naturale che nel calcio di oggi le attenzioni si siano concentrate di più sul secondo. Ma non troppo in realtà, perchè comunque entrambi sono caduti in disgrazia nello Sporting Lisbona, andandosi anche a sedere spesso in panchina. A braccetto hanno giocato fianco a fianco per qualche stagione, a braccetto se ne sono andati questa estate, scegliendo due soluzioni piuttosto inusuali. Moutinho è passato ai rivali storici del Porto e potrà finalmente lottare davvero per vincere il campionato in una squadra decisamente più attrezzata ed in grado di far bene anche in Europa. Veloso, invece, approda in uno dei grandi campionati del Continente, sì, ma non esattamente dalla porta principale. Da ieri è ufficialmente un giocatore del Genoa, che lo ha comprato per una cifra non irrisoria: 7 milioni più Zapater, un che rimane comunque una discreta meteora del nostro calcio. Nonostante le ultime annate non brillanti, mi sarei aspettato per lui una soluzione diversa, magari una squadra da alta Bundesliga, che ne so. Ma in fondo, a 24 anni, il Genoa potrebbe essere per lui la squadra giusta per dimostrare che quel videogioco ci aveva visto giusto e magari poi fare il salto, come un anno fa aveva fatto Thiago Motta, un altro partito bene, in carriera, ma che poi aveva rischiato di perdersi.

Bye Bye Mario

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Mi ripeto: magari l’Inter vendendo Balotelli investe i soldi incassati su Mascherano e su qualcun altro. Magari poi vende anche Maicon e prende un terzino altrettanto forte investendo qualcosa anche sulla corsia opposta. Però io Balotelli non lo avrei mai venduto. Forse l’Inter vuole rendere più interessante il campionato disfacendosi di qualche suo campione, chissà. Di sicuro c’è che rischia grosso liberandosi di un campione in potenza come SuperMario. Non lo fa per nulla: ha 30 milioni di buoni motivi per farlo, forse 35 con i bonus, però è un prezzo che rischia di essere nullo per quello che poteva essere questo giocatore: una dozzina di anni di gol e giocate di alto livello valgono 30 milioni? No, valgono molto di più. Si vocifera di una clausola per avere il diritto di prelazione quando (se mai lo farà) Balotelli tornerà in Italia: il prezzo, però, dovrebbe salire. Anche senza clausola, comunque, se tornasse dalle nostre parti ci sarebbe solo l’Inter, anche se lui, da tifoso, preferirebbe il Milan. A Manchester guadagnerà bene, ma lo avrebbe fatto anche a Milano. In questa storia ci guadagna per adesso solo il City, paradossalmente: perchè con 30 milioni si mette in casa un giocatore che con i prezzi che corrono poteva costare di più. Balotelli poteva cercare di mettersi alla prova all’Inter: con i mezzi che ha, non vedo perchè uno dei posti in avanti non potesse essere suo. Gli bastava un minimo di sacrificio, ma non sembra il tipo. Farà il fenomeno, dove altri correranno per lui: l’impressione, è che qualcuno disposto a trovargli spazio e a far correre gli altri lo troverà sempre.