Siamo partiti proprio bene, sì. Gli errori arbitrali hanno già fatto scattare le prime polemiche e i presidenti ci vanno giù pesantemente: è di oggi lo sfogo di Zamparini, che ha definito l’Inter “la nuova Juventus”. A parte il fatto che da tifoso bianconero mi sento offeso, tutto questo deve far riflettere. C’è stata Calciopoli? Il mondo del pallone non doveva essere pulito? Ed invece no, si è sempre pronti a piangere quando il direttore di gara sbaglia contro di noi, ma non si dice nulla se lo fa a favore. Zamparini parla di quattro rigori ma,
forse, ce ne poteva stare uno. Forse. Pozzo, patron dell’Udinese, ha accusato l’arbitro per non aver ravvisato il fallo di Chiellini su Sanchez ad inizio gara. Fallo solare, in effett, con un rosso che avrebbe potuto indirizzare la gara su ben altri binari. Però poi ha parlato anche della gara contro l’Inter, dimenticandosi di un rigore nettissimo non fischiato ad Eto’o. E poi, la Fiorentina: è bastato piangere un po’ dopo due partite ed ecco un rigore regalato contro la Lazio. In questo caso nessun Della Valle che abbia protestato, mi pare. Ma forse, la Serie A ha semplicemente gli arbitri che si merita: squadre mediocri o comunque non ancora in forma, direttori di gara nelle stesse condizioni. Oppure di sinistra.
Il segreto di Pulcinella: non è che Leonardo abbia lasciato la panchina del Milan perchè sedotto da sirene brasiliane o perchè si vedeva meglio con altre vesti più “dirigenziali”. No, lo ha fatto per “ragioni di incompatibilità di carattere e di stile con Berlusconi“. Insomma, la grande famiglia rossonera, quella in cui tutti si vogliono bene, forse non è quella che il padrone di casa vuole dipingere. D’altra parte a Berlusconi piace fare la formazione e si è sempre sentito un allenatore mancato: non a caso, sta già provando a farla anche ad Allegri, che già alla prima conferenza stampa era passato, per così dire, in secondo piano. Ed era
quella della sua presentazione. Leonardo intanto si guarda in giro: con la squadra che aveva ha raccolto il massimo. A differenza di Ferrara, anche lui messo sulla panchina di una grande a digiuno di esperienza di allenatore, almeno non ha fatto disastri e sogna di poter lavorare in Inghilterra. E all’Inter? Leonardo ha chiosato con il più classico dei “mai dire mai”: prima Inter e Milan si scambiavano brocchi (anche Brocchi, e comunque l’Inter ogni tanto ci metteva dentro uno forte), poi i rossoneri si sono dedicati a vecchie bandiere finite, fino all’approdo di Ibrahimovic al Milan di Ibrahimovic, uno che può fare la differenza. L’Inter potrebbe un giorno vendicarsi con Leonardo e chissà, dicono, che prima ancora non lo faccia con Kakà, proprio per gentile concessione di un ex, Mourinho, che invece al Milan non ci andrà mai, essendo troppo innamorato, ha detto, della famiglia Moratti. Ma vuoi mettere con quella Berlusconi?
Ok, prendere un gol del genere al minuto novantadue fa male e finire la partita 3-2 avrebbe cambiato qualcosa per la Juventus, soprattutto la classifica del girone. Ma la sostanza, quella che conta, sarebbe stata la stessa: ovvero che anche ieri sera la squadra ha offerto una prestazione sconsolante. Perchè la Juve non può andare sotto di due reti contro il Lech Poznan e, allo stesso modo, non può pareggiarci 3-3 in casa. Una Juve vera, ma questa, più che altro, è una “Juvetta”. I tempi cupi, per i tifosi bianconeri, sembrano ancora all’inizio e di lavoro da fare ce n’è ancora tanto, forse troppo. Quest’anno sono state gettate le basi per avere un 4-4-2 decente tra un paio di stagioni, perchè della squadra attualmente titolare darei fiducia a 4-5
elementi al massimo. In ottica futura, dico. E tra di loro non ci sarà Del Piero per ovvie ragioni anagrafiche, anche se il capitano è ancora il miglior elemento della rosa, e questo dovrebbe far preoccupare. Comunque, come ho sentito dire ieri sera in tv, quando la Juventus viene attaccata dà sempre la sensazione di aver paura: c’è sempre nell’aria l’odore di pericolo in arrivo e, a forza di pensar male, spesso ci si azzecca. Ogni palla messa dentro, anche la più innocua, diventa bollente e molto spesso viene fuori la frittata. Il contrario di quando attacca: in quel caso, l’occasione da gol è l’eccezione e non la regola. Il Lech Poznan sarà qualitativamente inferiore, ma almeno ha la mentalità vincente, visto che si tratta della squadra campione di Polonia. La Juventus, invece, è un’accozzaglia di giocatori impauriti: Delneri dovrà lavorare su questo, sempre che arrivi al panettone.
Con la coppia Chris Killen-Darren O’Dea, che si sono baciati in un casinò di Glasgow (ah, che luogo romantico…), mi viene in mente un’altra coppia che fece furore qualche tempo fa. E sto parlando di giocatori di tutt’altro livello: Ibrahimovic e Piquè. Scherzi a parte, un pensiero sullo svedese: ha fatto un buonissimo esordio in Champions League, con una doppietta ai modesti, è vero, francesi dell’Auxerre, che comunque
avevano fatto fuori lo Zenit di Spalletti nel turno preliminare. Dovrebbe essere la normalità per un giocatore del calibro di Ibra, ma invece lui, di solito, in Champions League si ritrova con le polveri bagnate. A differenza di un tipetto che l’anno scorso giocava con lui a Barcelona, uno che di nome fa Lionel. Proprio Messi martedì ha steso da solo il Panathinaikos, ma in effetti l’argentino rispetto allo svedese rappresenta lo step superiore. In più, non gli fa difetto l’umiltà. Ora, non che io sia contro la spavalderia tipica di un Cristiano Ronaldo: se fossi nelle sue condizioni, mi sa che mi gaserei un po’ anche io. Ma rispondere in quel modo ad Arrigo Sacchi, uno che ha fatto la storia del calcio ed in particolare del club con il quale Ibrahimovic sta giocando, davvero non ci stava. Come il peggiore dei bulletti di periferia (cosa che in effetti è), il nasone di Malmoe ha invitato l’ex ct a dire le cose in faccia, e di persona, frase che suonava un po’ minacciosa e certamente inappropriata: senza offendere nessuno, Sacchi aveva solamente espresso il suo parere su Ibrahimovic e siccome adesso fa l’opinionista, beh, non poteva certo fare altrimenti. Altro che applausi, solo fischi per Ibra.
Sono juventino, cè poco da fare: l’Inter non potrà mai starmi particolarmente simpatica. Per quanto riguarda il mio tifo, lo scorso maggio è successo qualcosa di bruttissimo, anche se ho rimosso un po’, ed ora non mi ricordo bene cosa è stato. Ma guardo avanti: questo può essere l’anno della fine del dominio interista: al di là di tutto, sarebbe un buon segnale anche per il calcio italiano, perchè avere un campionato come quello scozzese (dove a dirla tutta vincono in due) non è certo esaltante. Ci sono degli indizi: l’Inter non ha in
pratica operato sul mercato ed ha venduto Balotelli. Ergo, di sicuro non è più forte dell’anno passato. La concorrenza, nelle vesti di Milan e Roma, invece si è rafforzata. Soprattutto nel reparto avanzato, è vero, ma l’hanno fatto. Per quanto riguarda la Juventus, invece, lasciamo stare: dovendo rivoluzionare la rosa per il cambio di modulo, ci sono state tante operazioni di mercato, ma il livello della squadra potrebbe anche essersi abbassato. Comunque, torniamo all’Inter: c’è qualche scricchiolio e non parlo solo delle difficoltà contro Bologna e Udinese o del pareggio con il Twente. Parlo del piacevole comunicato apparso sul sito ufficiale in merito alla squalifica di Burdisso, non abbastanza lunga per fargli saltare lo scontro diretto in programma alla quinta giornata. Anche se Mourinho non c’è più, la società sente già il rumore dei nemici? Pessima figura, davvero.
Ci sta che di calcio io ci capisca poco, per carità. Tuttavia continuo ad avere qualche caposaldo: uno di essi riguarda Antonio Cassano o, meglio, il fatto che si tratta di un giocatore sopravvalutato. All’alba della sua carriera, quando si fece beffe della difesa dell’Inter, era un 17enne pieno di talento. Oggi, passati undici anni, è un 28enne con lo stesso talento, ma con meno anni di carriera in cui sfruttarlo. Non sto dicendo che Cassano non sia un ottimo giocatore, tutt’altro: è l’atteggiamento di chi lo vuole ergere a salvatore della patria che mi è incomprensibile. Queste riflessioni
nascono dopo aver visto la puntata di Premium Football Club di ieri sera: per sua stessa ammissione, Cassano ha buttato via intere annate, quelle di Madrid, ma anche l’ultimo periodo romano. Non era un terrorista, ma un giocatore poco affidabile, questo sì. Per ritrovarsi, si è vestito di blucerchiato, smettendo di lottare per certi obiettivi e trovando un ambiente dove essere coccolato e mai messo in discussione. Quando questo è successo, Cassano stava per accettare la corte della Fiorentina, per dire. Ancora oggi si parla tanto della sua maturazione, come se a 28 anni e dopo più di due lustri in A questa fosse una conquista, mentre la vedo piuttosto come un demerito: Cassano è forte, sì, ma per quanto mi riguarda l’unico fuoriclasse che potrebbe ridare nuovo slancio alla nostra Nazionale è Balotelli, uno che, sia chiaro, ha tutto per ripercorrere gli errori del talento di Bari Vecchia, a cui si è perdonato tutto. Cassano ha sempre goduto di ottima stampa e non capisco perchè ha avuto sempre questa fiducia incondizionata. Forse perchè è andato al Real Madrid ma non ha mai vestito le maglie di Juventus, Milan o Inter. E non credo sia un caso.
Sì, confermo. Sarà dura per tutti ma, in particolare, lo sarà per la mia Juventus. Se il buongiorno si vede dal mattino, anche questa stagione sarà una sofferenza continua per i tifosi bianconeri. Due partite con una sconfitta a Bari ed un sofferto pareggio casalingo contro la Sampdoria. E qualcosa mi diche che la prossima trasferta a Udine porterà solo sventura: l’Alexis sanchez visto contro l’Inter farà venire dei grandi mal di testa ai difensori juventini, me lo sento. Mettiamoci anche il “quasi-ex” di Natale ed il gioco, anzi la frittata, è fatta. Comunque, magari mi sbaglio. Tuttavia se Atene piange, Sparta non ride: la Fiorentina ha perso a
Lecce, seppur con i solite recriminazioni arbitrali (a proposito, per pareggiare contro la Samp la Juve ha avuto bisogno di due reti in fuorigioco), il Napoli si è fatto mettere sotto gran parte della partita contro il Bari, il Palermo è caduto a Brescia ed anche una buona squadra come il Genoa ne ha presi tre in casa dal Chievo, rimasto da solo in testa alla classifica. Per non parlare delle sconfitte del sabato sera patite da Roma e Milan. Dunque, si prospetta un campionato in cui ci sarà da soffrire per tutti ed io, da tifoso della Juventus, almeno parto avvantaggiato, perchè mi sono allenato in tal senso per tutto il 2009/10: ma questa nostra Via Crucis, davvero, sembra non finire mai.
La vittoria per 2-1 dell’Inter contro l’Udinese sembrava un successo striminzito di cui non andare troppo soddisfatti ed invece Rafa Benitez starà gongolando pensando alla partita di ieri e ai punti messi in cascina, visti i risultati ottenuti dalle rivali in serata. Tonfo del Milan a Cesena, dopo l’esordio spettacolare contro il Lecce (probabilmente la peggior squadra della Serie A, si badi bene), crollo della Roma a Cagliari. I
giallorossi, che in Sardegna oltre alla partita hanno perso proprio la testa, dopo due incontri hanno appena un punto, mentre il Cesena in questi due primi turni ha prima bloccato i giallorossi all’Olimpico e poi dato una dura lezione al Milan al Manuzzi. L’Inter ha faticato contro una gran bella Udinese, rapida e capace di mettere in crisi i nerazzurri, ma un po’ troppo ingenua. Incredibile, infatti, il fallo di mano che ha di fatto consegnato la vittoria alla squadra guidata da Benitez. Sembra un campionato in cui tutti possono soffrire con tutti: per dire, mentre scrivo, il Palermo ne sta prendendo tre a Brescia. Insomma, come campionato questo appena iniziato dà l’impressione di poterci riservare diverse sorprese e, forse, anche una squadra come la Juventus potrebbe fare la sua porca figura.
E così, i calciatori sciopereranno sul serio tra due settimane. Certo, come categoria di lavoratori è un po’ unica e non stiamo parlando di gente che si porta mille o meno euro a casa a fine mese, però, in fondo, anche loro hanno i loro diritti. Comunque, dopo aver saltato la prima di campionato, personalmente faccio l’esordio alla seconda e, sinceramente, non ce la facevo più. Oggi sono in programma tre anticipi, con in campo le tre squadre che partecipano alla Champions League. A proposito: oggi mi è capitato di rived
ere in tv i festeggiamenti della Sampdoria alla fine della scorsa stagione. Tanta fatica, 38 partite per arrivare in Champions League, un testa a testa col Palermo fino all’ultimo, poi un mercato inesistente e tutto finito, così, in due partite. Chissà chi lo vincerà, questo campionato… non che io sia un fanatico degli schemi che finiscono per “fantasia”, anzi, so quanto l’equilibrio sia importante e quanto gli scudetti si vincano subendo poche reti. Tuttavia, uno come Ibrahimovic in Italia è in grado di spostare gli equilibri, lo sappiamo bene. Lo fece nel primo anno alla Juventus, lo ha sempre fatto all’Inter. Come favorita c’è ancora l’Inter: se non altro perchè è la stessa squadra che ha distanziato il Milan la scorsa stagione. Dietro le due milanesi, poi, vedo il gruppone: Roma, Juventus, Fiorentina, Napoli, Palermo, Genoa e Sampdoria. Chiunque può arrivare da terza a nona. Se poi, come dice Ranieri, lassù sbagliano, tutte pronte ad approfittarne.
C’è poco da fare, l’ottimo Sepp Blatter è uno che ama far parlare di sè. Le sue decisoioni sono state spesso discutibili, e non potrebbe essere altrimenti, considerando che da dodici anni è in numero uno della Fifa e non di un’associazione, diciamo, di limitato interesse. La sua ossessione è, da sempre, quella di rendere il gioco del calcio più veloce, più emozionante, più spettacolare. Eliminare i tempi morti, insomma, e non annoiare mai gli spettatori, che altrimenti potrebbero, evidentemente, cambiare canale ed andarsi a vedere
l’Nba. Quando era Segretario della Fifa furono introdotti i tre punti per la vittoria ed in effetti credo cheil numero dei noiosi 0-0 sia nel tempo diminuito. Anche negare ai portieri la possibilità di prendere la palla con le mani dopo un retropassaggio di piede in effetti ha velocizzato il gioco ed eliminato certe meline che, per motivi anagrafici, non ho davvero potuto godermi a dovere. Nel tempo, poi, Blatter si è dilettato con i tempi supplementari: prima con il golden goal, che poi è diventato silver, adesso, invece, li vorrebbe eliminare per passare direttamente ai rigori. Per quanto riguarda golden e silver gol, beh, il calcio non è la pallavolo: c’è un tempo stabilito per segnare più gol degli altri. Mica deve vincere chi segna per primo. La proposta di eliminare i tempi supplementari, invece, non è senza fondamento: vero, non sarebbe mai esistita Italia-Germania, ma eventi del genere sono davvero l’eccezione. In fondo, novanta minuti sono un tempo abbastanza lungo per decidersi a superare l’avversario, c’è per forza bisogno di un’altra mezzora? Secondo me no. E lo dico io, che quando guardo una partita vorrei non finisse mai…
