Mossa fondamentale

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Marcello Lippi va via dalla Nazionale e in azzurro torna Roberto Baggio: i due non si sono mai presi e l’avvicendamento di questi giorni rimanda a vecchie frizioni. Ovviamente il Divin Codino non tornerà in Nazionale per giocare, cosa che farebbe molto comodo, ma per ricoprire la carica di presidente del Comitato tecnico della Figc: il Pallone d’oro ‘93 vuole “offrire il proprio contributo e l’esperienza acquisita in più di 22 anni di calcio giocato“. Queste le parole del suo procuratore Petrone. Eh sì, perchè Baggio ha ancora un procuratore, ma non so perchè. Ancora nulla di ufficiale, sia chiaro, ma Baggio ha già dato la sua disponibilità al presidente dell’Associazione italiana allenatori, Renzo Ulivieri. Questo perché, secondo lo Statuto, il presidente del settore tecnico viene nominato dal presidente federale d’intesa col presidente dell’Assoallenatori. “E’ certamente un incarico che potrebbe rispondere al desiderio di partecipazione che Roberto Baggio desidera offrire al calcio italiano e alla Federazione“. Quindi, manca solo la firma di Baggio, che oltre ad essere l’ambasciatore del nostro calcio all’estero dovrebbe anche dare una mano con i settori giovanili. In pratica, si tratta della classica operazione-simpatia: via l’antipatico Lippi, dentro il suo grande nemico, un idolo nazionalpopolare che farà un ruolo a caso. Classico del nostro calcio: utilissimo per esempio Paolo Maldini, fondamentale nella corsa a Euro 2016.

Tutto su Dzeko

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Solo un extracomunitario, e non è detto che arrivi davvero uno dei due. In casa Juventus c’è da decidere come provare ad occupare quel posto: la pista Krasic si è notevolmente raffreddata e Marotta ha ammesso che tra lui e Dzeko, la Juventus punterebbe sul centravanti. Certo, credo lo farei anche io, ma i due non hanno lo stesso prezzo. La società bianconera potrebbe anche farcela a sorpassare la concorrenza, ma ho l’impressione che per farlo dovrebbe inserire come contropartita Diego che, nonostante gli attestati di stima, non è così sicuro di rimanere. E cedere il brasiliano sarebbe per me un grande errore: continuo a ritenerlo uno dei giocatori più forti che la Juve poteva inserire in rosa in questi anni di basso profilo. Meglio non privarsene. Tutto su Dzeko, dunque, ma ne vale la pena, soprattutto in vista del resto del mercato? Se non vende qualche pezzo forte, la Juve può fare cassa, ma non troppo. Più che altro, può alleggerire nettamente il monte ingaggi, quello sì. Ma svenandosi per la punta bosniaca come farebbe poi a completare il resto della squadra? Perchè, in fondo, sulle fasce mancherebbe ancora molto, sia in difesa che a centrocampo. L’impressione è che per Marotta la strada sia ancora lunga. Dzeko sembra fisicamente mostruoso e tecnicamente ben dotato, mi piacerebbe vederlo in attacco nella mia squadra, ma costa troppo per questa Juve che ha già speso troppo. Il mercato è ancora lungo, e io ci andrei con qualche soldo in più in tasca.

Basterebbe mezzo Trezeguet

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In attesa della finale dei Mondiali, uno sguardo al calciomercato. Non che stia succedendo molto, anzi. L’Inter sta bene com’è e valuta la possibilità di cedere (a malincuore, suppongo) Balotelli, mentre ormai sembra poter trattenere Maicon in nerazzurro. Il Milan vive un periodo di austerity e si è limitato, per ora, alle acquisizioni di Yepes e Amelia. La Roma è dietro a beghe societarie, la Fiorentina è ferma, il Palermo pensa a vendere, la Sampdoria, nonostante l’impegno della Champions League non si sta rinforzando. Le vere rivoluzioni, per adesso, sono state in panchina. L’unica società che si sta muovendo è la Juventus, per forza di cose: dopo la sciagurata stagione 2009/10 urgono interventi. A Torino, per ora a Pinzolo, sono arrivati onesti giocatori, non campioni. Ma d’altra parte il calcio non è scienza esatta: a volte pensi di esserti messo in casa un fuoriclasse strapagato e poi ti rendi conto di aver toppato. L’età media si sta abbassando, quello è certo. Si abbasserà ancora di più quando sarà ceduto Trezeguet: dieci anni in bianconero, dieci anni di gol, con due ultime stagioni da dimenticare. Ma la punta vista fino al 2008 è stata di assoluto livello e non a caso il franco-argentino è lo straniero più prolifico della gloriosa storia juventina. Completo, ambidestro, letale di testa ed eccezionale in acrobazia, con un fiuto del gol infallibile. Questo è stato Trezeguet. Per ripartire, alla Juve basterebbe uno forte la metà di lui. Ma dove andrà? Le ultime voci lo vogliono a Napoli: da tifoso bianconero mi metterebbe tristezza vederlo in Italia con un’altra maglia, però in quella piazza lo vedrei davvero bene. Tra età avanzata ed ingaggio pesante, stavolta è davvero giunto il momento dell’addio. Napoli, Argentina, Francia, Inghilterra, Spagna, Emirati Arabi: ovunque andrai, David, buona fortuna. E grazie di tutto.

Puyolè

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Bene: primo Mondiale in Africa, finale inedita, vincitore al primo trionfo in questa competizione. La Spagna ha meritato la finale? Non si arriva in fondo per caso, quindi la risposta è sì. Anche se la parte della “rivelazione” l’aveva recitata la Germania (se così si può definire una squadra che molto spesso arriva in fondo): gente che arrivava da campionati deludenti ma capace di trasformarsi durante il Mondiale, nuovi talenti in rampa di lancio, onesti mestieranti del pallone, giocatori dalle origini più svariate. Contro Inghilterra e Argentina era bastato, eccome. Contro la Spagna no: le Furie Rosse hanno avuto la meglio sulla Giovine Germania. 1-0, risultato ormai classico per una squadra che una rete riesce a farla, e che difficlmente poi la prende. Anche perchè, gli spagnoli sono ottimi palleggiatori capaci di tenere palla per buona parte della partita: non è certo facile creare occasioni buone per chi se li trova di fronte. Onore alla squadra di Del Bosque, tecnico che, in pratica, non ha potuto finora schierare Fernando Torres, almeno quello vero. In compenso segna Villa, e lo fa quasi solo lui: solo Iniesta e ieri sera Puyol lo hanno imitato. Domenica la sfida finale tra Spagna e Olanda: favorita la prima, ma per me vince la seconda. La butto lì. D’altra parte, nelle possibilità dell’Olanda io ci ho sempre creduto.

Olanda non per caso

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Pronostico rispettato: l’Olanda è con merito la prima finalista di questo Mondiale. Se ad aspettarla ci sarà la Spagna, non reciterà la parte della favorita, se invece dovesse avere la meglio la Germania, allora sarebbe davvero una partita da 1X2. Ad ogni modo, onore all’Uruguay, squadra che finalmente ha onorato il proprio blasone dopo anni, anzi decenni, di vacche magre. Merito di Tabarez, ma non solo: nella Celeste vista in questo torneo c’è qualche elemento che meriterebbe palcoscenici più prestigiosi con la squadra di club. I talenti olandesi, invece, già vestono casacche importanti e questo può essere il segreto delle fortune degli arancioni. Inter, Bayern Monaco, Arsenal e Liverpool: quando durante l’anno giochi con certe squadre per determinati obiettivi, affronti un Mondiale con più serenità. All’Italia questo non poteva accadere… Ad ogni modo, stasera c’è l’altra semifinale: si potrebbe giungere ad una finale inedita, quella tra Spagna ed Olanda, ed a quel punto sarà inedito per forza di cose anche il vincitore. E tutto questo si aggiunge al fatto che per la prima volta sarà sicuramente una squadra europea a trionfare lontano dal Vecchio Continente. Ovviamente aAnche se in finale arrivasse la Germania, forse la vera sorpresa, almeno tra le grandi, di questo Mondiale. Che forse non sarà ricordato come il più belo di sempre, anzi, ma che almeno non è stato avaro di sorprese.

Non è uno sport per idioti

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Non credo che l’ottimo Sneijder abbia davvero definito Maradona e Dunga degli “idioti”: da cervello del centrocampo dell’Olanda e dell’Olanda, si suppone che il giocatore in questione non manchi di materia grigia. Ed è sicuramente così. I tecnici che guidavano rispettivamente Argentina e Brasile in questo Mondiale forse non saranno dei maghi della panchina ma proprio idioti non saranno. Comunque, in finale ci può andare l’Olanda del ben più anonimo Bert van Marwijk. Il ct in questione non ha l’estrosità del Pibe de Oro nè i vestiti pessimi dell’ex centrocampista di Pisa, Fiorentina e Pescara, ma ha creato un’Olanda solida, come mai si era vista prima. Di talenti ce ne sono, soprattutto in avanti, e pur senza davvero incantare mai la finale è lì, ad un passo. I tulipani ogni tanto si prendono dele pause, anche lungo un tempo, come contro il Brasile, ma quando al lavoro oscuro degli operai segue la fiammata del giocatore di talento, allora possono essere guai per tutti. Nella partita di oggi l’Olanda parte con i favori del pronostico e se devo dire la mia, sono d’accordo. L’Uruguay ha fatto bene, certo, però si trova in semifinale per un calcio di rigore sbagliato ad un  secondo dalla fine. Nel calcio ci vuole fortuna, più che in altri sport, soprattutto in questi tipi di competizione, in cui un episodio favorevole può cambiare il destino. Se succede, che sia  Uruguay, altrimenti, per me la prima finalista è l’Olanda. Ad ogni modo, un francobollo di terra fertile di talento calcistico si giocherà il Mondiale. Non l’avrebbe detto nessuno appena un mese fa.

AAA Cercasi Erede

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Meglio averlo in porta piuttosto che contro, quello sì. Ma Buffon ormai è in fase calante, e lo è da tempo. Dispiace, ma d’altra parte stiamo parlando di un giocatore che è sulla scena dalla metà degli anni Novanta, di quello che per anni è stato considerato all’unanimità il miglior portiere del globo. Adesso, dopo tanti problemi, prova a tornare quello di prima, e per farlo ha aspettato di dover alzare bandiera bianca nella competizione che nessuno abbandonerebbe di spontanea volontà, il Mondiale. L’operazione che ha affrontato consisteva nell’asportazione di un’ernia del disco lombo-sacrale. 15 giorni di riposo assoluto, poi la riabilitazione. Il rientro in campo è previsto dopo tre mesi, quindi prendendola con calma, in pratica dopo la sosta natalizia. Al suo posto, la Juve ha preso Storari, che per età e curriculum ha pagato piuttosto caro. Basterà per non farlo rimpiangere? Non so, la cosa certa è che, allargando in discorso, tutta l’Italia avrebbe bisogno di un nuovo Buffon, ma che all’orizzonte non ce ne sono. Vada per Storari: deve essere solo un degno sostituto. Ma l’Inter parla brasiliano, la Roma idem, il Milan è indeciso tra Abbiati ed Amelia, a Firenze c’è Frey, De Sanctis è un buon portiere in là con gli anni, l’unica vera speranza si chiama Sirigu, ma si dovrà confermare… Dopo Buffon, c’è Marchetti, troppo poco per una scuola che un tempo, dietro Zenga, faceva stare in panchina Tacconi, e che per un decennio si era divisa tra Zoff e Albertosi.

Villa imperdonabile

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In fondo, è la semifinale più giusta. Sarà Spagna-Germania, due europee che si ritrovano davanti dopo la sfida decisiva per l’assegnazione dell’Europeo di due anni fa. Dall’altra parte del tabellone si affronteranno Uruguay e Olanda: il Vecchio Continente, insomma, si sta prendendo questo Mondiale. Comunque vada, sarà una finale suggestiva, possibile che sia inedita. La Spagna in fondo non è mai arrivata, l’Uruguay sì, ma sfidando Brasile e Argentina. L’unica finale “ripetibile” è quella del 1974, che vide la Germania superare l’Olanda. Da appassionato di calcio, mi piacerebbe proprio che a giocarsi questo Mondiale fossero la Spagna e l’Olanda: per entrambe sarebbe la prima vittoria. Le due partite di ieri hanno messo in chiaro una cosa, ovvero che i tedeschi tra naturalizzazioni ed immigrazioni possono cambiare, ma sono sempre in grado di dare fastidio a tutti. Quattro reti all’Inghilterra, quattro all’Argentina. Per vincere il Mondiale, la Germania dovrà fa fuori la Spagna e con ogni probabilità l’Olanda: insomma, non si potrà dire che i ragazzi di Loew abbiano avuto un cammino facile. La Spagna invece fatica, prigioniera del suo gioco e dei suoi palleggiatori: o arriva in porta con la palla, oppure sono dolori. Il calcio è strano, e poteva regalarci l’operaio Paraguay in semifinale, se Cardozo non avesse sparato il rigore addosso a Casillas. Ma con i se e i ma non si va lontano: Villa è spagnolo e ancora una volta la zampata letale l’ha messa lui. E l’ottima Larissa Riquelme non si spoglierà. Maledetto.

Non è una sorpresa

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E così, una tra Olanda e Uruguay arriverà in finale. Sinceramente, me lo aspettavo prima dei quarti e sono contento che siano queste due squadre a giocarsi l’accesso alla partita decisiva di questo Mondiale. I sudamericani non sono belli da vedere, però in questa competizione si sono dimostrati una squadra solida. In più, anche la fortuna sembra tifare Uruguay: l’espulsione di Suarez è, conti alla mano, il miglior rosso speso di sempre. Pazienza per il Ghana, rimane comunque, la consapevolezza di avere certi elementi da cui ripartire, anche se la strada verso la vittoria finale di una squadra africana sembra ancora lunghissima. L’altro quarto ha visto l’Olanda far fuori il Brasile: risultato a sorpresa per molti, ma forse non è proprio così. L’Olanda è una squadra che vince anche se non è bella come al solito, che si è qualificata al Mondiale vincendo tutte le partite delle qualificazionie e che nel girone ha fatto nove punti su nove. E poi, ha un reparto d’attacco di assoluto livello: Robben-Sneijder-Van Persie e Kuyt non li hanno tutti. Noi sicuramente no, tanto per dire. E nemmeno il Brasile, visto che ha messo in campo il gemello scarso di Kakà. E poi i verdeoro ha in mezzo il grandissimo Felipe Melo: nel primo tempo inventa una verticalizzazione da manuale del calcio, nel secondo contribuisce alla prima rete olandese e poi si fa espellere calpestando Robben. Un mito.

Sono da Juve?

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Oggi inizia le due giorni dei quarti di finale, ma voglio parlare un po’ della mia squadra, cioè la Juventus. Reduce dalla peggior stagione di sempre, l’annata nera è stata “coronata” dalla tripletta dell’Inter. Insomma, peggio di così il nuovo corso non potrà andare. Per questo i tanti tifosi bianconeri sparsi per l’Italia si aspettano molto dalla nuova dirigenza, soprattutto da Marotta, arrivato come salvatore della patria e riconosciuto all’unanimità come uno degli uomini più bravi a muoversi sul mercato. Ci voleva, dopo anni di acquisti sbagliati, tra inutilità di certi elementi e quotazioni gonfiate di altri. Non c’è il budget di altre società, vero, però finora sembra davvero un mercato da… Sampdoria. Onesti pedatori che prenderanno il posto di onesti pedatori un po’ più vecchi di loro. Ma forse, è proprio questo che serve: tanta corsa, pochi fronzoli. Però sono le quotazioni a far storcere la bocca, almeno la mia. Vada per Motta, che rimpiazzerà i vetusti/sempre rotti/inaffidabili Grygera e Zebina. Ma valutare Bonucci 15,5 milioni mi sembra un’esagerazione, ma visto che è uno die pochi centrali giovani italiani… Il reparto degli esterni si è arricchito di gente come Pepe, Lanzafame e Martinez. L’ex Udinese corre tanto, ma non mi dà l’idea di essere uno con grandi colpi. E sarà pagato una dozzina di milioni, Lanzafame non ha incantato a Parma, ma già era della Juve e partirà dalla panchina, l’uruguaiano ha la stessa quotazione di Pepe: troppo alta per un giocatore che ha fatto bene, sì, ma Catania. Ma se la dirigenza spende tanto, vuol dire che i soldi li ha. La cosa che mi lascia più perplesso, però, è il fatto che sono tutti esterni abituati a giocare “alti”, mentre Delneri dovrebbe avere come schema di base il 4-4-2…