Due conferenze stampa ieri, due autentici one-man-show. Berlusconi ha letteralmente oscurato il nuovo allenatore del Milan Allegri: in pratica, ha parlato solo lui. Non è mancato ovviamente il solito ritornello della squadra più titolata al mondo, come se i titoli e le coppe nazionali non contassero… ma vabbè, ci manca solo il badge apposito. La sparata più grossa, però, l’ha fatta parlando di Ronaldinho, che ha definito “il giocatore più forte mai esistito”. Non della storia del Milan, o della sua presidenza, che già sarebbe grave. Della storia del calcio! Con buona pace dei vari Pelè, Maradona, Cruyff, Di Stefano, Platini, Eusebio, Puskas,
Van Basten… e di tutti gli altri. Ha poi lasciato intendere che si è già consultato con Allegri sulla futura posizione in campo di Ronaldinho: traducendo, anche questa volta la formazione la vorrà fare lui. L’altro show di giornata è stato quello di Totti, che qualche cosa buona l’ha detta. Ha risposto alla Lega così: “Non rispondo a gente che non canta nemmeno l’inno nazionale”. Ci ha messo dentro l’invidia, come se fosse obbligatorio essere invidiosi della romanità, ma vabbè. A proposito di inno, è tornato sulla mancata convocazione da parte di Lippi per il Mondiale. Esclusione sacrosanta, a mio avviso, nonostante lui avesse dato la sua disponibilità. E se chiamasse Prandelli? “Lo saluterei volentieri e basta. Se ero vecchio l’anno scorso figuriamoci quest’anno…”. Al Mondiale ci sarebbe andato, ma le prossime saranno qualificazioni agli europei…
