In attesa della finale dei Mondiali, uno sguardo al calciomercato. Non che stia succedendo molto, anzi. L’Inter sta bene com’è e valuta la possibilità di cedere (a malincuore, suppongo) Balotelli, mentre ormai sembra poter trattenere Maicon in nerazzurro. Il Milan vive un periodo di austerity e si è limitato, per ora, alle acquisizioni di Yepes e Amelia. La Roma è dietro a beghe societarie, la Fiorentina è ferma, il Palermo pensa a vendere, la Sampdoria, nonostante l’impegno della Champions League non si sta rinforzando. Le vere
rivoluzioni, per adesso, sono state in panchina. L’unica società che si sta muovendo è la Juventus, per forza di cose: dopo la sciagurata stagione 2009/10 urgono interventi. A Torino, per ora a Pinzolo, sono arrivati onesti giocatori, non campioni. Ma d’altra parte il calcio non è scienza esatta: a volte pensi di esserti messo in casa un fuoriclasse strapagato e poi ti rendi conto di aver toppato. L’età media si sta abbassando, quello è certo. Si abbasserà ancora di più quando sarà ceduto Trezeguet: dieci anni in bianconero, dieci anni di gol, con due ultime stagioni da dimenticare. Ma la punta vista fino al 2008 è stata di assoluto livello e non a caso il franco-argentino è lo straniero più prolifico della gloriosa storia juventina. Completo, ambidestro, letale di testa ed eccezionale in acrobazia, con un fiuto del gol infallibile. Questo è stato Trezeguet. Per ripartire, alla Juve basterebbe uno forte la metà di lui. Ma dove andrà? Le ultime voci lo vogliono a Napoli: da tifoso bianconero mi metterebbe tristezza vederlo in Italia con un’altra maglia, però in quella piazza lo vedrei davvero bene. Tra età avanzata ed ingaggio pesante, stavolta è davvero giunto il momento dell’addio. Napoli, Argentina, Francia, Inghilterra, Spagna, Emirati Arabi: ovunque andrai, David, buona fortuna. E grazie di tutto.
