Incubo Jabulani

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Prego, si accomodi. Gradisce un thè, dei pasticcini? Mancava questo dialogo, poi la scena sarebbe stata perfetta. Sto parlando del gol di Rommedahl: spiega benissimo perchè le squadre africane non faranno mai molto in un Mondiale. Almeno, non si può dire che sia stata una brutta partita. Quando ci sono tanti errori, facilmente viene fuori una bella partita. Lungi da me l’esaltare i brutti 0-0, da qualcuno ritenuti partite perfette. Ci vorrebbe la via di mezzo… Anche la giornata di ieri, comunque, ha alimentato i dubbi che il temuto Jabulani sia tale non per sentito dire, ma perchè davvero stiamo parlando di una terribile minaccia. Non voglio credere che certe papere siano al 100% da attribuire ai portieri: sarebbe davvero preoccupante. qualcuno scarso c’è, è indubbio, e tra di loro c’è Kingson, quello del Ghana,  altri possono dare un po’ di colpa al pallone. La traiettoria che ha trafitto il portiere del Giappone, per dire, non mi è sembrata “regolare”. Fatto sta che l’Olanda vince non giocando bene, e questo è un ottimo segnale. In ogni competizione si arriva in fondo se anche nei momenti non brillanti si riesce ad ottenere qualcosa di buono, e gli orange lo stanno facendo. Tra le grandi che arrancano, almeno l’Olanda fa punti, e non è poco. Oggi tocca all’Italia: facciamo come loro. Se poi c’è anche il bel gioco, meglio. Ah, e comunque Anelka un po’ di ragione ce l’ha.

Boring, boring England!

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Capello non è mai stato un allenatore che ha basato le sue fortune sul calcio spettacolo. Ha vinto molto, ma solo alla guida di squadre attrezzate per vincere. L’Inghilterra che si è presentata a questo Mondiale era partita tra le favorite, anche se a dire il vero come selezione non si discosta molto dalle versioni 2006 e 2008… Comunque, quella vista ieri sera contro l’Algeria è stata un’Inghilterra pessima, addirittura terrificante per mancanza di gioco e lentezza dell’azione. Il pareggio contro gli Stati Uniti non era un caso, e sembra oro colato dopo la prestazione degli americani contro la Slovenia, veloce e pieno di spettacolo. Questa Inghilterra è davvero da rivedere, di sicuro avere quella statua di Heskey lassù non aiuta, ma in generale gli uomini di Capello giocano peggio della Juventus 2009/10. Gioca bene, come ho già detto, la nazionale Usa, ma lo fa anche la Slovenia, per me la vera rivelazione di questo Mondiale. Questo girone si sta rivelando più complesso del previsto e potrebbe riservare qualche gustosa sorpresa. L’ha fatto di sicuro la prima partita di ieri, che ha visto la Serbia domare quella Germania che aveva impressionato tutti all’esordio contro l’Australia. Sempre che si trattasse della stessa squadra, perchè non sembrava proprio… Unica nota stonata nello splendido pomeriggio serbo, un altro rigore per un assurdo fallo di mano. Ma lo sanno che non è il Mondiale di volley, vero?

Io che di calcio ne capisco…

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Una squadra africana non vincerà mai un Mondiale. Non che mi aspettassi che fosse le Nigeria a farlo nel 2010, per carità. Però mi se,bra che le nazionali del continente nero stentino a decollare. La Nigeria che ci stava eliminando nel 1994 pareva avviata verso un futuro radioso, terminato però appena due anni dopo alle Olimpiadi. Da lì in poi, il nulla. Certo, ogni rappresentativa ha le sue star, per il resto, però, c’è voglia di fare e poco altro, e ci sono limiti spaventosi. Prendiamo Enyeama, splendido per tutta la partita, ma capace di quella nefandezza che ha consentito alla Grecia di vincere. Comunque, finalmente sprazzi di Grecia. Era l’ora. Argentina a fiumi, invece. Confesso, non ho visto la partita, ma il tabellino sta a testimoniare che sì, si può anche tenere in panchina uno come Milito: Higuain è un cavallo di razza che il Real Madrid deve tenersi stretto. Per vincere non ha bisogno di Rooney, meglio che si rafforzi altrove. Mourinho non è un pirla, questa cosa la sa già. Infine, la conferma che io di calcio non ci capisco nulla: avevo pronosticato un buon Mondiale per la Francia (mi era balenata addirittura l’idea di andare a scommettere), che però è già quasi fuori dopo un pareggio scialbo con l’Uruguay e una sonora sconfitta patita dal Messico. Segno, forse, che il 2-1 ai nostri danni in amichevole non era un caso, o che forse non era tutta colpa nostra.

Sembrava Barcelona-Inter

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Dopo la bella prestazione offerta dalla Corea del Nord, ecco subito la vera prima sorpresa del Mondiale: la sconfitta della Spagna contro la Svizzera. Ok, gli elvetici sono tutt’altro che una squadra scarsa, però gli uomini di Del Bosque sono partiti per il Sudafrica da grandi favoriti. Niente è perduto, sia chiaro, ma partire così non aiuta di certo. Come partita, non si può dire che la Spagna non abbia tenuto in mano il pallino del gioco. Però nel gioco del calcio l’obiettivo è segnare e per farlo c’è bisogno di tirare in porta. Sembrava di vedere Barcelona-Inter, con la differenza che la squadra che si difendeva ha anche segnato. In maniera piuttosto rocambolesca, ma l’ha fatto. Il Dna è quello: troppi passaggi in orizzontale non portano a nulla se la difesa è ben schierata e se il cross al centro non rientra tra le variabili d’attacco per la pochezza nel gioco aereo. La Spagna può ancora vincerlo questo mondiale, ma deve alzare i ritmi. Può arrivare lontano anche l’Uruguay, squadra che guardo con simpatia fin da quando con i punti delle merendine presi la sua maglia in occasione di Usa 94 (a cui poi non si qualifico, ma vabbè). Bel Cile, anche, che manda a segno un haitiano. E’ la globalizzazione, bellezza.

I Love NC

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North Corea, of course. Questa squadra farò zero punti, dopo aver retto più di un tempo contro il Brasile crollerà miseramente davanti a Portogallo e Costa d’Avorio, me lo sento. Però mi ha fatto sognare, questa Corea del Nord. Nessuno sapeva nulla di questa formazione, nemmeno i nordcoreani, presumo. La differita con cui fanno vedere la partita da quelle parti potrebbe anche aver permesso alla regia di tagliare i gol di Maicon e Elano, chissà. Scherzi di cattivo gusto a parte, il calcio è bello per questo: undici carneadi vestiti con le maglie da calcetto della Legea (della Legea!) che tengono testa alla Nazionale più blasonata del mondo infarcita di campioni strapagati. In quale altro sport potrebbe succedere? In nessuno, ve lo dico io. Ah, nota tecnica: bravissimo Maicon, ma l’errore è del portiere. Detto ciò, squadra simpatia a parte e ottime figure da parte di entrambe le Coree, stiamo assistendo al Mondiale più brutto si sempre. Considerando le papere dei portieri, ma non solo: pochi gol, ancora più rare le partite gradevoli. Il Portogallo, nonostante i suoi abili palleggiatori, si è ben guardato dal dare spettacolo, soffocato dalla fisicità della Costa d’Avorio. Almeno è arrivata la buona notizia per l’Italia, ovvero il pareggio tra Slovacchia e Nuova Zelanda. Il primo posto è sempre più possibile, nonostante l’infortunio di Buffon, che starà fuori fino agli ottavi.

Qualcosa di buono c’è

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Il risultato poteva essere migliore, vero. Perà tutto sommato dell’Italia vista ieri sera ci sono diverse cose da salvare. Il pareggio finale, intanto, consente di affrontare il resto delle partite con discreta tranquillità, lasciando aperte le possibilità di arrivare primi nel girone. L’Italia, contro un avversario in grande forma fisica ha dato dimostrazione di stare bene, almeno sul piano della corsa, e di saper anche tessere buone trame di gioco. Certo, manca il fuoriclasse, ma si sapeva. Dobbiamo essere tutti al 100% e giocare coralmente. Ma, d’altra parte, anche in Germania non ci distinguemmo certo per il calcio spettacolo… Questa squadra è peggiore di quella, ma ai quarti arriverà. Poi, chissà. Comunque, nota negativa l’infortunio di Buffon, che poi infortunio non è: ormai quel mal di schiena è cronico e da ora in poi sarà sempre peggio. Inoltre, troppo timido Criscito su quella fascia, ma potrebbe essere stata l’emozione dell’esordio in un Mondiale. Ovviamente male Marchisio, ma quello non è davvero il suo ruolo. Preoccupante anche come è stato preso il gol. Note positive, almeno due: Montolivo, intanto. Ha dimostrato di avere gli attributi e di poter giocare ad alti livelli, finalmente. Sicuramente il migliore dell’Italia, ma è andato bene anche Zambrotta, che ha corso più in novanta minuti col Paraguay che in due stagioni al Milan. Bene anche De Rossi, per il gol ma non solo. All’Italia vista ieri, sommando le cose buone e quelle meno buone, darei un 6.5

United States of Germany

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Il vero melting pot non va ricercato nelle strade di Brooklyn, ma, forse, nella formazione della Germania vista ieri sera. L’integrazione è lì: di tedeschi come quelli di un tempo, di quelli alti e biondi, di quelli che vengono in vacanza in italia con ai piedi orripilanti calzini bianchi e sandali, ce ne saranno un paio, forse. Per il resto, tanti figli di immigrati, o naturalizzati. E la miscela funziona benissimo, a quanto pare. Il campo ha detto la sua: la Germania non sarà la favorita di questo Mondiale, però gioca un calcio piacevolissimo, con grande velocità e ottime combinazioni. Podolski e Klose, polacchi, Cacau, brasiliano da anni in Germania, e poi Muller, cognome tedesco al 100%, cognome che riporta la memoria dei tifosi teutonici ad antichi fasti. La sintesi della “novelle vague” tedesca è in questi nomi. La società da quelle parti è sicuramente più multietnica che da noi, o semplicemente c’è più integrazione, chissà. Noi ci siamo limitati all’oriundo Camoranesi: ci poteva essere Balotelli, ma come sappiamo tutti i Mondiali li sta vedendo in tv. Le altre partite di ieri sono state tutt’altro che memorabili e ci lasciano una certezza: che ci sono portieri scarsi in giro per il mondo. Senza tirare in ballo il pallone. Sono scarsi e basta. Infine, uno sguardo alla B: torna in A il Brescia, peccato per il Torino, e lo dico da juventino. Giocare un derby fa sempre piacere.

Senza portiere è dura

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Ieri lo show si è visto più in panchina che in campo. Maradona, superbo giocatore, non avrà la stessa stoffa da allenatore, ma almeno è pittoresco. Una parola per tutti, una protesta continua, così improbabile con il completo da far quasi tenerezza. I suoi tifosi lo adorano, ci mancherebbe, lui lo sa e ci gioca un po’. Cosa ci ha detto il campo? Innanzitutto che la Corea del Sud è una squadra in grado di mettere in crisi chiunque, soprattutto una formazione lenta e senza idee come la Grecia versione 2010. Certo, non che quella campione d’Europa nel 2004 esprimesse calcio-champagne, ma almeno era solida e si affidava alle capocciate di un Charisteas mai tornato su quei livelli. L’Argentina, dicevo. L’albiceleste ha un attacco atomico, ma a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato Heinze, un difensore. Polveri bagnate che potevano portare ad un pareggio, se le punte nigeriane fossero state degne di questo nome. Comunque, rosa alla mano, l’Argentina è tra le favorite. Rosa alla mano lo sarebbe anche l’Inghilterra, soprattutto considerando l’allenatore. Che però ha a che fare con due problemi non da poco: il portiere ed un degno partner di Rooney. Heskey ha sempre segnato poco: come se l’Italia avesse portato, che ne so, Plasmati. Ok, non che la realtà sia molto diversa… Comunque, Heskey è uno che vorrei con me in una gara di tiro alla fune, ma se dovessi scegliere uno con cui fare coppia in attacco, mi sa che cercherei altrove. Per quanto riguarda l’annoso problema del portiere, l’Inghilterrà si trova a rimpiangere “Calamity” James. E non serve dire altro.

Primo giorno, primi gol

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La prima giornata del Mondiale è passata, tra una cerimonia d’apertura suggestiva e molto tribale e un paio di partite che hanno offerto qualche spunto. Sarà stato il pubblico che spingeva, ma il Sudafrica visto ieri è una buona squadra. Certo, un po’ disorganizzato, forse, e la rete di Marquez ne è la dimostrazione più lampante, ma fisicamente ci siamo. Il Messico ha rischiato più volte la sconfitta: avere quel Perez in porta, diciamocela tutta, non è che sia particolarmante rassicurante. Basso, sovrappeso e perennemente indeciso sul da farsi, per i suoi è una costante minaccia. Comunque, sul gol non ha colpe e nelle altre occasioni hanno fallito gli attaccanti sudafricani. Poteva vincere la squadra padrona di casa: il calcio non è una scienza esatta, visto che il Messico visto contro l’Italia sembrava temibile. Quella dipinta come la miglior formazione messicana di sempre ha sbandato più volte contro un gruppo di onesti mestieranti del campionato locale… Nel match serale, invece, 0-0 tra Francia e Uruguay. Domenech è tutt’altro che una volpe, ma io sui galletti ci avrei scommesso. In fondo, il fisico ci sarebbe e i piedi non sembrerebbero male. Contro un mediocre Uruguay, invece, la Francia non va oltre un punto raccolto. Forse per i nostri avversari nella finale a Berlino si prospetta un Mondiale come il nostro: una sofferenza continua, una lenta agonia verso l’eliminazione.

Calcio d’inizio!

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Come passa il tempo… sembra ieri. Cannavaro alzava al cielo quella coppa quattro anni fa (meno un mese) ed il tempo pare essere davvero volato. L’Italia nel frattempo ha attraversato il periodo-Donadoni disputando un brutto Europeo, si è fatta riprendere per mano da Lippi, ma nel frattempo quella squadra che vinse nel 2006 non c’è più, o se c’è è invecchiata male. Ampliando il discorso al calcio italiano, sono passati quattro anni ma sembrano quaranta: la Juventus è andata in B e l’Inter ha vinto tutto. Fantascienza? No, e non è più nemmeno fantascienza quello che sta iniziando oggi, ovvero il Mondiale africano. Una grande occasione per il continente nero, anche se va detto che il Sudafrica è il più bianco degli stati africani. Anche se il calcio lo seguono più che altro i neri, concesso. Lo sport die bianchi, da quelle parti, è ancora il rugby. Comunque, l’Italia non ci arriva certo da favorita: dovessi scommettere, lo farei sicuramente su qualche altra nazionale. Spagna, intanto, e poi Inghilterra. E poi, occhio alla Francia. Pronostico: la Coppa non andrà via dall’Europa. Oggi cerimonia di inaugurazione: mancherà Mandela, colpito da un gravissimo lutto. Ci sarà Shakira, invece: carina la canzone, per carità, però non si capisce come mai l’inno del Mondiale africano lo debba cantare una colombiana mezza libanese. Sarà la globalizzazione.