United States of Germany

Filed under: mondiale by: Matteo Innocenti

Il vero melting pot non va ricercato nelle strade di Brooklyn, ma, forse, nella formazione della Germania vista ieri sera. L’integrazione è lì: di tedeschi come quelli di un tempo, di quelli alti e biondi, di quelli che vengono in vacanza in italia con ai piedi orripilanti calzini bianchi e sandali, ce ne saranno un paio, forse. Per il resto, tanti figli di immigrati, o naturalizzati. E la miscela funziona benissimo, a quanto pare. Il campo ha detto la sua: la Germania non sarà la favorita di questo Mondiale, però gioca un calcio piacevolissimo, con grande velocità e ottime combinazioni. Podolski e Klose, polacchi, Cacau, brasiliano da anni in Germania, e poi Muller, cognome tedesco al 100%, cognome che riporta la memoria dei tifosi teutonici ad antichi fasti. La sintesi della “novelle vague” tedesca è in questi nomi. La società da quelle parti è sicuramente più multietnica che da noi, o semplicemente c’è più integrazione, chissà. Noi ci siamo limitati all’oriundo Camoranesi: ci poteva essere Balotelli, ma come sappiamo tutti i Mondiali li sta vedendo in tv. Le altre partite di ieri sono state tutt’altro che memorabili e ci lasciano una certezza: che ci sono portieri scarsi in giro per il mondo. Senza tirare in ballo il pallone. Sono scarsi e basta. Infine, uno sguardo alla B: torna in A il Brescia, peccato per il Torino, e lo dico da juventino. Giocare un derby fa sempre piacere.