Ieri lo show si è visto più in panchina che in campo. Maradona, superbo giocatore, non avrà la stessa stoffa da allenatore, ma almeno è pittoresco. Una parola per tutti, una protesta continua, così improbabile con il completo da far quasi tenerezza. I suoi tifosi lo adorano, ci mancherebbe, lui lo sa e ci gioca un po’. Cosa ci ha detto il campo? Innanzitutto che la Corea del Sud è una squadra in grado di mettere in crisi chiunque,
soprattutto una formazione lenta e senza idee come la Grecia versione 2010. Certo, non che quella campione d’Europa nel 2004 esprimesse calcio-champagne, ma almeno era solida e si affidava alle capocciate di un Charisteas mai tornato su quei livelli. L’Argentina, dicevo. L’albiceleste ha un attacco atomico, ma a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato Heinze, un difensore. Polveri bagnate che potevano portare ad un pareggio, se le punte nigeriane fossero state degne di questo nome. Comunque, rosa alla mano, l’Argentina è tra le favorite. Rosa alla mano lo sarebbe anche l’Inghilterra, soprattutto considerando l’allenatore. Che però ha a che fare con due problemi non da poco: il portiere ed un degno partner di Rooney. Heskey ha sempre segnato poco: come se l’Italia avesse portato, che ne so, Plasmati. Ok, non che la realtà sia molto diversa… Comunque, Heskey è uno che vorrei con me in una gara di tiro alla fune, ma se dovessi scegliere uno con cui fare coppia in attacco, mi sa che cercherei altrove. Per quanto riguarda l’annoso problema del portiere, l’Inghilterrà si trova a rimpiangere “Calamity” James. E non serve dire altro.
