Come passa il tempo… sembra ieri. Cannavaro alzava al cielo quella coppa quattro anni fa (meno un mese) ed il tempo pare essere davvero volato. L’Italia nel frattempo ha attraversato il periodo-Donadoni disputando un brutto Europeo, si è fatta riprendere per mano da Lippi, ma nel frattempo quella squadra che vinse nel 2006 non c’è più, o se c’è è invecchiata male. Ampliando il discorso al calcio italiano, sono passati quattro
anni ma sembrano quaranta: la Juventus è andata in B e l’Inter ha vinto tutto. Fantascienza? No, e non è più nemmeno fantascienza quello che sta iniziando oggi, ovvero il Mondiale africano. Una grande occasione per il continente nero, anche se va detto che il Sudafrica è il più bianco degli stati africani. Anche se il calcio lo seguono più che altro i neri, concesso. Lo sport die bianchi, da quelle parti, è ancora il rugby. Comunque, l’Italia non ci arriva certo da favorita: dovessi scommettere, lo farei sicuramente su qualche altra nazionale. Spagna, intanto, e poi Inghilterra. E poi, occhio alla Francia. Pronostico: la Coppa non andrà via dall’Europa. Oggi cerimonia di inaugurazione: mancherà Mandela, colpito da un gravissimo lutto. Ci sarà Shakira, invece: carina la canzone, per carità, però non si capisce come mai l’inno del Mondiale africano lo debba cantare una colombiana mezza libanese. Sarà la globalizzazione.
