Villa, che guai per il Paraguay

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Credo che tutti si aspettassero uno spettacolo migliore dalla partita di ieri sera. In teoria, di fronte c’erano due delle nazionali più abituate al gioco a terra, al possesso palla. Una ha fatto la sua solita partita, l’altra si è arroccata dietro, come se fosse stata l’Italia. La prima, ovviamente, è stata la Spagna, l’altra il Portogallo. Nessuna colpa per Queiroz, però: credo abbia fatto tutto sommato la scelta giusta, perchè ha cercato di non regalare il centrocampo agli avversari, di solito capaci di appropriarsene lo stesso. Comunque, i lusitani hanno anche impensierito qualche volta Casillas, anche se il grosso delle azioni si è vista dalla parte opposta. Sontuoso Villa, al di là della rete: quell’uomo è una minaccia costante. Per la sua carriera, peccato sia arrivato incomprensibilmente in un top team solo adesso. Deludente Fernando Torres, pallida controfigura del giocatore che tutti conosciamo, ma almeno lui stava male. Bocciato senza attenuanti invece Cristiano Ronaldo, che non è andato oltre un paio di punizioni da distanza siderale. Da punta, poi, la palla non l’ha proprio vista, ma se lo deve fare lui quel ruolo, per il Portogallo non è un buon segno. D’altra parte, la miglior punta lusitana che io ricordi è stata Nuno Gomes, e non dico altro. Ma si sapeva. Si sapeva anche che la Spagna quest’anno partiva da favorita: dietro l’angolo-Paraguay c’è già la semifinale.

Robben c’è

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Finalmente una giornata senza errori/errori arbitrali e non. Nemmeno una papera, nessun Jabulani che fa vittime. Solo due squadre, Olanda e Brasile, che marciano decise verso i quarti di finale, dove si affronteranno. Robben e compagni hanno superato la Slovacchia, ma soffrendo un po’: l’Olanda non gioca bene, ma quando lo ha fatto poi ha perso in finale, perchè dovrebbe? Vittek si è dimenticato come si fa gol, o semplicemente aveva sparato tutte le cartucce contro l’Italia, fatto sta che la rete la trova solo quando ormai è tardi e gli avversari sono già con la testa al turno successivo. Niente da fare per la volenterosa Slovacchia. Da segnalare l’ennesima perla stagionale di Robben, che però fa sempre lo stesso movimento prima di centrare la porta: prima o poi qualcuno se ne accorgerà ed allora la fortissima ala olandese dovrà escogitare qualcosa di nuovo. Siamo tutti sicuri che ci riuscirà. Magari Maicon, o Lucio, o Juan, oppure Bastos: se sarà dura per Robben, figuriamoci che serata hanno passato gli attaccanti del Cile… 3 a 0, senza discussioni. Solido, poco spettacolare nell’arco dei novanta minuti ma in grado di accelerare all’improvviso e di far male con poche triangolazioni veloci: questo è il Brasile, forse meno bello del solito, ma non per questo meno efficace, anzi. Grande quarto di finale quello che ci aspetta.

Orrori arbitrali

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Certe cose te le puoi aspettare quando a decidere le tue sorti è un arbitro guatemalteco, oppure Ovrebo. Non quando a dirigere la gara hai Rosetti & Co. Ed invece Ayroldi, stavolta, ha toppato clamorosamente: tra Tevez e la porta non c’era proprio nessuno. Non un giocatore, figuriamoci due. Fuorigioco clamorosamente solare e altrettanto clamorosamente non visto. Interminabili quei momenti di attesa, e quel conciliabolo, prima che Rosetti si avviasse verso centrocampo. Ok, probabilmente il Messico non avrebbe retto alla forza d’urto dell’Argentina, però questo non c’entra. Questo quarto di finale è stato deciso, in parte, da un grave errore arbitrale. Anche l’altra squadra che ha passato il turno e che guarda caso si troverà di fronte l’Argentina, cioè la Germania, ha goduto di una svista altrettanto clamorosa: il tiro di Lampard era dentro, ma era dentro di un bel pezzo. Per la serie “corsi e ricorsi storici”… Sarebbe stato il 2-2, e qua, davvero, sospetto che avremmo assistito ad un’altra partita, se non altro per il fattore psicologico a favore dell’Inghilterra. Invece nulla e nel finale la Germania addirittura dilaga in contropiede. Inglesi fermi, sulle gambe, è il tramonto di una generazione che sembrava promettere tanto e che non ha vinto nulla. Lampard, Terry, Gerrard, Cole (entrambi), Ferdinand, Carragher e perchè no, anche Barry e Carrick. Oltre a Owen, quello che doveva essere il più forte e che invece si è perso per primo. Chi di loro andrà al prossimo Mondiale, lo farà da “vecchietto”. E’ rimasto solo Rooney, dietro di lui il diluvio.

Questo è forte

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Uno su due non è male. Parlo del mio pronostico… Dunque, una tra Uruguay e Ghana andrà in semifinale: se succedesse agli africani sarebbe qualcosa di storico, se ci riuscisse la Celeste sarebbe lo stesso un’impresa, visto che i giorni di gloria uruguayano sono, diciamo così, piuttosto datati. Quel francobollo di terra incastrato tra Argentina e Brasile ha prodotto negli anni tantissimi buoni giocatori, ma le vere vittorie risalgono al bianco e nero, ai tempi del Maracanazo. Guarda caso, in semifinale, se ci arrivasse, l’Uruguay potrebbe incrociare il Brasile, che con ogni probabilità, però, dovrebbe prima superare l’Olanda, una nazionale che sarebbe anche ora lo vincesse, il Mondiale. Comunque, oggi non tocca a loro. Oggi è il giorno della sfida più importante degli ottavi, quella tra Inghilterra e Germania. Il calcio è uno sport che si gioca in undici contro undici e dove alla fine vincono i tedeschi, almeno secondo Lineker, uno che farebbe comodo a Capello lassù in coppia con Rooney. Comunque vada, il Mondiale perderà una dele sue protagoniste storiche”. Stasera, poi, altra esibizione dell’Argentina, squadra infarcita di campioni e dall’attacco mostruoso. Sulla sua strada c’è il Messico, formazione in grado di creare qualche problema, vista la velocità dei suoi giocatori. Il Mondiale entra sempre più nel vivo, e noi siamo già fuori. Tristezza. Ah ultima cosa: complimenti a chi non ha comprato Suarez prima che iniziasse Sudafrica 2010.

Tutti a scommettere!

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Adesso sappiamo come saranno gli ottavi di fnale: ce ne sono alcuni di gran lusso, tra rivalità storiche e territoriali, mentre ci sono anche partite dall’esito scontato, o con protagonisti poco quotati. Fatto sta che una tra Corea del Sud, Stati Uniti, Uruguay e Ghana andrà in semifinale, e sarà comunque una manna per chi supererà ottavi e poi quarti di finale da quella parte del tabellone. Ma passerei ai pronostici, che come sempre non azzeccherò: tra Uruguay e Corea del Sud il cuore mi dice Celeste, e voglio dargli ragione. Stati Uniti-Ghana la vedo francamente come una partita indecifrabile, però credo nella crescita del movimento a stelle e strisce, dunque voto per Donovan e compagni. Tra Germania e Inghilterra il cuore mi dice la seconda, ma stavolta cambio e dico Germania, che nel complesso è più squadra. Olanda-Slovacchia sembra l’ottavo di finale dall’esito più scontato e non credo che dopo averci fatto fuori Hamsik e soci riusciranno a fare lo stesso con i tulipani: Olanda, tutta la vita. Anche su Brasile-Cile pochi dubbi: avanti i verdeoro, così come l’Argentina contro il Messico. Tra Paraguay e Giappone non saprei, ma scelgo i sudamericani. Dunque, secondo il mio pronostico, quattro delle otto squadre ai quarti verranno dall’America Latina… Manca una partita, il derby iberico, che andrà alla Spagna. Che però poi non vincerà il Mondiale. La butto lì. Ma siccome non ne indovino mai una, a Madrid potrebbero anche già iniziare a fare i caroselli.

C’era una volta

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C’era una volta una squadra che aveva il miglior portiere del mondo, un difensore centrale insuperabile, due terzini che mangiavano le fasce, un mediano che catturava centinaia di palloni, un regista in grado di inventare gioco in ogni occasione e un centravanti che per buttarlo giù lo dovevi prendere a spallate, se ci riuscivi. Quella squadra regalò alla nazione una gioia immensa. Si muoveva come un blocco unico ed in un mese intero subì solo due gol. In quel gruppo, poi, segnavano tutti. Quella squadra oggi non c’è più. C’è chi ha abbandonato quella maglia, c’è chi è invecchiato, c’è chi si è perso per strada. Chi è venuto dopo ha avuto più paura, ha avuto le gambe deboli, o per timore o per fatica. Non ci sono più stati gli occhi della tigre, non correva più nessuno, e se succedeva, erano corse a vuoto. Fermi, in attesa che qualcosa succedesse, e disattenti, anche nelle occasioni in cui in controllo della situazione sembrava più facile. L’uomo che li metteva in campo, poi, sembrava avere sempre le idee troppo confuse, quando pochi anni prima riusciva ad azzeccare ogni mossa. Andavano sempre in svantaggio, quelli nuovi. A volte recuperavano, ma non riuscivano mai a vincere: eppure, erano più forti di quelli che avevano davanti. Sembravano tirar fuori energie nascoste, ma solo quando ormai era troppo tardi. Gettarono al vento facili occasioni, e così arrivarono ultimi. Tornarono a casa, a capo chino, consapevoli di non aver onorato quei colori che portavano addosso.

Ottavo di lusso

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La Germania non brilla, il Ghana nemmeno e dunque come primi passano i tedeschi che, forse, ne avrebbero anche fatto a meno. Passi come primo e rimani fregato. Eh sì, perchè il tabellone adesso prevedere un ottavo di lusso tra Inghilterra e Germania. Affascinante, non c’è che dire: dovessi azzardare un pronostico, proprio io che non ne azzecco mai uno, punterei sui tedeschi. Se non altro, hanno dimostrato di avere un gioco, cosa che gli inglesi ancora non hanno fatto. Forse lo fanno di proposito, per tenere un basso profilo, ma dubito. Capello, comunque, è riuscito a centrare l’obiettivo minimo dopo aver sudato freddo, anche se i sudditi della regina si aspettano il colpo grosso. Sarà dura, ma un po’ faccio il tifo per loro. L’altro ottavo deciso oggi sarà quello tra Ghana e Stati Uniti: chi passerà, avrà davvero fatto qualcosa di storico. Oltreoceano stanno iniziando ad apprezzare questo sport bislacco che è amato ovunque, anche se per loro rimarrà, giustamente, soccer anzichè football. Donovan e soci sono una squadra fisica, cosa che si può decisamente dire anche dei ghanesi, unica squadra africana rimasta ancora in corsa. Nonostante evidenti limiti tecnici, possono sognare di entrare tra le migliori otto del mondo. In fondo, un intero continente farà un po’ il tifo per loro.

E se fosse un allenatore?

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Che io simpatizzi per l’Uruguay non è un mistero, fin dai tempi delle merendine. Ho da sempre un debole per le nobli decadute e sono contento che questa nazionale si stia facendo valere in questo Mondiale. Manifestazione che perde dopo i gironi la squadra ospitante, ma che almeno è riuscito a darci la soddisfazione di vedere quell’Armata Brancaleone chiamata Francia ancora sconfitta. Chiedo scusa all’Armata Brancaleone, sia chiaro. Non che l’italia stia facendo faville, ma ci si accontenta di queste piccole cose… A proposito di piccole cose, sarebbero bastati degli accorgimenti minimi alla Nigeria per superare la fase a gironi, come per esempio mettere tra i pali un portiere, oppure spingere sempre tra i pali, ma quelli avversari, il pallone. Ma si vede che non era destino per le africane. Il destino sembra invece dire Argentina. Certo, anche quando mette in campo le riserve Maradona può comunque schierare una squadra da paura, però il Pibe de oro si sta dimostrando un buon tecnico, o almeno è uno di quelli che non peggiora le squadre. Non sembra essere, diciamo, un Domenech. E’ un istrione, le sue conferenze stampa non sono mai banali, ha un intero paese che pende dalle sue labbra e i giocatori lo venerando come un dio, lui che di divino almeno una cosa ce l’ha, la mano. Ok, due, perchè ci metto anche il piede sinistro. Come quello di Messi: se inizia a fare gol anche lui, per il Mondiale sarà meglio ripassare nel 2014.

Forza Tiago

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Peccato per la Corea del Nord, così arcigna contro il Brasile, così molle contro il Portogallo. Questo 7-0 è veramente un risultato d’altri tempi. Facendo un po’ di umorismo nero, fossi uno dei 23 (o forse meno) giocatori nordcoreani mi preoccuperei seriamente. Questo risultato, comunque, mi ha reso contento per un motivo, cioè per la doppietta di Tiago, giocatore in cui ho creduto a tratti (tipo dieci partite in due anni e mezzo). Non sono felice perchè potrà rientrare alla base per dimostrare il suo valore, ma perchè questa doppietta potrebbe invogliare qualche squadra a prenderlo. Altro girone, altra corsa. Il Cile continua a fare bene, anzi benissimo, e stende quella discreta nazionale che è la Svizzera. I sudamericani vedono gli ottavi, ma anche gli elvetici ci credono, visto che affronteranno nell’ultima partita l’Honduras, che è davvero poca cosa. La Spagna ha fatto la sua partita ed ha superato Suazo e compagni con disinvoltura, rilanciandosi in ottica qualificazione. Il girone potrebbe vedere alla fine tre squadre a sei punti se le Furie Rosse batteranno il Cile e la Svizzera l’Honduras. Insomma, nel nostro raggruppamento la seconda potrebbe anche passare con tre punti, qua invece la terza potrebbe andare fuori con sei. Non ci sarebbe davvero meritocrazia.

No, non andremo lontano

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Per me il rigore su De Rossi c’era. Dunque, errori arbitrali alla mano, possiamo recriminare qualcosa. Ma d’altra parte la terna, anzi quaterna arbitrale arrivava dal terzo mondo del calcio. Eh vabbè, inconvenienti che ci possono stare e che, in ogni caso, non giustificano il pareggio contro la Nuova Zelanda, anche lei arrivata direttamente dal terzo mondo, sempre calcistico. Non sono nemmeno tutti professionisti gli All Whites, eppure non siamo stati capaci di andare oltre il pareggio. Andando ovviamente in svantaggio, in quella che sembra poter diventare una brutta abitudine. Il nostro Mondiale è già a rischio: non sono mai stato ottimista sulle nostre possibilità, ma che fossimo così molli non lo pensavo davvero. Non c’è nessuno che salta l’uomo, non c’è nessun fuoriclasse, si sapeva, ok. Ma che nessuno corresse e/o avesse un barlume di idea andava oltre ogni nefasta previsione. Lippi ha le idee confuse, anche se dice di no: vero, il compito dell’allenatore consiste nel variare modulo e uomini, ma se fai tre cambi dopo nemmeno un’ora e cambi schema ogni venti minuti, allora qualcosa c’è che non va. Il calcio è una ruota che gira: quattro anni fa girò dalla nostra parte e tutti giocarono il miglior torneo della loro vita. Stavolta vincerà qualcun altro. Magari l’Olanda, visto che potrebbe avere un ottavo decisamente abbordabile. Sempre se passiamo noi.