Un pensiero, in ritardo

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Faccio mea culpa. Ieri era l’anniversario di un evento triste, la finale dell’Heysel. Quel 29 maggio del 1985, per una partita di calcio, persero la vita degli uomini, delle donne, dei bambini. Mariti, mogli, padri, figli. Senza un motivo. Senza nessuna colpa. Avevo due anni, è giusto che ricordi quel giorno chi c’era, chi l’ha vissuto davvero, ma un pensiero, seppur in ritardo, è doveroso. Mi sono fatto una vera “cultura” ieri, montando macchie su quel giorno. In più, ieri pomeriggio mi sono guardato su youtube l’intera puntata de La storia siamo noi dedicata all’Heysel. Davvero toccante, la consiglio a tutti. Se ne sono dette tante su quella partita, opinione comune è che non si dovesse giocare. Personalmente credo che invece sia stato meglio farlo, magari però annullando l’esito dell’incontro e non assegnando la coppa. Motivi di ordine pubblico: cosa sarebbe successo con i tifosi dispersi in giro per Bruxelles? Meglio non saperlo. Già erano state sbagliate le scelta della sede e l’organizzazione, con reti da pollaio tra gli inglesi e il purtroppo famoso settore Z. Allo stadio le notizie erano confuse, anche i tifosi, forse ancora inconsapevoli, esultarono per la vittoria. L’errore più grande fu festeggiare al ritorno in Italia. L’odio e la stupidità umana non hanno limiti, comunque: a Torino, durante la commemorazione della tragedia, alcuni pseudotifosi hanno lanciato delle bombe carta. Applausi, davvero.

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