Poteva decidersi tutto in questo turno ed invece per l’obiettivo più sostanzioso bisognerà aspettare fino a domenica prossima. L’Inter è stata a lungo Campione d’Italia, ha accarezzato il suo diciottesimo titolo, ha anche un po’ sudato freddo, poi alla fine, una volta incassati i tre punti, se n’è fatta una ragione: se lo andrà a prendere di nuovo a Siena, ospite di una squadra fiera, ma ormai retrocessa. Con la finale di Champions League in programma il sabato successivo, se dovesse servire qualche sforzo supplementare ci sarà comunque modo di recuperare. La Roma, al contrario, sembrava essersi arresa, imbrigliata dal miglior Cagliari degli ultimi mesi. Sotto di un gol, ha rialzato fieramente la testa ed ha abbattuto il nemico grazie ai colpi dell’uomo più criticato (dagli altri) ed amato (dai tifosi giallorossi), cioè il suo capitano Totti. Era però anche la domenica di Paler
mo-Sampdoria: c’era in gioco la Champions League, ed anche in questo caso si scoprirà tutto domenica prossima. 1-1 di rigore, come si suol dire, con firme eccellenti come quelle dei rispettivi cannonieri Miccoli e Pazzini. I doriani, un po’ come l’Inter, avevano accarezzato il sogno di chiudere in Sicilia la pratica, ma non è andata così. Missione compiuta invece per il Napoli, che in un colpo solo si aggiudica il sesto posto e manda l’Atalanta in B: adesso per i bergamaschi c’è anche la condanna della matematica. Merito, il piazzamento definitivo dei partenopei, anche della contemporanea ennesima sconfitta della Juventus, che mestamente si arrende al Parma in una partita non male sul campo, ma pessima sugli spalti: da censura i disordini tra le tifoserie. Peccato: quella che è stata l’ultima apparizione bianconera in casa di Trezeguet meritava di più. Senza considerare che forse anche Buffon potrebbe aver dato l’addio ai suoi tifosi… Se se ne andrà dall’Italia, comunque, lo farà alla Scala del calcio: domenica c’è Milan-Juventus. Scudetti e coppe in quantità ma, con uno scudetto da assegnare, anche una partita che non conterà nulla.
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