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Matteo Innocenti
La nuova Juventus non ci comporta da Agnelli…no e si dimostra subito aggressiva provando a mordere il biscione: il club bianconero ha chiesto ufficialmente la revoca dello scudetto 2006, assegnato all’Inter dopo Calciopoli. Netta dunque la rottura col recente passato: il mansueto Cobolli Gigli sembra davvero preistoria. Gli antichi romani se ne stavano buoni grazie alla formula magica “panem et circenses”: questa sembra la
classica mossa per accaparrarsi il favore dei tifosi, delusi da un’annata che è andata al di là di ogni più nefasta previsione. Sarebbe un po’ il “circenses”: inutile, utile per scaldare le folle. Ma c’è un po’ di sostanza? C’è un po’ di “panem”? La questione-allenatore è ancora in alto mare: Benitez tentennza, Prandelli sarebbe il successore di Lippi. Il nome nuovo è Delneri, soluzione che non mi entusiasma, per così dire. Ma comunque sembra del “panem” ci sia, visto che dal Cda è uscito il nome del nuovo direttore generale: sarà Marotta, uno che fa le nozze con i fichi secchi e che alla Juve le potrà fare con vivande più assortite. Con lui arriverà a Torino anche Paratici, attualmente capo degli osservatori blucerchiato. Servirà: perchè non è tanto un male comprare un bidone, ma lo è pagarlo caro. Non si capisce come mai fara anche il ds, ma questo è un altro discorso. Il contabile Blanc tornerà a fare il suo lavoro, Bettega, invece, tornerà a casa. Probabilmente insieme a Secco, però ognuno nella sua.
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Matteo Innocenti
Poteva decidersi tutto in questo turno ed invece per l’obiettivo più sostanzioso bisognerà aspettare fino a domenica prossima. L’Inter è stata a lungo Campione d’Italia, ha accarezzato il suo diciottesimo titolo, ha anche un po’ sudato freddo, poi alla fine, una volta incassati i tre punti, se n’è fatta una ragione: se lo andrà a prendere di nuovo a Siena, ospite di una squadra fiera, ma ormai retrocessa. Con la finale di Champions League in programma il sabato successivo, se dovesse servire qualche sforzo supplementare ci sarà comunque modo di recuperare. La Roma, al contrario, sembrava essersi arresa, imbrigliata dal miglior Cagliari degli ultimi mesi. Sotto di un gol, ha rialzato fieramente la testa ed ha abbattuto il nemico grazie ai colpi dell’uomo più criticato (dagli altri) ed amato (dai tifosi giallorossi), cioè il suo capitano Totti. Era però anche la domenica di Paler
mo-Sampdoria: c’era in gioco la Champions League, ed anche in questo caso si scoprirà tutto domenica prossima. 1-1 di rigore, come si suol dire, con firme eccellenti come quelle dei rispettivi cannonieri Miccoli e Pazzini. I doriani, un po’ come l’Inter, avevano accarezzato il sogno di chiudere in Sicilia la pratica, ma non è andata così. Missione compiuta invece per il Napoli, che in un colpo solo si aggiudica il sesto posto e manda l’Atalanta in B: adesso per i bergamaschi c’è anche la condanna della matematica. Merito, il piazzamento definitivo dei partenopei, anche della contemporanea ennesima sconfitta della Juventus, che mestamente si arrende al Parma in una partita non male sul campo, ma pessima sugli spalti: da censura i disordini tra le tifoserie. Peccato: quella che è stata l’ultima apparizione bianconera in casa di Trezeguet meritava di più. Senza considerare che forse anche Buffon potrebbe aver dato l’addio ai suoi tifosi… Se se ne andrà dall’Italia, comunque, lo farà alla Scala del calcio: domenica c’è Milan-Juventus. Scudetti e coppe in quantità ma, con uno scudetto da assegnare, anche una partita che non conterà nulla.
09
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Serie A by:
Matteo Innocenti
Uno dei campionati più incerti (su tutti gli obiettivi) degli ultimi anni potrebbe trovare tutte le risposte domani, alla penultima giornata. Finalmente tutta in contemporanea, come una volta. L’Inter ha l’occasione per aggiudicarsi il quinto tricolore di fila, tra scudetti assegnati a tavolino, senza concorrenza ed altri vinti normalmente. Tanto per cambiare, è di ieri l’ennesima polemica sull’asse Milano-Roma: insomma, Mourin
ho e Ranieri non si stanno molto simpatici. Ma non potrebbe essere altrimenti. L’Inter, insomma, potrebbe mettere in cascina il secondo “titulo” della stagione, in attesa di giocarsi il pezzo forte il 22 maggio. Per la zona Champions League, il destino ha voluto che ci fosse lo scontro decisivo sul rettilineo finale: tra Palermo e Sampdoria sarà battaglia. I siciliani hanno dalla loro il fattore campo, i blucerchiati, invece, possono contare sul vantaggio della classifica. Sfida nella sfida, quella della fantasia pugliese tra il salentino Miccoli e il barese Cassano. Difficile che si decida già oggi la corsa per il sesto posto, mentre potrebbe arrivare il verdetto riguardante l’ultima delle retrocesse: già in B le toscane Livorno e Siena, con ogni probabilità scenderà nella serie cadetta anche l’Atalanta. Peccato, davvero, perchè quella bergamasca è una formazione che vorrei sempre vedere in A. E non me ne vogliano i numerosi bresciani che leggono questo blog.
08
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Calciomercato by:
Matteo Innocenti
Il valzer delle panchine è decisamente iniziato. Partecipa ovviamente Leonardo, che se ne andrà alla fine del campionato, abbandonando il Milan per tornare in Brasile, lasciando il posto ad un ex milanista, come da tradizione: dovrebbe essere Galli, anche se la suggestione chiamata Van Basten è forte. Lascerà il suo po
sto anche Zaccheroni, già conscio del suo futuro al momento di accettare la panchina della Juventus: per la sua successione è ancora in pole position Benitez, anche se nelle ultime ore ci sono stati sviluppi in senso negativo. L’allenatore spagnolo, infatti, avrebbe chiesto una decina di giorni per decidere e la dirigenza bianconera non avrebbe gradito. Come soluzione Rafa sarebbe il top, l’alternativa si chiama Prandelli, anche se per lui c’è già un tappeto rosso che porta dritto alla panchina azzurra. Quindi la scelta juventina si complica, e non di poco: dopo un anno tremendo, serve una risposta forte. Che si può chiamare solamente Benitez o Prandelli. Valzer di panchine, dicevo: partecipa anche Guidolin che, dopo questa buona stagione alla guida del Parma con ogni probabilità andrà, o meglio tornerà, a Udine. Non lo farà, però, alle dipendenze di Pozzo, che, a quanto pare, dopo ben 23 anni di presidenza lascerà la società friulana per acquisire il pacchetto di maggioranza dell’Espanyol. D’altra parte la famiglia Pozzo da sempre ha interessi dalle parti di Barcelona. In Friuli si chiude un’epoca. Ah, a proposito di valzer, ballerà anche Mourinho? Magari sì, però al ritmo di… merengue.
07
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Coppa Italia, Pallonate by:
Matteo Innocenti
Meno male che era ormai un trofeo minore. La Coppa Italia è la coppa nazionale più sfigata e meno considerata di tutte, ma ha vissuto una finale ad altissima tensione. Che adesso, però, sembra scendere per lasciare spazio all’amarezza. Tra le cose elencate ieri mancava la bellissima esultanza di Chivu, campione di
eleganza. Ma torniamo alla querelle Totti-Balotelli: intanto analizziamo la posizione di Supermario, malmenato e, a quanto pare, insultato pesantemente: “Sì sì, mi ha detto negro di m…“. Così dice la punta nerazzurra ed il fatto è che, secondo la sua versione, non si sarebbe meritato questi insulti da Totti, visto che gli avrebbe solo detto: “Basta con i calci, non fare il bambino e giochiamo a pallone. Questo è quello che gli ho detto. Nulla di più. E’ stato lui a fare il resto…“. Però, magnanimo, il buon Mario dice anche di perdonare Totti, se il capitano giallorosso ammette di essere contro il razzismo. Come potrebbe avere dell’astio nei confronti del romanista, dopo che ha svelato la sua triste condizione: “E’ vero, ho sbagliato: ma la cosa brutta è che al gol di Parma tutti ti chiamano, passano tre giorni e ti ritrovi solo con gli amici di sempre“. Poverino, davvero.
06
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Coppa Italia by:
Matteo Innocenti
Dopo aver fallito l’appuntamento estivo con il primo trofeo stagionale, ovvero la Supercoppa andata alla Lazio, l’Inter si aggiudica la Coppa Italia superando la Roma con un gol del solito Milito. Già domenica, poi, la possibilità di bissare con lo scudetto, in caso di vittoria e di un contemporaneo passo falso dei giallorossi contro il Cagliari. Poi, ovviamente, il grande appuntamento del 22 maggio. Tornando indietro, ieri sera si è vista almeno una cosa bellissima, la rete di Milito, ma tante brutte: Materazzi che simula botte tremende non ricevute (un uomo di quella stazza per rotolarsi a terra in quel modo dovrebbe veramente aver preso.
.. una testata da Zidane), provocazioni continue, spintarelle, mezze risse, ma, soprattutto, l’espulsione di Totti per quel calcione a Balotelli. Dico la verità: adesso inizio a fare anche un po’ il tifo per il povero Mario. Come ha detto il capitano della Roma, “sul campo non si riescono sempre ad ignorare offese così pesanti, alcune personali e altre dirette ad infangare una città ed un intero popolo. Soprattutto poi quando questi continui e costanti insulti provengono sempre dalla stessa persona, che fa della provocazione sistematica il suo biglietto da visita”, ma cosa vuol dire rincorrere Balotelli per tirargli un calcio da dietro in quel modo? E’ assurdo, vergognoso. Le provocazioni sono fatte per quello, per dare fastidio, bisogna anche essere bravi a sopportare e, magari, rispondere con i fatti. Ma c’è chi cade dalle nuvole: in Rai, ad esempio, si sono dichiarati stupiti perchè “un campione della caratura e della correttezza di Totti” aveva fatto quel gesto (o giù di lì). Giusto, perchè lo sputo a Poulsen o lo schiaffo a Colonnese li aveva tirati qualcun’altro.
05
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Pallonate by:
Matteo Innocenti
Ieri sera ad un certo punto sono crollato, lo ammetto. E non so come è stato possibile, visto che la puntata di Matrix era piuttosto somigliante ad una de Il Processo di Biscardi… stanchezza, tutto qua. Però qualcosa ho carpito, in quelle discussioni totalmente dedicate alla Calciopoli che fu e a quella che qualcuno prevede. Ovvero che Moggi continua a dire delle grandi cavolate (sta cercando di difendersi, il che è alla base del concetto di gius
tizia), ma che, forse, non era l’unico colpevole. Dispiace tirare in mezzo i morti, però in effetti qualche intercettazione Facchetti-Bergamo lascia dei sospetti. Si può provare a combattere il sistema dall’interno, è vero, ma farlo con gli stessi mezzi è lecito? Dubito. Non succederà nulla: che senso avrebbe dare scudetti quattro anni prima per poi toglierli perchè si erano tralasciate telefonate che all’epoca erano state considerate non rilevanti? Moggi chiamava i designatori, vero. Che le partite fossero accomodate, però è tutto da dimostrare. Facendo un passo indietro, se telefonare era un reato, allora in pochi dovrebbero sentirsi al sicuro. Non rivorrei indietro gli scudetti, per carità: se tutti erano colpevoli questo non equivale a considerare tutti innocenti, per niente, anche se è questo che vorrebbe dire Moggi. Ma lui fa quello che può. Dispiace che in mezzo a questo finisca il povero Facchetti, ripeto. E, comunque, non si tratta di “damnatio memoriae”, come detto da qualche esimio prossimo collega (spero) ieri sera a Matrix. Semmai è il contrario…
04
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Nazionale by:
Matteo Innocenti
In effetti, nessuna sorpresa. Tra vecchie glorie in declino, giocatori modesti, fantasisti fatti fuori, oriundi non chiamati, tra i convocati per lo stage alla Borghesiana c’è chi ci si aspettava ci fosse e manca chi non aveva nessuna speranza. Tranne De Rossi, impegnato nella finale di Coppa Italia: tra i romanisti non penso
che Lippi chiamerà per il Mondiale nè Totti nè Toni. De Sanctis-Sirigu: il ballottaggio per il terzo portiere è questo e io virerei sul sardo. In difesa vedo pericolante Bocchetti, in netto calo. In realtà vedo “male” tutti gli juventini tranne Chiellini, ma sto parlando in chiave-convocazione. Il ballottaggio per la fascia destra tra Maggio e Cassani, poi, potrebbe sorridere al palermitano, più difensivo. Nove centrocampisti chiamati, più De Rossi certo. Quanti ne “farà fuori” Lippi? In teoria tre: la logica dice 3 portieri, 8 difensori, 7 centrocampisti e 5 punte. In ogni caso, via Candreva, che ha buoni numeri ma che alla Juve non gioca, e credo anche Cossu. A rischio anche Pepe (anche se lascerei in Italia Camoranesi): non credo che Lippi si voglia privare di Palombo. Forse questo potrebbe giovare a Maggio, in grado di coprire tutta la fascia. E in attacco? Ballottaggio Borriello-Quagliarella: non ha fatto una grande stagione, ma porterei il napoletano. Una certezza, almeno: al Mondiale non ci sarà Amauri. Meno male.
03
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Matteo Innocenti
Allora, vediamo un po’… il campionato è stato falsato? No, credo proprio di no. L’Inter è forte ed avrebbe potuto vincere lo stesso contro la Lazio. Diciamo che comunque sarebbero tutte supposizioni. Certo, l’ambiente era un po’ strano, però otto anni fa tutto andò contro ogni pronostico. Ok, là ci fu chi si “ribellò”, come Poborsky, ma anche Muslera c’ha messo del suo. Ricevere minacce dalla curva certamente non è stato
uno stimolo verso l’impegno per i giocatori della Lazio: bastava far giocare le partite in contemporanea. Adesso tutti insieme vengono disputati solo gli incontri degli ultimi due turni: che senso ha? Nessuno, ma da ora in poi sarà sempre peggio. Certo, magari la Lazio avrebbe perso comunque, anche con la vittoria dell’Atalanta, ma certe situazioni andrebbero evitate. Non arriverei a definire la possibile vittoria tricolore dell’Inter “una vergogna”, come ha fatto la Sensi: la Roma il campionato l’ha buttato via con la Sampdoria, tutto qua. Anzi, aveva fatto anche troppo arrivando fino al primo posto. Tuttavia, in generale, non c’è niente di anormale nel “gufare” contro gli acerrimi rivali: chi è tifoso può capire. Il 22 maggio, ad esempio, non tiferò certo Inter. In più, basta lamentarsi della nostrà mentalità: tutto il mondo è paese, anche a Liverpool tifavano un po’ Chelsea. Il Manchester United non vincerà la Premier League un po’ anche grazie all’assist di Gerrard per Drogba: splendido, davvero.
02
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Serie A by:
Matteo Innocenti
Nella domenica in cui la Juventus ha la conferma che non disputerà la Champions League l’anno prossimo (ed in effetti non se lo sarebbe meritato), tutti gli occhi erano puntati verso Bergamo. Atalanta-Bologna, oltre a decidere la salvezza di una delle due, poteva anche dare una mano alla Roma in chiave scudetto: se avessero vinto i nerazzurri, infatti, per la Lazio sarebbe stato importantissimo fare punti stasera contro l’Inter. Invece è
stato pareggio, sì, ma arrivato nella maniera più crudele per i bergamaschi: con un autogol assolutamente casuale, frutto di una respinta del portiere sui piedi di un difensore. Povero Peluso, davvero. Personale opinione, credo che se oggi avesse vinto l’Atalanta, in B ci sarebbe andato il Bologna, squadra ormai cotta, che forse si era creduta salva troppo presto. Sembrava certo di rimanere in A a febbraio, il Bologna, poi ha rimesso tutto in discussione, complice la rimonta dell’Atalanta. A questo punto, come già detto, la Lazio potrà affrontare l’Inter senza sentirsi l’acqua alla gola: improbabile un nuovo 5 maggio (seppur con due partite ancora da giocare). Per il resto, giusto che a giocarsi la Champions League siano Sampdoria e Palermo, autrici di un campionato strepitoso. Per la disastrosa Juve di questa stagione, poi, oltre al danno potrebbe essere in arrivo la beffa: arrivando settima, dovrebbe pure fare i preliminari di Europa League.