Così facevan tutti

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Garrone, toccato in maniera personale dalla rimonta dell’Inter in quella sfida contro la sua Sampdoria, dice che oltre al recupero extralarge non ci fu nulla, ma che comunque “le nuove intercettazioni sono prove e vanno prese in considerazione“. Insomma, così facevan tutti. Il bello è che lo ammette anche Bergamo, che tra l’altro pare lo sostenga da sempre, ma nessuno, forse ci voleva sentire, da quell’orecchio. Tutti attaccati al telefono, come nemmeno nel migliore degli spot della Telecom: tutti a chiedere, tutti a cena insieme: “Se poi qualcuno a mia insaputa è andato oltre - dice l’ex designatore - non posso essere coinvolto“. E giù smentite anche sulle sim svizzere di Moggi. Che, intanto, va giù pesante nei confronti di John Elkann: dalla pagine di Libero lo paragona all’Innominato per il suo ravvedimento tardivo, ma ce l’ha anche con Moratti, che però risponde laconicamente“Sono fatti loro”, visto che, soprattutto preferisce concentrarsi sul campionato: “Sarebbe antipatico perdere la serie A”, dice. Ah, a proposito, certe cose non si possono far notare perchè coinvolgono Facchetti. Questo sì che è molto antipatico. Nel frattempo, allargando e dando un’occhiata al Mondiale, ci si mette anche Bin Laden a creare un bel clima disteso, visto che ha annunciato che gli farebbe molto piacere colpire le nazionali di Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germani e Italia. Decisamente antipatico pure lui.

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3 Responses to “Così facevan tutti”

  1. Alessio Says:

    Magari i processi verranno rivisti, anche se non lo credo… magari toglieranno lo scudetto 2006 all’Inter, o addirittura ci ridaranno i nostri, ma non credo neanche questo e comunque sono solo numeri per le statistiche… Ibrahimovic, Mutu, Vieira e Emerson non ce li possono ridare, l’anno di serie B ormai lo abbiamo fatto, è inutile venirsene fuori adesso…

  2. pierfelicevic Says:

    mettetevi l’anima in pace, calciopoli II non ci sarà. la logica tutti colpevoli nessun colpevole non esiste. oppure lo scudetto del 2006 lo vince l’avezzano.

  3. miki foggia Says:

    Quali sono le differenze delle telefonate di Moggi con le telefonate degli altri?
    Moggi non ha mai parlato con gli arbitri a telefono (solo Paparesta ha chiamato per le note vicende della partita di Reggio Calabria) altri si?
    Le schede sim svizzere sono intercettabili (infatti vi sono un paio di telefonate di Moggi intercettate dai carabinieri con sim svizzere e solo tre schede regalte da Moggi due a Bergamo, che ha dato una a Pairetto esaurito il traffico è stata buttata), e una al papa di Paparesta colla boratore/consulente di Moggi ), perche non hanno intercettato le schede sim svizzere?
    Anche altri si rifornivano dello steso materiale in svizzera, perche non sono stati intercettati?
    Perchè, se si pensava che vi erano schede sim svizzere date ad arbitri ed altri non si è provveduto a fare dei blitz per sequestrarle?

    La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione” e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; ”balle smentite dai fatti” per usare le sue parole.
    Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
    ”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle

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