Allora, va bene sentire la partita, ma adesso in Catalogna stanno iniziando ad esagerare un po’. Da giorni in a Barcelona e dintorni la parola d’ordine è “Remuntada”. Dalle magliette indossate dai giocatori al termine della sfida vinta con lo Xerez si è presto passati agli spot televisivi. Già non capivo certi titolo sui giornali nostrani, ma visto da occhio “interista” aveva un senso: i nerazzurri non vincono la coppa da quando la tv era in bianco e nero, ma i blaugrana l’hanno sollevata al cielo meno di un anno fa. Eppure certa stampa spagnola
parla di “partita del secolo”: purtroppo nel calcio di oggi l’importante è esasperare i toni. D’altra parte, un’azione su due in diverse telecronache è definita “incredibile”… Molto “bello” quello che ha detto Piquè: “Spero di poter ammirare il migliore Camp Nou della storia, uno stadio mai visto, con neanche una sedia libera. Voglio vedere i giocatori dell’Inter quando entrano in campo odiare la professione di calciatore per 90 minuti. Voglio vedere i tifosi incoraggiare il Barcellona e senza violenza“. Salvo solo l’ultima frase. Magari Piquè poteva buttarla dentro all’andata e non l’ha fatto, così da sentirsi in colpa adesso e provare a spronare così l’ambiente. Però questo atteggiamento del Barcelona non mi convince: hanno paura, perchè una squadra che è davvero sicura di sè non ha bisogno di certe buffonate per far paura. Si sono scoperti umani, come tutti.
