La ventottesima giornata ha rischiato di essere surreale come un quadro di Magritte: l’Inter era caduta malamente a Catania, dando segni di stanchezza e vulnerabilità e, praticamente, invitando Milan e Roma a riaprire sul serio un campionato che pareva chiuso a doppia mandata ai tempi del giro di boa. Un invito a nozze, a cui stava rispondendo l’immobilità. Prima i capitolini inciampano nella tripletta del compagno Lucarelli, rosicchiando così solo un punto alla capolista. Nel posticipo serale, poi, il Milan arranca contro un
Chievo arroccato benissimo dietro ma sempre pronto a far male con le ripartenze. I rossoneri, poi, ce la fanno, ma solo al 91° e grazie alla giocata di un campione troppo spesso sottovalutato o, ancora peggio, criticato, cioè Seedorf, uno la cui botta da fuori può spezzare l’equilibrio in ogni momento. Potrà essere l’attimo che deciderà il campionato? Possibile, non probabile. Si vedrà. Al surrealismo del campionato contribuisce pesantemente la Juventus: la partita contro il Siena ha tutti i crismi del match da fine stagione, tre tiri, tre gol. E tutto in dieci minuti. Insomma, game, set e match ai bianconeri. Di Torino. Ed invece quelli toscani approfittano dello sciagurato Zdenek (Grygera) e della sua idiosincrasia per Maccarone:prima gli serve un assist in profondità, poi gli lascia tutto lo spazio per permettergli di colpire il palo con conseguente tap-in di Ghezzal, infine lo stende per il rigore del 3-3. E così, la Juve incredibilmente non approfitta della sconfitta esterna del Palermo e nemmeno di quella casalinga del Napoli, castigato al San Paolo dalla Fiorentina, stavolta aiutata dagli arbitri, a dimostrazione che è una ruota che gira. Risale anche la Sampdoria, che nel prossimo turno aspetta la Juventus, mentre lassù, in agguato, c’è anche il Genoa. Tutti insieme appassionatamente.
