Bayern Monaco - Manchester United 2-1: non sarà la stessa cosa, però almeno ieri sera a gioire nel finale sono stati i tedeschi. Adesso i bavaresi sono in leggero vantaggio, anche se il gol in più segnato all’Allianz Arena non vale certo come garanzia di passaggio del turno: quando vai all’Old Trafford un gol preso lo devi
sempre mettere in conto. Nello scontro tutto francese, invece, ribaltate le gerarchie della Ligue 1: il Lione ha fatto valere la maggior esperienza europea maturata negli ultimi anni contro la squadra che ha interrotto la sua egemonia in Francia, il Bordeaux. Qua il pronostico del passaggio del turno pende già più verso Lione, anche se una sconfitta 3-1 in trasferta può essere sempre ribaltata, come sa bene, tirando fuori un esempio a a caso, il Fulham che l’ha fatto contro la Juve. Stasera tocca all’Inter, che ha l’impegno più “morbido”, ma non per questo da snobbare: in fondo, se il Cska è arrivato fin lì, un motivo ci sarà. L’Inter si presenta ancora senza Balotelli, ma comunque super-offensiva. Questa sfida di Champions League, tra l’altro, può essere considerata una partita dai mille significati. Non tutti se ne saranno accorti, ma stasera l’Internazionale gioca contro la squadra dell’Armata Rossa. Stasera, poi, gli occhi di molti appassionati nerazzurri saranno puntati verso Londra, dove si affrontano Arsenal e Barcelona in un quarto che sembra promettere spettacolo: gli interisti, a occhio e croce, faranno il tifo per i Gunners.
“Io sono nel mondo del calcio da oltre 50 anni, da quando ho cominciato da ragazzino fino ad oggi, e non ho mai assistito ad un’altra partita del genere, in cui una squadra arriva ad un passo ad alzare al cielo il trofeo e poi lo perde all’improvviso nelle fasi di recupero“. Parole di Beckenbauer. L’avessi detto io… ma se lo dice il Kaiser c’è da fidarsi. Me la ricordo bene quella finale del 1999: Bayern Monaco subito in vantaggio con Basler
(Supermario… come Balotelli), tifoseria tedesca in delirio al Camp Nou, birra che già scorreva (o me lo sono sognato?) sugli spalti, passerella per Matthaus, poi il dramma sportivo dei bavaresi, che nei minuti di recupero subiscono la rimonta firmata dal duo Sheringam-Solskjaer, la coppia di riserva, visto che in quella stagione andavano di moda i Calypso Boys Yorke-Cole, e da juventino lo so bene. Stasera la riedizione di quella partita, anche se si tratta più modestamente di un quarto di finale, seppur di assoluto prestigio: qua c’è l’aristocrazia europea. L’altro match in programma, invece, vede opporsi Lione e Bordeaux: qua il lignaggio è inferiore, ma almeno una francese, traducendo, se ne andrà in semifinale. Un risultato sportivo importante: a memoria, era dai tempi del super-Monaco targato Deschamps che non succedeva.
Il Milan getta al vento l’ennesima occasione buona pareggiando in casa contro la Lazio, squadra in netta ripresa ma sempre laggiù, ai margini della zona retrocessione: i rossoneri non danno nessuna sicurezza e
sembrano accusare la sindrome del braccino corto. Il Milan è lì a soli tre punti dall’Inter, e tre lassù così vicine a questo punto del campionato non capitava dal 2002. Per il tricolore rossonero, a occhio e croce, sarà però difficile, per gli anti-interisti sarà meglio guardare verso la capitale. Il Palermo conserva tre punti su Napoli e Juventus, mentre ne guadagna due sulla Sampdoria, che non va oltre il pareggio interno contro il Cagliari. Il Napoli riesce a fare sei punti su sei nei due incontri consecutivi al San Paolo: annichilita la Juventus, supera seppur a fatica il Catania grazie alla rete di Cannavaro e va a braccetto con i bianconeri a quota 48. L’Atalanta merita a Torino ma, ironia della sorte, cede il passo per mano di uno dei giocatori più contestati dai tifosi bianconeri, quel Felipe Melo che dopo aver fatto gol chiede scusa alla curva juventina. Sempre in ottica Champions League, infine, bella vittoria della Fiorentina, che supera senza problemi l’Udinese: ma forse per i viola, alle prese con la grana-Prandelli, il Palermo è troppo lontano.
Per aver definitivamente riaperto il campionato, non faccio mica il tifo contro l’Inter, io. Ad ogni modo, fai un salto su Facebook e vedi le opinioni discordanti: c’è chi parla di tre tra pali e traverse e di due gol casuali della Roma, chi del gol in fuorigioco di Milito, del rigore negato a Brighi e della mancata espulsione di Chivu. Il calcio è bello perchè è vario, così come gli occhi di chi lo guarda. Detto ciò, mica male la Roma vista ie
ri sera contro l’Inter… se i giallorossi fossero davvero questi, allora ci sarebbe da iniziare a scucire lo scudetto dalle meglie nerazzurre. In realtà, i giallorossi continuano a dare una leggera sensazione di discontinuità, anche se il loro girone di ritorno è finora strepitoso, a differenza di quello dall’Inter, che sembra viaggiare col freno a mano tirato. Adesso c’è di nuovo l’occasione per il Milan di rifarsi sotto: avere due squadre a -1, con sette partite da giocare e la Champions League di mezzo potrebbe non far dormire tranquillo Mourinho, a patto che gliene freghi qualcosa del campionato. Vedremo. Nel frattempo, complimenti alla Roma, che ha fatto un primo tempo sontuoso, per poi rilassarsi nel secondo, concedendo poche occasioni all’Inter, vero, ma tutte piuttosto ghiotte, e Milito ne sa qualcosa. Se quella palla fosse finita dentro anzichè sul palo, adesso il futuro del campionato apparirebbe diverso, ma l’Inter, dopotutto, è ancora in testa e quel punto di vantaggio potrebbe pesare tantissimo a maggio.
Il trentunesimo turno parte forte, fortissimo, con la partita che potrebbe decidere le sorti del campionato. L’Inter, infatti, alle 18 va a far visita alla Roma. I giallorossi sono a -4: per loro è la grande occasione di andare ad una sola lunghezza dai nerazzurri che, che al termine della giornata sarebbero sicuri di essere comunque primi, visti i continui tentennamenti del Milan, finora la più credibile candidata ad ereditare il tricolore sul petto. Tra i capitolini mancherà ancora Totti, tra i nerazzurri assente di nuovo Balotelli per la solita scelta tecnica di Mourinho, per così dire, ma ci sarà un Eto’o in posizione più centrale: è lì che può essere decisivo, come ha di
mostrato la doppietta rifilata al Livorno. Per l’Inter l’occasione per “far fuori” la Roma è certamente ghiotta. Il Milan, nel frattempo, aspetta e spera ed avrà tutta la domenica per prepararsi, visto che affronta la Lazio a San Siro nel posticipo di giornata. Per la corsa-Champions, il Palermo stasera aspetta in Sicilia il Bologna in una sfida che potrebbe portare altro fieno in cascina, la Sampdoria cerca di rispondere ospitando il Cagliari: un mese fa sarebbe stata certamente una sfida più delicata, ma adesso i sardi sembrano aver finito la benzina nel serbatoio dopo un campionato di alto livello. Il Napoli, dopo aver annichilito la Juventus giovedì, aspetta il Catania per confermare di essersi ripreso dopo un periodo così così. I bianconeri, invece, provano a salvare il salvabile (sempre che ce ne sia) affrontando in casa l’Atalanta in quello che solo grazie all’ottimo inizio di stagione dei torinesi non è diventato uno scontro diretto.
Ormai la notizia c’è quando la Juve vince: i bianconeri sono come l’uomo che morde il cane. Citazioni giornalistiche a parte, vorrei fare qualche riflessione sulla mia squadra del cuore, che continuo a seguire, nonostante tutto, in ogni partita. Prima non riuscivo a capire come mai gli altri corressero più di noi, ora l’ho capito: noi non corriamo affatto. Tutto qua. Altro che secondi 45 minuti come dice Zaccheroni: a Napoli la Juve è stata messa sotto dal primo attimo di gioco. Seconda riflessione: l’area piccola è larga 18,32 met
ri e lunga 5, 5. Ebbene, come possono i giocatori avversari essere sempre così liberi in uno spazio così piccolo? Certo, se il portiere uscisse non sarebbe sbagliato, ma in generale marcarli stretti non sarebbe nemmeno quella cattiva cosa. Ok, non c’è Buffon, ma forse nemmeno lui potrebbe fare qualcosa. Lasciamo stare poi il gol di Lavezzi: impossibile controllare che qualcuno non rimanga solo dentro quell’enorme area: là siamo già sui 40×16.5. Ultimo spunto: non capisco come mai, ad ogni gol, i giocatori della Juventus esultino. Non siamo sicuri dopo tre gol al Siena, crediamo forse di poter portare a casa la partita segnano una rete? Ormai mi sentirei certo dei tre punti sul 4-0, soprattutto se fossimo nell’ultima mezz’ora. Eh vabbè, pazienza. Incredibilmente la Champions League è ancora lì, a portata di mano. Non so cosa sperare, se andarci oppure no: è anche vero che per rifondare questa squadra allo sbando servirebbe un po’ di denaro… detto ciò, quella della Juve è la difesa della Nazionale. Quanti giorni mancano? 76? Ahi.
Sembrava dovesse essere il duello tra Inter e Milan quello che avrebbe dovuto decidere il campionato. La trentesima giornata lascia invece intuire che potrebbe non essere così. L’Inter prima soffre la vivacità del Livorno, ma poi lo doma grazie alla qualità dei singoli assicurandosi così tre punti preziosi, perché arrivati contemporanea con la caduta del Milan. I rossoneri disputano un match incolore a Parma, finendo persino
per perderlo e buttando via così tanta fatica fatta per avvicinare l’Inter. Adesso gli uomini di Leonardo sono a -4 dalla capolista, e pensare che pochi giorni fa avevano avuto l’occasione per il sorpasso: niente di definitivo, ma è tutto da rifare. Soprattutto, quella vista a Parma non è una squadra da scudetto. Le potrebbe però dare una mano la Roma, visto che sabato si gioca il match tra i capitoli e l’Inter. In realtà, oltre al Milan i giallorossi darebbero una mano a loro stessi, essendo secondi in classifica. Tre punti conquistati nello scontro di sabato vorrebbe dire -1 dalla cima. E, in caso di vittoria casalinga del Milan sulla Lazio, i rossoneri tornerebbero prepotentemente in corsa. In ottica Champions, mastica amaro il Palermo, che, mentre già pregusta i tre punti, subisce il pareggio contro il Genoa proprio sul fischio finale. Niente fuga per i rosanero, dunque. I palermitani almeno guadagnano un punto sulla Sampdoria, battuta a Bari nella partita del cuore di Cassano, tra l’altro a segno. La corsa per la Champions League riserverà sorprese fino alla fine: sembra non voler però partecipare la Fiorentina, che cade a Catania nei minuti iniziali senza poi essere capace di reagire. Stasera al San Paolo c’è il posticipo tra Napoli e Juventus: i partenopei giocano per non uscire dal giro buono, i bianconeri, avanti di tre punti rispetto agli avversari, sperano di agganciare il quarto posto.
Turno infrasettimanale quello della trentesima giornata. Il rettilineo finale è vicino, ma la classifica ancora corta lascia spazio a sorpassi ed eventuali controsorpassi. La capolista Inter guida il gruppo, e lo deve al Napoli che è andato a San Siro a prendersi un punto, impedendo così al Milan il sorpasso in
vetta. I nerazzurri sono impegnati nel testacoda con il Livorno: in teoria per questa giornata l’Inter dovrebbe mantenere la testa della classifica, sempre che riesca a guarire dalla pareggite. Il Milan, invece, va a Parma, ospite di una squadra che sembra ormai rilassata, vista la salvezza acquisita con largo anticipo: un girone fa sarebbe stata una partita più difficile per i rossoneri, ma vista la nota difficoltà nei momenti cruciali, il Milan deve stare all’erta per non incorrere in passi falsi, così da veder aumentare di nuovo il distacco dall’Inter. Si è avvicinata la Roma, di scena a Bologna: i giallorossi sono a -4 dalla capolista, credono nella clamorosa rimonta e conquistare tre punti in Emilia non sembra impossibile, considerando che i rossoblu sono più o meno nella stessa situazione del Parma, cioè in fase relax. Interessanti gli scontri appena sotto il podio: il Palermo quarto è ospite del Genoa, visti gli stili di gioco delle due squadre si prospetta un bello spettacolo. Il Napoli attende al San Paolo la Juventus nel posticipo di domani sera: la rimonta partenopea dell’andata decretò la fine di ogni velleità bianconera e rimane tutt’ora la perla della gestione-Mazzarri. Di questi scontri incrociati potrebbe approfittare la Sampdoria, che va a Bari per conquistare il quarto posto in solitario, sperando in un favore da parte dei cugini genoani.
Quanti spunti potrà riuscire a dare alla stampa Balotelli da qua alla fine della sua (con ogni probabilità luminosa) carriera? Quel ragazzo è davvero una fonte inesauribile di notizie. Per quanto riguarda le giocate, negli anni si meriterà titoloni su titoloni, libri e anche dvd. Il talento c’è ed è purissimo: lui lo sa bene e ogni tanto se ne approfitta, non comportandosi come un ragazzo di venti anni dovrebbe. Anche se ha messo
insieme un buon numero di presenze nell’Inter e segnato più che abbastanza per uno della sua età. Con Mourinho non si prende, c’è poco da fare. Non credo che Moratti sia così pazzo da venderlo, più probabile che se ne vada il tecnico a fine anno, e non per causa della punta. Più facile che succeda per colpa di qualche sceicco. Balotelli riesce a far discutere anche quando lo becca Striscia la notizia per consegnarli un tapiro. Cioè, fosse stato per il dorato brucatore, nessun problema. Il fatto è che Staffelli prima gli chiede di indossare una maglia del Milan, lui si rifiuta, ma poi se la mette a telecamere spente, e si guarda pure con soddisfazione allo specchio. Tra l’altro, gusto personale, gli sta veramente meglio rispetto a quella dell’Inter. Balotelli è tifoso milanista confesso e un po’ ama scherzarci su: un po’ di senso dell’umorismo non fa male in questo calcio, per carità. Però, giusto per non alimentare strani pensieri (e con Raiola sarà sempre peggio), non poteva aspettare di essere a casa per provarsela?
Che nessuno dica che la Juventus 2009/10 non è una squadra! Lo è, perchè tutti i giocatori in rosa lavorano insieme per raggiungere lo stesso obiettivo, e lo fanno impegnandosi al massimo, in ogni partita. Tutti stanno contribuendo a rendere questa stagione indimenticabile. In negativo. Già, perchè non bastavano i vari
fallimenti di Felipe Melo, Diego, Amauri, Grosso. No, adesso anche il terzo portiere ci mette del suo. Ok, non che mi aspettassi miracoli da Chimenti: non li ha mai fatti, non vedo perchè dovrebbe iniziare a 40 anni dopo essere stato spettatore per due. Però almeno parare un tiro centrale scoccato da trentacinque metri, almeno quello sì, potrebbe farlo. E’ inutile fare belle parate se poi commetti certe, concedetemelo, cagate. Poi, sia chiaro, la Juventus è stata ancora inguardabile, perchè in pratica non ha mai tirato in porta e perchè non si è visto uno straccio di gioco e nemmeno di voglia di correre un po’. Non era solo colpa di Ferrara o della dirigenza: credo che in questo momento il vero problema siano i calciatori, ma non nel loro valore, bensì nel loro atteggiamento. Nessuno si muove, nessuno si propone, nessuno crea spazi: non si può andare a giocare contro la Sampdoria e non fare nulla per vincere la partita. Zaccheroni dovrebbe proporre ai giocatori la visione ripetuta della semifinale (andata e ritorno) di Champions League 96/97 contro l’Ajax. Quella era una squadra, quella era la Juve. Questa non lo è più.
