Furto con scasso

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Non si può definire altrimenti quello che si è visto ieri sera all’Allianz Arena. La Fiorentina aveva giocato bene, senza paura, non come ad Anfield magari, però con coraggio e buona volontà. Si era anche difesa piuttosto bene. Poi lo scempio in salsa norvegese. Incomprensibile il black out della terna arbitrale: chissà come avrà reagito Biscardi… la moviola in campo è come la pena di morte: gran parte delle persone la condannano, però in certe occasioni viene davvero voglia di sostenerla. E questo sarebbe proprio il caso. D’altra parte il pingue Ovrebo è colui che decise che il Barcelona doveva andare in finale l’anno scorso, cosa ci si poteva aspettare? Se sull’arrosto del rigore ci ha poi pensato Robben a salvarlo, era stata incomprensibile la scelta di cacciare Gobbi per un fallo di ostruzione sulla linea del fallo laterale. Eh vabbè: in fondo si vede pure di peggio in campo. Ma difficilmente si vede qualcosa peggiore del 2-1 bavarese. Un fuorigioco di tre metri in area di rigore è complicato da non vedere, decisamente. Ok, Ovrebo e i suoi assistenti, in assenza della Champions League al massimo possono dilettarsi nella direzione arbitrale di supersfide come Rosenborg-Molde o Brann-Valerenga. Questo è quello che passa il convento della Tippeligaen. Però cavolo, per un fuorigioco del genere non ci sono giustificazioni scandinave che tengano. Vergognoso.

Milan quasi fuori

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Il Milan inciampa sul terreno che di solito gli è più congeniale, ovvero quello europeo. Rossoneri in palla ma poco concreti, Manchester United spietato. Sintesi sommaria ma direi sufficiente della partita. Il Milan non sarà più quello di qualche partita fa, ma non avrebbe assolutamente meritato la sconfitta. Per passare ai rossoneri servirà una vittoria con due gol di scarto, eventualità già difficile in ogni sfida europea, figuriamoci all’Old Trafford. La differenza tra il Milan e lo United sta nelle amnesie che hanno colto la difesa schierata da Leonardo: a volte te le puoi permettere, ma non se l’avversario ha come centravanti Rooney, soprattutto il Rooney 2009/2010. Un giocatore che non vive più all’ombra di Cristiano Ronaldo e che, dopo anni in cui correva, si sbatteva e segnava sì, ma con cifre da buona punta, in questa stagione tiene medie da fuoriclasse assoluto. Dei campi da calcio e non dei banconi dei pub, come il fisico suggerirebbe. Questo inglese grassoccio è, ora come ora, uno dei migliori giocatori del pianeta, non sarà bello da vedere, ma la butta dentro come pochi. Dida lo sa e anche la difesa rossonera dovrà tenerlo a memoria, se il Milan vorrà provare a ribaltare il risultato al ritorno.

Nessuno tocchi Del Piero

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Quelli sono arbitri? Non lo so, mi vengono sempre più dubbi. In ogni caso, e qua viene fuori il gobbo che è in me, giù le mani da Del Piero, accusato di essere il solito furbetto che si butta per avere un rigore. I simulatori professionisti sono ben altri: mi vengono in mente l’Inzaghi dei tempi d’oro o l’Oliveira che si svenne in area appena Toldo si palesò dalle sue parti (e peccato per lui che l’etichetta si cascatore gli rimase in eterno). Forse in tanti, nel criticare un “campione di correttezza come Del Piero” non si sono accorti di una cosa: il capitano della Juventus è un esempio di campione pulito, gentile, sorridente e mai volgare. Ma non è certo uno stinco di santo, e questo è sfuggito a molti. Con l’età e il ruolo che ha assunto è peggiorato: si lamenta con l’arbitro, redarguisce i compagni (chiedere a Palladino) e così via. Ma il fallo contro il Genoa c’era, perchè quando corri e ti sfiorano i piedi inciampi, c’è poco da fare. Doveva dire che non era in area? E come faceva a esserne sicuro? Portatemi qualcuno che l’ha fatto. In molti tirano fuori Ambrosini, che poche settimane fa, dopo essere caduto in area, ha detto all’arbitro che non si trattava di rigore. Grazie, dico io: ha tentato di simulare, poi, quando si è reso conto che il tuffo non era credibile, per evitare l’ammonizione ha fatto cenno al direttore di gara che non c’era fallo. Non facciamo di tutto il fair-play un fascio.

Se questi sono arbitri

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Partita bella e combattuta quella che ha visto opporsi al San Paolo il Napoli e l’Inter. Gli uomini di Mazzarri si confermano squadra di valore assoluto: adesso l’Inter ha sette punti di vantaggio sulla Roma. Non sono pochi ma nemmeno un’enormità, considerato lo stato di grazia in cui sono i giallorossi. Inter prima, Roma seconda, Milan terzo, ma con un match da recuperare. Questo il podio. Poi segue il Napoli, a braccetto con una Sampdoria alla quarta vittoria di fila. Ad appena una lunghezza si riaffaccia la Juventus, che ha ragione soprattutto, nonostante l’impegno, per gentile concessione dell’arbitro, che reputa in area un fallo su Del Piero, cosa, questa, piuttosto lontana dalla realtà, diciamo così. E’ il secondo rigore dubbio concesso alla Juventus nelle ultime tre gare: era già successo contro la Lazio e l’episodio, anche allora, aveva coinvolto il capitano bianconero. Ma in generale tutta la gestione dei falli e delle sanzioni è stata da dimenticare, completamente illogica. La classe arbitrale italiana si sta dimostrando sempre più inadeguata e il rigore di Juve-Genoa è solo l’esempio più clamoroso di tutto questo. A proposito: torna alla vittoria anche la Lazio del nuovo tecnico Reja, ma nel corso della partita contro il Parma non si è vista concedere una rete quando un tiro di Floccari aveva chiaramente varcato la linea di porta. Insomma, o moviola in campo, o arbitri e assistenti adeguati. Sarebbe davvero l’ora.

Non Tiago più

Filed under: Pallonate, Serie A by: Matteo Innocenti

Il campionato cosa ci ha riservato nella giornata di ieri? Intanto una Roma spietata che fa a fette il Palermo, ma soprattutto una Fiorentina che affonda a Genova contro una Sampdoria che senza Cassano sembra essere tornata quella di inizio stagione (quando però il barese c’era, dunque il calcio non è scienza esatta, ma si sapeva). Viola sempre più giù in classifica e forti dubbi sul celeberrimo “Progetto”. Eh vabbè. Però non posso esimermi dal riportare una chicca che arriva fresca fresca dalla Spagna: Tiago, raffinato centrocampista portoghese di proprietà della Juventus ma in prestito all’Atletico Madrid, ha rilasciato un’intervista in cui ha regalato un paio di perle. Prima di tutto ha detto di considerare Mourinho l’allenatore che gli ha insegnato di più. Poi ha aggiunto che in Italia non vuole tornare visto che da noi aveva la sensazione di aver dimenticato come si giocava. Divertente questa cosa, perchè Mourinho lo ha spedito in Francia dopo una stagione. Ma si sa, non importa la quantità di tempo passata insieme, ma la qualità degli attimi trascorsi fianco a fianco. Per quanto riguarda la sua volontà di rimanere all’Atletico Madrid, beh, certamente non mi opporrei, speriamo che in Spagna facciano lo sforzo economico. Sul fatto dell’essersi dimenticato come si giocava, anche noi avevamo avuto la sua stessa sensazione. Ma tu guarda che casualità…

Milan ok, oggi tocca alla Roma

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Il Milan ha vinto l’anticipo contro l’Udinese, scoprendo tra l’altro che Huntelaar, se gli si dà spazio e fiducia, non è quel brocco che tutti credono. Stasera sta alla Roma provare a mettere un po’ di paura all’Inter. I giallorossi, che stanno attraversando un periodo di forma smagliante, giocano a Palermo contro una squadra che sta altrettanto bene e che ha mire europeee: per loro non sarà facile ottenere i tre punti. L’anticipo serale mette invece di fronte Sampdoria e Fiorentina, sfida interessante che però non vedrà in campo Cassano, che nel recente mercato di riparazione è stato a un passo dai viola, opponendo poi il gran rifiuto e rimanendo così blucerchiato, almeno fino a giugno. Cerca la prima vittoria targata Zac la Juventus, scivolata giù fino al settimo posto. Con il nuovo tecnico in panchina i bianconeri sono sì imbattuti, ma hanno raccolto due misuri punti: davanti corrono, per non rischiare che la Champions diventi presto un miraggio la Juve deve superare il Genoa (le due sono a pari punti: i bianconeri rischiano di subire un altro sorpasso). Capitolo Napoli: alla squadra di Mazzarri tocca il posticipo di domani sera, e sarà il match clou della giornata. I partenopei infatti aspettano al San Paolo l’Inter. Tutta l’Italia che non vede nerazzurro tifa per loro, ma ovviamente fare punti sarà complicato. Anche se nel recupero di Parma l’Inter ha dimostrato di essere umana. Interessante poi la sfida che mette contro Cagliari e Bari, le squadre che, secondo gli esperti, hanno espresso finora il più bel calcio del campionato. Se il calcio avesse una logica, dovrebbe essere una bellissima partita. Magari invece sarà solo dura e combattuta, come tutti si aspettano che siano i due scontri salvezza Catania-Atalanta e Livorno-Bologna.

Il Milan va all-in

Filed under: Champions League, Serie A by: Matteo Innocenti

Il Milan si gioca tutto nelle prossime due partite: stasera è impegnata nell’anticipo (ancora più anticipo del solito) contro l’Udinese. Forse servirà a poco anche una vittoria, giusto per provare a superare la Roma e a mettere un po’ di paura ad un’Inter che pare ormai troppo lontana e sicura di mantenere lo scudetto cucito sulle maglie. Poi, martedì, i rossoneri sono impegnati nella supersfida di Champions League contro il Manchester United. Il Diavolo contro i Diavoli Rossi: difficile che dopo l’andata qualcuno sia sicuro di rimanere all’inferno. Ad ogni modo, in campionato gioca stasera, così da avere un giorno in più di riposo rispetto ai canonici tre: che sia nelle ventiquattro ore mancanti il segreto del successo italiano?. Basterà questo a fare una bella figura con il Manchester? Chissà. Nel frattempo sarebbe importante fare punti con l’Udinese. Dicono che giocherà Huntelaar e che probabilmente farà qualche minuto Pato. Una buona notizia, soprattutto in vista della Champions. Spazio poi a Mancini: Beckham si riposerà in vista della sfida alla sua ex squadra, mentre Ronaldinho sembra intoccabile, nonostante il calo di forma e di giocate accusato nelle ultime partite. L’Udinese non disputando il campionato che si aspettava ed arranca nei bassifondi della classifica, sull’orlo del baratro. A Milano non va per essere la vittima sacrificale: chissà che il pensiero stupendo europeo del Milan non le dia una mano…

Appuntamento in Brasile

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Insomma, l’Inter è umana, come titola La Gazzetta dello Sport. Però questo non basterà per impedirle di vincere il quinto scudetto di fila (tra scrivanie e penalizzazioni, ma sono dettagli). A Parma i nerazzurri hanno raccolto un punto dopo essere passati in svantaggio ma, tutto sommato, creando più occasioni degli avversari. A segno è andato Balotelli, che come al solito si è guardato bene dall’esultare dopo il gol: non sia mai che qualcuno lo scambi per un essere umano dotato di emozioni, o per un teenager dotato di talento mostruoso che sta realizzando il sogno di milioni di suoi coetanei e che è felice per essere lì, al posto loro. “Perchè non esulto? Vedrete che festa quando segnerò nella finale del Mondiale”. Ha detto nel dopo-partita la punta nerazzurra. Lippi sta sfoltendo la rosa dei papabili: sembra fuori Amauri, in teoria un concorrente diretto, su Totti non ci sono certezze. Per Balotelli, con una seconda parte di stagione di livello, si potrebbero aprire prospettive interessanti. Anche se, è bene dirlo, l’arrivo di Pandev non dovrebbe giovare al suo minutaggio complessivo. Sei gol per lui finora e record personale di segnature, otto l’anno scorso, nel mirino. Lippi ha già escluso Cassano per motivi… ok, perchè si è picchiato con suo figlio, Balotelli non lo ha fatto e non penso lo farà. In ogni caso, ad oggi, è molto più probabile che, anzichè con l’Italia, il gol dei suoi sogni lo faccia per il Ghana. Al di là di ogni stucchevole questione razzista, anche lui il Mondiale lo vedrà in tv: loro continuano a provarci… sennò segnerà in finale nel 2014. Ci metterei la firma.

Lascia stare i santi

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I giocatori cultori del turpiloquio avranno sicuramente reagito alla notizia con una sonora imprecazione. Da ora in poi basta bestemmie in campo. Non che prima si potesse, tutt’altro. E’ già successo che ci fossero espulsioni per questo motivo, la novità è che il consiglio federale della Federazione ha deciso che saranno possibili sanzioni anche successivamente, grazie alla prova Tv. Non solo: saranno allungati di quattro ore i tempi per l’acquisizione delle immagini, per dar modo alla procura federale di acquisire e certificare il contenuto di eventuali deferimenti. Come spiega Abete, “l’arbitro può sanzionare con il cartellino rosso un comportamento del genere e se tale comportamento non verrà rilevato dal direttore di gara, sarà possibile intervenire attraverso la prova tv con una sanzione successiva“. Giustamente, dico io, non saranno tollerate nemmeno le scritte sulla maglia alla Legrottaglie (un tempo c’era Kakà, che in Spagna potrà continuare a scrivere che crede in Gesù). Come parziale consolazione, a quanto pare si potrà almeno pregare, magari silenziosamente o con una mano davanti alla bocca, forse. Come sono lontani i tempi delle purghe da derby romano o dello sponsor tecnico di Ravanelli… però meglio così, dico io. Ognuno faccia quello che vuole, ma a casa sua. Per quanto riguarda gli scenari futuri, se ci fosse davvero coerenza, le partite finirebbero prima, perchè in meno di sette non si potrebbe giocare. Con le squalifiche della prova tv, poi, si arriverebbe ad aver bisogno di rose allargate ancora di più, per sopperire alle assenze forzate. Nonostante i proclami, non succederà nulla. Altrimenti, a bestemmiare sarebbero interi stadi…

Paga Ballardini, ecco Reja

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La stagione della Lazio rischia davvero di rivelarsi una Caporetto: i biancocelesti sono sul baratro, la piazza ribolle e tutte le scelte di Lotito si sono rivelate fallimentari. Meno di anno fa la Lazio aveva portato a Roma la Coppa Italia e poi si era aggiudicata, in estate, anche la Supercoppa, superando la favoritissima Inter. Poi il castello di carta eretto da Delio Rossi si è afflosciato su sè stesso. Ballardini non ha mai trovato la quadratura del cerchio e ora la squadra ha l’acqua alla gola. La Lazio sta pagando anche le scelte oltranziste ed incomprensibili del suo presidente, appassionato di latino ma non di giocatori che non vogliono rinnovare i contratti. Pandev non è Maradona, ma anche all’Inter sta dimostrando il suo valore: tenerlo fuori per poi perderlo a metà stagione non è stato certo un affare. Lo stesso si può dire per Ledesma, cerebro della squadra, che così si è ritrovata senza la sua guida in mezzo al campo. In più lo spettacolare Zarate dell’anno passato è scomparso, al suo posto c’è un suo sosia, sempre egoista, ma incapace di creare supergol dal nulla. Rocchi ha un anno in più, Cruz non può fare miracoli e Floccari, partito bene, si è già fermato. Sta di fatto che Ballardini ha le ore, forse i minuti, contati. Al suo posto dovrebbe arrivare Edy Reja, che però adesso è alla guida dell’Hajduk Spalato e, per sua sfortuna, sta facendo benissimo. La società croata, proprio per questo, sta facendo resistenza, ma pare che alla fine il tecnico riuscirà a raggiungere Roma e firmare il contratto che lo legherà alla Lazio. Alla faccia dei tifosi croati.