Se l’Inter contro il Siena non avesse ribaltato in maniera incredibile il risultato nel finale, oggi il campionato sarebbe più che aperto. Il Milan, grazie ai tre punti conquistati sul campo della Juventus e con una partita in meno da recuperare, sarebbe stato virtualmente a -2. I titoloni di giornata vanno infatti al Milan, che ha umiliato la Juventus a domicilio. Vero, di questi tempi farlo non è che sia questa grande impresa, ma come risultato fa comunque sensazione. I rossoneri sanno unire qualità e quantità, almeno in questo periodo: per vincere il campionato avrebbero bisogno di più continuità. Per la Juve, invece, è notte fonda: Ferrara non si dimetterà e i dirigenti difficilmente lo manderanno via. Però lui ha perso lo spogliatoio, è evidente: un bravo allenatore non si vede solo dagli schemi e dai cambi (specialità i cui il tecnico bianconero non eccelle di certo), ma anche dalla capacità di motivare la squadra a sua disposizione. Ha perso anche la testa, visto il ridicolo battibecco con Maifredi a Conrocampo. continui infortuni non hanno aiutato Ferrara, ma a questo punto non può più essere lui l’allenatore della Juve. Anche perché i bianconeri non possono più permettersi di perdere: raggiunti dal super Napoli targato Mazzarri, sono tallonati anche dalla Roma ed anche Fiorentina e Palermo distano appena tre punti. Per quanto riguarda i partenopei, crescono i rimpianti per aver iniziato la stagione con Donadoni in panchina, che all’incirca ha passato quello che sta vivendo Ferrara adesso. A proposito, starà gongolando Ranieri, allenatore-tifoso della Roma: raggiungere e magari superare la Juve a questo punto non è certo utopia. Il campionato è già a metà: vediamo cosa ci riserva la seconda parte della stagione, quando gli impegni della Champions League potrebbero sottrarre energie mentali e nervose…
Ho sempre sentito dire che i campionati si vincono con le piccole, che se si centra la vittoria giocando male è un buon segno e che se si portano a casa certe partite è positivo. Ergo, in casa nerazzurra dovrebbero essere euforici, ma invece sospetto che non sia così. Sì, i tre punti sono arrivati e il campionato è di nuovo chiuso a doppia mandata (se avesse perso e il Milan avesse superato stasera la Juve, chissà…), però c’è
poco da stare allegri. I campionati si vincono con le piccole e l’Inter lo farà, però prenderne 3 in casa dal Siena non è confortante. Ha vinto pur giocando male? Vero, ma il Siena non è che stava facendo catenaccio, anzi, è andata a San Siro a fare la partita. Se si portano a casa certe vittorie è un buon segno? Ecco, questo sì. Perchè quando a un minuto dalla fine sei sotto di una lunghezza e poi rimonti vuole almeno dire che hai carattere. In più, le forze in campo non erano esattamente le stesse. Il calcio è strano, non sai mai cosa ti riserva, ma l’Inter che ieri sera ha superato a fatica il Siena non sembra in grado di fare molta strada in Europa. Perchè certe amnesie non se le potrà permettere, perchè difficilmente la difesa del Chelsea lascerà un uomo libero in area nei minuti di recupero e perchè non ci sono sempre portieri che sul loro palo prendono gol da trenta metri.
La Serie A è già arrivata al giro di boa: l’Inter è già campione d’inverno e sembra avviata a vincere l’ennesimo scudetto, ma dietro a lei può succedere davvero di tutto. Con ogni probabilità, poi, questo turno sorriderà ai nerazzurri, visto che il posticipo di domani è Juventus-Milan, ovvero la terza contro la seconda in classifica. Match come sempre molto atteso, mette di fronte le due squadre più blasonate d’Italia, che però anche quest’anno si trovano piuttosto indietro rispetto all’Inter. Il Milan viene dal trionfo sul Genoa, la Juve dalla ritrovata vittoria
ai danni del Parma. Per i bianconeri conquistare i tre punti vorrebbe dire uscire dalla crisi in cui erano sprofondati, ma i rossoneri non vogliono perdere altro terreno dai cugini nerazzurri: partita da 1X2 e dal pronostico incerto, considerando anche le numerose assenze da entrambe le parti. L’Inter, come accennato prima, ospita il Siena, dunque i tre punti sono decisamente alla portata. Nell’anticipo che alle 18 apre la giornata la Roma, col dente avvelenato dopo aver buttato via una vittoria a Cagliari, aspetta all’Olimpico il Chievo per potersi rifare e continuare la corsa alla Champions League. Adesso però, davanti a lei c’è il Napoli, che ha preso un ritmo da scudetto e che ha ambizioni importanti. Per i partenopei c’è la Sampdoria, una squadra che era partita a razzo ma che poi col passare delle giornate sembra aver finito la benzina. Un po’ a sorpresa è un match d’alta classifica anche quello che vedrà opporsi Fiorentina e Bari, mentre Udinese e Lazio, due squadre che erano partite con ben altre ambizioni, si troveranno di fronte e dovranno far punti per non essere risucchiate verso la zona retrocessione.
Non l’avrei mai detto, ma stavolta, per quanto la mia opinione possa contare, sto con Balotelli e sono d’accordo con Moratti, che non ha accolto affatto bene i 7.000 euro di multa comminati alla punta dell’Inter per avere applaudito provocatoriamente il pubblico di Verona durante la partita di domenica, al mome
nto della sua sostituzione. “E’ una decisione ridicola, la impugneremo subito. Sembra un po’ una ripicca. Ricorrere contro questa decisione è inevitabile. Balotelli non ha fatto assolutamente niente. E’ stata una reazione umana più che comprensibile”. Ironia della sorte, all’Inter anche una multa per cori razzisti indirizzati a Luciano. Non mi pare che Balotelli abbia fatto chissà che per meritarsi questo provvedimento: non credo che un semplice applauso possa scaldare più di tanto gli animi dei tifosi. In giro si vede certamente di peggio, e magari lo stesso Balotelli ha fatto cose peggiori, tipo la linguaccia verso i tifosi della Roma. Moratti rincara la dose: “E’ una cosa strana ma mi aspetto il solito genere di risposta: le sanzioni vengono prese in base a ciò che viene riferito al giudice. Nella vicenda di Balotelli mi preme sottolineare che tutto quello che è stato detto su di lui non è vero, perchè sta passando un concetto pericoloso, ovvero Balotelli sia un rompiscatole”. Ecco, se prima potevo essede d’accordo con Moratti, su questo proprio ritengo di poter dissentire.
Inter campione d’inverno, ma questo non era certo in dubbio. E’ bastato un gol di Balotelli per permettere ai nerazzurri di espugnare il campo del Chievo ed assicurarsi così la matematica certezza di essere in testa al giro di boa. La vera notizia che viene da Verona è, invece, il fatto che Balotelli se l’è presa con i tifosi clivensi (”Questo pubblico mi fa schifo”) per i ripetuti cori a sfondo razzista. Da quelle parti c’è chi non l’ha presa bene, ma c’è anche da capire la punta dell’Inter. Nella giornata della Befana, insomma, carbone per la curva del Chievo.
Dietro ai nerazzurri c’è ancora il Milan, nonostante una partita in meno rispetto alla Juventus terza. Per i rossoneri goleada al Genoa, precipitato al tredicesimo posto. Da incorniciare il secondo gol di Borriello, che sembra voler fare della sforbiciata il suo marchio di fabbrica. Ma da antologia è, anche, la prima rete del Napoli, un vero e proprio gioiello “made in Quagliarella”. I partenopei sono ora da soli al quarto posto, perché le due squadre che li precedevano, cioè Parma e Roma, hanno fatto un punto in due. Gli emiliani si sono fatti superare in casa dalla Juventus, che torna così, seppur soffrendo, alla vittoria. I giallorossi, poi, in vantaggio di due gol a Cagliari, hanno subito il pareggio dei sardi nei minuti di recupero. Tra i risultati di giornata non passa inosservata la cinquina che la Fiorentina rifila al Siena nel derby toscano e tra le prestazioni personali da sottolineare il fortunato esordio di due punte: Suazo ha segnato al Milan, ma non è servito. Floccari, invece, con una doppietta ha aiutato la sua Lazio ad avere la meglio sul Livorno.
Dopo la lunga sosta natalizia, per la Befana torna il campionato. Dov’eravamo rimasti? Ad una giornata disputata praticamente a metà a causa del maltempo. Il 17° turno, infatti, aveva visto diverse partite rinviate. Con tante squadre che hanno una partita in meno, dare uno sguardo alla classifica è indicativo ma non del tutto, considerando i punti “congelati” in attesa dei recuperi. Tuttavia, il dominio dell’Inter è saldo e non sembra scalfibile, dietro segue il Milan, poi c’è la Juve in crisi (bianco)nera, tallonata da Parma e Roma. Alle loro spalle la bagarre della corsa alle coppe. Il menù della 18° giornata offre u
n piatto insolito, cioè la partita tra Chievo e Inter delle 12.30: roba da spaghetti a colazione. Per Pandev, nuovo interista, potrebbe essere un esordio da ricordare. Ci sono poi otto match all’ora convenzionale, ovvero alle 15: di sicuro interesse è Parma-Juventus. Una neopromossa terribile contro una squadra che doveva lottare per il titolo e che invece non riesce a smettere di perdere: se gli emiliani vincono ci sarà il sorpasso e il terzo posto. Chi l’avrebbe mai detto? Sogna l’aggancio al podio, in caso di vittoria a Cagliari e magari con un gol del nuovo acquisto Toni anche la Roma che, dopo un inizio tragicomico, anche grazie a Ranieri è riuscita ad arrivare ad un paio di lunghezze dalla Juve che lo aveva esonerato e che gli ha preferito Ferrara. Tirare in ballo il Napoli (che tra l’altro ha pure vinto a Torino) viene quasi spontaneo, visto che il tecnico bianconero è un partenopeo doc: gli uomini di Mazzarri stanno correndo forte, il prossimo scoglio da superare è l’Atalanta, che però ha bisogno di punti come il pane. Interessante anche la sfida tra Samp e Palermo (chi sale, chi scende). Chiude la giornata un posticipo che promette spettacolo: alle 20.45 c’è Milan-Genoa.
Continuano i botti di inizio anno. Alcuni sono affari importanti, altri potrebbero essere, più che Palloni di Maradona, dei miniciccioli. Già accasati felicemente Suazo, Floccari e Chevanton, rispettivamente al Genoa, alla Lazio e all’Atalanta, da ieri Pandev è ufficialmente un giocatore dell’Inter, o, meglio, lo è di nuovo. Una bella soddisfazione per il macedone tornare dove era cresciuto, ma credo che soprattutto sia motivo di felicità tornare a
giocare dopo mesi passati fuori rosa e ricominciare a farlo nella squadra che sta dominando il campionato. Anche se è tutto da vedere quanto campo vedrà l’ex laziale: Eto’o sarà impegnato in Coppa d’Africa, il suo Camerun dovrebbe andare piuttosto avanti, ma a febbraio sarà di nuovo disponibile. Lui, Milito, Balotelli e appunto Pandev. Lassù la concorrenza sembra davvero spietata per il macedone. Comunque, male che vada, andrà a prendere un discreto stipendio. Siamo tutti sicuri che non si lamenterà. Si muovono solo le punte? No, è già tornato Beckham e il Napoli ha aggiustato la fascia sinistra con Dossena. Ora Mazzarri ha davvero una rosa completa, vediamo cosa tirerà fuori… Nel frattempo, continuano i corteggiamenti per Molinaro, che pareva destinato all’Atletico Madrid e che, invece, andrà allo Stoccarda. Campionato più rude la Bundesliga rispetto alla Liga. Per lui, forse, meglio così.
Sembrava fantascienza, ma a volte la realtà è più incredibile dell’inverosimile. Molinaro e Tiago potrebbero andarsene a Madrid, anche se per adesso solo in prestito. Alla Juventus potrebbe arrivare Ledesma, confidan
do che non si tratti di un novello Almiron. In più, sull’asse Torini-Madrid potrebbe prendere forma un altro affare che mi auspico, cioè l’approdo in bianconero di Maxi Rodriguez, una sorta di Camoranesi con qualche anno in meno (ne ha già fatti 29) e con diversi gol nei piedi: nelle stagioni passate in Spagna ha fatto bene, vediamo se queste voci si concretizzeranno… Nel frattempo, l’atmosfera alla Juventus sembra pesante: Melo ha rapporti non idilliaci con Ferrara, ma si dichiara riposato e pronto a dimostrare il suo valore. Ok, benissimo, peccato che in allenamento ci siano state scintille tra Diego e Del Piero. Il capitano è entrato duro sul brasiliano durante la partitella e si sono acessi un po’ gli animi. Molto bene. La squadra dovrebbe essere unita per superare la crisi ed invece pare proprio che non sia così. In più, per la sfida contro il Parma Ferrara sembra intenzionato a varare un 4-4-2 con Diego seconda punta, esattamente al posto che dovrebbe essere di Del Piero. Se uno volesse pensar male, potrebbe pensare che l’entrataccia del capitano bianconero sia stata premeditata. Ma di sicuro non è così…
Se prima guardavo all’Atletico Madrid con simpatia (i cugini sfigati del Real, ma con una divisa meravigliosa, etc etc…), tra qualche giorno spero di poter avere per loro un occhio di riguardo, se non una passione sfrenata. Pare, infatti, che il club di Madrid sia interessato ad acquisire le prestazioni sportive di Molinaro. Sempre che le sue siano prestazioni sportive e non goffe imitazioni di esse. Per adesso in prestito, m
a con diritto di riscatto. Alla fine, lo ammetto, mi sono accanito anche troppo con Molinaro ed in effetti non è che lui abbia qualche colpa nella recente crisi della Juventus. Anzi, mi si potrebbe far notare che con lui titolare che correva sulla fascia, nelle passate stagioni, i bianconeri non avevano mai passato un periodo così buio. In più, oltre al fatto che adesso gioca poco, non è che chi ha preso il suo posto stia brillando, anzi: Grosso sembra lui travestito da… Grosso e De Ceglie è scomparso dalla circolazione. Molinaro non sbaglia una diagonale, ma non azzecca nemmeno mai un cross: ergo, non dovrebbe far parte della rosa bianconera. Riuscire a darlo via forse non sarà molto, ma almeno è una presa di coscienza del fatto che certi giocatori non sono da Juve, tutto qua. Pensandoci, le vie del calcio sono davvero infinite: un terzino che dovrebbe avere nella Lega Pro il suo habitat naturale prima si fa due anni da titolare nella Juventus e poi riesce ad attirare le attenzioni di altri club piuttosto prestigiosi. Io vorrei sapere sulle basi di cosa, che partite o dvd hanno visto i dirigenti e l’allenatore dell’Atletico Madrid… tra l’altro, girava voce che i colchoneros volessero, oltre a Molinaro, anche Tiago. Fantascienza. A questo punto, allora, mettiamoci anche Grygera, così magari, visto che ci siamo, ci danno Aguero…
Se Ribery a giugno andrà al Real Madrid, il suo amicone Luca Toni è già arrivato a Trigoria ed ha iniziato la sua vita in giallorosso, presenta ai tifosi della Roma come nemmeno l’Ibrahimovic più ispirato avrebbe fatto: “Sono strafelice di essere qua, da quando ho avuto problemi al Bayern il mio desiderio era di venire alla
Roma“. Solo alla Roma, insomma, di cui era stratifoso da bambino, magari. Toniha scelto come numero il 30, quello che aveva a Firenze, quando riusciva a segnare in ogni modo e con continuità incredibile, sforando quota 30 segnature nel 2005/06, la stagione che portò al Mondiale. A Roma ritrova tre compagni che facevano parte della spedizione in Germania: “Sono pronto a mettermi a disposizione della squadra per centrare gli obiettivi dando il mio contributo e cercando di segnare il più possibile. Mi sento da un mese con Totti, De Rossi e Perrotta che mi hanno fatto sentire l’affetto e la fiducia di cui ho bisogno“. Toni cercherà di riconquistare il posto in Nazionale, De Rossi ce l’ha di sicuro, Perrotta è fuori dai giochi, mentre Totti, a quanto pare, se decidesse di tornare in azzurro avrebbe le porte spalancate. A proposito, gustosissima la querelle Zarate-Totti, in cui entrambi hanno dato dimostrazione di grande signorilità. Magari ne parliamo nei prossimi giorni…
