L’inganno della Candreva

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

Non per parlare sempre della Juventus, e di conseguenza parlarne male, però oggi mi sembra obbligatorio un intervento sulla Vecchia Signora che, evidentemente, oltre ad essere vecchia deve essere anche rincoglionita. Giusto intervenire sul mercato, se i soldi ci sono. Dopo le ottime cessioni (per ora solo rientrati solo spiccioli dai prestiti), plausibile il ritorno di Paolucci, giocatore del vivaio che può rendersi utile per poi farsi da parte quando gli infortunati rientreranno. In fin dei conti il reparto avanzato della Juve, a ranghi completi, non è male. Impossibile intervenire in difesa, dove c’è l’intoccabile blocco azzurro. Rimaneva il centrocampo, che è dove di solito si vincono le partite ed è anche dove si perdono, cosa in cui i bianconeri si sono specializzati. Melo non è un regista, Sissoko è necessario ma è sempre rotto, Camoranesi se non è rotto è lunatico, Diego non ingrana, Marchisio non può tappare sempre ogni falla e Poulsen è un onesto rincalzo. Questo ha portato a continui stravolgimenti da parte di Ferrara: rombo, due mediani e tre trequartisti, quattro in linea. Nella confusione generale adesso arriva un giocatore come Candreva, giusto un altro dalla difficile collocazione, quando era evidente che alla Juve sarebbe servito un regista classico, tipo Ledesma, che invece se ne andrà all’Inter. Non che l’argentino sia un fenomeno, però la mattonella libera era giusta giusta per lui. Il problema non è solo questo: è che Candreva arriva sì in prestito, ma con diritto di riscatto di metà del cartellino fissato a 7,5 milioni, più uno al Livorno. Vero, non è obbligatorio che poi tutto Candreva costi 15, però mi sembra comunque una valutazione spropositata per un giocatore che ha sommato 22 presenze in A, di cui 19 nel Livorno quest’anno ed appena 3 nell’Udinese due stagioni fa. In Friuli puntano ciecamente sui giovani: a lui, a 21 anni, avevano concesso gli spiccioli. E questo un po’ mi puzza. Ad ogni modo, magari si rivelerà un fenomeno: anche il Milan investì tantissimo su Pato senza che avesse giocato molto nell’Internacional, ma era minorenne ed aveva già segnato al Mondiale per club. Candreva, spacciato per un centrocampista con vocazione offensiva, in carriera ha fatto due gol. Vedremo. A questo punto, di sicuro c’è solo che il neobianconero andrà in Sudafrica.

E se ci ripensa Nesta?

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Se la difesa della Juventus avesse al centro Nesta, questo Nesta, incasserebbe meno reti? Ok, quando si prende gol non è solo colpa del reparto arretrato, quindi presumo che arriverebbero lo stesso palloni insidiosi in area, però presumo che la risposta si “sì”. Sì, se la Juve avesse Nesta avrebbe preso qualche gol in meno e avrebbe vinto due o tre partite in più. Credo che anche Lippi la pensi allo stesso modo: in Nazionale gioca in pratica l’attuale difesa della Juve, meglio provare a metterci il centrale rossonero in mezzo. Il tecnico bianconero-azzurro ha iniziato la sua opera di convincimento: è già passato dal centro sportivo di Milanello, dove ha pranzato in una saletta privata e ha incontrato i giocatori e Leonardo. “Fa parte dei compiti del c.t. della Nazionale andare a trovare e parlare con allenatori e giocatori. Andrò a trovare anche altre squadre. Non vado ad Appiano per ovvi motivi, perché non ci sono molti giocatori italiani.” In effetti tutti i torti non ce l’ha. Per una ragione di principio, come sono contrario al rientro di Totti, lo sono anche per quello eventuale di Nesta, anche se servirebbe come il pane. Come attenuante nei confronti del difensore, ci sono i numerosi infortuni patiti in maglia azzurra. Insomma, Nesta è uno che per la causa ha dato le gambe. A proposito di Milan: lungi dal fare di Borriello un fenomeno, ma spero che Lippi chiami lui piuttosto di Amauri.

Derby Polemica

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

E’ sempre bello quando ci si prepara ad una grande partita senza nessuna tensione, senza l’ombra di polemica, giusto con la voglia di superare l’avversario in campo come sta succedendo per il derby di Milano, in programma il prossimo fine settimana. Tra magheggi made in Galliani ed allusioni Oriali doc, non poteva mancare la solita battuta di Mourinho, che con tanti assenti vorrebbe giocare la partitissima del week end ad aprile. Più facile che nel frattempo Moratti gli compri Julio Baptista, Ledesma e Kolarov. Detto ciò e lasciando da parte l’ironia, in effetti le cose si potevano fare con più discrezione, oppure non farle. Chiedere il rinvio si può, ci mancherebbe, però così la faccenda puzza e fa pensare male. Oppure bene, oppure in maniera naturale è normale che Galliani in Lega goda ancora di grande potere. Forse è meglio così: entrambe le squadre arriveranno al derby nelle migliori condizioni. D’altra parte si potrebbe decidere gran parte del resto del campionato: giusto così. Milano si godrà una super partita, che forse in questo momento vede favorito il Milan. Chi l’avrebbe detto dopo la lezione di calcio impartita dall’Inter ai rossoneri alla seconda dell’andata? Fu impressionante. Adesso a impressionare è il Milan. L’Inter spesso si ritrova a dover rimontare. Se stavolta andasse sotto, potrebbe essere difficile rimettere in piedi la partita…

Ride Ronaldinho, ride il Milan

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Allora è vero che non era finito e che può essere ancora determinante. Io al Ronaldinho brocco non ho mai creduto, a dire il vero. Ci vorrebbe più memoria sportiva. Gli erano bastati due anni bui per essere dimenticato, ma nel 2006 era considerato il più forte giocatore del Mondo, di sicuro il più spettacolare. A Barcelona aveva steccato solo l’ultima stagione, anche per colpa degli infortuni. Prima, giocate spettacolari e una media-gol da attaccante vero. In pratica, un videogioco in carne ed ossa. Il suo arrivo al Milan nell’estate del 2008 aveva sollevato molte perplessità, di sicuro il suo abbigliamento non lo aveva aiutato. Kakà gli faceva ombra, questo è poco ma sicuro, ed ora che il brasiliano buono (lui è sicuramente il brutto, per il cattivo si vedrà) se n’è andato a Madrid, Ronaldinho è libero di giocare, anche grazie al modulo che Leonardo ha scelto d’accordo con i giocatori, si dice. Roba da Democrazia Corinthiana, quasi. Il Milan corre veloce, l’Inter è lì e vede i rossoneri dallo specchietto. Nella settimana che porterà al derby non mancheranno le polemiche, che sono già iniziate per la questione dei recuperi. Stracittadina da vincere, così come il recupero: il Milan pensa già da primo della classe. Gioca bene e nessuno si risparmia: oltre al Gaucho, infatti, il simbolo di questa rinascita rossonera è Borriello, un altro da lode. Si sbatte, fa a sportellate, corre, ci crede, si procura un rigore e trova il tempo per un gol da cineteca. L’Inter è avvisata.

Cuore Larrivey

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Ortega, Aimar, Riquelme, D’Alessandro, Saviola. A molti è toccato il gravoso ruolo di “nuovo Maradona” (toccato poi in modo più verosimile anche a Messi), qualcun altro ha invece ricevuto in dono solo quello di “el Bati”. Solo per modo di dire, ovviamente. Il miglior attaccante argentino degli anni 90, uno che ha segnato caterve di reti in Italia, una punta completa e capace di far prima sognare Firenze e poi di vincere uno scudetto a Roma (lasciamo stare l’Inter), accostato ad un ruvidissimo attaccante come Larrivey. Ecco, anche definire “attaccante” Larrivey poteva, fino a ieri, offendere le punte, quelle vere. Bati più che altro per una vaga somiglianza fisica, immagino. Soprannome magari affibbiatogli dagli amici del campetto e rimasto lì, tra il serio e il faceto. Nell’Huracan segnava abbastanza. Poi, in un anno e mezzo a Cagliari, due reti. Breve ritorno con campionato vinto in Argentina e da quest’anno il Bati è di nuovo a disposizione di Allegri. La doppietta di ieri contro il Livorno è una bella storia, da libro Cuore. Non si è mai buttato giù, lui. Ha già infranto il suo record di reti: ne ha fatte ben tre. Scherzi a parte, non è un fenomeno, anzi, è lento, legnoso, ma è stato capace anche di segnare da trenta metri con un gran bel pallonetto. Non sarà mai Batistuta, però, per dire, ha quasi raggiunto il pompatissimo Amauri, che ha fatto appena una gol in più di lui. Portiamo Larrivey ai Mondiali, magari ci arriva bello carico… Si può fare?

Torna a casa Paolucci

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Alla fine, niente Crespo in bianconero. Invece dell’attempato (massimo rispetto per lui, eh) argentino arriva un prodotto del vivaio bianconero, che ormai da ex promessa si sta trasformando in un mediocre giocatore di Serie A dal minutaggio trascurabile. No, non è Lanzafame, bensì Paolucci. 24 anni, ha sempre giocato nella massima serie, non è mai andato in doppia cifra, ma tra Ascoli e Catania ha fatto due buone annate, mentre tra Udinese, Atalanta e Siena ne ha persa almeno una e mezza. Nota positiva il fatto che la dirigenza non l’ha pagato 3,5 milioni come sembrava che dovesse fare, visto che è arrivato in prestito, rimanendo in comproprietà tra Siena e Juventus. Sul sito ufficiale dei bianconeri (quelli di Torino) ecco come viene presentato il nuovo semiacquisto: “Punta potente e tecnica, dotato di buona velocità e di un ottimo fiuto del gol finora da professionista ha collezionato settantanove presenze, realizzando quindici reti. Paolucci già oggi si allenerà con i nuovi compagni e sarà già a disposizione per la trasferta di Verona”. Insomma numeri importanti. Ironia a parte, di soldi immagino non ce ne siano molti, i dirigenti non è che siano delle volpi e magari servirà contante per un centrocampista. Sempre che la Juve non faccia tornare a casa qualcun’altro buon prospetto proveniente dal settore giovanile. Ma credo che Milanetto ormai sia tutto del Genoa.

Gerontofilia

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La querelle-Lanzafame non ha portato a esiti positivi. La Juventus non riporterà a Torino il prodotto del suo vivaio, che preferisce fare panchina al Parma piuttosto che in bianconero. In effetti, ora come ora, non è che tra le due situazioni ci sia tutta questa differenza. Vice-Camoranesi, punta di riserva: non dico che non potesse essere utile, ma non è certo con lui che la Juve avrebbe risolto i suoi problemi. Numericamente avrebbe aiutato, tutto qui. Ma non era il caso di scatenare un caso del genere, con il Parma indignato per una questione riguardante un giocatore che con tutti gli effettivi avrebbe riscaldato la panchina. Ora, a quanto si dice in giro, la dirigenza bianconera avrebbe messo gli occhi su Crespo, un giovane che si farà. Scherzi a parte, l’argentino è una punta che avrei sempre voluto vedere alla Juventus, quindi nel mio piccolo potrei anche essere contento. L’argentino mi piace da sempre: è completo, in carriera ha sempre segnato ed è uno che non si risparmia. Peccato per un dettaglio, ovvero il fatto che siamo appena entrati nel 2010. Del Piero-Trezeguet-Crespo: un attacco atomico dieci anni fa, uno molto buono un lustro fa, se ci mettiamo dentro anche uno Iaquinta che stava per entrare nel giro azzurro e un Amauri in rampa di lancio al Chievo.

Clamoroso a Cannes

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La società calcistica della città francese punta ad un acquisto importante, ma più che importante sarebbe classificabile come assurdo: secondo il quotidiano sportivo L’Equipe, Nedved sarebbe in procinto di accettare l’offerta del Cannes. Il club francese, che naviga nei bassifondi dell’insidioso Championnat National (l’equivalente della Lega Pro italiana), ha già ingaggiato la vecchia gloria ceca Koller, che a 36 anni, dopo aver segnato a raffica tra Belgio e Germania, era già passato da quelle parti senza lasciare ricordi indelebili al Monaco. Giusto per completare l’attacco con un altro vetusto pedatore del calcio europeo, il Cannes ci aveva provato anche con Wiltord, sopravvalutato in generale ed ormai bollito al punto giusto per un finale di carriera dorato, ma nulla, l’affare è sfumato subito. Adesso la clamorosa voce sull’ex Pallone d’Oro, ritiratosi l’estate scorsa anche se ogni tanto al centro di voci di mercato. Ossessione gerontofila? Semplice voce senza un fondamento? Partnership con la Repubblica Ceca? Affare in dirittura d’arrivo? A Cannes iniziò la sua meravigliosa carriera il più forte giocatore degli ultimi quindici anni, ovvero Zidane. Il suo “erede” alla Juventus potrebbe ripartire a sorpresa dalla Costa Azzurra? Ok, sarebbe molto più stressante, però a questo punto potrebbe anche farlo partendo dalle parti di Vinovo…

Oh no, Flachi!

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I’Flachi c’è cascato di nuovo. L’attaccante del Brescia è stato trovato di nuovo positivo a un metabolita della cocaina, la benzoilecgonina. La punta toscana è recidiva ed ha una certa familiarità con i provvedimenti disciplinari: il 21 settembre del 2006 è il giorno della sua prima squalifica, relativa all’articolo 1 del codice di giustizia sportiva: aveva scommesso su un derby di Roma disputato più di un anno prima. Il 28 febbraio del 2007, poi, risulta positivo alla cocaina dopo Sampdoria-Inter: per lui 16 mesi di squalifica, poi estesi a 24. Adesso lo inchiodano queste nuove analisi, relative alla gara di serie B tra Brescia e Modena del 19 dicembre 2009. Adesso potrebbe essere radiato. Flachi è il classico esempio di giocatore nato col talento e che lo ha saputo sfruttare fino a un certo punto: comincia a farsi notare nella Polisportiva L’ Isolotto e a 17 anniapproda alla Fiorentina. La curva Fiesole punta su di lui, lo coccola come “il nuovo Baggio”, ma il ragazzo (anche se gioca bene) non esplode e va in prestito. Trova la sua casa a Genova, sponda Sampdoria, dove vive i suoi anni più belli, segnando molto ed entrando nel cuore dei tifosi blucerchiati. Poi i noti problemi e le squalifiche. Poteva essere l’erede di Baggio a Firenze e non lo è stato, probabilmente chiuderà la carriera dove lo aveva fatto anche il suo illustre predecessore. Ma in modo molto diverso.

Hiddink, ma con che soldi?

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Ferrara guiderà la Juventus anche domani in Coppa Italia contro il Napoli, poi potrebbe essere esonerato. Cos’è? Dalla Russia non ci sono aerei per Torino prima di giovedì? Facile ironia a parte, il tecnico bianocnero è sempre più sulla graticola. Alla Juve la situazione è piuttosto chiara: le colpe sono da dividere tra una dirigenza che fa un buon mercato ma che poi mette la squadra in mano a una persona che non si sa se è in grado di fare l’allenatore, di Ferrara, che a volte ha commesso errori pazzeschi, e dei giocatori, che si sono abbattuti alle prime difficoltà e che non stanno onorando la maglia. Detto ciò, cambiare il tecnico è la soluzione più rapida. Ma chi al suo posto? Un “traghettatore” che provi a salvare la baracca giusto fino a giugno, oppure uno come Hiddink, con il quale impostare un progetto a lungo termine? Il tecnico olandese è un guru del calcio internazionale e l’anno scorso fece benissimo col Chelsea preso a metà stagione. A livello di club, tuttavia, i suoi più grossi risultati risalgono agli anni Ottanta, quando guidava il PSV Eindhoven. Oggi lo conosciamo tutti bene per quello che ha fatto in tempi recenti con Corea del Sud, Australia e Russia, nazionale di cui è tuttora allenatore e che gli permetterebbe di avere il doppio incarico. Ma il problema ce l’ha la Juve, perchè lui vorrebbe uno stipendio che ora come ora a Torino pare non possano permettersi. A questo punto, meglio investire su qualche giocatore (e litigare per Lanzafame) oppure svuotare le casse per un allenatore? Forse la seconda che ho detto…