E’ l’anno del Mondiale e nessuno vuole giustamente perdere l’occasione di andare in Sudafrica. C’è chi torna in Italia per giocarsi le proprie carte come Toni, che è partito bene ma che poi si è subito infortunato. C’è anche chi è stato pagato 42 milioni di euro appena un anno e mezzo fa e che adesso vuole tornare in patria per ritrovare sè stesso. Ovviamente sto parlando di Robinho, che a 26 anni rischia di diventare l’ennesimo giocatore promettente e
poi mai esploso. Ad essere fiscali, la prima stagione del brasiliano al Manchester City era stata tutto sommato soddisfacente. Quest’anno, a causa della brutta partenza dei Citizens, l’esplosione del “rivale” Tevez e l’approdo in panchina di Mancini al posto di Hughes, il suo rendimento è calato e con esso il minutaggio ed i gol. Da qui la scelta di tornare al Santos, la squadra che lo lanciò insieme a Diego, che di sicuro al Mondiale non ci andrà. Proprio il numero 28 della Juve gli aveva chiesto di raggiungerlo a Torino, ma Robinho, già da solo, aveva saggiamente deciso di non prendere in considerazione questa ipotesi. Il suo posto al Manchester City pare che sarà preso da Cassano, uno che è nella stessa condizione di Diego. Lui emigrerà, si dice: di sicuro non per provare ad andare in Sudafrica, magari per rimpolpare il conto in banca, quello sì. La Samp, in effetti, è normale che gli stia stretta: meglio la seconda squadra di Manchester, nella speranza che a breve raggiunga la prima.
