“La Juve mi vuole? Sono pronto. I tifosi facciano i tifosi, le società facciano le società. E poi anche quando ero all’Inter non ho mai fatto mistero di tifare, da bambino, per i bianconeri”. Parole (senza musica) di Mancini, che si candida a successore di Ferrara sulla panchina della Juventus. Non credo che farebbe peggio dell’attuale allenatore bianconero, ma mi sento di rivolgerli un sentito “No, g
razie”. Non credo proprio che sarebbe il caso. Più che altro sono voci incontrollate, giusto per provare a vendere qualche copia in più dei giornali, ne sono certo, però non si sa mai… Piuttosto, uno che avrei visto bene al posto di Ferrara sarebbe stato Spalletti, peccato che sia di oggi la notizia che ha firmato per lo Zenit. “Il nuovo allenatore - si legge sul sito del club russo - ha come obiettivi il ritorno al titolo nazionale, la conquista di stabili successi nelle competizioni europee, la creazione di un solido legame con il settore giovanile per portare giocatori dal vivaio alla prima squadra”. L’ingaggio? 4 milioni l’anno. In effetti un po’ troppo per le casse juventine, esangui dopo l’emorragia di soldi del mercato estivo. Si sapeva, era nell’aria. Non so quanto questo possa giovare alla carriera del tecnico di Certaldo, di sicuro darà una botta di vita al suo conto in banca.
Andata la prima fase della Champions League. L’Italia ne piazza tre agli ottavi, esce solo la Juventus. E, come già detto, lo fa con disonore. Detto ciò, complimenti alle altre. Milan come seconda del girone, esattamente come l’Inter, che ieri sera ha fatto il suo davanti a un Rubin Kazan che, suppongo, avrebbe bastonato la Juve. Bravo Balotelli, autore di un assist al bacio e di una rete su punizione da distanza siderale (ok, un po’ complice il portiere ma fa lo stesso…). S
oprattutto, applausi alla Fiorentina. La partita, dalla sponda Liverpool, poteva avere poco valore, ma andare ad Anfield e vincere, soprattutto in rimonta e all’ultimo minuto deve essere una delle cose che ti fanno amare ancora di più il calcio. I viola, con una rosa tutto sommato ridotta, stanno facendo meglio della Juve, anche se un po’ attardati i campionato. Sia chiaro, continuo a credere o almeno a sperare che quella tritata dal Bayern non sia la vera Juve, ma in fondo la Fiorentina non ha, in teoria, i mezzi bianconeri. O forse sì? Quanto conta un allenatore? C’è chi si limita al 5%, chi spara molto più alto. Ci sono allenatori che migliorano le squadre, chi essenzialmente fa il compitino, chi peggiora le cose. Ferrara appartiene ormai senza dubbio all’ultima tipologia. Sempre che si possa considerare un allenatore. Prandelli alla prima.
Sinceramente non so da dove partire. La prestazione della Juventus ieri sera è stata semplicemente allucinante. Bastava un punto? Dalle prime battute si era già capito che sarebbe servito un miracolo. Spettacolare Bayern Monaco, capace di giocare a mille all’ora ma in fin dei conti poco concreto, Juve impaurita, senza gambe e con la testa altrove. All’intervallo i bianconeri sono agli ottavi, ma per puro caso (leggasi imprecisione tedesca). Nella ripresa, la resa incondizionata alla truppe di Van Gaal. Giusto così, giusto prenderne 4 ed andare in Europa League, se le uniche vittorie sono arrivate col Maccabi e con d
ue striminziti 1-0. Melo non può essere questo: certe cose non si vedono nemmeno in Terza Categoria. Diego? Continuo a credere che sia un giocatore da prima fascia, ma inizio anche a considerare il fatto che forse manchi di carattere. Se la squadra non gira, dovrebbe provare ad inventarsi qualcosa. Cannavaro è un ex giocatore (e qua ammetto di essermi sbagliato: ok l’acquisto a costo zero, ma considerarlo un intoccabile prorpio no), proprio come mi è sembrato Del Piero. Mi ha fatto tenerezza quando ha provato un dribbling alla moviola sulla linea del fallo laterale. Ha 35 anni, ma concediamogli almeno l’attenuante del lungo infortunio. Grande Trezeguet: una palla e un gol. Ma in questo caso, che ve lo dico a fare? E Ferrara? Se la squadra si è fatta mettere sotto dal primo all’ultimo minuto c’entra la condizione fisica, ma lui non fa che metterci del suo, di continuo. Ok Poulsen per Del Piero, ci può stare, ma cosa vuol dire togliere Diego per mettere Amauri? Nemmeno a farlo apposta un tecnico sarebbe capace di tali nefandezze. Ed invece sembra essere la sua specialità.
Dopo aver dato un po’ di nuova linfa vitale al campionato, la Juventus stasera cerca di proseguire anche il suo cammino europeo affrontando una grande squadra in una sfida decisiva. Col Bayern Monaco basta un pareggio in casa: anche con due risultati su tre disponibili, tuttavia, non è scontato che la Juve ce la faccia. I bavaresi sono una squadra tosta ed attrezzata per gareggiare in tutte le competizioni, nonostante in campionato siano quarti ed i
n Champions con un piede già in Europa League. La truppa di Ferrara deve dare continuità ai suoi risultati, magari in un terreno come quello europeo da sempre infido. Mancherà Chiellini, fondamentale dietro considerando lo stato di forma di Cannavaro e, notizia dell’ultima ora, non ci sarà nemmeno Sissoko, di nuovo alle prese con problemi fisici. La partita con l’Inter e quella di stasera erano decisive per il prosieguo della stagione: vincere entrambe darebbe forza e morale alla Juve. Chi in Europa da sempre si sente a casa è il Milan, secondo nel girone ed impegnato a Zurigo contro l’avversario più morbido del girone. Dietro incalza in Marsiglia ma, tranne clamorose sorprese (come quella dell’andata, con gli svizzeri corsari a San Siro) i rossoneri dovrebbero passare agli ottavi, e potrebbero farlo anche come prima classificata.
Che campionato! Imprevedibile, con continui sorpassi e tantissime reti segnate. Fino a ieri al quarto posto c’era la Sampdoria, che però sembra aver finito la benzina dopo un inizio-turbo. Ora i zona Champions c’è il Parma, capace di bloccare il Genoa a domicilio e di tenerlo lontano una lunghezza. Classifica corta
lassù, cortissima, con sette squadre in appena tre punti. Tra il Parma quarto e il Cagliari decimo (e che è stato al posto degli emiliani) c’è appena una distanza pari ad una vittoria. Sembra di vedere la classifica della B, dove storicamente basta vincere due partite di fila per fare consistenti balzi in avanti. La situazione è fluida e può succedere di tutto. Anche se ci sono due squadre che reclamano i loro legittimi posti in graduatoria, e che sono nei paraggi, cioè Fiorentina e Roma. Bene i viola, che superano in casa l’Atalanta, benissimo i giallorossi, che hanno la meglio sulla Lazio in un derby tutt’altro che indimenticabile e che adesso sentono forte il profumo di Champions League dopo un inizio da incubo. E’ da quelle parti anche il Napoli, che con il cuore ha la meglio sul Bari: Mazzarri ha saputo davvero dare un qualcosa in più ai partenopei. Nella partita della disperazione tra Siena e Catania, acuto dei toscani che agganciano in fondo alla classifica i siciliani a quota nove punti.
Lo so che può sembrare un po’ troppo di parte, però quando ci vuole ci vuole. Escludendo gli insulti razzisti, rimaniamo su cori generici contro un giocatore. Chi ha visto la partita ieri sera avrà capito come mai qualsiasi curva della Serie A ce l’ha con Balotelli. Come dicono anche dei gruppi su Facebook, l’attaccante dell’Inter sarebbe preso di mira anche se fosse bianco. Credo che a volte risulti insopportabile persino ai tifosi nerazzurri. Ieri se
ra entra e subito ha da ridire con Caceres, protesta di continuo ed infine simula di essere stato colpito al volto da Melo che, comunque, giustamente è ammonito e dunque espulso perchè ha tentato di prenderlo. Balotelli si atteggia come uno che ha segnato 150 reti in A, quando invece ne ha fatte un decimo. Va bene la personalità, ma la sua è strafottenza. A proposito di personalità, uno che ne è ampiamente dotato è Marchisio: ieri sera era stato in ombra, poi ha trovato un gol straodinario. A quasi 24 anni, è, dopo De Rossi, il centrocampista italiano più completo. Modesto parere, eh. Uno sguardo alla partita: di sicuro non bella, certamente combattuta. La Juve si è fatta preferire perchè ha tenuto di più il pallino del gioco e ha fatto di sicuro gioire, ma anche arrabbiare i suoi tifosi. Perchè si sa che nel calcio contano gli stimoli, ma non si può battere l’Inter e magari andare a Cagliari e Palermo e farsi mettere sotto per tutta la partita. Ma la Juve di quest’anno manca di continuità, che invece sta trovando il Milan, ora a -4 dall’Inter. All’improvviso il campionato si è riaperto.
Sono proprio deluso. Uno aspetta quattro anni e poi ti danno un girone così. Ma che modi sono? Il Mondiale è bello perchè ti toccano squadre affascinanti per qualche motivo. Invece il nostro girone sarà prorpio brutto, ma sul serio. La squadra più pittoresca è ovviamente la Nuova Zelanda, ma non c’è l’effetto sopresa visto che l’abbiamo incontrara (e superata a fatica, a dire il vero) l’estate scorsa. Poi il Paraguay, una nazionale che sincera
mente non mi dice nulla. Infine, la Slovacchia: vera novità, per la prima volta al Mondiale, ma tra le più deboli delle europee che ci potevano toccare. Un giorne fighissimo? Quello del Brasile, che avrà Portogallo, Corea del Nord e Costa d’Avorio. Vabbè, forse è solo un giorne più difficile. Fatto sta che il nostro è proprio il più brutto di tutti. Lippi è stato davvero fortunato, anche se ha già detto di non definire “facile” il nostro girone. Vero, è facilissimo. Anche se sono sicuro che faticheremo comunque eh, perchè per questa Italia già raggiungere i quarti sarà un successo. Appunto finale. Mettere la Francia in quarta fascia poteva non punire i galletti, bensì quelle della prima. A prenderlo in quel posto è stato il Sudafrica. Non so perchè, ma avevo l’impressione che sarebbe finita così. Tutto sommato, la Francia, pur messa in quarta fascia, ha avuto un girone abbordabile. Ma che strano.
Balotelli superstar. D’altra parte lo diceva anche Oscar Wilde: bene o male, l’importante è che se ne parli. L’attaccante dell’Inter è ancora al centro dell’attenzione. E non per motivi prettamente sportivi. Se il super presidente Blanc chiama il suo pubblico, quello juventino, dichiarandosi certo che si tratterà, nella
supersfida di domani sera, di tifo pulito e non razzista, Zamparini, tanto per smorzare i toni, fa invece notare che “non c’entra nulla il razzismo, il problema è che in campo assume un atteggiamento strafottente che lo porta ad essere antipatico a tutta Italia, me compreso. Il popolo italiano non è razzista, anzi, ma Balotelli sarebbe fischiato anche dai neri d’Africa per il suo comportamento“. Sì, però intanto il Ghana lo vorrebbe portare giustamente al Mondiale: in fondo una bella punta è proprio quello che mancherebbe per poter davvero puntare in alto. A proposito, alle 18 si conosceranno i gironi del Mondiale. Le insidie sono note, ma potrebbe anche venir fuori qualcosa di abbordabilissimo. Sono proprio curioso, magari ci tocca qualcosa di pittoresco come Corea del Nord, Honduras o Nuova Zelanda… Tornando alle polemiche sul tifo razzista, faccio il pronostico: non ci saranno cori contro il colore della pelle di Balotelli. Della serie, tanto rumore per nulla.
Fossi un liceale, farei forca (per i non toscani: non entrerei a scuola). Così, per protesta contro un provvedimento fatto, forse, giusto per avere qualche titoletto sui giornali locali e non. Rimango sinceramente allibito di fronte alla notizia che il liceo scentifico Francesco Redi (medico, naturalista e letterato italiano del Seicento alla corte dei Medici) di Arezzo si chiamerà per un giorno “Liceo Mario Balotelli”, come proposto dall’illuminato preside Claudio Sartori. Il motivo, ovviamente, è la battagli
a contro il razzismo. Così, nella giornata di sabato una targa di cartone (che suppongo sarà elegantissima) con il nome provvisorio sarà posta sopra quella vera che reca il nome di Francesco Redi. Non per sminuire gli episodi di razzismo negli stadi, sempre da censurare, ma sono dovuti spesso più a stupidità che a razzismo. In più, sembra che Balotelli sia l’unico calciatore di colore della storia bersaglio di cori razzisti. Tra l’altro, che cori come “Se saltelli muore Balotelli” siano, per così dire, ineleganti, è fuori discussione, ma che siano razzisti è tutto da dimostrare. Sarà che siamo nella settimana di Juventus-Inter, che ha portato già ipotetici scenari apocalittici, sarà proprio per questo. Ma fare di Balotelli un “martire” è un po’ troppo e credo lo direi anche se fossi interista. Questa è proprio una questione di principio. Nessuno pensò di dedicare niente a Ferrer. Al massimo, gli avranno dato una pacca sulla spalla.
Ecco, ora posso parlare un po’ di Messi e del suo trionfo nella corsa al Pallone d’Oro. Intanto una piccola considerazione: ogni volta si dice che è solo un premio assegnato da un giornale, ma quando è assegnato, alla fine, i titoloni sui giornali ci sono sempre. L’ascesa di Messi è stata inarrestabile: terzo nel 2007, secondo l’anno scorso, primo per distacco stavolta. Come un grimpeur, si è issato fino a 473 punti: il secondo, cioè il re del 20
08 Cristiano Ronaldo, lo guarda col binocolo dai 233. Più che doppiato, e dietro di lui tanto Barcelona. Giusto così. Dove non è stata piuttosto avara la natura, lui ha saputo coltivare il genio. Ad appena 22 anni ci può riservare almeno un altro decennio di giocate sopraffine. Dei tanti eredi del Pibe, lui è l’umano più gli si avvicina, per conformazione fisica e sinistro mortifero. In più, aveva già iniziato a “copiargli” i gol. Solista in un’orchestra praticamente perfetta, è la sublimazione del talento puro in un calcio attaccato a chili e centimetri. Cristiano Ronaldo poga, Messi è puro balletto, il portoghese spara, l’argentino gioca di fioretto. Due modi diversi di esprimere il talento, due modi per cui comunque vale la pena di spendere il biglietto. E’ già si è aperta la caccia al prossimo re d’Europa: deciderà il Mondiale. Messi, C.Ronaldo, Kakà: potremmo non uscire dai tre recenti vincitori. A meno che Capello non porti l’Inghilterrà al trionfo o che Ibra decida da solo la prossima finale di Champions. Nel frattempo, complimenti alla Pulce.
