Juve, discesa senza fine

Filed under: Pallonate, Serie A by: Matteo Innocenti

Ormai non mi arrabbio nemmeno più. Se una stagione è destinata ad andare male, c’è poco da fare. Non c’è davvero nulla che vada in questa Juventus: dirigenza, allenatore e il suo staff, giocatori. Nulla. A questo punto rivaluto la stagione 98/99, quella dell’infortunio di Del Piero, della fine del ciclo di Lippi, dell’arrivo di Esnaider. Dal punto di vista prettamente tecnico-tattico, mai visto la Juve giocare così male. Che poi anche usare il termine “giocare” può risultare improprio, dato che di solito non si vedono tre passaggi di fila. I problemi sono atletici, perchè tutti corrono più dei bianconeri, ma soprattutto di testa: pensiamo a Felipe Melo, semplicemente imbarazzante. C’è chi critica Ferrara per averlo tolto dopo trenta minuti. Ecco, io credo che sia stata l’unica cosa giusta che ha fatto. Si è reso conto di aver sbagliato a metterlo in campo ed ha rimediato all’errore. Anche se, a dire il vero, sarebbe stato da togliere anche Tiago: era un cadavere (anche più del solito) ed aveva pure causato scioccamente il rigore. Cannavaro è un ex difensore che solo in coppia con Chiellini talvolta riesce a risultare affidabile, Grosso passeggia e non crossa, pensare ad Amauri ai Mondiali è uno scempio e Del Piero, duole dirlo, probabilmente è finito. Almeno Caceres ci mette la voglia di fare qualcosa, così come Marchisio, che però aveva perso la testa ed andava espulso per quell’intervento a forbice e ovviamente Salihamidzic, che ci mette sempre il cuore. Sono cose fritte e rifritte lo so. Vogliamo dare attenuanti? In minima parte il campo, che ha azzerato le differenza tecniche tra le due squadre. Sempre che ce ne siano.

Mancioster City

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Rubo il titolo da non mi ricordo dove, ma era troppo bello. Alla fine ci si è seduto proprio lui sulla panchina del Manchester City, Roberto Mancini. Non che le voci su un suo possibile approdo alla Juventus fossero molto fondate, nonostante lui si fosse dichiarato tifoso bianconero in gioventù. In Inghilterra va a prendere qualcosa come 4,5 milioni di euro l’anno: un po’ troppo per poter essere il successore di Ferrara. D’altra parte dove altro poteva andare? Non c’erano altre panchine di prestigio libere. Questo è sicuramente un passo indietro per lui, almeno dal punto di vista professionale. Il City è sesto in Premier League, sogna la Champions League ma è molto più probabile che al massimo centri l’Europa League. La consacrazione europea di Mancini, insomma, avrà da aspettare parecchio. La squadra è tutto sommato buona, ma frutto, più che altro, di un mercato faraonico. Diciamo che i giocatori ci sarebbero, ma che manca la squadra. Così mi sembra più corretto. Per la serie: un attacco Robinho-Adebayor-Tevez ce l’hanno in pochi, in mezzo c’è la coppia Barry-Ireland, dietro sono stati presi Tourè e Lescott, tutta gente che in Premier può fare benissimo. Ma c’è qualcosa da rivedere: con 27 reti subite in 17 partite non si va lontano. Mancini era già transitato in quel campionato, ma fu una toccata e fuga con la maglia del Leicester prima di dare l’addio al calcio giocato. Adesso ci torna da allenatore: le panchine d’Oltremanica parlano sempre più italiano.

Aiuto!

Filed under: Champions League, Europa League by: Matteo Innocenti

Diciamo che difficilmente poteva andare peggio. Se sapessi che non è così, potrei dire che ci sia un disegno superiore per far fuori le italiane dall’Europa. L’Inter per il secondo anno di fila incontra agli ottavi la peggiore delle square possibili. L’anno passato il Manchester United, stavolta il Chelsea. I Blues disegnati da Ancelotti sono una squadra fortissima: un melting pot con una consistente dose di Africa Nera, con grinta anglosassone e tattica di un maestro italiano. Il Milan ha una sfida di altissimo lignaggio con il Manchester United: anche se i Red Devils hanno ceduto il loro giocatore migliore, cioè Cristiano Ronaldo, e non l’hanno rimpiazzato, perdendo anche Tevez, rimangono comunque una squadra tosta ed un ostacolo più che impegnativo. La Fiorentina non poteva avere sorteggio peggiore: il Bayern Monaco non sarà quella squadra di fenomeni vista con la Juve (lì era anche merito dei bianconeri), ma le urne potevano essere più benevole. Suggestivi anche gli impegni di Europa League: per la Roma c’è il Panathinaikos, una delle “big three” del campionato greco, mentre per la Juventus c’è l’Ajax, squadra dal blasone importante, ma che ormai vive di ricordi. Più di tredici anni una partita tra i bianconeri e gli olandesi decideva la Champions League. Bei tempi davvero, quelli.

Il brivido del sorteggio

Filed under: Champions League, Europa League by: Matteo Innocenti

Che ci crediate o no, sono davvero curioso per i sorteggi di oggi. Nonostante la Juventus sia “retrocessa” in Europa League, un sorteggio è sempre un sorteggio. Prima si fanno mille ipotesi, ci si tocca dove ci si deve toccare, c’è quel brivido dell’ignoto che è anche un po’ eccitante. Poi magari si risolve in un “tutto qua’” o un “meno male…” come è successo per i gironi del Mondiale in programma la prossima estate. La Champions League, ovviamente, suscita più interesse e non potrebbe essere altrimenti: c’è l’Inter che la vuole perchè ormai assuefatta agli scudetti, il Milan che la vede da sempre come il giardino di casa e non come una selva piena di insidie, c’è la Fiorentina che ha addirittura vinto il girone. Incroci pericolosi sono possibili, vediamo come andrà… Per quanto riguarda la Juve (ma anche la Roma), anche in Europa League non è che sia una passeggiata, visto che ci sono comunque delle discrete formazioni. Personalmente non snobberei la competizione: portare a casa quella che fu la Coppa Uefa sarebbe motivo di grande soddisfazione visto che, dati ufficiali alla mano, è dal 2003 che non vinciamo nulla. Mi andrebbe più che bene anche la Coppa Italia, sia chiaro. Per il campionato, meglio ripassare il prossimo anno. Tuttavia, non vorrei che la società snobbasse questa competizione, anche se credo che potrebbe succedere. Vorrà dire che giocheranno le riserve: tanto, peggio dei presunti titolari non potranno fare di certo.

Non gioco più…

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Come non detto. La Juventus tira un sospiro di sollievo: Camoranesi dovrà star fuori “solo” due mesi. Oltre alla Juve, anche Lippi sarà soddisfatto…ah già, sono la stessa cosa. Battute mal riuscite a parte, oggi mi vorrei dedicare ad un caso umano che mi sta molto a cuore, cioè Arnautovic. Ora, che fosse il nuovo Ibrahimovic era già da dimostrare in partenza, anche se quando arrivò in Italia l’attuale punta del Barcelona non era forte come adesso. Tecnicamente forte, ma per niente cattivo sotto porta e quasi incapace di imprimere forza al pallone nonostante la mole. Poi è migliorato, sotto tutti i punti di vista e credo che, essenzialmente, sia successo per via genetica ma anche per il fatto di allenarsi e giocare contro campioni in competizioni di livello. Ad Arnautovic questo non è stato permesso. Ha ancora venti anni, certo, ma essere trattato come l’ultimo degli aggregati dalla Primavera non deve essere il massimo. C’è la nota storia delle presenze per l’acquisto obbligatorio, ma almeno fargli vedere il campo… Arnautovic lo avevo comprato giocando a Football Manager: lì non diventava un fenomeno e, crediateci o no, quel videogioco si sbaglia poche volte. Ma non credo nemmeno che sia così inutilizzabile, soprattutto a gennaio, quando Eto’o se ne andrà in Coppa d’Africa e l’Interavrà una necessità a quanto pare impellente (e tuttavia incomprensibile) di comprare una punta per farle giocare tre o quattro gare.

Niente paura

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Muscoli di seta… Camoranesi adesso rischia di saltare il Mondiale sudafricano. Il centrocampista della Juventus si è infortunato sabato sera nella gara persa di Bari: non si tratta, come poteva sembrare, di una semplice botta, ma di qualcosa di molto serio. Il muscolo si è infatti lesionato e per riportarlo alla normalità occorreranno tra i due ai tre mesi. Si va quindi a marzo, come minimo. Innanzitutto è un peccato per la Juve, il cui gioco già dipende in maniera consistente dalle lune (a volte storte) dell’oriundo, senza considerare il fatto che un altro elemento come Sissoko è sempre rotto e che avrà anche la Coppa d’Africa. In nazionale Camoranesi è altrettanto importante, se non altro per il modulo che Lippi potrebbe avere in testa, anche se forse non ha mai brillato come nelle sue più fulgide giornate bianconere. Forse perchè fa anche molto lavoro sporco. La Juventus probabilmente non tornerà sul mercato per sostituirlo direttamente: d’altra parte il suo impiego nel rombo è di per sè già una forzatura, seppur utile e piacevole. Sarebbe meglio, a questo punto, cercare un creatore di gioco, un regista vero. Se dovesse saltare il Mondiale, tuttavia, non si cruccino i sessanta milioni di tifosi (e commissari tecnici) italiani: Lippi schiererà Pepe titolare fisso.

Amaro Ramazzotti

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Tempi duri per i giornalisti. Mi riferisco ovviamente al caso-Mourinho: l’impressione è che stavolta il portoghese l’abbia fatta davvero fuori dal vaso. Moratti attende prima di fare qualche commento, prima vuol capire. Cordoba l’ha già fatto e ammette candidamente che il suo tecnico è fatto così: “Josè ha un suo modo di essere, molto particolare, ma non so cos’è successo a Bergamo. Vuole tenere sempre il livello di concentrazione al massimo per questo a volte si arrabbia“. Vabbè, però c’è modo e modo, dico io. Comunque Mou per ora vince (almeno in Italia) ed aiuta a vendere qualche giornale in più. Ma potrebbero, si dice in giro, essere i suoi ultimi mesi alla guida dell’Inter, perchè sarebbe stuzzicato da una nuova esperienza in Premier League, in particolare dal Manchester City, che è un’aspirante grande del campionato inglese. Il Daily Star ha snocciolato le cifre del possibile affare: 12 milioni di euro l’anno. Ed un ruolo da tipico manager all’inglese. Non so quanto questo convenga al tecnico portoghese: in fin dei conti il suo conto in banca è già abnorme ed andare al City sarebbe un passo indietro, perchè per vincere la Premier League ci sarebbe da lavorare molto, forse troppo. Non parliamo poi della Champions League… Insomma, non il massimo per il suo smisurato ego. La squadra ideale per Mourinho, modesto parere, sarebbe il Liverpool, già piuttosto attrezzato ed abituato a competere ad alti livelli, dove con ogni probabilità Benitez ha finito il suo ciclo.

Una corsa a rilento

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L’Inter non vince a Bergamo, raccoglie un punto e cosa fa? Riesce addirittura a guadagnare terreno sulle inseguitrici. Il nostro campionato, ormai, è una corsa a rilento. L’Inter viaggia da sola, ma lo fa soprattutto per demeriti delle altre. Tutto sommato, la disastrosa Juventus di questa stagione e che anche nell’anticipo di sabato è stata, per dirlo alla Lapo Elkann, “raccapricciante”, è a -6 dai nerazzurri: non sono pochi, ma se avessero buttato al vento meno punti i bianconeri sarebbero vicinissimi alla capolista. Lo stesso vale per il Milan, che ieri è stato inguardabile contro il Palermo, che lo ha imbrigliato dal primo all’ultimo minuto e che ha dato agli uomini di Leonardo una lezione di calcio a domicilio. Alle spalle delle tre grandi rimane il Parma, che si aggiudica il derby emiliano e che così riesce ad andare a +3 su Roma e Sampdoria, protagoniste del posticipo di ieri sera, che hanno 25 punti. Dietro c’è poi un gruppone mai visto, con Bari, Chievo, Fiorentina, Genoa e Napoli a quota 24, seguono Cagliari e Palermo a 23. Totale: ben nove squadre racchiuse in appena due punti. E’ come nella più classica delle Serie B, con due partite vinte vai in paradiso, con due sconfitte di fila scendi agli inferi. Detto ciò, ho deciso di appassionarmi a “competizioni” minori: Europa League, Serie B, anche la corsa alla stessa Europa League, ma anche al quarto posto in campionato. Tutte cose molto affascinanti ed interessanti, ma soprattutto imprevedibile. Da Juventino, poi, non posso non guardare con affetto alla B: in fondo, è l’ultimo campionato che abbiamo vinto. E lo sarà a lungo.

Anzi, eccoci alla frutta

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Ieri ho visto due partite. Delle quattro squadre impegnate, solo la Juve non aveva un senso. Il Napoli di Mazzarri è una squadra che proprio non riesce a perdere:il gol della disperazione alla fine lo fa sempre. Non è un collettivo affidabile, sia chiaro, perchè vincere 2-0 e farsene fare tre non è semplice. Sarà la legge del contrappasso? Vabbè, passiamo al Cagliari: potrebbe aver giocato la peggior partita della sua stagione, però ha ribaltato in una manciata di minuti una partita che se avesse vinto lo avrebbe proiettato in zona Champions League. Insomma, almeno il carattere c’è stato. Il Bari non mi ha impressionato per il gioco in senso stretto, ma per la velocità di esecuzione e di sfruttare le praterie lasciate dalla Juve: avesse delle punte più fredde, avrebbe chiuso la partita nel primo tempo. Bianconeri di nuovo inqualificabili. Non so più cosa dire, pensavo che la partita col Bayern Monaco potesse essere il punto più basso della stagione ed invece potrebbe anche essere la partenza per una discesa negli inferi. Sono certo che se Diego avesse realizzato il rigore, la Juventus avrebbe vinto 3-2: nonostante tutto, Trezeguet, Amauri e soci hanno sbagliato una marea di gol, quindi poteva finire in ogni modo. Però la Juve non può attaccarsi ai se, ai ma e ai laser negli occhi. Non ci siamo, punto e basta.

Eccoci alla sedicesima

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Campionato rianimato? Lo scopriremo subito. Oggi apre il Napoli, che va a far visita al Cagliari. I partenopei sono in un momento magico, che a dire il vero dura dall’approdo di Mazzarri all’ombra del Vesuvio. Scontro interessante anche nell’anticipo serale: la Juventus, reduce da una sciagurata serata di coppa, cerca credibilità a Bari. I bianconeri sono quelli combattivi visti con l’Inter o quelli impauriti fatti a fette dal Bayern Monaco? Occhio alla panchina di Ferrara, che già traballa: il Bari è una squadra in grado di impensierire chiunque. Eccoci a domani: la capolista Inter è ospite dell’Atalanta, dunque i tre punti sono decisamente alla portata, sempre che la sfida col Rubin Kazan non abbia tolto energie fisiche e mentali agli uomini di Mourinho. Il Milan, a -4, intravede i cugini e, dopo aver asfaltato la Sampdoria senza fatica, affronta a Milano il Palermo. Giornata transitoria? Chissà. Giornata comunque interessante, visto che c’è in programma il derby emiliano tra Parma (addirittura quarto in classifica) e Bologna, ma anche la sfida della disperazione che mette di fronte Catania e Livorno. Da non sottovalutare nemmeno Lazio-Genoa, con i capitolini sull’orlo del baratro e i genovesi che puntano alla zona Champions, così come la Fiorentina, di scena a Verona contro il Chievo. Chiude la sedicesima giornata Sampdoria-Roma, che si trovano appaiate in classifica a quota 24 punti.