Rubo il titolo da non mi ricordo dove, ma era troppo bello. Alla fine ci si è seduto proprio lui sulla panchina del Manchester City, Roberto Mancini. Non che le voci su un suo possibile approdo alla Juventus fossero molto fondate, nonostante lui si fosse dichiarato tifoso bianconero in gioventù. In Inghilterra va a prendere qualcosa come 4,5 milioni di euro l’anno: un po’ troppo per poter essere il successore di Ferrara. D’altra parte dove altro poteva andare? Non c’erano altre panchine di prestigio libere. Questo è sicuramente un passo indietro per lu
i, almeno dal punto di vista professionale. Il City è sesto in Premier League, sogna la Champions League ma è molto più probabile che al massimo centri l’Europa League. La consacrazione europea di Mancini, insomma, avrà da aspettare parecchio. La squadra è tutto sommato buona, ma frutto, più che altro, di un mercato faraonico. Diciamo che i giocatori ci sarebbero, ma che manca la squadra. Così mi sembra più corretto. Per la serie: un attacco Robinho-Adebayor-Tevez ce l’hanno in pochi, in mezzo c’è la coppia Barry-Ireland, dietro sono stati presi Tourè e Lescott, tutta gente che in Premier può fare benissimo. Ma c’è qualcosa da rivedere: con 27 reti subite in 17 partite non si va lontano. Mancini era già transitato in quel campionato, ma fu una toccata e fuga con la maglia del Leicester prima di dare l’addio al calcio giocato. Adesso ci torna da allenatore: le panchine d’Oltremanica parlano sempre più italiano.
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