Un calcio al 2009

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

E così un altro anno se nìè andato e con lui un anno di meravigliosi scritti su questo blog. Ehm, scherzi a parte, è sempre un piacere scrivere per voi, sempre che esistiate. Qua parlo di calcio, a volte a vanvera, può darsi, ma parlo di calcio. Nel profondo sono juventino, ma tutto sommato non credo di essere stato troppo di parte e se lo sono stato, beh, una volta qualcuno mi disse che nei media l’obiettività non esiste. E ci credo, ed è giusto anche che sia così. Detto ciò, mi sembra doveroso uno sguardo al 2009 che sta finendo. Che anno è stato? L’Europa ci ha riservato solo delusioni, e non lo dico da tifoso bianconero (e per noi non sarebbe nemmeno una novità), ma da italiano. Miglior gioco, più fisico, più gambe: fatto sta che le coppe se le sono portate a casa gli altri. Restando nel nostro giardinetto, continua il dominio incontrastato dell’Inter e il vero interesse del campionato, ormai, risiede nella lotta per la Champions League. Non a caso, il 2009 ha visto, nella sua prima parte, la corsa del Genoa, che è arrivata ad uno soffio dall’Europa che conta. In questa prima metà di stagione, invece, ad andare fortissimo è il Parma, ma finiscono bene anche il Napoli e la Roma, che era partita col freno a mano tirato. Male, malissimo, invece, la Juventus: proviamo a girare pagina… ci vorrebbe un po’ di calcio-champagne, ma visto che è l’ultimo dell’anno, mi accontenterei di quello spumante…

Anno nuovo, vita nuova

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Questione di ore. Mancano solo i dettagli e poi due attaccanti che stanno trovando poco spazio partiranno alla ricerca di maggior impiego e fortuna. Sto parlando di Suazo, che approderà al Genoa, e di Floccari, che sarà ceduto in prestrito proprio dai rossoblu alla Lazio. A rivelarlo è il presidente dei genovesi, Preziosi. Ha anche aggiunto che da questo giro di affari ci guadagneranno tutti, ed è vero. Innanzitutto i giocatori, che hanno avuto un passato simile, ma anche le loro due nuove squadre: entrambi i calciatopri coinvolti hanno fatto la gavetta, Suazo passando ben quattro anni in B nel Cagliari, Floccari girovagando per l’Italia nelle serie minori, con fortune alterne. Tutti e due sono stati, seppur in maniera diversa, sopravvalutati:l’honduregno scatenò una contesa tra Inter e Milan nell’estate del 2007, per poi non essere mai titolare tra i nerazzurri e deludere anche al benfica, per Floccari durante il calciomercato si erano fatti nomi di club importantissimi dopo che aveva segnato nell’Atalanta una dozzina di reti in campionato, poi era finito al Genoa. Ora potranno cambiare aria: Suazo, per il quale si era fatto avanti anche il Livorno (sarebbe stato uno spreco), va in una squadra che potrebbe esaltare le sue capacità, Floccari trova una piazza importante che ha bisogno del suo spirito di sacrificio per tirarsi su.

Welcome back, Mr Beckham

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I grandi ritorni continuano. Dopo Bettega, ecco anche Beckham, che per il secondo anno di fila si presenta a Milanello dopo le vacanze natalizie, si spera non appesantito dalle festività natalizie. La passata stagione l’affare fece tutto sommato scalpore, stavolta non so nemmeno se si sia guadagnato una prima pagina: lo sapevano già tutti. Essenzialmente, al Milan non serve Beckham e, a dire il vero, non gli serviva nemmeno nel 2009, anche se poi giocò bene, segnò un paio di reti e si rivelò utile e disponibile al sacrificio. Tutte cose ben note, ma che spesso passano in secondo piano rispetto al fatto che lui è quello belloccio con il pacco in bella vista sui cartelloni di Armani. Tuttavia Galliani avrà fatto i suoi conti: averlo in squadra costerà alla società, si dice, “appena” un milione di euro, mentre dagli sponsor e dalla vendita delle magliette arriveranno molti più soldi. Però c’è da farlo giocare, particolare non trascurabile, anche perchè è l’anno del Mondiale e Beckham, nonostante sia un senatore dell’Inghilterra, non ha certo il posto assicurato. Nel modulo ormai denominato 4-2-fantasia (orrore) non so dove potrebbe trovare posto il buon David. Chi gioca largo ha caratteristiche diverse nda quelle dell’inglese, ma sicuramente Leonardo saprà inventarsi (nomen omen?) qualcosa.

Torna Bettega, servirà?

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Oggi è il giorno di Roberto Bettega. Fossimo stati trenta anni fa, la Juve avrebbe appena acquistato una grande punta. Purtroppo, nel 2009, i bianconeri apportano solo un’aggiunta all’attuale dirigenza: sarà infatti il vice direttore generale. In pratica il vice di Blanc, gran lusso. Proprio il dirigente francese parla del ritorno di Bettega come di “una decisione strategica, con lui l’accordo è di almeno 30 mesi. Con lui rinforziamo ancora di più la nostra organizzazione a livello sportivo. Avrà deleghe e poteri giusti per tutta l’area sportiva. E’ una testa in più per ragionare, per continuare a fare volare alta la Juventus”. Beh, che ne sappia di calcio più di Blanc è poco ma sicuro, che basti uno lassù per invertire la rotta è tutto da vedere. Tra l’altro io non sono nemmeno questo grande detrattore di Blanc: in fondo, in campo ci vanno i giocatori ed in campo li mette l’allenatore. Dopo un paio di sessioni di mercato deludenti, quest’anno i dirigenti sembravano aver fatto un discreto lavoro. L’unica colpa che mi sento di imputare a Blanc e soci, stavolta, è la scelta di Ferrara. Lo so, non è poco, ma la squadra, per me, c’è. Ah, ultima cosa: in questi giorni ha fatto scalpore (ma nemmeno così tanto) l’intervista fatta da Blanc in cui diceva che nel 2004 Elkann gli chiese di entrare nella Juve… ecco: io non ho mai creduto alla tesi del complotto interno.

Milan, una punta dal Belgio?

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Si muove l’Inter, che già domani potrebbe annunciare l’acquisto di Pandev, interviene sul mercato la Roma, che riporta in Italia Toni, lo fa anche il Milan, che è fortemente interessato a Jovanovic, attaccante dello Standard Liegi. Poco noto al grande pubblico, visto che ha sempre giocato nella periferia del calcio, tra Serbia, Ucraina, Russia e Belgio, è tuttavia nel giro della Nazionale serba ormai da più di due anni. Non è di primissimo pelo, visto che è un classe ‘81, però calcisticamente si puà considerare giovanissimo ed ancora integro e riposato, visto che in pratica gioca stabilmente dal 2006, dato che precedentemente, tra Ucraina e Russia, il campo lo aveva visto col binocolo (12 presenze in tre anni). In Belgio ha trovato la sua dimensione ideale, ma la Serie A non è esattamente la Jupiler League. Un buon acquisto? Di sicuro non si tratta di un fenomeno, sia chiaro, però è anche vero che si svincola a giugno. Dunque, o arriva a fine stagione gratis, oppure per “pochi” euro adesso. Sempre che non si intrometta qualcun’altro, ad esempio il Liverpool, che lo sta corteggiando. Tra l’altro, per fare spazio a Jovanovic, extracomunitario, il Milan dovrebbe prima cedere in prestito il giovane ghanese Adiyah, appena arrivato: per lui pare ci sia già il Livorno. Curiosità: Jovanovic, di nome, fa… Milan.

Calci di Natale

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Non ho l’impressione di perdermi qualche partita fondamentale della Juve, qualche match dal gioco spumeggiante o decisiva per l’assegnazione di qualche trofeo. Però una delle cose brutte del periodo natalizio è, senza dubbio, il fatto che non si gioca a calcio. Oltre al buonismo eccessivo e alle possibili indigestioni da pranzo con i parenti. Come da tradizione, invece, oggi, cioè il 26 dicembre, si gioca in Inghilterra. Lassù non smettono davvero mai, sono in campo pure a Capodanno… Tra l’altro, Manchester City-Stoke City vedrà l’esodio sulla panchina dei Citizens di Mancini, l’ennesimo tecnico italiano approdato Oltremanica. In Italia sarebbe possibile un Boxing Day? In Inghilterra gli stadi in questa occasione sono pieni, ma se è per questo lo sono sempre. Insomma, il turno del boxing day è, nè più nè meno, un sabato di ordinaria Premier League, magari con la differenza che il giorno prima la gente è già a casa, si è già rilassata e magari va allo stadio più contenta e con la pancia piena. In Italia sarebbe possibile: in fin dei conti, che festa è Santo Stefano? Però gli stadi sono sempre vuoti e credo lo sarebbero anche il 26 dicembre. In più, considerando i campi da gioco che ci ritroviamo e le gelate di questi tempi, meglio aspettare la Befana…

Juve, un consiglio per gli acquisti

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Ok, non è di sicuro un fenomeno. Però o se ne va gratis tra poco oppure lo puoi prendere per una manciata di milioni. La Juventus dovrebbe farci un pensierino, modesto parere. Su chi? Su Ledesma, che ha la stessa situazione di Pandev, solo che il macedone ha già rescisso il contratto e, con ogni probabilità, tornerà all’Inter, società nella quale era cresciuto prima di essere dato in prestito al La Spezia, all’Ancona e poi di essere ceduto alla Lazio. Alla Juventus essenzialmente manca un regista classico (manca anche la condizione fisica e la testa, ma quelle non si comprano al mercato di riparazione): Melo non è in grado di giocare in quella posizione, o almeno non lo è adesso. Al limite ci potrebbe stare Marchisio, che i piedi ce l’ha e che nelle giovanili ha ricoperto quel ruolo, però ora come ora lo vedrei “sprecato” in quel ruolo, ormai non suo. E allora i vertici bianconeri, magari Bettega se davvero conta qualcosa, dovrebbero andare da Lotito e prendersi l’argentino che, ripeto, non è un fenomeno, ma almeno è uno che fa il regista e che ormai gioca in Italia da anni, dunque non sarebbe un salto nel buio. Ma, visto che si tratterebbe di un affare, sono sicuro che i dirigenti bianconeri si guarderanno bene dal concluderlo.

Toni sotto l’albero

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Sembra proprio che tornerà in Italia. La Roma, a quanto pare, è vicinissima all’ingaggio di Toni, a cui pagherà, appunto, “solamente” lo stipendio fino a giugno… cioè circa 3 milioni di euro. La Roma giocherà dunque con la coppia Totti-Toni. Fossimo nel 2006, chapeau. Peccato che siano passati quasi quattro anni e che il primo, seppur regolarmente a rete, sia ormai acciaccato molto spesso e il secondo abbia trascorso questa prima parte della stagione in tribuna o tra gli Amatori del Bayern Monaco. Ranieri voleva una prima punta forte fisicamente e a questo punto la avrà. Toni desiderava tornare in Italia ed anche lui sarà accontentato. Tutti felici, dunque. Magari un po’ meno Vucinic, che troverà, si presume, meno spazio, o Julio Baptista, dato comunque in partenza. Il calcio è davvero strano, pensiamoci un po’. Sono passati poco più di due anni da quando Toni sbarca in Baviera, forte di una valanga di reti segnate in Italia e di un Mondiale vinto proprio in Germania l’estate precedente. La prima stagione bavarese è semplicemente strepitosa: 39 reti in 46 partite, una media assurda. Toni è uno degli attaccanti più forti e desiderati del mondo. Gli dedicano perfino una specie di rap ed è la star dell’Oktoberfest. Poi il secondo anno meno brillante, ma comunque soddisfacente dal punto di vista realizzativo nonostante gli infortuni, ma con un Bayern uscito presto dalla Champions League e superato dal Wolfsburg in campionato. Poi l’arrivo di Van Gaal e Toni diventa un paria, uno da far giocare con gli Amatori e da sbolognare così, gratis, tanto per toglierselo dalle balle. Buon Natale, Toni.

Pandev libero subito

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E così c’è un vincitore nel lungo braccio di ferro tra Lotito e Pandev. Ed è il calciatore: il suo avvocato, Mattia Grassani, ha annunciato: “E’ stato accolto il ricorso del giocatore al collegio arbitrale della Lega Calcio. Ci hanno dato ragione e ora il contratto di Pandev è stato risolto con la Lazio che è stata costretta a pagare 160.000 euro di risarcimento danni più le spese legali“. Allora, diciamo che io su questioni del genere ho una mia opinione: la società è libera di mettere il calciatore fuori squadra, in fin dei conti è come se il tecnico decidesse di sua volontà di non farlo giocare perchè “non lo vede”. Allenarsi a parte e non essere mai convocati non è piacevole, ma se a fine mese ti arrivano sul conto in banca, che ne so, 100.000 euro, allora si può anche stringere i denti. Quindi, per me non ha senso la risoluzione del contratto. Però non ha nemmeno senso la strada scelta da Lotito: non si può imporre il rinnovo a chi non lo vuole, ma soprattutto non trova spiegazione razionale mettere fuori squadra un proprio calciatore. A fine anno se ne andrà comunque a costo zero e nel frattempo non lo avrai nemmeno sfruttato. In questo caso la Lazio ha giocato un intero girone senza uno dei suoi migliori giocatori (anzi due, visto che c’è anche Ledesma, che con ogni probabilità si liberererà come Pandev) e lo ha perso addirittura prima della fine della stagione.

Non torna a casa Lippi

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Marcello Lippi smentisce tutti sul so futuro post-Mondiale: per lui niente Juventus e, soprattutto, non è lui che fin dall’estate decide per conto di altri.“Non sono un burattinaio. Sembra che dietro tutto quello che succede alla Juve ci sia la mia ombra. Non è così. Ferrara? Quando mi hanno chiesto cosa ne pensavo ho detto che per me era predisposto a fare l’allenatore. Aveva personalità, carisma, idee chiare e conosceva l’ambiente”. Quindi solo consigliere. Ha dato anche il suo parere positivo su Cannavaro e Grosso ma qua, in fin dei conti, non gli si può imputare molto: sono due suoi uomini, che parere doveva dare? E anche se in declino, sono arrivati per un tozzo di pane (con i prezzi che corrono…). Perchè sconsigliare certi acquisti? In più saranno tra i convocati per il Mondiale, meglio vederli impiegati in Italia e alla Juve… Dove però non andrà dopo il Mondiale:”Quello che farò non lo so. Io ho detto un miliardo di volte che non tornerò alla Juventus né a fare l’allenatore né il direttore tecnico”. Io non ci credo per niente: tutti gli indizi portano a lui, e magari vorrei che ci tornasse come allenatore, altro che direttore tecnico. Chissà, forse ha cambiato idea, per la serie “col cavolo (per così dire) che torno alla Juve”. Di sicuro ci sarà di nuovo Bettega. Dubito che cambierà qualcosa.