Con tutto il rispetto, se a tenere alto l’onore dell’Italia in Europa ci deve pensare la Fiorentina non è certo un buon segno. Bravi, bravissimi i viola, in un momento di forma straordinario, ma dall’Inter schiacciasassi in Italia sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più fuori dai nostri confini. E invece no: dopo tre partite i nerazzurri sono ancora senza vittorie, a soli tre punti e all’ultimo posto nel girone. Ultimo posto fr
utto anche, è bene dirlo, dell’impresa del Rubin Kazan al Camp Nou (a segno Ibrahimovic, tra l’altro, seppur inutilmente). Con una vicina trasferta a Kiev e l’ultima a Barcelona la qualificazione adesso si è complicata. Potrebbe aver invece la strada spianata la Fiorentina, perchè nel prossimo turno affronterà in casa il volenteroso ma non irresistibile Debrecen. La difesa viola non è stata ovviamente perfetta nel 4-3 esterno di ieri, ma gli ungheresi sono sembrati più che altro una squadra di amatori… facile ipotizzare tre punti facili e una qualificazione più vicina dopo la prossima partita. Deve approfittare del doppio impegno con l’avversario più morbido anche stasera la Juve: Bayern Monaco e Bordeaux si toglieranno per forza dei punti. In questi mercoledì di coppa, tuttavia, tutti gli occhi sono puntati sul Bernabeu. Inutile dire il perchè…
La corsa verso il Mondiale è alle battute finali. Già qualificate le vincitrici dei gironi europei, è tempo di spareggi. Ecco gli accoppiamenti che l’urna di Zurigo ha riservato agli appassionati di calcio: Francia-Eire, Portogallo-Bosnia Erzegovina, Grecia-Ucraina e Russia-Slovenia. Niente supersfida tra Francia e Portogallo, dunque: se già l’a
ssenza della Svezia toglierà a Ibrahimovic un palcoscenico importante, l’uscita di una delle due avrebbe fatto altre vittime eccellenti. Cioè, a dire il vero potrebbe accadere lo stesso, ma come ipotesi mi sembra piuttosto remota, soprattutto nell’arco di due partite. La Francia, tra mille problemi, è comunque più forte e piena di campioni della volenterosa Irlanda del Trap, che comunque farà tutto il possibile per centrare l’obiettivo-Sudafrica. La Bosnia, poi, non sembra in grado di impensierire il Portogallo, nonostante la storica assenza di punte lusitane di valore. Anche tra Russia e Slovenia non ci dovrebbe essere gara, soprattutto se i russi sono ancora quella nazionale ammirata un anno fa inAustria e Svizzera. Più difficile il pronostico di Grecia-Ucraina: la prima è stata campione d’Europa nel 2004, ma poi si è persa, la seconda è invece espressione di un movimento calcistico in crescita, basti pensare al recente trionfo dello Shakhtar Donetsk in Coppa Uefa… dopo una semifinale contro i rivali della Dinamo Kiev! Alle otto “spareggianti” un grande “in bocca al lupo”.
Nel posticipo i tre punti vanno al Milan e non senza polemiche: un allenatore solitamente pacato nei toni come Ranieri, forse immedesimandosi nel tifoso romanista che di fatto è, ha parlato di “vergogna”. Da dimenticare è stato soprattutto, nonostante la vittoria, il Milan, inguardabile per larghi tratti della partita. Ad ogni modo, dopo un digiuno preoccupante è tornato al gol Pato, ma soprattutto ha deciso la gara Ronaldinho, a segno su rigore ed autore di un lancio illuminante sul gol del 2-1. Per lui seconda buona prestazione consecutiva dopo Bergamo. Se la Roma si lamenta, non è da meno l’ex capolista Sampdoria: c’è chi addirittura arriva a ipotizzare che i doriani diano fastidio a qualcuno… ma a chi? Il pugno di Muslera a Pazzini n effetti è clamoroso, ma certe dichiarazioni mi sembrano eccessive. Di sicuro al momento non è infastidita da nessuno l’Inter e la Juve, già a -4, corre già ai ripari: si vocifera infatti che Ferrara stia meditando un cambio di modulo, dopo che la squadra era stata costruita per il rombo. Buona domenica per il Napoli, che centra la vittoria all’esordio in panchina di Mazzarri, per il Parma, che arriva così nelle zone alte e per l’Atalanta, che toglie lo zero dalla casella delle vittorie dopo sette giornate da dimenticare.
Sarà difficile che lo scudetto non lo vinca di nuovo l’Inter. Straordinaria la prova di forza offerta dai nerazzurri ieri sera a Marassi: Genoa letteralmente umiliato a domicilio. Segnare cinque reti in trasferta è già un evento raro, riuscire a farlo contro una squadra ormai avvezza all’alta classifica è straordinario. Certo, il calcio è strano ed ogni partita prende una direzione diversa a seconda del caso: basti pensare alla prima rete dell’Inter, con il tiraccio sporco di Cambiasso, innocuo, e l’inutile ma letale deviazione di Modesto che cambia subito l’inerzia della partita. Da lì in poi, il Genoa si sfalda, forse perchè troppo precipitoso, e l’Inter ne approfitta, brava a sfruttare le debolezze
dell’avversario. Da una palla persa a centrocampo e da un rinvio difettoso nascono infatti la seconda e la terza rete. Da lì in poi è accademia. La cosa che deve davvero entusiasmare i tifosi nerazzurri è il fatto che questa vittoria è arrivata senza Eto’o e Milito: l’Inter dell’anno scorso senza Ibrahimovic cosa avrebbe fatto? Ieri sera sono andati a segno in cinque… vuol dire che la squadra ha diverse frecce al proprio arco. Ad ogni modo l’Inter ha già quattro punti in più della sua rivale più accreditata, la Juve. I bianconeri non sono riusciti a superare la Fiorentina in una partita in cui le punte di entrambe le squadre si sono distinte più che altro per l’imprecisione. Meglio i viola, comunque, se non altro perchè più in forma, e quando le gambe girano, generalmente anche il gioco ne trae giovamento. Questa Juve non può far paura all’Inter: una squadra progettata per il rombo ma con il vertice alto, Diego, sulla linea di centrocampo… facilissimo da disinnescare. Unica consolazione: dopo una vita si è sbloccato Amauri.
Il campionato torna dopo due settimane causa partite della Nazionale e lo fa in grande stile. L’ottava giornata offre infatti un menù ricchissimo, per veri intenditori. Apre il turno di campionato quella che per i fiorentini non è una partita, ma “la partita” per eccellenza. Ovviamente sto parlando di Juventus-Fiorentina: storica rivalità, corsa alle prime posizioni, recenti scambi di mercato (Melo ha recuperato e ci sarà). La partita ha diversi motivi di interesse e se il fattore campo dice Juve, i viola stanno meglio fisicamente. Quin
di occhio alle sorprese… Di grande importanza ai fini della classifica anche l’altro anticipo Genoa-Inter: nerazzurri primi, rossoblu a solo tre punti di distanza. Anche in questo caso il match mette di fronte due società che in estate hanno fatto affari insieme. Curiosamente, però, nessuno dei giocatori coinvolti nel maxi-scambio tra Inter e Genoa sarà della partita. Niente possibile gol dell’ex per Milito: al suo posto c’è Suazo. L’altra capolista, la Sampdoria, ha un impegno difficile domani pomeriggio, perché va a far visita alla Lazio. Posticipo di lusso tra Milan e Roma, scontro tra due squadre che certo non sono partite bene. Il Milan zoppica in campionato e, novità, anche in Champions, la Roma ha tolto adesso il freno a mano, ma ha già cambiato allenatore: un pareggio serve a poco e chi perde dovrà digerire l’ennesimo boccone amaro. Dire che è una partita delicata è poco…Buon campionato!
Rieccolo, l’annoso problema degli infortuni patiti in nazionale. Stavolta è toccato a Oguchi Onyewu. Come chi? Il roccioso difensore statunitense (ma di origine nigeriana) del Milan, arrivato in Italia questa estate direttamente dai campioni di Belgio dello Standard Liegi. Scherzi a parte, il mastodontico centrale di difesa si è rotto il tendine rotuleo del ginocchio sinistro durante il match tra Usa e Costa Rica. Galliani non l’ha presa bene: “Sono molto arrabbiato perché le nazionali ancora una volta ci prendono i giocatori e noi dobbiamo rimetterci con gli infortuni. Questo è un problema da risolvere. Noi come Milan pretendiamo un indennizzo dalla federazion
e americana. Non possiamo stipendiare per sei mesi un calciatore che non può giocare”. Dal punto di vista logico, niente da dire: perchè deve pagare il club, quando un giocatore si fa male giocando per un’altra squadra? Però è anche vero che non si è fatto male giocando al campino con gli amici, ma difendendo i colori della sua nazionale. C’è una certa differenza. Quando il Milan ha acquistato il giocatore, poi, lo sapeva che sarebbe stato convocato negli Usa: come dire, se prendi questo giocatore prendi tutto il pacchetto, rischi compresi. Ormai le nazionali non contano più nulla, soprattutto le rappresentative minori, spesso costrette a fare salti mortali per mettere insieme un undici decente: pensiamo ad un esempio recente, cioè all’Under 20… ognuno ha le sue buone ragioni, certo: i club vogliono cautelarsi da infortuni o assenze prolungate, le nazionali vogliono avere il diritto di convocare chiunque e per ogni impegno. Sarò un romantico, ma per me le nazionali dovrebbero sempre stare prima di ogni altra cosa…
“E’ vergognoso. La gente deve imparare ad amare di più questa Nazionale. Non è possibile che in una serata come questa dove giochiamo una partita che non conta nulla e ho cambiato undici undicesimi di squadra, appena andiamo un po’ in difficoltà la gente anziché incitare i ragazzi invoca altri nomi. Questa squadra è campione del mondo e sabato si è qualificata. I ragazzi meritano rispetto”. Sarà proprio il nome di Anton
io Cassano, scandito dal pubblico del Tardini, ad aver fatto infuriare così il nostro c.t.? Questo non è dato saperlo, tuttavia credo che Lippi abbia ragione: anche se gli spettatori si aspettano giustamente uno spettacolo dignitoso, le attenuanti c’erano. Tra l’altro, alla fine è andato tutto secondo copione: grazie ad una tripletta di Gilardino l’Italia è riuscita a superare in rimonta Cipro. Non credo nemmeno che sia Cassano il problema: è che semplicemente questa Nazionale non ha ancora un’identita, mentre quella del 2006 ce l’aveva. In più, i papabili di allora erano migliori degli attuali. Questo credo sia un dato di fatto: tutti i campioni del Mondo tuttora convocati hanno quattro anni in più e chi è subentrato non è certo un fenomeno. Se a centrocampo è sbocciato Marchisio e Palombo può fare il “Barone” del 2010, davanti non ci sono più Totti e Del Piero, ma nemmeno Nesta (che si infortunò ma che comunque partecipò) e quel Materazzi. Difficile ipotizzare un Cannavaro nuovamente da Pallone d’Oro, lo stesso dicasi per le sgroppate di Zambrotta e Grosso sulle fasce… Comunque, stop al pessimismo: in fin dei conti siamo in Sudafrica e tante nazionali blasonate non stanno certo meglio di noi.
La notizia va decisamente presa con le molle. La riprendo da Sportmediaset.it: Claudio Ranieri vorrebbe approfittare della finestra di trasferimenti per rinforzare la squadra sugli esterni e in attacco. Per il primo ruolo, il tecnico avrebbe già un nome ben preciso, quello di Cristian Molinaro, mentre per il reparto avanzato starebbe pensando di riportare a Roma Mancini. Da tifoso juventino spero davvero che questa notizia abbia un fondo di verità. Molinaro ha un contratto fino al 2013, ma nella rosa bianconera è tra coloro che guadagnano meno,
e soprattutto piace tantissimo a Ranieri. L’affare, in teoria, è fattibilissimo. Più complicato l’affare-Mancini: l’esterno brasiliano ha una busta paga attuale non compatibile con le politiche giallorosse, ma con Mancini in prestito la Roma potrebbe avere i soldi per pagargli l’ingaggio. In più, con l’Inter c’è di mezzo Burdisso: non si sa mai che accordo potrebbe venire fuori…Insomma, Ranieri vorrebbe, a quanto pare, fare un favore a due rivali della Roma, “liberandole” da due giocatori ormai finiti ai margini e che non godono della stima dei rispettivi tecnici. Come ormai è palese, non sono un estimatore di Molinaro, duqnue potete immaginare la mia approvazione per questa eventuale operazione di mercato. Il bello è che la Roma esterni ne avrebbe anche: Riise, Guberti, Tonetto. Chi più difensivo, chi più portato a spingere, ma francamente mi sembrano tutti meglio di Molinaro. Però, se Ranieri insiste proprio…
Siamo appena a metà ottobre, eppure c’è già chi pensa al mercato. Per qualcuno quello di gennaio può essere l’occasione per provare a salvare la stagione, per altri rappresenta un’opportunità per migliorare. Prendiamo l’Inter, che sarebbe vicinissima a Pandev, tra l’altro un prodotto, seppur straniero, del vivaio nerazzurro. Il macedone è stato tenuto finora fuori squadra da Lotito, che così facendo non ha ottenuto niente, anzi: il valore del giocatore è diminuito e considerando che va in scadenza a giugno, l’Inter se lo prenderà, in
pratica, per un tozzo di pane. Dovrebbe intervenire in maniera più massiccia il Milan, considerando il brutto inizio e il mercato deludente. Oltre al ritorno di Beckham (wow…), i rossoneri starebbero preperando l’assalto a Bale, 20enne terzino gallese del Tottenham. Ma con gli Spurs starebbe prendendo forma un’operazione più ampia, che coinvolgerebbe anche Huntelaar, ormai bruciato, e Pavlyuchenko, che fu autore di un buonissimo Europeo nel 2008. Non credo che sia un grande passo avanti, almeno per valori assoluti, ma l’olandese, comprato dopo averci provato inutilemente con Dzeko, Adebayor e Luis Fabiano, è già un corpo estraneo, in più il russo è uno che si sacrifica di più… Nel frattempo si è autocandidato anche Ederson del Lione. Adesso in ombra, un paio di anni, ai tempi del Nizza, aveva attirato l’attenzione della Juventus: “Mi ispiro molto a Kakà e il mio stile naturale di gioco è molto vicino al suo. Ho le stesse movenze, interpreto gli stesso ruoli, trequartista e seconda punta con grande personalità e posso avere ancora ampi margini di miglioramento”. Ecco le dichiarazioni non certo disinteressate del brasiliano. Opinione personale: ora come ora, se dovessi andare a Lione a fare spese, soprattutto per quel ruolo, punterei tutto su Pjanic… ha 19 anni e sarà il prossimo fenomeno del calcio mondiale, sono pronto a scommetterci.
Silenzio, parla Abete: “Sul versante del post mondiale non intervengo, noi ci concentriamo sul Mondiale”. Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ai microfoni di Radio Anch’io lo sport, rimane abbottonato sul futuro di Lippi. Credo comunque che tornerà alla Juventus, in qualche modo. D’altra parte è casa sua: non credo che convochi tanti bianconeri perchè tifoso, ma semplicemente perchè nella Juve giocano titolari tanti italiani, tutto qua.
A proposito di convocazioni: “Il rapporto tra Lippi e Totti è stato sempre un grande rapporto, il c.t. lo andò a trovare prima del Mondiale 2006 dopo il grave infortunio e lui riuscì ad essere pronto. Il problema non è collegato ai rapporti diplomatici, ma agli scenari dei prossimi mesi, alle riflessioni che Totti fece dopo il 2006. Dipende dal giocatore e dalla valutazione del tecnico nel rapporto che esiste tra un giocatore che rientra con la volontà di partecipare e il valore dato al gruppo”. Boh, non so che dire: secondo me di questa cosa non dovremmo nemmeno parlare, ed invece ogni tanto torna di attualità, e c’è chi è possibilista… Non pago, Abete spiega poi a che punto è la situazione dell’attaccante brasiliano della Juventus Amauri: “Attendiamo da parte del ministero la data esatta in cui diventerà cittadino italiano. Dopo di che sarà a disposizione di Lippi che potrà fare le sue valutazioni”. Tutta la stampa lo dà già nei 23 per il Sudafrica e, sinceramente, stento a capire il perchè e non mi capacito nemmeno di come abbia raggiunto nella Juve lo status di intoccabile. Ad ogni modo, ci sono punte che segnano più di lui, utili come il brasiliano e che si sono guadagnate la qualificazione: non sarà certo Amauri il salvatore della patria (acquisita).
