Questa undicesima giornata offre diverse partite che, vista la classifica, potrebbero essere considerati scontri diretti. Partiamo dall’anticipo serale tra Milan e Parma: adesso al quarto posto, obiettivo minimo dei rossoneri, ci sono proprio i parmensi. I rossoneri, dunque, puntano decisi alla zona Champions. Da quelle parti, appena un po’ più giù, ci sono anche Palermo e Genoa, che chiudono la giornata affrontandosi in una partita dall’esito imprevedibile, considerando le caratteristiche delle due squadre: votato sempre e comunque al bel gioco il Genoa, capace di clamorosi alti e bassi il Palermo, come si è visto nel recente incon
tro con l’Inter. L’attuale terza in classifica Sampdoria, poi, ospita il Bari, che è nella parte sinistra della classifica. Si prospetta una bella partita tra due autentiche sorprese del campionato. Il match clou della giornata, tuttavia, è Juventus-Napoli. Si tratta di due squadre che stanno attraversando un buon periodo, con i bianconeri finalmente vincenti con gioco e i partenopei che forse hanno trovato in Mazzarri la loro guida giusta. La Juve punta ad avvicinare l’Inter, il Napoli ad arrivare il più presto possibile in una posizione di classifica adatta alle ambizioni estive. La cpolista Inter? Per lei impegno sulla carta abbordabilissimo, cioè trasferta a Livorno, ma se la cura-Cosmi dovesse continuare a far effetto…Diventano scontri diretti anche un paio di partite “insospettabili” come Roma-Bologna e Siena-Lazio. I giallorossi sono di nuovo in crisi nera, i biancocelesti hanno la media di un punto a partita e sono stati contestati dai loro tifosi. Entrambe le romane, con l’acqua alla gola, non possono davvero sbagliare.
Davvero pazza l’Inter vista ieri sera a San Siro. Primo tempo perfetto, da dieci e lode, una dimostrazione di forza, poco da dire. Seconda frazione però da dimenticare, con tre reti del Palermo. Poi, il gol finale di Milito che scaccia la paura. E così i nerazzurri volano in testa, da soli. Dietro c’è la Juventus, ma sempre a quattro lunghezze di distanza. Nonostante la brutta ripresa, c’è molto da salvare e ricordare nella serata dei
nerazzurri: innanzitutto un Balotelli ai livelli sui quali tutti lo aspettano. Due reti, un assist e un rigore procurato: un otto in pagella ci sta tutto. Tiratina d’orecchie per la mini-sceneggiata sul rigore. Evidentemente vuole sempre farsi notare anche in negativo, ma per stavolta passi… Bene, molto bene anche Eto’o e soprattutto Maicon, semplicemente devastante sulla fascia destra. Probabilmente è l’unico terzino al mondo capace di essere decisivo. Onore anche al Palermo, sia chiaro, perchè non è da tutti rientrare in campo dopo un primo tempo di quel genere e riaprire il match. A me Zenga piace, non ne ho mai fatto mistero, e il Palermo ha diversi giocatori interessanti. Applausi per l’indemoniato Miccoli, ma tra tutti sceglierei “El Flaco” Pastore, appena venti anni e un gran futuro davanti. Mia modesta opinione, eh.
Non che ci fossero realmente dei dubbi sul fatto che fosse la Juve la sola possibile anti-Inter. Però almeno stavolta lo ha dimostrato e lo ha fatto in maniera netta e decisa contro una squadra che fino a ieri la precedeva in classifica. D’altra parte prima o poi i bianconeri dovevano iniziare a giocare e a correre: la mini crisi in cui erano incappati era destinata a finire. Ora come ora, con Marchisio e Del Piero fuori e con Sissoko recuperato, è questo, cioè il 4-2-3-1, il modulo giusto per la Juve. Camoranesi-Diego-Giovinco a sfogare la loro tecnica e Amauri
o Trezeguetsi liberi di fare quello per cui sono nati, cioè la prima punta da area di rigore. Se la Juve è la nota lieta di questa giornata, brutte prestazioni per Fiorentina e Roma. I viola stanno buttando via il buon inizio di stagione e non sembrano capaci di reggere tre punte di ruolo, mentre i giallorossi, alla terza sconfitta consecutiva, continuano a denunciare i limiti di una rosa corta e di una condizione psico-fisica approssimativa. Non si spiegano in altro modo due gol subiti in fotocopia e un attacco, soprattutto Vucinic, che non sa più pungere. Butta via due punti il Milan, che si fa rimontare per la legge del contrappasso a Napoli, dove finisce 2-2 grazie a due reti in piena zona-Mazzarri. E così, in zona Champions, invece dei rossoneri, ci arriva il Parma, nemmeno fossimo negli anni ‘90…
Giusto il tempo di metabolizzare la nona giornata ed eccoci già in attesa della decima. Questo è un turno di sicuro interesse, viste le partite in programma. La classifica dice che il match clou è Juventus-Sampdoria: i doriani sono avanti di due punti, dunque i bianconeri punatno al sorpasso e alla conquista del secondo punto. Juve-Samp di solito avrebbe come pronostico un 1 fisso, stavolta non è così, perché gli uomini di Del Neri sono la sorpresa di questo inizio di stagione, mentre Ferrara ancora non è riuscito a dare un gioco alla squadra, che oltr
etutto è già in affanno dal punto di vista fisico. Molto interessante anche la partita che mette di fronte, domani sera, Inter e Palermo, cioè la prima e la quarta della classifica. Per i nerazzurri potrebbe essere un’altra occasione per allungare in vetta, ma i siciliani si sono ripresi dopo un inizio da dimenticare e alla loro guida c’è Zenga, un ex interista che avrà voglia di farsi notare: in fondo la panchina ora di Mourinho è il suo obiettivo futuro… Questa giornata offre anche Genoa-Fiorentina. I genovesi sono in crisi, i toscani hanno perso l’ultima in casa col Napoli, entrambe di solito praticano un bel calcio: partita da 1×2 e molti gol. C’è anche una classica di fine anni 80. Al San Paolo, infatti, Il Napoli ospita il Milan esaltato dalle recenti vittorie in rimonta con Roma e Chievo e dall’impresa del Bernabeu. Mazzarri ha raccolto due vittorie su due, riuscirà a centrare la tripletta? Partita importante, poi, vista la posizione in classifica, quella che mette di fronte Parma e Bari, due tra le più belle rivelazioni del campionato: entrambe, infatti, sono nella parte alta della classifica, a ridosso della zona Europa League.
Un’epidemia. Peccato che i problemi al menisco non siano trasmissibili come l’influenza. Eppure alla Juve è un’ecatombe. Dopo Marchisio e Buffon, adesso si è fermato pure Iaquinta. Stamattina, infatti, è stato operato con successo: regolarizzazione del menisco esterno, asportazione della membrana sinoviale ipertrofica e microperforazioni cartilaginee a carico del ginocchio sinistro. Tante parole, in sostanza si tratta dell’ennesimo giocatore bianconero che per qualche tempo frequenterà l’infermeria. Ovviamente alla Juv
e non ci si ferma solo per menischi, ma ne succedono di cotte e di crude. Mal di schiena, malleoli, stiramenti, fastidi vari… E questo coinvolge sempre più spesso non usuali frequentatori di medici e massaggiatori come Zebina e Salihamidzic, ma anche insospettabili come Iaquinta. Non per mettere sempre in mezzo Vinovo, ma la cosa inizia davvero a puzzare. Se non altro per il fatto che non c’è più lo staff di Ranieri, possibile causa dei malanni bianconeri, eppure gli infortuni a catena non sembrano aver fine. Elkann dice che non firmerebbe nè per il secondo posto, nè per i quarti di Champions. Beh, sulla coppa non mi pronuncio, quello è un discorso a parte, perchè la Juve non l’ha vinta nemmeno a ranghi completi e fortissimi. Ma lo scudetto… l’Inter rispetto all’anno scorso è più forte, per sperare di superarla i bianconeri oltre al gioco devono trovare anche la forma fisica, ma finchè un terzo della rosa è ferma, seppur a rotazione, sarà molto difficile.
Nel calcio spesso si riduce tutto a una questione di stimoli, si sa, ma dopo l’ottima prestazione con vittoria a Madrid, dal Milan era lecito aspettarsi qualcosa di più. Invece, per aver ragione del Chievo, il Milan si è dovuto affidare a Nesta, giocatore ritrovato che con una doppietta personale ha regalato il successo alla sua squadra. Forse il Milan vincerà la Champions League, ma in campionato la sensazione è che si dovrà accontentare di un p
osto sul podio, ma non in cima. L’Inter ha una sicurezza che i rossoneri non hanno. Sarà difficile tenere il passo della capolista anche per la Juventus: ok, i bianconeri la smetteranno di giocare così male, prima o poi, e magari ricominceranno a girare anche le gambe, forse Ferrara la finirà di sbagliare formazione e l’infermeria si svuoterà. Fatto sta che anche a Siena la Juve è stata tutt’altro che brillante. Anzi, diciamo pure che a tratti è stata imbarazzante per la pochezza di azioni offensive prodotte. Ancora a segno Amauri, l’unica vera nota positiva. Applausi di giornata al Napoli corsaro di Firenze e al Livorno, che a Roma coglie una vittoria che definire preziosa è riduttivo. Effetto-Cosmi? Forse, ma cambiare allenatore non sempre dà la stessa scossa: qualcuno ha notato l’effetto-Colomba?
Complimenti davvero alla Sampdoria, sul serio. Può davvero ripetere il campionato del Genoa dell’anno scorso? Forse sì: in fondo, quando Del Neri ha potuto applicare il suo 4-4-2 come voleva, ha sempre fatto bene. In più la Samp ha il valore aggiunto Cassano, Pazzini versione 2009 finalmente goleador e qualche
giocatore che pare aver azzeccato la stagione della vita: uno su tutti, Mannini. I doriani sarebbero in testa alla classifica se non ci fosse l’Inter, zoppicante in Europa ma dal passo sicuro in Italia. C’è da dire che Atzori ci ha messo del suo, schierando una squadra arrendevole ed incapace di creare pericoli nella prima parte del match, e ci ha messo del suo anche Campagnolo, che ha fatto finire in rete un cross di Muntari troppo lungo per Eto’o… Poi, certo, l’Inter ha gli uomini per chiudere ogni partita: e così, ecco anche la perla di Sneijder su punizione (anche qua Campagnolo non eccezionale). Insomma, Inter forte, brava, ma anche fortunata. Già la scorsa settimana aveva sbloccato il risultato a Genova grazie ad un’autorete, ieri l’errore del portiere del Catania. Oggi la Juventus, con tutto il rispetto per la Samp la rivale più accreditata, prova a rispondere: la vittoria a Siena è davvero obbligatoria, se non vuole veder davvero scappare l’Inter.
Dopo i fasti dell’ottava giornata, in cui abbondavano le partite di cartello, questo turno è, diciamo, più “ordinario”. Apre alle 18 Sampdoria-Bologna: da una parte una squadra che è partita benissimo e che frequenta i piani alti, dall’altra una compagine che ha già cambiato la sua guida. Si tratta infatti, dopo l’esonero di Papadopulo, dell’esordio di Colomba sulla panchina del Bologna. Ricorderà poi il suo esordio su una panchina, ma s
u quella dell’Inter, Mourinho. Poco più di un anno fa, infatti, proprio contro il Catania, di scena stasera a San Siro, iniziava la sua avventura nerazzurra. L’Inter è già in fuga: gli etnei non dovrebbero rappresentare un grande ostacolo, nonostante il mezzo passo falso nerazzurro in Champions League. Vorrebbe invece ricominciare a correre come a inizio stagione la Juventus, che dopo il cambio di modulo col Maccabi si presenta a Siena ancora col 4-2-3-1. Esordisce in panchina anche Cosmi, che torna in Serie A alla guida del Livorno: per lui difficilissima trasferta contro la Roma. Il match clou di giornata può essere Fiorentina-Napoli: i viola sono in gran forma, ma potrebbero essere stanchi dopo l’impegno europeo, i partenopei hanno centrato la vittoria dopo un lungo digiuno e vorranno ripetersi. Davvero difficile fare un pronostico: partita da 1X2, esattamente come Palermo-Udinese, match che promette una vendemmia di gol. Chiude la giornata il Milan, di scena a Verona col Chievo. I clivensi non sono il Real Madrid: riusciranno i rossoneri a trovare i giusti stimoli per superarli?
Per la panchina del derelitto Atletico Madrid niente Michael Laudrup: già finita l’esperienza colchonera di Abel Resino, ex uomo simbolo del club madrileno, in cui aveva militato a lungo come portiere, ma in cui ha toppato come tecnico. Al suo posto, ironia della sorte, avrebbe potuto sedersi un ex giocatore che ha vinto tanto tra Barcelona e Real Madrid. Laudrup ha già allenato a Madrid, seppur nel periferico Getafe, poi è
stato esonerato dallo Spartak Mosca. Invece ci proverà Sanchez Flores a dare la scossa ad una squadra che ogni anno parte con discrete ambizioni e che poi, invece, deve sempre ridimensionarsi. Un po’ come il Liverpool, non fosse altro per il fatto che i Reds qualche coppa l’hanno portata a casa. I colchoneros no, e sono pure retrocessi qualche stagione fa. Da sempre guardo con simpatia l’Atletico: se dovessi scegliere una squadra per cui tifare in Spagna, sceglierei proprio la seconda squadra di Madrid. Sarà per il curioso fatto di essere l’unica squadra capace di vincere un’Intercontinentale senza aver conquistato nessuna Coppa dei Campioni, sarà per il fantastico abbinamento cromatico tra le strisce bianche e rosse e i pantaloncini blu, ma credo che sia, soprattutto, una cosa nata nella mia infanzia. Mi ricordo che nello stabilimento balneare in cui andavo da piccolo c’era un videogioco in cui, tra le squadre disponibili, c’era proprio l’Atletico Madrid, si trattava di Euro League della Tecmo… In ogni caso, forza Atletico!
Chissà perchè, ma me lo sentivo che il Milan avrebbe vinto a Madrid. In una partita caratterizzata da papere dei portieri, difese allegre ed clamorose sviste arbitrali, i rossoneri hanno conquistato tre punti importantissimi e già tutti parlano di “vittoria storica”. Peccato che a Madrid, in tempi recenti, abbiano vinto anche la Roma e la
Juventus. Davvero brutta la scena in tv che ha visto protagonisti Galliani e Zazzaroni. Il primo stava esaltando (strano…) l’attitudine europea del Milan, sostenendo che la vittoria di ieri fa capire come mai il Milan sia la squadra più titolata al mondo (ancora?) e che tra i rossoneri ci sono più stelle che al Real, quando Zazzaroni gli ha fatto notare che comunque una prestazione del genere rappresenta un’anomalia in questa stagione partita male. E Galliani cosa ha fatto? Ha preso e se n’è andato via. Ormai va di moda indispettirsi per le domande. Passerà. Ha vinto anche la Juve, sempre soffrendo, come da prassi. Avversario modesto ma capace di spaventare più volte i bianconeri, incapaci di chiudere la gara e salvati un paio di volte da Buffon. Adesso la Juve è seconda e dovrà sfruttare al massimo la prossima trasferta in Israele. Insomma, con tre vittorie (due esterne) ed un pareggio è stata una giornata di Champions più che buona: forse non siamo così da buttare…
