Martedì con vis polemica. Vediamo: innanzitutto complimenti a Mourinho, che per la battuta dei calamari era stato bravo. Peccato però per le inutili provocazioni su anticipi e posticipi. Già il campionato è spalmato su quattro orari, secondo il suo metodo non dovrebbe quasi più esistere il calcio di domenica… o almeno il calcio di vertice. Detto ciò, solidarietà a Mou per l’espulsione di Cagliari: come mai i giocatori hanno l
a possibilità di insultare l’arbitro (vedi Lucarelli sabato o Siena-Roma secondo Gianpaolo), mentre un allenatore non si può permettere di alzare un braccio o di urlare più forte del solito? No, questo non è giusto. Passiamo poi ad un argomento pruriginoso, cioè alla tessera del tifoso. Grandi polemiche da parte di qualcuno, indifferenza da parte di altri, scioperi da parte delle curve. Sinceramente non capisco quale sia il problema, o meglio, lo capisco benissimo, dipende da che punto di vista si vuol vedere la cosa. La tessera ha un costo minimo e grazie ad essa si può comprare il biglietto per seguire la squadra in trasferta. Chi ha subito un Daspo non può farla. Insomma, il perchè degli scioperi dei tifosi è chiaro, ma in una logica che punta alla sicurezza non ha senso la protesta. Detto ciò, non so se questo servirà, ma dubito: basti pensare al custode del San Paolo e al suo arsenale oppure alle venti (circa) bombe carta tirate all’Olimpico di Roma domenica sera…
