Lippi non sta attraversando il suo periodo più brillante sulla panchina dell’Italia, ma in giro per il mondo c’è gente che se la passa peggio di lui. Già detto di Maradona e della sua Argentina “suonata” dal Brasile, dalla Francia arrivano indiscrezioni interessanti. I galletti sono secondi nel girone di qualificazione alle spalle della Serbia, alla quale andranno a far visita nel prossimo turno. Ma i problemi, più che in classifica, sono dentro lo spogliatoio. Domenech, secondo Le Parisien, avrebbe duramente criticato i suoi giocatori dopo il pareggio con la Romania: fin
qua nulla di strano, dopotutto è il lavoro del commissario tecnico spronare la squadra. Peccato che, in pratica, i giocatori si siano ammutinati. Capo della “rivolta”, il senatore e miglior realizzatore di sempre Thierry Henry, che avrebbe accusato il tecnico di non sapere mettere la squadra in campo, di non essere chiaro negli allenamenti e sulla tattica, situazione mai vista nei suoi dodici anni in Nazionale. Henry ha già smentito, ma già circolano i nomi degli eredi: Houllier e Boghossian, magari insieme (mah…). Ad ogni modo, che Domenech non fosse una volpe si sapeva: tra le tante colpe, fare le convocazione basandosi sui segni zodiacali non è certo indice di grande lungimiranza. D’altra parte, perché questo ex difensore ruvido e baffuto (all’epoca) sia diventato l’allenatore della Francia rimane un mistero: non è stato un giocatore particolarmente vincente, ha vestito solo otto volte la casacca della Nazionale e, da tecnico, aveva prima speso cinque anni al Lione e poi ben undici alla guida dell’Under 21, senza, sia chiaro, vincere nulla, nonostante il fatto che la Francia, negli anni successivi, avrebbe poi vinto Coppa del Mondo e Campionati Europei. Insomma, tutto il mondo è paese. Ma noi per ora siamo messi un po’ meglio.
