“La Roma di Spalletti aveva un gioco spumeggiante. La mia filosofia è un po’ diversa, io porterò il mio pragmatismo. Quello che serve di certo è una scossa, perché questa squadra deve reagire subito”. Così si è presentato alla stampa Claudio Ranieri, romano del Testaccio, che finalmente può sedersi sulla panchina della sua squadra del cuore. Ha incensato Spalletti e le sue intuizioni tattiche, su tutte l’invenzione di Totti centravanti, ed ha detto di non avere preclusioni riguardo a nessun modulo. Ad ogni modo, con ogni probabilità R
anieri non si discosterà dal suo 4-4-2, anche perchè la Roma ha gli uomini per interpretarlo a dovere: Menez e Guberti (o Taddei) sugli esterni, De Rossi e Pizarro al centro. Una scelta dettata anche dall’opportunità, oltre che da convinzioni tattiche: il 4-4-2 il linea, così scolastico, è il modulo più “digeribile” da tutti. A Parma Ranieri fece un mezzo miracolo, salvando una squadra destinata alla B, nei due anni successivi alla Juve ha raccolto un terzo e, in pratica, un secondo posto: risultati eccellenti. Questa della Roma può essere la sua sfida più bella: “Promesse? Non ne ho mai fatte. Certo, da romano e romanista ho il mio sogno qui, quello che posso dire è che faremo il massimo, e il più delle volte io riesco a dare più di quello che mi viene chiesto. Ci proverò anche stavolta. Le sfide mi piacciono, non mi tiro indietro”. Ecco la tua sfida, Claudio: non far diventare la Roma una “Rometta”, come era toccato al tuo predecessore Mazzone.
