Quattro anni alla Roma, due Coppe Italia e una Supercoppa ma, soprattutto, un calcio godibilissimo che ha incantato in Italia e anche fuori per almeno un paio di stagioni. Da ieri, però, Spalletti non è più l’allenatore dei giallorossi, visto che ha rassegnato le dimissioni, immediatamente accettate dalla società, che ha virato sul romano doc Ranieri. Il rapporto tra la Roma e Spalletti era in effetti logoro, e il suo addio era nell’aria: nonostante una partenza ottima in Europa League, in campionato i giallorossi sono ancora a zero punti e con sei reti incassate dopo due partite. Ma c’è, ovviamente, dell’altro. tempo fa Spalletti, sedotto dalle sterline del Chelsea, stava per vo
lare a Londra, ma alla fine, legatissimo all’ambiente, decise di rimanere. Quest’estate era stato fatto il suo nome per panchine prestigiose, quella della Juve su tutte, ma alla fine il tecnico toscano non si era mosso. Nonostante alcune voci, tra l’altro, lo volessero allo Zenit. Era rimasto a Roma, convinto che, nonostante l’annunciato ridimensionamento, la squadra che aveva a disposizione fosse competitiva. In effetti, almeno nei titolari, la Roma è una discreta squadra, solo i ricambi a non essere esaltanti. ceduto Aquilani, forse Spalletti si aspettava qualche acquisto, ed invece nulla: quando poi, durante l’ultima giornata di campionato, si è visto recapitare un quarto portiere già infortunato ed una giovane promessa di rientro dall’Inghilterra, ha deciso che era giunto il tempo di mollare la spugna. Peccato per lui che in questa stagione non potrà allenare in A, avendo già guidato la Roma in due partite: col senno di poi sarebbe stato più opportuno mollare prima, se non altro pe rnon bruciarsi la possibilità di sedersi su qualche panchina importante… al suo posto Ranieri: su un loro scambio di panchina, ironia della sorte, si era già parlato verso la fine della stagione scorsa. Previsione quasi azzeccata.
