Non ci sono stati botti clamorosi nell’ultima giornata di mercato, ma nessuno se li aspettava. Alcune operazioni che alla fine sono andate in porto erano nell’aria, altre no. Il matrimonio tra Grosso e la Juve, nonostante la poca distanza tra domanda e offerta, è diventato ufficiale solo in extremis, poco prima delle 19. Ottimo innesto, almeno secondo me: ha 32 anni, ma per un paio di stagioni farà molto comodo e metterà a posto una delle due fasce difensive, il punto debole dei bianconeri. Giusto investire a sinistra: a destr
a, quando giocherà Camoranesi, il terzino potrà anche solo contenere. Attiva anche la Fiorentina, che ieri ha mosso tre pedine: Kuzmanovic allo Stoccarda, Da Costa al West Ham e Savio da Londra a Firenze. Un giocatore in meno in rosa, ma qualche milione in più in cassa. Strana operazione, però: ero convinto che Prandelli, pur senza dargli i galloni da titolare, avesse fiducia in Kuzmanovic. Buoni poi i colpi di Parma e Palermo, che si sono assicurati rispettivamente Dzemaili e Blasi: due innesti che alzano la competitività delle due rose. Sale poi in A Pozzi, che da Empoli va a completare l’attacco (sempre più interessante) della Sampdoria, e c’è quasi tornato un attaccante che nelle ultime stagioni si è perso, ma che in Italia aveva fatto bene, prima di andare al Monaco e poi al Siviglia. Si tratta di Chevanton, che stava per accasarsi al Bologna. L’ffare è però sfumato e i rossoblu dovranno accontentarsi del suo connazionale Zalayeta, preso qualche giorno fa.
