Il talento di Mr. Jovetic

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Fiorentina spettacolare, soprattutto nel primo tempo, Liverpool battuto, o meglio abbattuto dalla classe di Jovetic, che in questo inizio di stagione si sta consacrando dopo un 2008/09 di apprendistato. Viola davvero in palla e, scusate il gioco di parola, avversari totalmente nel pallone. Cosa non si deve mai fare contro una squadra che gioca senza punte vere, ma con continui inserimenti da dietro? Risposta: giocare con la difesa alta. Esattamente quello che c’era in campo ieri sera: Fiorentina senza Gilardino (situazione che è stata la fortuna dei viola), ma con Marchionni e Vargas come Tav sulle fasce e la coppia Mutu-Jovetic a scambiarsi continuamente di posizione, senza dare punti di riferimento. Non a caso la prima rete è venuta su una palla rubata e messa dentro filtrante da Zanetti per Jovetic, proprio sul filo del fuorigioco. Benitez non è stato perfetto, ma c’è da dire che il materiale umano a sua disposizione non era certo eccezionale: l’anno scorso nel mezzo poteva schierare Xabi Alonso e Mascherano, ieri, tra la cessione del primo e l’infortunio del secondo, ha messo in campo Pezzini (fortissimo a Football Manager, e basta) e Fabio Aurelio, suouomo fidato, ma pur sempre un terzino sinistro. Oggi in campo Juventus e Milan: per i bianconeri un importante esame di tedesco, per i rossoneri l’occasione per far pace con i tifosi, delusi dall’andamento in campionato.

Per il dopo-Donadoni

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La prima scelta di De laurentis per il dopo-Donadoni, che quasi sicuramente inizierà a breve, sarebbe Rossi, ma si fa comunque il nome di Mazzarri perchè, a quanto pare, sull’ex tecnico della Lazio ci sarebbe già il Palermo. Se il presidente del Napoli non è entusiasta del suo tecnico, certo non sta facendo salti di gioia nemmeno Zamparini, che magari avrà sì pensato ad una boutade quando Zenga parlava di scudetto (anche se l’ex portiere di Inter e nazionale se ne intende, avendo già vinto qualcosa in giro per l’Europa), ma magari si sarebbe aspettato un inizio migliore. Dunque Rossi è, ora come ora, l’allenatore libero più appetito: è normale, in fondo le sue squadre si sono sempre distinte per il bel gioco, è reduce da un’esperienza piuttosto lunga su una panchina importante, quella della Lazio, e di recente ha portato la Coppa Italia a Roma. Dunque, se davvero De Laurentis fosse deluso, oltre che dai risultati, dal gioco di Donadoni, credo che Rossi sarebbe l’uomo giusto, anche se la soluzione migliore, a posteriori, sarebbe stata quella di tenersi Reja, finire la stagione passata, e poi decidere con calma chi assumere, considerando che diversi tecnici si sarebbero liberati. Mazzarri, più pragamatico e dal gioco meno spettacolare, essenzialmente non ha mai fallito una stagione: tra Livorno e Reggio Calabria ha fatto cose eccelse, poi ha portato la Sampdoria in Europa e in finale di Coppa Italia, persa proprio contro la Lazio di Rossi. Dovessi “combinare” io i matrimoni, direi Napoli-Rossi e Palermo-Mazzarri. Anche se, sinceramente, proverei a dare fiducia a Zenga, tecnico che apprezzo molto.

Juve, due punti buttati

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C’è il forte sospetto, se non già la certezza, che per la Juve valga la pena giocare con il trequartista solo con Diego in campo. Addirittura, forse solo con Diego in forma e in campo. la dimostrazione ieri pomeriggio contro il Bologna: tolto il brasiliano, che in un’ora più di ombre che di luce aveva comunque messo qualche palla interessante nel mezzo, ha giocato al suo posto Giovinco, che non ha mai, e dico mai, saltato l’uomo una volta. E sarebbe l’unica cosa che sarebbe tenuto a fare. Ferrara, poi, non ha letto bene la partita, se posso permettermi di dirlo: intanto inspiegabile la scelta di schierare Amauri e di tenere in panchina Iaquinta. Il primo è in affanno e non vede la porta, il secondo è in un periodo di forma strepitosa. Col centrocampo in sofferenza, poi, forse sarebbe stato meglio, una volta tolto Diego, mettere Poulsen, o al limite De Ceglie, passando così ad un 4-4-2 in linea. E poi, storia vecchia, Molinaro: non ha fatto un cross decente, e credo abbia fatto minimo una decina di tentativi. Detto ciò, la Juve questa partita col Bologna stava per vincerla immeritatamente ed il gol è arrivato per: palla persa ingenuamente da Melo (l’unica, ad onor del vero), fallo tattico di Camoranesi ma avversari rapidi a battere, Caceres che fa crossare comodamente il suo uomo, Molinaro che perde Adailton in area. Azione emblematica: Ferrara ha ancora parecchio da lavorare.

Del Neri-Mourinho 1-0

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No, Del Neri non è la bestia nera di Mourinho, la bestia nera del portoghese è… Mourinho stesso. In una partita combattuta e senza grandi occasioni da gol, l’unico che si era dimostrato in grado di inventare qualcosa e di saltare l’uomo era Balotelli, che è stato il primo ad essere sostituito. Magari non sarebbe cambiato niente, magari l’Inter non avrebbe segnato,Santon avrebbe comunque peccato di ingenuità e Pazzini avrebbe infilato quella palla sporca in porta lo stesso. Però togliere Balotelli non è stata una grande mossa, soprattutto considerando la sua partita di sacrificio sulla fascia (che abbia un radioso futuro da ala destra?) e confrontandola con la buia prestazione di Eto’o, sempre troppo lontano dalla porta, spesso raddoppiato e mai lucido con la palla tra i piedi. Molto meglio Milito, orami il vero punto di riferimento dell’attacco interista. La Samp si è difesa bene, si è arroccata, è ripartita come doveva. Con un Cassano da 5 in pagella, ha trovato il gol su una disattenzione dell’avversario: Del Neri si sarà anche fatto madnare via dal Porto dopo 15 giorni, ma ieri ha superato Mourinho dal punto di vista tattico e dei cambi. Non ha brillato ma ha almeno portato a casa i tre punti la Fiorentina, in affanno a Livorno. Super Frey, ma questa non è una novità, a segno Jovetic, e anche se su rigore, nemmeno questa inizia ad essere una novità… dicono che il ragazzo giochi bene.

Inter, occhio a Cassano

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Oggi anticipano per gli impegni di Champions League Inter e Fiorentina. I nerazzurri, che ritrovano Mourinho in panchina, alle 18 sono a Genova, ospiti di una Sampdoria che, dopo un inizio brillante e la brutta sconfitta di Firenze, avrà voglia di farsi perdonare dai propri tifosi. Occhio a  Cassano, che con l’Inter e il tecnico portoghese ha un rapporto particolare: da tifoso prima di tutto (da bambino era un piccolo sostenitore nerazzurro), con Mourinho va d’accordo, tutti gli anni deve andare all’Inter ma poi non ci va mai. Si vorrà senza dubbio mettere in mostra… Derby toscano invece per i viola, scossi dalle dimissioni di Della Valle, che giocano contro il Livorno nella città labronica. Partita che da pronostico direbbe “2″: ma gli amaranto, fermi a 2 punti, devono per forza far risultato. Chi cerca di nuovo la vittoria per tornare a correre è la Juventus, che domani ospita il Bologna. Per questo impegno casalingo Ferrara vede svuotarsi l’infermeria e può addirittura permettersi di fare turnover: dentro Diego e Del Piero (il capitano solo in panchina), spazio a Trezeguet, riposo per Grosso, Marchisio e Iaquinta. Non può più permettersi passi falsi, anche se non è Champion League, il Milan, che nel posticipo di domani sera riceve il Bari: occhio ai pugliesi, che a San Siro, alla prima di campionato, hanno bloccato l’Inter sull’1-1, andando anche vicini alla vittoria.Per il resto, occhio a Donadoni: se il Napoli non vince col Siena la sua panchina salta. E visto che ci siamo, rischia anche Zenga: il Palermo gioca a Roma contro la Lazio.

Juve e Inter lassù, a braccetto

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Il campionato inizia a prendere forma. L’Inter aveva compiuto il suo dovere mercoledì sera schiantando il Napoli dopo pochi minuti, ieri sera la Jue ha agguantato il pareggio nel finale, garantendosi così quel punto utile per raggiungere l’Inter a 13 in testa alla classifica. Come pronosticato, Genoa-Juventus è stata una partita da 1X2. I padroni di casa per larghi tratti del match hanno giocato bene (non è una novità, soprattutto a Marassi), ma alla fine le occasioni migliori sono capitate sui piedi e sulle teste dei bianconeri. Piedi e teste molto imprecise, sia chiaro. E così, dopo un inizio ottimo ed il gol di Iaquinta, la Juve ha giocato di rimessa, arginando il Genoa, ma cercando però anche il raddoppio. Secondo le voci della vigilia, Ferrara avrebbe dovuto abiurare il rombo a favore del 4-4-2 in linea. Non lo ha fatto e così, in pratica, ha regalato le fasce all’avversario, che non a caso ha rimontato con due gol di testa splendidi di Mesto e Crespo su due cross perfetti, ma effettuati in completa tranquillità. Come al solito, però, la Juve ha tirato fuori il carattere e soprattutto il suo bomber storico, quel Trezeguet che, quando c’è una palla vagante in area, di solito la butta dentro. Detto, fatto. 2-2, un punto ciascuno alla fine di una bella partita che poteva finire con qualsiasi risultato. Ottimo l’arbitraggio all’inglese: questa nuova tendenza adottata dai direttori di gara me gusta, parecchio.

Inter già sola in testa?

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La risposta al quesito posta nell’intervento precedente è ovviamente no. La Samp non è grande, almeno nel senso comune del termine, ma può comunque fare un grande campionato. Certo, la prima vera prova di maturità è stata miseramente fallita, ma contro una Fiorentina vogliosa di riscatto e forte di una crescente affinità tra Gilardino e Jovetic e con un Vargas da Formula 1 sulla fascia ci può stare. Chi invece dovrebbe essere grande e non lo dimostra è il Milan. Ok, non era Champions League e magari in trasferta quella musichetta non si può mettere, però dopo la sofferta vittoria col Bologna ecco un’altra brutta prestazione, condita però da una sconfitta. Nemmeno a dirlo, ancora a segno l’indiavolato Di Natale. Senza idee, l’intera squadra del Milan ha fatto intendere a chiare lettere che Ronaldinho non è il problema, casomai uno dei tanti. Bene, benissimo l’Inter, che in pratica si sbarazza del Napoli in una manciata di minuti: troppo arrendevoli i partenopei, troppo forte la squadra di Mourinho (che era in tribuna). Eccezionale il rendimento della coppia Milito-Eto’o, ed ha segno anche Lucio, un difensore che in zona gol si farà sentire parecchio. Occhio a Donadoni, o meglio alla sua panchina, incandescente. Stasera tocca alla Juve: se i bianconeri vincono vanno da soli in vetta, se pareggiano eccoli a braccetto con l’Inter. In caso di sconfitta, i nerazzurri sarebbero già in testa al gruppo, da soli.

Samp, sei davvero grande?

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Eccoci di nuovo a parlare di campionato. Eh sì, perché è in programma un turno infrasettimanale ricco di partite interessanti. Spalmato su due giorni, domani sera c’è Genoa-Juventus, tutte le altre si giocano oggi alle 20.45. Tra i match sicuramente più interessanti c’è quello che a San Siro mette di fronte i padroni di casa dell’Inter e il Napoli. I partenopei sono partiti maluccio: uscissero con le ossa rotte da San Siro il presidente De laurentis potrebbe fare un bel bilancio dopo cinque anzichè sette giornate… Un’altra partita gustosa è quella che mette di fronte la Sampdoria capolista e la Fiorentina. Per i blucerchiati la prova del nove: tutto sommato il loro calendario finora è stato piuttosto benevolo, per i viola, invece, è l’occasione per il riscatto. L’altra genovese, il Genoa, ospita la Juventus nel posticipo di giornata. I bianconeri sono a punteggio pieno, ma nelle ultime partite Buffon è stato il loro miglior elemento, i rossoblu, invece, sono caduti contro il Chievo dopo un inizio col turbo. Senza dubbio una partita da 1X2: se la Juve riuscisse a uscire con tre punti da Marassi (terza trasferta “di lusso” su tre, dopo le due di Roma), darebbe un forte segnale alle rivali. Tra cui c’è il Milan, non eccezionale comunque in questo inizio di campionato. I rossoneri vanno a Udine per cercare i tre punti, sperando di ottenerli con meno patemi rispetto alla sfida col Bologna. Interessante poi la sfida tra Palermo e Roma, una partita che doveva essere da scudetto secondo i sogni di Zenga (occhi anche alla sua panchina) e le possibilità dei giallorossi, ma che ora, invece, per le due rappresenta già un crocevia fondamentale per una stagione appena decente.

Punzecchiature

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Martedì con vis polemica. Vediamo: innanzitutto complimenti a Mourinho, che per la battuta dei calamari era stato bravo. Peccato però per le inutili provocazioni su anticipi e posticipi. Già il campionato è spalmato su quattro orari, secondo il suo metodo non dovrebbe quasi più esistere il calcio di domenica… o almeno il calcio di vertice. Detto ciò, solidarietà a Mou per l’espulsione di Cagliari: come mai i giocatori hanno la possibilità di insultare l’arbitro (vedi Lucarelli sabato o Siena-Roma secondo Gianpaolo), mentre un allenatore non si può permettere di alzare un braccio o di urlare più forte del solito? No, questo non è giusto. Passiamo poi ad un argomento pruriginoso, cioè alla tessera del tifoso. Grandi polemiche da parte di qualcuno, indifferenza da parte di altri, scioperi da parte delle curve. Sinceramente non capisco quale sia il problema, o meglio, lo capisco benissimo, dipende da che punto di vista si vuol vedere la cosa. La tessera ha un costo minimo e grazie ad essa si può comprare il biglietto per seguire la squadra in trasferta. Chi ha subito un Daspo non può farla. Insomma, il perchè degli scioperi dei tifosi è chiaro, ma in una logica che punta alla sicurezza non ha senso la protesta. Detto ciò, non so se questo servirà, ma dubito: basti pensare al custode del San Paolo e al suo arsenale oppure alle venti (circa) bombe carta tirate all’Olimpico di Roma domenica sera…

Juve e Samp, la strana coppia

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Dopo la quarta giornata le squadre a punteggio pieno non sono più tre ma due: il Genoa, infatti, cade a Verona contro un Chievo che, soprattutto nel primo tempo, gioca… da Genoa. Sconfitti per 3-1, i genovesi devono così lasciare la supremazia cittadina, almeno in campionato, alla Sampdoria, che invece continua a vincere. Stavolta la vittima è stato il Siena, seppellito sotto quattro reti: i doriani volano così a 12 punti in compagnia della Juventus. Vincono soffrendo anche le due milanesi: l’Inter va prima in svantaggio contro il Cagliari, poi rimonta grazie alla doppietta di Milito, già fondamentale per Mourinho (espulso, tra l’altro), mentre il Milan deve ringraziare l’assolo di Seedorf, perché il Bologna si rivela un ostacolo difficile da superare. Evidentemente gli impegni di coppa risultano già difficili da smaltire…e pensare che tra un paio di giorni già si rigioca: è infatti in programma un turno infrasettimanale. Nel posticipo, appunto, si affrontano due squadre che hanno giocato in Europa, ma la più in palla è la Roma, “fresca” di una brutta sconfitta giovedì, mentre la Fiorentina, anch’essa perdente ma di mercoledì, soprattutto nel primo tempo fa più che altro da spettatrice, affondata da un super Totti e da un gol strepitoso di De Rossi. Il 3-1 finale è senza dubbio un’iniezione di fiducia per gli uomini di Ranieri, mentre Prandelli dovrà lavorare parecchio su una squadra che si è dimostrata molle e senza idee.