La regola del 3

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Le tre italiane impegnate in Europa League esordiscono con risultati positivi nella seconda competizione continentale e, vista la caratura delle avversarie,sarebbe stato difficile immaginare il contrario. La Lazio, che tra l’altro secondo uno studio de Il Sole 24 Ore è la società italiana con il miglior attivo (l’unica ad avere il segno “+” con il Napoli… sia chiaro), chiude la pratica Elfsborg grazie a Kolarov, Zarate e Mauri. Il Genoa invece regola 3-1 l’Odense con un’autorete e una doppietta di Figueroa. Idolo dei tifosi del Grifone, l’argentino è reduce dal prestito al Boca Juniors: in questa stagione non parte certo titolare, vista la concorrenza, almeno come centravanti puri nel tridente di Gasperini, di Floccari e Crespo, ma chissà che non riesca comunque a ritagliarsi spazi importanti. In fondo, dopo un interessante inizio di carriera si è perso anche per ragioni fisiche, ma l’Europa League potrebbe regalargli spazio e soddisfazioni. Infine, la Roma: il pareggio per 3-3 contro il Kosice in trasferta è tutto sommato un buon risultato, ma se consideriamo che i giallorossi stavano vincendo per 3-1, può rimanere un po’ di amaro in bocca. Ad ogni modo, le tre italiane hanno messo una bella ipoteca sul passaggio del turno, in attesa della fase a gironi. Non so cosa riserverà loro questa stagione, forse non tutte e tre sono attrezzate per sostenere un campionato dignitoso ed un lungo cammino europeo (soprattutto la Roma, che ha un’ottima formazione titolare, in grado di lottare per lo scudetto, soprattutto se piazzasse un bel colpo in extremis), ma non vorrei che le italiane snobbassero questa competizione, in cui possono davvero far bene.

Bari, Texas

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L’imprenditore texano Tim Barton, omonimo ma solo foneticamente del visionario regista, ha acquistato il 100% delle azioni del Bari. Costo dell’operazione circa 25 milioni di euro e nel capoluogo pugliese già si sogna. Eh sì, perchè, con tutto il rispetto per la liason Taci-Bologna, ma vuoi mettere il fascino del texano? Del J.R. di turno che trasforma i tuoi sogni di tifoso in realtà? Poco conta che Barton abbia scelto il Bari (o La Bari, come direbbero da quelle parti) più che altro perchè la sua JMJ Holdings ha interessi in Puglia, fatto sta che di sicuro investira nella società che ha appena comprato. C’è già chi parla di Europa, penso intanto che per quest’anno una salvezza sarebbe già abbastanza: in fondo mancano una manciata di giorni all’inizio del campionato e alla fine del calciomercato. A breve, probabilmente, il Bari chiuderà con la Juve per Almiron e Yago, due buoni acquisti: l’argentino è un giocatore da provinciale e magari tornerà ai livelli di Empoli, lo spagnolo è un campione in potenza. In Puglia si potrebbe avvicinare all’atto. Per il resto la squadra è fatta e, almeno fino al mercato di gennaio gli investimenti saranno limitati, poi chissà. Certo, semplificando un po’ tutto potrei dire ai tifosi del Bari di non aspettarsi la luna: Barton non sarà un nuovo Abramovich. In fondo, se lo fosse, non avrebbe acquistato il Bari, ma magari, che ne so, la Roma. In ogni caso, con l’addio di Matarrese si è davvero chiusa un’era.

Polemica sterile

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Saranno stati il gol in fuorigioco e un paio situazioni dubbie in area risolte a favore della Juve tra Trofeo Tim e Berlusconi, ma al pronostico di LIppi sul vincitore del campionato Mourinho si è risentito e non lo ha certo mandato a dire: “Sembra che il torneo sia già finito ancora prima di iniziare. E’ davvero la prima volta che leggo che un c.t., una persona che ha una grandissima responsabilità istituzionale, dice che il prossimo campionato lo vincerà una determinata squadra, la Juventus. Il solo fatto di dirlo credo sia una mancanza di rispetto. Mi aspetto una reazione del calcio nazionale”. Risposta soft ma velenosa del tecnico viareggino: “Mi dispiace se Mourinho dà questa interpretazione: era solo un pronostico, mi è stato chiesto lì per lì chi vincerà lo scudetto, ho detto quel avevo in mente. Mourinho mi sembrava una persona intelligente, mi dispiace interpreti diversamente: ma non c’è alcun problema. Certo, non si può dire mezza parola…”. Il veleno, ovviamente, sta in quel “sembrava”… Credo davvero che questa volta Mourinho abbia perso un’occasione per stare zitto: il suo sospetto e la sua voglia di fare polemica nascono dal fatto che Lippi sia un uomo-Juve, non credo infatti che avrebbe avuto la stessa reazione se il c.t. avesse pronosticato la vittoria dell’Inter.

Indicazioni berlusconiane

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Non riesco credere che l’abbia davvero detto, o almeno che l’abbia detto credendoci. Ecco cosa ha dichiarato ai microfoni Berlusconi dopo la partita di ieri sera: “Ronaldinho è il nostro Bolt. Giocando dietro le punte a ridosso dell’area di rigore è nel vivo dell’azione e può procurarsi punizioni e rigori. Tornerà quello di prima”. Ecco, peccato che per essere il Bolt del calcio, Ronaldinho dovrebbe, oltre a procurarsi punizioni e rigori, segnare con continuità e distribuire assist come se piovesse. Un giovane Bolt, non fosse altro per la velocità, ce l’ha davvero il Milan, ma si tratta di Pato, che partendo da lontano come sta facendo addosso può mettere in difficoltà chiunque, anche se vederlo agire così lontano dall’area di rigore è davvero un peccato. Soprattutto perchè per adesso Huntelaar sembra un pesce fuor d’acqua. E la Juve? Che cosa le ha lasciato questo Trofeo Berlusconi? Credo la sensazione di aver davvero fatto un grande acquisto portando in bianconero Diego. Al di là della rete, frutto di una fortunosa deviazione, il brasiliano è uno che ogni volta o quasi riesce a saltare l’uomo e a creare la superiorità numerica. E poi, oltre ad avere tecnica e cambio di passo invidiabili, è anche tosto nei contrasti. Cosa in cui eccelle anche l’altro super acquisto Melo, che però costretto a sobbarcarsi tutto il lavoro di copertura, ieri sera non è apparso particolarmente brillante. Infine, sempre in ottica-titolare, molto meglio De Ceglie di Molinaro.

Cambiasso out, ma Sneijder c’è

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Se il trofeo Tim ha portato una ventata di ottimismo in casa bianconera, all’Inter di sicuro stanno ridendo meno. Non tanto per il risultato sportivo, quanto per l’infortunio riportato da Cambiasso proprio durante la sfida tra i nerazzurri e la Juve. Il mediano argentino è stato sottoposto agli accertamenti medici da cui è risultata una lesione del menisco esterno del ginocchio destro. Niente di particolarmente grave, sia chiaro, ma uno stop di almeno un mese e mezzo è da mettere in conto: l’Inter non avrà dunque a disposizione uno dei suoi uomini chiave in questo inizio di campionato. A centrocampo, però, al di là dell’infortunio di Cambiasso, sta per arrivare qualcuno, e non si tratterà propriamente di un suo sostituto. L’affare-Sneijder sembra sia quasi in porto: nonostante l’Aston Villa, è l’Inter, comprensibilmente, ad essere in vantaggio. Il Real Madrid vorrebbe una ventina di milioni, Moratti sogna un prestito con diritto di riscatto: l’accordo pare sarà trovato a mezzo, con una sorta di prestito particolarmente oneroso. D’altra parte l’Inter di contante ne ha grazie al Barcelona, e Sneijder è, effettivamente, uno dei pochi giocatori di valore disponibili per quel ruolo di vertice alto, senza considerare che potrebbe anche giocare da interno, non essendo, in fin dei conti, un trequartista classico. Ma nella rosa dell’Inter sarà quanto di più vicino al numero 10… anche se, considerando le voci dei giorni passati, avrei puntato tutto su Gourcuff, capace, nella stagione appena passata, di incantare a Bordeaux con, guarda caso, movenze esattamente zidaniane. E lo dico a costo di risultare blasfemo. Ma è probabile che i girondini, dopo averlo riscattato dal Milan, abbiano chiesto più di 30 milioni.

Ranieri di Russia

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Spalletti sulla panchina dello Zenit? Ovviamente una bufala, talmente clamorosa da non meritare nemmeno attenzione: lauto sì l’ingaggio proposto dai russi, ma il fatto che la voce sia venuta fuori a una decina di giorni dall’inizio del campionato non ha certo contribuito alla sua credibilità. Fatto sta che lo Zenit San Pietroburgo sta davvero cercando, dopo l’esonero di Advocaat, un nuovo allenatore e pare che lo voglia italiano, a tutti i costi. A proposito di costi, quello dal curriculum più nobile, cioè Mancini, potrebbe risultare troppo dispendioso anche per loro. Moratti lo sta tuttora pagando e lo farà ancora, incredibile, per tre anni. Lui, per andare in Russia, pretenderebbe, come ormai è prassi in questi casi, una buonuscita dall’Inter. Insomma, anche qua l’accordo è complicato, perchè non stiamo certo parlando di spiccioli. E allora? Allora prende forza la candidatura di Claudio Ranieri, ancora sotto contratto con la Juve, ma che avrebbe trovato un accordo per terminare il suo rapporto con la Vecchia Signora allo scoccare del 2010, esattamente in tempo per approdare in Russia, dove il campionato va di pari passo con l’anno solare. D’altra parte, Ranieri ormai non ha più nessuna possibilità di sedersi su qualche panchina di prestigio, mentre, ad esempio, Spalletti in futuro potrebbe puntare a Juve o Milan e Mancini, nel frattempo, continua a pensare all’Inghilterra. Per Ranieri, insomma, potrebbe essere un’ottima opportunità, se non altro per gonfiare ulteriormente il conto in banca.

Profumo di campionato

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Juventus 5, Inter 4, Milan 0. Questo il responso del Trofeo Tim, che va così, per la prima volta, alla formazione bianconera. Squadre imbottite di riserve, ma qualche indicazione questo torneo estivo è riuscita comunque a darle. Il Milan, intanto, sembra un po’ indietro rispetto alle rivali, non solo come rosa, ma anche nel gioco. Huntelaar ha esordito ma è stato impalpabile, e questo c’era da metterlo in conto, tuttavia, personalmente, ho intravisto un giocatore che negli schemi dei rossoneri risulterà prezioso, cioè Abate, dotato di una corsa e di un cambio di passo capaci di bruciare chiunque lo affronti sulla fascia: l’importante è che, in mezzo all’area, ci sia qualcuno in grado di mettere dentro i suoi cross. La Juve ha dovuto ancora fare a meno del giocatore attorno a cui ha costruito il centrocampo e mutato schema di gioco: Diego. Tuttavia si è visto un buon Amauri, il migliore da gennaio a oggi. Facendo un po’ di ironia, si potrebbe dire che i bianconeri sono tornati ai vecchi tempi: un rigore inesistente e una rete in fuorigioco… Tra le note positive, anche se ha giocato poco, va comunque messo De Ceglie. E l’Inter? Mancava Eto’o e nella prima partita ha giocato senza punte, schierando in attacco l’improbabile coppia Quaresma-Mancini: a segnare contro la Juve ci ha pensato Motta, finalmente a suo agio nel centrocampo di Mourinho. Note negative Materzzi, che è riuscito a farsi espellere, e Rivas, inguardabile nell’episodio che ha permesso ad Amauri di segnare. Comunque, ieri non contava nulla, ma tra sei giorni, finalmente, si farà sul serio…

Bandiera rossa?

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Primo giorno in rosso per Aquilani, che ieri si è presentato alla stampa inglese e ai suoi nuovi tifosi: “E’ stata una decisione difficile, perché a Roma sono nato e cresciuto”. Riise gli ha già dato qualche dritta, che gli sarà utile per non deludere chi lo ha voluto fortemente: “Benitez è stato molto importante per il mio arrivo. Riise mi ha parlato molto bene di lui e mi ha detto che mi può aiutare a crescere come giocatore. Ne apprezzavo il lavoro già prima che spuntasse la possibilità di venire qui”.  Ma ha fatto bene il Liverpool ad investire su di lui, che dovrà affrontare la scomoda eredità di Xabi Alonso? “Voglio giocare il più presto possibile e non penso che ci saranno problemi. La Premier League è un campionato diverso da quello italiano, penso che sia il più difficile ma anche uno dei migliori e ci sono grandi squadre”. Frasi classiche, insomma, miele per la sua nuova squadra e sentiti ringraziamenti alla società di provenienza. Non è riuscito a diventare una bandiera a Roma, ce la farà a Liverpool? Ho dei seri dubbi, innanzitutto per la sua congenita fragilità, e poi perchè non lo vedo adatto ai ritmi della Premier League. In ogni caso, deve giocarsi la sua grossa occasione: pur deludendo le attese, è riuscito a fare il salto di qualità, almeno per quanto riguarda la società di cui vestirà la maglia.

I giovani vecchi faranno comodo

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L’Italia. in cerca di riscatto dopo la disastrosa Confederations Cup, non riesce ad avere la meglio sulla Svizzera in una partita che, nonostante le diverse occasioni da gol, finisce a reti inviolate. Uno 0-0 contro un avversario di caratura inferiore che, tuttavia, non suscita particolari preoccupazioni: in fondo, i giocatori sono ancora in pieno precampionato ed è stata, più che altro, l’occasione per provare qualche nuovo innesto come Criscito e Marchisio. Personalmente ho preferito il genoano, che ha giocato senza commettere errori, mentre lo juventino, partito bene, si è un po’ perso alla distanza. Criscito sulla fascia garantisce forse meno spinta di Grosso, ancora presumibilmente il titolare, ma il suo impiego può permettere a Zambrotta di sganciarsi in avanti più spesso. Marchisio ha dimostrato di avere un senso innato dell’inserimento in area di rigore ed in effetti ha avuto un paio di ghiotte occasioni, che però non ha sfruttato. Se dovesse trovare spazio nell’undici titolare in futuro, si potrebbe assumere il ruolo che fu di Perrotta (che ormai pare fuori dal giro) nella prima Nazionale di Lippi, anche se lo juventino, rispetto al romanista, è più “geometrico” ed abile nella costruzione del gioco. Terza presenza, poi, per Santon, che da terzino, destro o sinistro, starà con tutta probabilità in azzurro per più di un decennio, specialmente se Mourinho saprà valorizzarlo nel migliore dei modi. Nota positiva, alcuni spunti di Giuseppe Rossi, uno che l’uomo lo salta con facilità, così come Camoranesi, che si è però infortunato quasi subito. Anche se non sembra essere nulla di grave, si tratta di un altro juventino che si infortuna… E, ultima cosa: perchè nessuno ha comprato Inler?

Che colpo! Salvio..la

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Torna di nuovo a Firenze il Progetto, anche se con connotazioni diverse: acquistare a poco, vendere a molto per comprare giovani validi. Questa volta, però, la Fiorentina ai minorenni (o poco più) ha voluto giustamente affiancare dei tutor. Giusto quindi puntare su Marchionni e Zanetti, due ex juventini (già degobbizzati) un po’ fragili, vero, ma in grado di portare esperienza. Ma chi sono questi giovani bisognosi di supporto da parte dei “vecchi”? In rosa finora c’è, a dire il vero, solo Jovetic, da cui quest’anno è doveroso aspettarsi di più, se non altro in zona gol. Ma sono in arrivo, a quanto pare, un paio di giovani argentini, entrambi 19enni. Uno, in particolare, sarebbe un colpo importante. Si tratta di Salvio del Lanus, punta rapida e brevilinea, seguito da mezza Europa, che pare firmerà un contratto quinquennale, mentre in Argentina finiranno circa dieci milioni. L’attacco sarebbe a posto, con due titolari di livello, le loro due giovani controfigure in maturazione e Castillo, tranquillamente quinta scelta. L’altro giocatore in arrivo è Munoz, del Boca Juniors: difensore centrale, arriverebbe con un prestito oneroso da un milione circa. Conti alla mano, del tesoretto-Melo, la Fiorentina potrebbe avere quasi una decina di milioni. Come li investirà Corvino? Ebouè potrebbe essere raggiungibile ma, a questo punto, punterei su De Silvestri, risparmiando qualcosa e magari tenendo qualche “spicciolo”… non si sa mai.