L’Inter trova la sua prima vittoria, e lo fa addirittura abbattendo il Milan nel derby con quattro reti? La Juventus risponde subito andando a vincere a Roma grazie ai suoi due onerosi acquisti brasiliani. Diego, dopo il buon esordio col Chievo, esplode con una doppietta: la sensazione è che, in Italia, stavolta, sia davvero sbarcato un gran
de giocatore. Melo, invece, prima fa la diga, poi, al 93°, chiude il match. I bianconeri, dopo la seconda giornata, sembrano già essere gli unici a poter contrastare l’Inter. Se in casa romanista è buio pesto (zero punti), alla Lazio stanno probabilmente festeggiando i primi gol di Cruz e la testa della classifica, dove si sistemano anche le due genovesi. La Sampdoria gode ancora dell’intesa tra i suoi gemelli del gol Cassano-Pazzini, mentre il Genoa, squadra da calcio totale, vince grazie ad un difensore, Moretti. Bene la Fiorentina che contro il Palermo centra la vittoria: vero, deve ancora ringraziare il talento di Jovetic ma inizia ad avere l’impressione che questo, per il giovane montenegrino, possa essere l’anno del botto. Primi punti poi per il Napoli, che abbatte il Livorno al San Paolo grazie a Quagliarella, doppietta da profeta in patria per lui, e ad Hamsik, che continua nella sua abitudine di partire, anno dopo anno, col piede sull’acceleratore. Ora c’è la sosta, il campionato torna tra due settimane.
Di fronte alla prima delle “coalizzate” Mourinho ha compiuto la sua impresa più bella da quando allena in Italia. Vincere un derby è già un piacere, farlo con quattro reti dopo una settimana di polemiche (più create da lui che da altri, ad onor del vero) deve essere da estasi. In più, l’Inter ha giocato davvero bene, esprimendo esattamente il gioco perfetto per gli interpreti messi in campo. Gioco veloce e palla a terra, gra
n movimento e scambi nello stretto: così facendo i nerazzurri hanno realizzato due reti (sontuosi gli assit di Milito), quando è stata scelta la palla lunga Eto’o ha bruciato la difesa del Milan procurandosi un rigore ed infine l’Inter ha giocato anche la carta della botta da fuori: se Sneijder, ottimo all’esordio, c’è andato vicino, Stankovic ha fatto centro. Lezione di calcio, sorpasso e Milan con cinque reti al passivo dopo due turni: come bilancio non c’è male. Per i rossoneri una serata davvero storta: sono stati in partita solo per il primo quarto d’ora. Complice anche la “follia” di Gattuso e un’incomprensione al momento del suo cambio, poi ritardato, dal 2-0 per l’Inter è stata poco più che accademia. Per Leonardo una dura lezione sul campo, ma non solo di tattica: ha sbagliato nella gestione dei suoi uomini, cosa che un allenatore di una grande squadra non dovrebbe fare. E ora, dopo i trionfalismi per la vittoria di Siena, è già buio, e c’è bisogno, al più presto, di riscatto.
Il computer ha regalato agli appassionati di calcio una seconda giornata coi fiocchi: questo turno mette infatti di fronte le quattro legittime pretendenti al titolo in due classiche come il derby di Milano e Roma-Juventus. Ogni risultato della stracittadina di stasera avrà qualche ripercussione: se vincesse l’Inter, Mourinho potrebbe subito mettere a tacere i suoi nemici, che già rumoreggiano, a suo dire, ma se invece riuscissero a vincere i rossoneri, per l’Inter sarebbe notte fonda. Milan a 6 punti, e già 5 lunghezze di svantaggio dopo due partite, con l’aggravante di una sconfitta nel derby. Il pareggio, invece, sorriderebbe ancora ai rossoneri, e l’Inter rimarrebbe senza vittorie dopo due partite. Spettatrice interessata è certamente la Juve, che va a far visit
a alla Roma. I giallorossi, che in Europa League continuano a segnare come alle selezioni valdostane, in campionato hanno però iniziato con un passo falso a Genoa e cercheranno di rimediare davanti ai loro tifosi. Per la Juve si tratta di una grossa prova di maturità: in più, con tre punti, i bianconeri distanzierebbero ulteriormente una diretta concorrente, e una contemporanea sconfitta dell’Inter potrebbe portare a 5 i punti di vantaggio sull’Inter. Insomma, la coalizione Milan-Juve individuata da Mourinho potrebbe iniziare la propria sinergia sul campo fin da oggi… Un altro incontro interessante sarà Fiorentina-Palermo: uno scontro quasi da scudetto, si potrebbe dire, perché se i viola sono una squadra che cerca da qualche anno il salto di qualità definitivo, Zenga ha ammesso di avere ambizioni tricolori. Difficile che le realizzi, ma una buona partenza in campionato potrebbe comunque portare i siciliani molto in alto. Le altre partite in programma sono Bari-Bologna (oggi alle 18), Atalanta-Genoa, Cagliari-Siena, Chievo-Lazio, Napoli-Livorno, Parma-Catania e Sampdoria-Udinese.
Certo che a volte si fa fatica a credere che il caso non ci veda. Il Milan affronterà il Real Madrid e dunque Kakà, mentre l’Inter dovrà scontrarsi contro il Barcelona, e cioè con Ibrahimovic. Non so perchè, ma avrei detto che sarebbe andata esattamente così. I nerazzurri, poi, se ne andranno verso est per affrontare Dinamo Kiev e Rubin Kazan (un po’ come fece la Juve l’anno scorso), mentre il Milan, oltre allo Zurigo, ha nel girone l’Olympique Marsiglia, avversario che riporterà alla mente un paio di ricordi: i riflettori del Velodrome e la finale persa nel 1993. La Juventus non trova un girone morbido, anzi: Bayern Monaco e Bordeaux so
no avversari tosti e competitivi, in particolare i tedeschi, nonostante l’avvio di stagione disastroso, e il Maccabi Haifa ha stupito nei preliminari. E la Fiorentina? I viola tornano al passato, cioè al Lione già affrontato l’anno scorso. In più, l’affascinante sfida con il Liverpool e gli ungheresi del Debrecen, all’esordio nella fase a gironi della Champions League. Tirando le somme, le urne non sono certo state benevole con le italiane. Per la Fiorentina era scontato, essendo in terza fascia (ma almeno come quarta non ha il Wolfsburg), l’Inter ha pescato la peggior seconda possibile e affronterà squadre nel pieno della stagione, il Milan può sorridere davvero solo per lo Zurigo: in fondo, il Marsiglia non ha vinto il campionato l’anno scorso per un soffio. E la Juve, essenzialmente, può arrivare prima, ma anche terza. Certo, ci sono un paio di gironi da Europa League come Siviglia-Rangers-Stoccarda-Unirea Urziceni e Arsenal-AZ-Olympiacos-Standard Liegi, però è anche questo il bello del sorteggio…
Dissolto il caso-Sneijder (bastavano più soldi), la Juve risponde, pare, con Rafinha. Ma la nostra attenzione, oggi, deve andare alla Champions League, sia per quello che è successo ieri, sia per quello che succederà tra poche ore. La Fiorentina, pur faticando, non ha fallito la sua missione ed ha passato il turno eliminando lo Sporting Lisbona. Grande Jovetic: questo può essere davvero l’anno buono per la sua consacrazione, visto che finora il campo lo ha visto poco, e la porta ancora meno. Dello Sporting, non capisco come mai nessuno metta nel mirino Moutinho e Veloso, due che insieme fanno 46 anni e che andrebbero presi in coppia. Peccato che per questa stagione non potranno giocare in Europa per altre società… a proposito: oggi ci sono i sorteggi dei
gironi. Dando un’occhiata alle fasce, c’è l’imbucata Siviglia nella prima, che vive di rendita con le due coppe Uefa 2006 e 2007, stessa cosa, evidentemente, per il CSKA Mosca in seconda. Dove, accanto a Real Madrid e Juventus, c’è anche l’Az Alkmaar. Una seconda da pescare assolutamente! In terza, invece, ci sono, per le italiane, avversari scomodi come Atletico Madrid, Bordeaux e Olimpique Marsiglia. E in quarta fascia? Fantasia al potere: finalmente un’infornata di piccole società, assieme al Wolfsburg che, volendo, se le potrebbe comprare tutte. Apoel Nicosia, Rubin Kazan, Unirea Urziceni, Debrecen, Zurigo, Maccabi Haifa… alcune fanno parte della nobiltà del loro paese, altre hanno approfittato delle annate storte delle grandi storiche, basti pensare al fatto che per l’Olanda non hanno partecipato alla Champions nè Ajax nè PSV, che lo Steaua Bucarest era arrivato attardato in calssifica, così come le moscovite (tranne il CSKA) e lo Zenit. In ogni caso, complimenti al calcio cipriota, che riesce di nuovo a sedersi al tavolo delle grandi d’Europa. Altro che Superlega!
A volte sembra che tutto porti verso una durezione e poi, invece, non succede nulla. Prendiamo Wesley Sneijder: un brillante inizio di carriera all’Ajax, poi due anni fa l’approdo al Real Madrid, dove disputa un primo anno strepitoso, per frenare poi nel secondo, complice un infortunio al ginocchio. Questa estate, a causa del mercato “pereziano”, diventa l’agnello sacrificale e su di lui si butta l’Inter. Ma lui nicchia: vorrebbe rimanere a Madrid e giocarsi le sue carte. In fondo, si tratta di un centrocampista duttile, brevilineo e perciò rapido e dotato della “bomba” dalla distanza, ed è ancora giovane. Niente da fare: intanto gli dicono che se ne deve andare,
poi gli tolgono le chiavi dell’armadietto, infine assegnano il suo numero 10 a Lassana Diarra (roba da strappare l’abbonamento al Real, se fossi stato un loro tifoso). Oltre al danno, insomma, la beffa. Ma lui, proprio, di andare all’Inter non ne vuole sapere, anche se, a quanto pare, a Milano arriverebbe anche a guadagnare di più, con tanto di posto da titolare assicurato. Ma non c’è mobbing che tenga, è a Madrid che vuole rimanere. Gli starà antipatico Mourinho, evidentemente. E allora? Allora il portoghese continua a volere un trequartista e si sta avvicinando sempre di più Julio Baptista, uno che, a dirla tutta, aveva iniziato da mediano, a Siviglia si era imposto come centravanti e che, nelle stagioni successive tra Real Madrid, Arsena e Roma non ha particolarmente brillato, dichiarandosi nel frattempo trequartista, nonostante il fisico da mediano, sì, ma di mischia. Fatto sta che, a questo punto, Sneijder è lontano e La Bestia molto vicina, anche se, tra i due, non avrei avuto dubbi. Più di così, per mandarlo via, cosa potevano fare a Madrid?
Tutti a caccia di terzini. Cioè, almeno le squadre che ne hanno bisogno. Partiamo da chi l’affare l’ha già fatto, cioè la Fiorentina che, dopo aver pensato a Ebouè, ha scelto una soluzione nostrana, più economica e più giovane, ingaggiando De Silvestri, 21 anni, cursore che agli esordi ha fatto scalpore (un “futuro passato” da nuovo Nesta), ma che nella Lazio, chiuso da Lichtsteiner, faticava a trovare spazio. Bruciato così il Milan, che voleva inserire Oddo nell’operazione. Poco male: forse i rossoneri investiranno sì su un terzino, ma di fascia opposta. E già si fa il nome di De Ceglie, uno che, forse dà il meglio di sè dal centrocampo in su. Un po’ come l’acquisto ripudiato Cissokho, che già sta facendo meraviglie a Lione, dove, per colpa sua, non
gioca più Grosso, accostato di nuovo alla Juventus. I bianconeri visti contro il Chievo, in effetti, hanno bisogno di laterali che spingano, visto il rombo nel mezzo. Ma a sinistra Molinaro non è esattamente un crossatore, mentre il già citato De Ceglie ha, per adesso, ancora limiti in difesa. Grosso non lo vedrei affatto male: ha 32 anni, ma un paio di stagioni di livello le può assicurare. Ma la Juve, se farà l’ultimo investimento, che fascia rinforzerà? Perchè anche la destra non è che sia sontuosa: Grygera in avanti è timido ed ha piedi da ruvido stopper e Zebina, uno che spinge, anche troppo a volte, è sempre rotto. Ecco dunque spuntare il nome di Rafinha, che tra l’altro è brasiliano, il che a Torino va di moda. E se la Juve non cedesse De Ceglie al Milan (cosa nella logica, tra l’altro)? Lo juventino, inatnto, potrebbe andare al Napoli, scoperto in quel ruolo, e i rossoneri sceglierebbero come fascia da aggiustare la destra: in fondo Zambrotta da terzino iniziò a fare il fenomeno esattamente a sinistra. A destra, invece, potrebbe arrivare Faubert. Vaga somiglianza con Vin Diesel, più centrocampista che difensore, è uno dei misteri del calcio moderno: arrivato nel mercato invernale al Real Madrid, ha messo insieme la bellezza di due presenze, e adesso potrebbe ripartire dal West Ham per approdare al Milan. C’è di peggio nella vita.
La prima giornata, complice l’avvio anticipato, è riuscita a regalare qualche risultato a sorpresa. Su tutti, il pareggio casalingo dell’Inter contro il Bari: in vantaggio con un rigore (generoso) di Eto’o, i nerazzurri subiscono la rete di Kutuzov e non riescono più a tornare in vantaggio. Mourinho non ha sicurezze in mezzo al campo, perché ha perso Cambiasso, non ha ancora il suo trequartista e, dopo mezz’ora, tira fuori Muntari, a corto di energie anche per colpa del Ramadan. Inutile dire che il tecnico portoghese ha avuto modo di polemizzare anche su
questo. Nella Juve, invece, chi sta osservando il digiuno è Sissoko, ma tanto il maliano non ci sarà almeno per un altro mese. Chi c’è già è invece Diego, che con i suoi dribbling e le sue accelerazioni ha messo spesso in difficoltà la difesa del Chievo. A segnare ci ha pensato Iaquinta, che comincia così il suo campionato così come aveva finito quello passato, cioè andando in gol. Bella Juve nel primo tempo, vale a dire finché dura la benzina, poi evidente il calo fisico dei bianconeri, ma il Chievo non tira mai in porta, tra una settimana però c’è già Roma-Juve (oltre al derby di Milano): chissà se i giallorossi, sconfitti alla prima giornata dal Genoa in rimonta per 3-2, saranno così clementi, visto che vorranno ad ogni costo i tre punti…Per il resto, bene la Sampdoria sul solito asse Cassano-Pazzini, il Palermo, che supera il Napoli nonostante il gol di Hamsik (un classico di inizio campionato), e la Lazio che manda in gol il suo capitano Rocchi. Da notare poi la doppietta di Di Natale e il gol di Paloschi, l’Inzaghi del futuro. Alla prossima. E che giornata sarà già la seconda…
E se Berlusconi avesse ragione? Se fosse davvero Ronaldinho l’uomo in grado di prendere il Milan per mano e portarlo in alto? Se bastasse una rondine per far primavera, potrei subito dare ragione al Premier… invece ci andrei cauto. La prestazione del Gaucho è stata positiva, ha avuto dei lampi eccezinali, tra cui ovviamente i due assist per Pato e Flamini, ma si trattava pur sempre della prima partita di campionato (squadre ancora imballate, situazione da work in progress) e l’avversario era, con tutto il rispetto, il Siena. Chi sembra sul serio poter prend
ere il posto di Kakà nel cuore dei tifosi rossoneri è, senza dubbio stavolta, Pato. Ieri due reti, dopo le 9 in mezza stagione nel 2007/2008 e le 15 della scorsa annata fanno già 26 in 55 presenze, numeri impressionanti, se si considera che non ha ancora compiuto 20 anni. Deve agire vicino alla porta, c’è poco da fare, e il posizionamento di Ronaldinho dietro le punte non potrà che giovargli: in ogni caso stiamo parlando di uno che diventerà un grandissimo del calcio mondiale. Detto del Milan, ieri ha giocato anche la Fiorentina: 1-1 a Bologna, reti di Mutu e Osvaldo che, ironia della sorte, da quando era a Bologna non aveva ancora trovato il gol: lo ha fatto contro la sua ex squadra. D’altra parte è una delle leggi non scritte del calcio, quella del gol dell’ex, dico. Oggi il resto delle partite: l’Inter anticipa alle 18.
Finalmente si comincia. Che campionato sarà quello che ci aspetta? Un torneo che ha perso le sue stelle più luminose, volate in Spagna, ed alcuni vecchie glorie come Maldini, Nedved e Figo. Non c’è più nemmeno Ancelotti, in compenso sulle due panchine più prestigiose d’Italia siederanno i due esordienti (o quasi) Leonardo e Ferrara, mentre da quella dell’Inter Mourinho ha già trovato modo di polemizzare contro un pronostico! Persi Kakà e Ibra, la curiosità è per i nuovi arrivi Diego, Eto’o e Huntelaar, e sono
curioso di vedere Pastore del Palermo: a proposito, i rosanero, anche se non vinceranno lo scudetto, sono una discreta squadra, e come loro ce ne sono diverse: il livello medio della Serie A non è affatto male. Pensiamo al Genoa, alla Roma, alla Lazio, che ha già vinto la Supercoppa, alla Fiorentina, all’Udinese che ha perso “solo” Quagliarella, finito al Napoli, una delle regine del mercato. Insomma, si prospetta una bella lotta per la qualificazione alle coppe europee, e forse anche per lo scudetto per l’Inter non sarà così facile: i nerazzurri, nonostante la cessione di Ibrahimovic, sembrano più completi, ma devono trovare un gioco, cosa che l’anno scorso non era stata necessaria. La Juve, invece, spera nei suoi due super-acquisti Diego e Melo per il salto di qualità. Ed il Milan? Un’altra incognita: via Kakà e cambio di modulo. Potrebbe essere il trionfo o il disastro. Ad ogni modo, oggi si parte. La prima partita di questa stagione è Bologna-Fiorentina alle 18, poi, alle 20.45, il Siena ospita il Milan. Domani alle 18 l’Inter affronta il Bari “texano” a San Siro. Ilo resto degli incontri saranno giocati alle 20.45: insomma, si gioca tutti di sera, sperando nel fresco. Tra i match più interessanti ci sono Genoa-Roma e Palermo-Napoli, e inoltre c’è Juventus-Chievo.
