Alla fine l’affare è andato in porto e la sensazione, mia almeno, è che l’Inter abbia fatto il colpaccio. Alla fine non riuscirà a risparmiare sugli ingaggi, ma almeno ha incassato 50 milioni di euro. Ha perso sì uno che i gol se li inventava, dando un senso al gioco non brillantissimo di Mourinho, ma ha preso un signor centravanti, ma non un armadio, dunque più mobile, e presto opererà di nuovo sul mercato. Fortissi
mo tra le mura domestiche, appena si affaccia nel giardino d’Europa Ibra balbetta. E’ fatto così, chissà se ci smentirà tutti in blaugrana, dove non sarà l’unica stella: chissà che non soffrisse troppo la pressione. Di sicuro adesso non ha più quel fastidioso mal di pancia che lo ha accompagnato per mesi: “Sono felice come un bambino e con un’immensa voglia di cominciare a giocare nel Barça”. Parola di Zlatan Ibramovic, direttamente da Malmoe, dove lo svedese passerà il fine settimana prima di volare domenica a Barcellona per sottoporsi alle visite mediche di rito. Il tecnico Guardiola, nel frattempo, lo attende con ansia: “Mi aspetto il meglio da Ibrahimovic. E’ un ottimo giocatore, ma non voglio fare altri commenti fino a quando non ci saranno annunci ufficiali. Se dovesse arrivare, spero che si adatti al calcio spagnolo”. Che magari seguiva da tempo: non da un anno, quando nacque l’amore con il Barcelona, ma fin da piccolo, quando ammirava e tifava per lo squadrone guidato da Cruyff, con tanto di poster in camera. Magari di Stoitchkov. Si accettano scommesse.
