Se quelle di ieri erano voci, oggi voglio parlare di un giocatore che, a quanto pare, in Inghilterra ci sta per andare sul serio. O meglio, ci sta per tornare: si tratta di Patrick Vieira. Sembra infatti cosa certa il suo trasferimento al Tottenham, rivale storico della società nella quale il franco-senegalese si è affermato come campione di caratura internazionale. Dopo gli inizi in Francia ed una fugace apparizione al Milan (dove viene bocciato, si dice, anche per la sua statura: troppo alto per il calcio degli anni ‘90 ma adattissimo per q
uello del 2000…), è giocando nei Gunners che Vieira da il meglio di sè, diventandone anche capitano. Lunghe leve, personalità, senso dell’inserimento, tecnica e potenza nell’Arsenal tutto palla a terra e in velocità disegnato da Wenger, capace di vincere tre Premier League e quattro FA Cup, ma nessun alloro europeo, anche se in Champions giocare ad Highbury era il peggio che ti poteva capitare. Ricordo l’estate del 2005, quando la Juventus lo acquistò per metterlo accanto ad Emerson: non so se all’epoca in Europa si trovava di meglio. Tuttavia l’ultimo grande colpo di Moggi vive una stagione in chiaroscuro, con un’ottima partenza, condita da gol decisivi, ma con una seconda parte in calo, soprattutto a causa della pubalgia. Il vero Vieira finisce con Calciopoli: acquistato dall’Inter, in tre anni non riesce a dare in pieno il suo contributo (non per colpa del club, sia chiaro), non va mai oltre le 20 presenze a campionato e in totale gioca solo 75 partite, tra i soliti problemi fisici e convocazioni in Nazionale tra le polemiche. A Londra lo cedettero perchè avevano in rampa di lancio Fabregas, a Torino perchè c’era la Serie B, all’Inter non lo rimpiangerà nessuno. Anzi, liberarsi del suo pesantissimo ingaggio non potrà che far sorridere Moratti.
