“Sono molto grato al Milan. Se oggi sono riconosciuto come un giocatore internazionale lo devo al Milan, insieme alla nazionale brasiliana. Mi spiace per quello che è successo, ma questo sarà il mio futuro. Spero che il Milan possa fare tante cose con Leonardo, cui mando un grosso ‘in bocca al lupo’… Florentino Perez va capito: è una questione di politica sportiva. Certo, l’acquisto di Cristiano Ronaldo ha sorpreso anche me perché è avvenuto tutto molto in fretta. Ma una grande squadra ha bisogno di giocatori che
possano risolvere da soli una partita, e Cristiano Ronaldo è quel tipo di calciatore… Spero che Dunga abbia ragione e che io torni ad essere il miglior calciatore del mondo. Per riuscirci devo ricominciare a vincere, e vorrei iniziare da qui: i riconoscimenti individuali arrivano sempre grazie alle conquiste collettive”. Questo, più meno, ciò che ha detto Kakà dal ritiro della Selecao. Ormai un giocatore del Real Madrid, e sembra davvero entusiasta della sua nuova avventura calcistica. Nel frattempo il Milan, per dimenticarlo, cerca di reinventarsi: nessun sostituto, ma importanti variazioni allo spartito degli ultimi anni. Preso Cissokho, i rossoneri puntano sempre Mexes e continuano il corteggiamento a Dzeko. Insomma: solidità difensiva, spinta sulle fasce e gioco aereo… tutti elementi che al Milan sono mancati negli anni di Kakà. D’altra parte un altro come lui non c’è, tanto vale cambiare tutto. E considerando che anche Pirlo e Gattuso potrebbero cambiare aria, il cambiamento potrebbe essere davvero epocale.
