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	<title>Il Blog di Matteo Innocenti &#187; 2009 &#187; Giugno &#187; 14</title>
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	<description>Il calcio secondo me</description>
	<pubDate>Sun, 20 May 2012 12:01:12 +0000</pubDate>
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		<title>Che Parma quel Parma&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 15:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Innocenti</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Parma è stato, nei miei primi anni da tifoso juventino, il mio vero rivale. E&#8217; a causa del Parma che, a soli nove anni, versai le mie prime lacrime calcistiche. Era il 14 maggio 1992 e Melli e Osio, al Tardini, riuscirono a ribaltare il risultato della finale di andata della Coppa Italia, regalando al Parma e a Parma il primo trofeo. Nonostante la tenera età ero già conscio del blasone della mia Juve e del fatto che il Parma fosse una provinciale a diguno di grande calcio, per cui, evidentemente, non la presi benissimo<img class="alignright" title="parma, zola, fc" src="http://parma.theoffside.com/files/2007/12/parma_zola_1993_.jpg" alt="" width="180" height="196" align="right" />. Appena tre anni dopo ci saremmo spartiti un&#8217;intera stagione: Scudetto e Coppa Italia a Torino, Coppa Uefa in Emilia. Nel frattempo il Parma aveva fatto in tempo ad andare a Wembley a vincere una Coppa delle Coppe contro il modesto Anversa e a perderne un&#8217;altra contro l&#8217;Arsenal. Insomma, dalla B all&#8217;Olimpo del calcio in pochi anni, sempre mantenendo la bella immagine della provinciale e di un&#8217;isola felice in cui poter realizzare i propri sogni sportivi. Il Parma FC, negli anni Ottanta palestra per tecnici come Sacchi e Zeman, era arrivato alla Serie A nel 1990, qualificandosi subito per la Coppa Uefa. Tre finali europee consecutive, ma anche tanti giocatori lanciati: il &#8220;sindaco&#8221; Osio, il frizzante Melli, l&#8217;idolo Asprilla, che riuscì a interrompere l&#8217;imbattibilità del Milan dopo 58 partite, l&#8217;esotico portiere brasiliano Taffarel, la difesa Benarrivo-Minotti-Apolloni-Di Chiara, il paffuto Brolin, Cuoghi e Zoratto, Crippa, ma anche Zola, che lì trovò la maturità calcistica. Il Parma, o almeno quel Parma, iniziò a scomparire nell&#8217;estate del 1995, quando acquistò la stella (cadente) bulgara Stoichkov. Fu una stagione fallimentare, se messa a confronto con le precedenti, e a fine anno se ne andò l&#8217;allenatore che aveva creato quella squadra, Nevio Scala. La società iniziò a tradire la sua vera natura, arrivarono gli investimenti pesanti e i campioni di livello internazionale, il Parma, per stare al tavolo con le grandi, doveva giocare con le stesse carte. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
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