L’affare Cristiano Ronaldo mi ha costretto a posticipare ad oggi le mie riflessioni sulla Nazionale dopo l’amichevole contro la Nuova Zelanda. Prendere tre gol da questi avversari, intendiamoci, non è mai un buon segnale, ma in fondo si trattava di una partita che non contava niente e con qualche giocatore a riposo. Le preoccupazioni, dunque, sono più vaste e non riguardano la prossima Confederations Cup, bensì la Coppa del Mondo, in programma tra un anno. La nostra Nazionale ha alcuni punti fermi, mentre in certi ruoli la situazione è decisamente più incerta. Portiere e difesa, co
n la probabile promozione a titolare inamovibile di Santon, sono fatte. Insieme a Chiellini giocherà Cannavaro, che avrà 37 anni: purtroppo di degni eredi non se ne vedono. Per l’altro posto, duello tra i campioni del Mondo Zambrotta e Grosso. A centrocampo non mi discosterei dal canovaccio Pirlo-Gattuso-De Rossi, in attacco, invece, i giochi sono più aperti. Innanzitutto, l’Italia non ha gli uomini per giocare con il 4-2-3-1 visto a Pretoria: Rossi non è un trequartista, ma invece si potrebbe adattare nel 4-3-3 che con molta probabilità Lippi vorrà schierare. Con Gilardino centravanti, sulla destra possono giocare Iaquinta, Camoranesi o Pepe. Da come ha giocato quest’anno, cioè lontano dalla porta, partendo da sinistra, farebbe comodo anche Cassano, ma in Sudafrica, come sappiamo, ci potrà andare solo da turista. In ogni caso, non abbondano i fenomeni, perchè dietro Buffon, Amelia non regala certo sicurezze, come già detto non ci sono centrali in grado di lottare con Cannavaro per un posto da titolare, a centrocampo le uniche alternative sono Palombo e Montolivo, mentre in attacco Toni è in declino. Manca però ancora un anno, chissà che qualche faccia nuova non ci stupisca…
