Non è stata una bella partita: da due protagoniste del genere era lecito aspettarsi qualcosa in più. Però era una finale ed è normale che lo spettacolo sia stato sacrificato a favore della disciplina tattica. Il gol di Eto’o dopo dieci minuti poteva però far pensare ad una reazione veemente del Manchester United, che invece è stato per tutta la partita inferiore al Barcelona. Non ha brillato nemmeno Cristiano Ronaldo, Pallone d’Oro in carica, che nella serata di Roma ha idealmente consegnato il titolo a Messi, già suo erede ann
unciato ed autore della rete che ha chiuso la gara. Peraltro con un colpo di testa splendido, da centravanti vero e non, in teoria, nelle corde di chi deve la sua fortuna ad un mancino maradoniano. Era la finale più attesa, e forse è giusto che se la siano aggiudicata i catalani: più belli, più tecnici, più spettacolari. Le due squadre, in realtà, praticano un calcio simile, fatto di possesso palla, velocità e gioco a terra in cui il lancio lungo è sempre l’ultima delle soluzioni. Più tecnico il Barcelona, più “operaio” lo United: forse non è un caso che, per larghi tratti di gara, le due squadre si siano annullate. I Red Devils, però, hanno pagato il fatto di non avere, tra le loro mille risorse, un centravanti di spessore, un rapace: non a caso il match per i blaugrana si è messo subito in discesa grazie ad una zampata di Eto’o. Dunque, l’esordiente Guardiola in questa stagione ha portato in Catalogna Liga e Champions League, ma è anche vero che, appena presa la patente, ha potuto subito guidare una fuoriserie. Ma non si adagi sugli allori: da quel vecchietto che sedeva sull’altra panchina all’Olimpico, beh, c’è sempre da imparare.
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Maggio 28th, 2009 at 11:25 am
Grande Messi, Maradona l’avrebbe colpita con la mano quella palla…