E così l’Inter ha acquisito la matematica certezza del suo scudetto senza nemmeno aspettare di scendere in ampo. Troppo arrendevole, troppo morbido e svagato il Milan visto a Udine ieri sera. Non che ci fossero dubbi sul tricolore, ma a questo punto torna fortemente in discussione anche il secondo posto, nel caso la Juventus riesca a vincere contro l’Atalanta. L’Inter ha conquistato così il suo 17° titolo (o titulo?), raggiungendo i cugini-rivali del Milan. La stagione è dunque da considerarsi più che postiva, nonostante la precoce eliminazione dalla Champions League. Tuttavia io sono uno di quei vecchi romantici del calcio che continuano a vedere la conquista del tricolore come ad una grande conquista. Per vincere un campionato bisogna dimostrarsi più forti, compatti e continui degli altri. Per vincere in Europa, invece, serve anche una discreta dose di fortuna. L’Inter è stata la più forte, è sempre stata davanti, c’è poco da fare. l’unica attenuante per le rivali può essere quella degli infortuni, ma anche rimepire meno l’infermeria può essere considerato un merito. A proposito di meriti, questo è davvero lo scudetto di Ibrahimovic, mai così decisivo, mai così goleador. Quante volte ha trascinato al sua squadra lontano dalle secche di un match senza squilli? Quante volte si è inventato reti dal niente? Altro grandissimo protagonista è stato Julio Cesar: in questa stagione nessuno è stato così prodigioso. E poi altri due giocatori che reputo fenomenali: Maicon, il migliore terzino destro del pianeta, e Cambiasso, eccezionale uomo d’ordine. L’Inter, dunque, una squadra con questi quattro fuoriclasse assoluti, diversi giocatori di grande caratura (Samuel, Cordoba, Stankovic), un paio di fenomeni in potenza (Balotelli e Santon), qualche onesto pedatore (come Muntari e Maxwell) e altri elementi da rottamare (Cruz, Crespo, Figo, Vieira) o già rottamati (Adriano), messi in campo da quel Mourinho che non si è rivelati così speciale, ma che tuttavia ha saputo continuare il lavoro del suo predecessore. Anche questo è un merito. Il prossimo anno, però, dovrà davvero vincere la Champions League. Nel frattempo, buoni festeggiamenti.
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